Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering sui dati INAIL, nei primi tre mesi del 2026 si registrano in Italia 137 vittime in occasione di lavoro, contro le 150 rilevate nello stesso periodo del 2025, con una diminuzione pari al -8,7%. Se si considerano anche gli infortuni in itinere, il totale dei decessi sale a 192, rispetto ai 210 del primo trimestre 2025 (-8,6%).
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CALANO GLI INFORTUNI MORTALI IN OCCASIONE DI LAVORO
Nel periodo gennaio-marzo 2026 gli infortuni mortali in occasione di lavoro risultano pari a 137 casi. Di questi, 127 sono avvenuti senza mezzo di trasporto e 10 con mezzo di trasporto.
In diminuzione anche gli infortuni mortali in itinere, che passano da 60 a 55 casi (-8,3%).
INCIDENZA MEDIA NAZIONALE E DISTRIBUZIONE REGIONALE
L’Osservatorio Vega analizza il fenomeno anche attraverso l’indice di incidenza degli infortuni mortali per milione di occupati la cui media nazionale nei primi tre mesi del 2026 si attesta a 5,7 vittime per milione di occupati, in calo rispetto al valore di 6,3 registrato nello stesso periodo del 2025.
| Zona e criterio di incidenza infortunistica | Regioni con indice di incidenza |
|---|---|
| Zona rossa – incidenza > 125% della media nazionale | Sicilia (9,4), Molise (9,3), Liguria (9,2), Puglia (8,5), Veneto (7,3), Toscana (7,2) |
| Zona arancione – incidenza compresa tra il valore medio nazionale e il 125% della media nazionale | Campania (6,8), Marche (6,1) |
| Zona gialla – incidenza compresa tra il 75% della media nazionale e il valore medio nazionale | Piemonte (5,4), Lombardia e Sardegna (5,0), Lazio (4,5), Emilia Romagna (4,3) |
| Zona bianca – incidenza < 75% della media nazionale | Abruzzo (3,9), Umbria (2,6), Friuli Venezia Giulia (1,9) e Calabria (1,8). Basilicata, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta non registrano casi. |
In valore assoluto è la Lombardia a far segnare il numero più elevato di vittime, con 23 decessi, pari al 16,8% del totale nazionale.
I SETTORI ECONOMICI PIÙ COINVOLTI
Analizzando i 137 decessi avvenuti in occasione di lavoro, il settore più colpito risulta quello delle Costruzioni con 21 vittime, pari al 15,3% del totale, seguito da Trasporto e Magazzinaggio con 20 casi e da Attività Manifatturiere con 13 casi.
PROFILO DELLE VITTIME: GENERE, ETÀ E NAZIONALITÀ
Nel primo trimestre 2026, le vittime in occasione di lavoro si suddividono in 126 uomini e 11 donne. Sul piano della nazionalità, 97 sono lavoratori italiani e 40 lavoratori stranieri il cui indice di incidenza risulta nettamente più elevato: 15,5 contro 4,5 degli italiani.
Anche il divario di genere è molto marcato, con un’incidenza di 9,1 per gli uomini contro 1,1 per le donne.
La fascia d’età più colpita in valore assoluto è quella tra i 55 e i 64 anni, con 53 vittime pari al 38,7% del totale, seguita dalla fascia 45-54 anni con 34 casi.
Ma il dato più alto in termini di incidenza si registra tra gli over 65, con 20,8 decessi per milione di occupati.
CONSULTA I DATI COMPLETI
Per accedere ai dati completi sugli infortuni sul lavoro aggiornati al 31/01/2026 elaborati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente di Vega consulta il Report “STATISTICHE INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO” dove si potrà analizzare anche il Report Annuale 2025.
L’articolo INFORTUNI MORTALI SUL LAVORO: 192 VITTIME DA GENNAIO A MARZO 2026, -8,6 % RISPETTO AL 2025 proviene da Vega Engineering.
Autore: Vega Engineering
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