Con l’Ordinanza n. 58 del 16 giugno 2026, la Regione Veneto vieta lo svolgimento di attività lavorativa in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12:30 alle 16:00, dal 17 giugno al 31 agosto 2026, nei settori agricolo, florovivaistico, edile e delle cave, nei giorni in cui la mappa Worklimate segnali un rischio di calore “ALTO”.
Si tratta della riconferma, per la seconda estate consecutiva, di una misura già adottata nel 2025 con l’Ordinanza n. 34 del 1° luglio 2025
In fondo alla news è possibile scaricare gratuitamente:
- il Report “Caldo e Lavoro” dal 25/05/2026 al 07/06/2026, a cura del gruppo di lavoro Worklimate
- l’Ordinanza 58/2026 della regione Veneto
QUANDO APPLICARE IL DIVIETO
Il provvedimento regionale dispone il divieto di svolgere attività lavorativa in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00, con efficacia dal 17 giugno al 31 agosto 2026 sull’intero territorio regionale.
Il divieto si attiva esclusivamente nei giorni e nelle aree in cui la mappa di rischio, messa a disposizione sul portale Worklimate (progetto INAIL-CNR), relativa ai lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa, segnali alle ore 12:00 un livello di rischio “ALTO”.
Restano fatti salvi gli eventuali accordi aziendali che prevedano, per i lavoratori impegnati in attività all’aperto, misure di tutela uguali o superiori a quelle disposte dall’Ordinanza.
Sul piano sanzionatorio, la mancata osservanza delle disposizioni contenute nell’Ordinanza comporta le conseguenze previste dall’art. 650 del Codice penale, salvo che il fatto non costituisca più grave reato.
LE ALTRE REGIONI: UN QUADRO IN CONTINUO AGGIORNAMENTO
Il Veneto non è l’unica regione ad aver tutelato i propri lavoratori: anche altre regioni hanno emanato ordinanze analoghe, con lo stesso meccanismo di attivazione del divieto e con tempistiche e periodi di validità differenti tra loro.
Tra i provvedimenti emanati si conta la Lombardia, ad oggi la regione con il periodo di validità più esteso tra quelle che hanno legiferato sul tema; seguono la Liguria, il Lazio, l’Umbria, la Toscana e la Puglia.
Infine, l’Emilia-Romagna e il Piemonte hanno esteso il divieto, oltre ai settori tradizionali, anche ai rider.
IL RISCHIO DA ALTE TEMPERATURE SUL LAVORO
L’esposizione a temperature elevate rappresenta un fattore di rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori che, secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), è in costante crescita a causa dei cambiamenti climatici e riguarda non solo chi opera all’aperto, ma anche chi lavora in ambienti chiusi scarsamente ventilati o privi di un adeguato controllo della temperatura.
Dal punto di vista degli effetti sulla salute, l’esposizione prolungata al calore può determinare un ampio spettro di conseguenze: dalla semplice disidratazione fino a quadri clinici più gravi come l’esaurimento da calore e il colpo di calore, una condizione che può risultare letale se non riconosciuta e trattata in tempo. Inoltre, le alte temperature aumentano il rischio infortunistico complessivo, poiché la fatica fisica e il calo della concentrazione legati allo stress termico incidono negativamente sulla capacità dei lavoratori di percepire e gestire correttamente i pericoli presenti sul luogo di lavoro.
Lo stesso Progetto Worklimate ha pubblicato un vademecum destinato a lavoratori, datori di lavoro e RSPP, con indicazioni operative sulle principali patologie da calore, sui fattori che ne aumentano la probabilità di insorgenza (tra cui l’assunzione di alcuni farmaci, alcune patologie preesistenti e la scarsa acclimatazione) e sulle prime misure di prevenzione da adottare, come l’organizzazione delle pause, la disponibilità di acqua e la rotazione del personale nelle mansioni più gravose.
LE RACCOMANDAZIONI ORGANIZZATIVE PER LE AZIENDE
Oltre al divieto orario, l’Ordinanza 58/2026 raccomanda il rispetto delle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare“, adottate quest’anno dalla Giunta regionale con Deliberazione n. 568 del 16 giugno 2026. Tra le misure organizzative e procedurali che le aziende sono chiamate ad adottare figurano:
- la riorganizzazione dei turni e delle mansioni,
- la rotazione del personale nelle attività più gravose,
- la promozione di un corretto acclimatamento dei lavoratori,
- la disponibilità costante di acqua fresca sul luogo di lavoro,
- l’individuazione di aree ombreggiate per le pause,
- in caso di lavori in appalto, aggiornare il DUVRI con il rischio da stress termico.
Viene inoltre raccomandato di evitare il lavoro in condizioni di isolamento e di informare i lavoratori sui rischi connessi allo stress da calore.
PER APPROFONDIRE…
Vega Engineering mette a disposizione tecnici qualificati e dotati della strumentazione idonea per eseguire misurazioni del rischio microclimatico in tutte le tipologie di ambienti lavorativi.
Le valutazioni vengono condotte in conformità alle principali norme tecniche internazionali, tra cui UNI EN ISO 15265, UNI EN ISO 7730, UNI EN ISO 7243, UNI EN ISO 7933, UNI EN ISO 11079 e UNI EN ISO 15743, garantendo un approccio metodologico e conforme ai più elevati standard normativi.
Scopri di più al seguente link: MISURAZIONE DEL RISCHIO DA MICROCLIMA
DOVE SCATTA IL DIVIETO OGGI?
Vuoi sapere se oggi è possibile lavorare all’aperto? Consulta la mappa del rischio calore di Worklimate.
L’articolo EMERGENZA CALDO SUL LAVORO: STOP ALLE ATTIVITÀ ALL’APERTO NELLE ORE PIÙ CALDE IN VENETO E IN ALTRE REGIONI proviene da Vega Engineering.
Autore: Vega Engineering
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