L’elaborazione dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering sui dati INAIL, nel primo quadrimestre del 2026 registra in Italia 196 vittime in occasione di lavoro.
Per quanto riguarda gli infortuni in itinere, si contano 82 decessi, 2 in più rispetto al 2025 (+2,5%).
Denunce di infortunio in aumento del 6,4% rispetto al periodo gennaio-aprile 2025.
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INFORTUNI MORTALI IN OCCASIONE DI LAVORO IN DIMINUZIONE
Nel periodo gennaio-aprile 2026 gli infortuni mortali in occasione di lavoro risultano pari a 196 casi, contro i 211 rilevati nello stesso periodo del 2025, con una diminuzione pari al -7,1%. Di questi, 177 sono avvenuti senza mezzo di trasporto e 19 con mezzo di trasporto.
Al contrario, gli infortuni mortali in itinere aumentano, passando da 80 a 82 casi (+2,5%).
INCIDENZA MEDIA NAZIONALE E DISTRIBUZIONE REGIONALE
L’Osservatorio Vega analizza il fenomeno anche attraverso l’indice di incidenza degli infortuni mortali per milione di occupati la cui media nazionale nei primi quattro mesi del 2026 si attesta a 8,1 vittime per milione di occupati, in calo rispetto al valore di 8,8 registrato nello stesso periodo del 2025.
| Zona e criterio di incidenza infortunistica | Regioni con indice di incidenza |
|---|---|
| Zona rossa – incidenza > 125% della media nazionale | Sicilia (14,8), Liguria (12,3), Veneto (11,8), Puglia e Campania (10,8) |
| Zona arancione – incidenza compresa tra il valore medio nazionale e il 125% della media nazionale | Molise (9,3), Toscana (9,0), Piemonte (8,6), Sardegna (8,4) |
| Zona gialla – incidenza compresa tra il 75% della media nazionale e il valore medio nazionale | Umbria (7,9), Lombardia (6,6), Emilia Romagna (6,3), Marche (6,1) |
| Zona bianca – incidenza < 75% della media nazionale | Lazio (5,3), Abruzzo (3,9), Friuli Venezia Giulia (3,8), Calabria (3,6), Trentino Alto Adige (1,9), Basilicata e Valle d’Aosta non registrano casi. |
Con l’esclusione delle vittime in itinere, la Lombardia registra il maggior numero di vittime in valore assoluto con 30 decessi, pari al 15,3% del totale nazionale.
I SETTORI ECONOMICI PIÙ COINVOLTI
Il settore più colpito risulta quello delle Costruzioni con 34 vittime, pari al 17,3% del totale, seguito da Trasporto e Magazzinaggio con 26 casi e da Attività Manifatturiere con 19 casi.
PROFILO DELLE VITTIME: GENERE, ETÀ E NAZIONALITÀ
Nel primo quadrimestre 2026, le vittime in occasione di lavoro si suddividono in 180 uomini e 16 donne.
Sul piano della nazionalità, 143 sono lavoratori italiani e 53 lavoratori stranieri il cui indice di incidenza risulta il triplo: 20,5 rispetto il 6,6 degli italiani.
La fascia d’età più colpita in valore assoluto è quella tra i 55 e i 64 anni, con 78 vittime (39,8% del totale), seguita dalla fascia 45-54 anni con 52 casi.
In termini di incidenza sugli occupati, il dato più elevato si registra tra gli over 65, con 27,7 decessi per milione di occupati.
CONSULTA I DATI COMPLETI
Per accedere ai dati completi sugli infortuni sul lavoro aggiornati al 30/04/2026 elaborati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente di Vega consulta il Report “STATISTICHE INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO” dove si potrà analizzare anche il Report Annuale 2025.
L’articolo MORTI SUL LAVORO: 196 VITTIME IN OCCASIONE DI LAVORO DA GENNAIO AD APRILE 2026 proviene da Vega Engineering.
Autore: Vega Engineering
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