Una comunicazione immediata, accessibile anche a chi non possiede una conoscenza approfondita dell’italiano tecnico, per migliorare la sicurezza nei cantieri e contrastare il rischio di caduta dall’alto. È questo l’obiettivo del nuovo quaderno dedicato ai parapetti anticaduta, pubblicato dall’Inail nell’ambito della collana “Quaderni per immagini”.
La nuova pubblicazione Inail usa illustrazioni multilingue per spiegare caratteristiche, montaggio e impiego dei parapetti anticaduta, rafforzando la prevenzione delle cadute dall’alto nei cantieri edili italiani.
La pubblicazione utilizza disegni e rappresentazioni dettagliate per spiegare la composizione, l’installazione e il funzionamento dei sistemi di protezione collettiva. Una scelta editoriale che punta a rendere immediatamente comprensibili procedure e comportamenti corretti, superando le difficoltà legate alle differenze linguistiche e formative presenti nei luoghi di lavoro.
Una guida visiva dedicata alla prevenzione
Il volume è stato realizzato dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici, in collaborazione con la Direzione centrale pianificazione e comunicazione dell’Inail.
Responsabile scientifico della pubblicazione è Luca Rossi, mentre le immagini sono state curate dallo stesso Rossi insieme a Francesca Maria Fabiani e Davide Geoffrey Svampa. Il quaderno, stampato nel luglio 2026 e viene distribuito gratuitamente dall’Istituto.
L’opuscolo rientra in un progetto più ampio, nato per trasformare le informazioni contenute nei tradizionali “Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili” in contenuti prevalentemente visivi. I testi vengono ridotti e affiancati da illustrazioni costruite con grande attenzione ai particolari, così da offrire indicazioni chiare sul corretto utilizzo di dispositivi di protezione, opere provvisionali e attrezzature di lavoro.
Immagini per superare le barriere linguistiche
La scelta di comunicare attraverso le immagini risponde a un’esigenza concreta. Nei cantieri edili si registra ancora un numero elevato di infortuni gravi e mortali, spesso legati a lavorazioni in quota, ambienti in continua trasformazione e procedure non correttamente applicate.
La presenza di lavoratori provenienti da Paesi diversi rende inoltre necessario adottare strumenti formativi capaci di superare le barriere linguistiche. Il quaderno presenta infatti contenuti in italiano, inglese, francese, albanese e romeno, affidando però alle immagini il compito principale di illustrare le situazioni operative.
Il linguaggio visivo consente di riconoscere rapidamente i diversi componenti del parapetto, le modalità di montaggio e i principali errori da evitare. Le illustrazioni possono quindi diventare un supporto utile durante i corsi di formazione, nelle riunioni di coordinamento e nei momenti informativi organizzati direttamente sul luogo di lavoro.
I parapetti come protezione collettiva
Il tema centrale della pubblicazione è quello della protezione collettiva. Il parapetto non tutela soltanto il singolo lavoratore, ma mette in sicurezza il bordo esposto e protegge contemporaneamente tutte le persone che operano nell’area interessata.
L’installazione di parapetti provvisori e permanenti permette di ridurre le conseguenze di una possibile caduta dall’alto, impedendo che un inciampo, una perdita di equilibrio o uno scivolamento si trasformino in un incidente grave o mortale.
A differenza dei dispositivi di protezione individuale, il cui funzionamento dipende anche dal corretto utilizzo da parte del lavoratore, una protezione collettiva adeguatamente progettata e installata interviene direttamente sul rischio, mettendo in sicurezza l’intera zona di lavoro.
Come è composto un parapetto provvisorio
Una delle prime tavole del quaderno descrive nel dettaglio gli elementi che costituiscono un parapetto provvisorio. Il sistema comprende il montante, il corrente principale, il corrente intermedio e la tavola fermapiede.
Il montante rappresenta l’elemento verticale sul quale vengono fissati i diversi correnti. Il corrente principale costituisce la barriera superiore, mentre quello intermedio riduce gli spazi liberi e limita il rischio che il corpo del lavoratore possa oltrepassare la protezione.
La tavola fermapiede viene invece collocata nella parte inferiore del sistema. La sua funzione è duplice: impedire al piede di scivolare oltre il bordo e contrastare la caduta dall’alto di attrezzi, materiali o piccoli oggetti, che potrebbero colpire le persone presenti ai livelli inferiori.
Le dimensioni indicate per i parapetti di classe B
La pubblicazione dedica una specifica rappresentazione ai requisiti geometrici di un parapetto provvisorio di classe B, facendo riferimento alla UNI EN 13374.
Nell’illustrazione, il parapetto raggiunge un’altezza minima di 1.000 millimetri. Gli spazi tra i diversi elementi della protezione non devono superare i 250 millimetri, mentre la tavola fermapiede deve avere un’altezza di almeno 150 millimetri.
Queste misure non rappresentano semplici indicazioni formali. La distanza tra i componenti e l’altezza complessiva del sistema determinano infatti la capacità del parapetto di intercettare il corpo di una persona che scivola o inciampa in prossimità del bordo.
