Un passaggio atteso da anni per aggiornare il quadro normativo della progettazione strutturale italiana. La Conferenza Unificata, nella seduta del 7 luglio 2026, ha sancito l’intesa sullo schema di decreto riguardante l’approvazione delle nuove Appendici nazionali agli Eurocodici, i documenti che individuano i parametri tecnici da utilizzare nel territorio italiano per il calcolo e la verifica delle costruzioni.
L’intesa raggiunta in Conferenza Unificata aggiorna i parametri italiani degli Eurocodici, allineando progettazione strutturale, sicurezza sismica e norme tecniche alle esigenze attuali del settore edilizio.
Il provvedimento è predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero dell’Interno e con il Dipartimento della Protezione civile. L’intesa raggiunta tra Governo, Regioni ed enti locali rappresenta uno dei passaggi necessari per arrivare all’adozione definitiva del decreto. Le fonti ufficiali attestano, al momento, l’accordo sullo schema normativo; il testo allegato prevede ancora la trasmissione agli organi di controllo e la successiva pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e sul portale del Ministero.
Non si tratta di una modifica formale o di un semplice aggiornamento terminologico. Le Appendici nazionali, conosciute anche come Annessi nazionali, consentono di adattare gli standard europei alle condizioni geografiche, climatiche, costruttive e di sicurezza proprie di ciascun Paese. Intervengono, quindi, su aspetti che possono avere conseguenze dirette nella progettazione di edifici, ponti, infrastrutture, fondazioni e opere esposte ad azioni sismiche, incendi, vento, neve o altre sollecitazioni.
Che cosa sono gli Eurocodici
Gli Eurocodici strutturali costituiscono un sistema coordinato di norme europee destinato alla progettazione delle opere di ingegneria civile. Contengono criteri di calcolo condivisi per le costruzioni in calcestruzzo, acciaio, legno, muratura, alluminio e materiali compositi, oltre alle disposizioni riguardanti la progettazione geotecnica e la resistenza delle strutture alle azioni sismiche.
L’obiettivo è mettere a disposizione dei progettisti un linguaggio tecnico comune, capace di agevolare la circolazione dei servizi di ingegneria e dei prodotti da costruzione all’interno del mercato europeo. Le norme comunitarie, tuttavia, non impongono sempre valori identici a tutti gli Stati. In numerosi punti lasciano alle autorità nazionali la possibilità di scegliere coefficienti, metodi di calcolo e livelli di sicurezza, indicati come Nationally Determined Parameters, cioè parametri determinati a livello nazionale.
È proprio in questo spazio che entrano in gioco le Appendici. Secondo il sistema europeo, un Annesso nazionale deve indicare le scelte compiute dallo Stato per i parametri lasciati aperti dagli Eurocodici. In assenza di tali indicazioni, alcune parti delle norme europee non potrebbero essere applicate in modo completo e uniforme sul territorio nazionale.
I valori scelti possono riguardare, per esempio, i coefficienti parziali di sicurezza, le combinazioni delle azioni, i carichi climatici, le prestazioni richieste alle strutture e i metodi ammessi per determinate verifiche. Non tutti i parametri consistono in un numero: in alcuni casi possono assumere la forma di tabelle, grafici, procedure di calcolo o indicazioni sull’utilizzo di specifici allegati informativi.
Il rapporto con le Norme tecniche per le costruzioni
Il nuovo decreto si inserisce nel sistema delineato dalle Norme tecniche per le costruzioni del 2018, approvate con il decreto ministeriale del 17 gennaio 2018, e dalla relativa Circolare applicativa n. 7 del 21 gennaio 2019.
Le NTC stabiliscono i requisiti generali di sicurezza, durabilità e affidabilità delle costruzioni realizzate in Italia. Per gli aspetti non espressamente disciplinati, consentono di ricorrere a normative di comprovata validità, tra le quali assumono un ruolo centrale proprio gli Eurocodici, accompagnati dalle rispettive Appendici nazionali.
Il capitolo 12 delle NTC riconosce infatti la coerenza degli Eurocodici con i principi della normativa italiana, purché siano applicati tenendo conto delle precisazioni introdotte a livello nazionale. Il decreto in corso di approvazione serve, pertanto, a rendere più chiaro e aggiornato il collegamento tra il sistema europeo e quello italiano.
Il precedente quadro nazionale era stato definito con il decreto ministeriale del 31 luglio 2012, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 27 marzo 2013. Da allora sono intervenuti aggiornamenti delle norme UNI, correzioni tecniche, modifiche agli standard europei e, soprattutto, l’entrata in vigore delle NTC 2018. La revisione delle Appendici risponde quindi alla necessità di superare un insieme di riferimenti ormai non più pienamente allineato alla normativa vigente.
Quali settori saranno interessati
Lo schema di decreto richiama 58 parti degli Eurocodici, ordinate in base ai diversi ambiti della progettazione. L’elenco parte dalla UNI EN 1990, dedicata ai criteri generali della progettazione strutturale, e prosegue con le norme relative alle azioni sulle costruzioni, alle diverse tipologie di materiali e alla sicurezza sismica.
Un primo gruppo riguarda la UNI EN 1991, che disciplina le azioni agenti sulle strutture. Rientrano in questa sezione i pesi propri degli edifici, i sovraccarichi, le azioni del vento, i carichi da neve, le variazioni termiche, le condizioni eccezionali e le sollecitazioni prodotte dal traffico sui ponti. Sono comprese anche le azioni generate da gru, macchinari, silos e serbatoi.