Parapetti permanenti, provvisori e con contrappeso
Il quaderno prende in esame diverse tipologie di protezione. Accanto ai parapetti permanenti, installati stabilmente su coperture, terrazze, edifici e infrastrutture, vengono rappresentati sistemi provvisori utilizzati durante lavori di costruzione, manutenzione o ristrutturazione.
Le illustrazioni mostrano parapetti realizzati in legno o metallo, soluzioni installate lungo gli angoli delle strutture e sistemi sostenuti attraverso appositi contrappesi. In quest’ultimo caso la stabilità della protezione dipende dalla corretta disposizione e dal peso degli elementi posizionati alla base.
La presenza di più configurazioni evidenzia come la scelta del sistema debba essere effettuata considerando le caratteristiche dell’opera, la tipologia di copertura, la pendenza, la superficie disponibile e la natura del supporto sul quale il parapetto dovrà essere installato.
Montaggio e smontaggio sulle strutture in legno
Una parte della pubblicazione è dedicata al montaggio e allo smontaggio dei parapetti provvisori sulle strutture lignee. Le immagini mostrano un lavoratore impegnato nell’installazione della protezione lungo il bordo di una copertura, con l’utilizzo di una piattaforma elevabile.
Si tratta di una fase particolarmente delicata. Durante l’installazione, infatti, il parapetto non è ancora completamente operativo e il lavoratore può trovarsi esposto proprio al rischio che il sistema dovrà successivamente eliminare.
Per questo motivo le operazioni devono essere pianificate con attenzione, individuando preventivamente le modalità di accesso, le attrezzature necessarie e le ulteriori misure di protezione da adottare durante il montaggio e lo smontaggio.
Le dinamiche di inciampo e scivolamento
Il quaderno non si limita a mostrare i parapetti in condizioni statiche. Le ultime tavole rappresentano alcune delle dinamiche che possono provocare una caduta verso il bordo di una copertura.
In una delle immagini il lavoratore perde l’equilibrio dopo essere inciampato. In altre rappresentazioni scivola lungo una superficie inclinata o viene proiettato verso la protezione mentre utilizza un utensile.
Queste situazioni aiutano a comprendere che il parapetto non deve essere considerato una semplice delimitazione visiva. Il sistema deve essere in grado di resistere alle sollecitazioni generate dal corpo di una persona che cade, scivola o urta improvvisamente contro gli elementi della protezione.
Scelta e installazione devono considerare il contesto
L’efficacia del parapetto dipende dalla qualità del prodotto, ma anche dalla corretta progettazione dell’intervento. Prima dell’installazione devono essere valutati il materiale del supporto, la resistenza degli ancoraggi, la distanza tra i montanti, la pendenza della superficie e le modalità con cui il lavoratore potrebbe raggiungere il bordo.
Un sistema conforme alle specifiche tecniche può perdere efficacia se viene montato su una struttura non idonea, assemblato con componenti incompatibili o modificato rispetto alle indicazioni del fabbricante.
Anche la continuità della protezione è essenziale. Angoli, aperture, cambi di quota e punti di accesso devono essere analizzati con attenzione, evitando che rimangano zone prive di protezione o spazi attraverso i quali il lavoratore potrebbe cadere.
Controlli e manutenzione dei parapetti
La manutenzione rappresenta un altro elemento fondamentale. Prima dell’utilizzo occorre verificare l’integrità dei componenti, la stabilità degli appoggi, il serraggio dei collegamenti e l’assenza di corrosione, deformazioni o danneggiamenti.
I controlli devono essere ripetuti dopo urti accidentali, eventi meteorologici intensi, modifiche apportate al cantiere o periodi prolungati di inutilizzo. Un parapetto danneggiato o parzialmente smontato non può garantire lo stesso livello di sicurezza previsto in fase di installazione.
È inoltre necessario evitare modifiche improvvisate, sostituzioni di elementi con materiali non equivalenti o rimozioni temporanee effettuate senza predisporre misure alternative.
Un supporto alla formazione nei cantieri
Il nuovo quaderno Inail non sostituisce la valutazione dei rischi, la formazione obbligatoria, le istruzioni del fabbricante o le procedure aziendali. Può però rappresentare uno strumento efficace per integrare le attività informative e rendere più immediata la comprensione dei comportamenti corretti.
Le tavole possono essere utilizzate durante i corsi, esposte nelle aree comuni del cantiere oppure mostrate prima dell’avvio di una lavorazione in quota. Il loro valore risiede nella capacità di trasformare concetti tecnici complessi in situazioni facilmente riconoscibili.
La prevenzione delle cadute dall’alto passa dalla progettazione, dalla corretta scelta delle attrezzature e dal controllo costante delle procedure. Ma dipende anche dalla qualità della comunicazione. Rendere le informazioni comprensibili a tutti significa ridurre fraintendimenti, comportamenti improvvisati ed errori operativi.
È proprio in questa direzione che si muove il nuovo quaderno dell’Inail: utilizzare il linguaggio delle immagini per trasformare la sicurezza sul lavoro in un messaggio concreto, condiviso e immediatamente applicabile.
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L’articolo Parapetti anticaduta, il nuovo quaderno Inail punta sulle immagini per aumentare la sicurezza nei cantieri proviene da Unione Geometri.
Autore: Mauro Melis
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