Una parte consistente del provvedimento interessa la progettazione delle strutture in calcestruzzo, regolata dall’Eurocodice 2, e quella delle opere in acciaio, disciplinata dall’Eurocodice 3. Le disposizioni riguardano edifici, ponti, torri, pali, ciminiere, serbatoi, silos, strutture a guscio, elementi soggetti a fatica e collegamenti strutturali.
Sono inoltre contemplate le strutture composte in acciaio e calcestruzzo, le opere in legno, le costruzioni in muratura e quelle in alluminio. Per ogni materiale vengono affrontate sia le regole generali sia le verifiche connesse alla resistenza al fuoco, alla stabilità e alle specifiche modalità di impiego.
Un capitolo particolarmente rilevante riguarda la progettazione geotecnica, con i criteri per le fondazioni, le opere di sostegno, le indagini nel sottosuolo e la valutazione delle caratteristiche dei terreni. Seguono le parti dell’Eurocodice 8 dedicate alla resistenza sismica di edifici, ponti, torri, pali, condotte, serbatoi e strutture esistenti.
Gli effetti per progettisti e imprese
L’aggiornamento coinvolgerà soprattutto ingegneri, architetti, geologi, collaudatori, imprese di costruzione, produttori di materiali e pubbliche amministrazioni. Una volta completato l’iter e pubblicato il decreto, i professionisti dovranno verificare le nuove scelte nazionali prima di applicare gli Eurocodici ai progetti.
Il cambiamento potrà incidere sulle modalità di calcolo, sui coefficienti utilizzati nelle verifiche, sulle combinazioni dei carichi e sulla documentazione tecnica da predisporre. Le conseguenze effettive dipenderanno dal contenuto delle singole Appendici, che costituiscono gli allegati tecnici del provvedimento e contengono i valori operativi da adottare.
Secondo una prima ricostruzione tecnica, l’intervento aggiornerebbe complessivamente 1.169 parametri nazionali, rendendoli coerenti con le NTC 2018 e con le successive correzioni apportate agli standard europei. Il dato restituisce la dimensione dell’operazione, che coinvolge quasi tutti i principali campi della progettazione strutturale.
Per gli studi professionali sarà quindi necessario aggiornare procedure interne, modelli di calcolo, fogli elettronici e programmi software. Anche le relazioni strutturali e i capitolati potranno richiedere una revisione dei riferimenti normativi. Particolare attenzione dovrà essere riservata ai progetti iniziati prima dell’entrata in vigore del decreto, per i quali sarà necessario valutare l’eventuale presenza di disposizioni transitorie nel testo definitivo.
Per le stazioni appaltanti e le amministrazioni pubbliche, il nuovo quadro dovrebbe contribuire a una maggiore uniformità nell’istruttoria dei progetti, nelle verifiche e nei controlli. L’individuazione di parametri nazionali aggiornati può ridurre le incertezze interpretative e limitare il rischio che progettisti o uffici tecnici utilizzino valori differenti per affrontare situazioni analoghe.
Un aggiornamento che arriva durante la transizione europea
L’approvazione delle Appendici si colloca in una fase di profonda evoluzione della normazione tecnica europea. Il Comitato europeo di normazione ha infatti completato il percorso di elaborazione della seconda generazione degli Eurocodici, pensata per migliorare la facilità di utilizzo delle norme e introdurre nuovi criteri riguardanti durabilità, robustezza, sostenibilità e materiali innovativi.
Secondo il calendario europeo, le parti della seconda generazione sono state rese disponibili agli organismi nazionali entro marzo 2026. La pubblicazione a livello nazionale dovrà avvenire entro il 30 settembre 2027, mentre il ritiro degli standard contrastanti della prima generazione è previsto entro il 30 marzo 2028.
Il decreto italiano del 2026 non deve quindi essere confuso con il recepimento integrale della seconda generazione. Lo schema esaminato dalla Conferenza Unificata richiama soprattutto le edizioni degli Eurocodici già utilizzate nel sistema delle NTC 2018, aggiornandone i parametri nazionali. Parallelamente, sarà necessario preparare il successivo adeguamento alle nuove norme europee.
Si apre così un periodo nel quale progettisti, università, ordini professionali e produttori di software dovranno seguire con attenzione sia l’attuazione delle Appendici italiane sia il progressivo arrivo degli Eurocodici di seconda generazione.
Quando diventeranno operative le nuove regole
L’intesa della Conferenza Unificata rappresenta un passaggio decisivo, ma non coincide ancora con la piena efficacia delle nuove disposizioni. Lo schema dovrà essere completato, sottoscritto dalle autorità competenti, sottoposto agli organi di controllo e successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il documento allegato stabilisce espressamente che il decreto e i relativi allegati saranno pubblicati anche sul sito istituzionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Fino a quel momento sarà opportuno parlare di schema di decreto approvato in sede di intesa, evitando di considerare già operative le nuove Appendici.
La pubblicazione del testo definitivo permetterà di conoscere la data di entrata in vigore, l’eventuale disciplina transitoria e tutti i valori tecnici contenuti negli allegati. Solo allora sarà possibile valutare con precisione l’impatto sui singoli calcoli strutturali e sulle pratiche già in corso.
L’aggiornamento, in ogni caso, segna un avanzamento importante verso un sistema normativo più coerente. Le nuove Appendici nazionali agli Eurocodici sono destinate a diventare uno strumento centrale per garantire uniformità progettuale, affidabilità delle verifiche e maggiore integrazione tra le norme italiane e gli standard tecnici europei.
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L’articolo Eurocodici, intesa sulle nuove Appendici nazionali: cosa cambia per la progettazione strutturale proviene da Unione Geometri.
Autore: Mauro Melis
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