{"id":24757,"date":"2026-09-16T11:47:09","date_gmt":"2026-09-16T09:47:09","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/09\/16\/sicurezza-antincendio-delle-facciate-verso-un-nuovo-modello-di-progettazione-degli-edifici\/"},"modified":"2026-09-16T11:47:09","modified_gmt":"2026-09-16T09:47:09","slug":"sicurezza-antincendio-delle-facciate-verso-un-nuovo-modello-di-progettazione-degli-edifici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/09\/16\/sicurezza-antincendio-delle-facciate-verso-un-nuovo-modello-di-progettazione-degli-edifici\/","title":{"rendered":"Sicurezza antincendio delle facciate, verso un nuovo modello di progettazione degli edifici"},"content":{"rendered":"<div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>facciata di un edificio<\/strong> non \u00e8 soltanto la superficie che separa gli ambienti interni dall\u2019esterno. In caso di incendio pu\u00f2 diventare un percorso attraverso il quale fiamme, calore e fumi raggiungono rapidamente altri piani, aggirando in alcuni casi le compartimentazioni realizzate all\u2019interno della costruzione.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Nuove regole antincendio per facciate: materiali, cavit\u00e0, balconi, fotovoltaico e prove su larga scala nella proposta dei Vigili del Fuoco per gli edifici.<\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo \u00e8 ancora una <strong>proposta tecnica<\/strong> e le disposizioni non sono quindi operative. La bozza introduce per\u00f2 un\u2019impostazione che, qualora venisse confermata nel provvedimento definitivo, inciderebbe in maniera importante sulla progettazione dell\u2019involucro edilizio, soprattutto quando sono presenti <strong>isolamenti esterni, materiali combustibili, intercapedini ventilate, facciate continue, balconi o impianti fotovoltaici<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto centrale non \u00e8 soltanto l\u2019inasprimento di alcuni requisiti. Cambia soprattutto il modo in cui viene letto il rischio: la sicurezza non dipende pi\u00f9 esclusivamente dalle caratteristiche del singolo materiale, ma dal comportamento della <strong>facciata considerata come sistema<\/strong>.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dalla parete esterna al sistema di facciata<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il documento parte da tre obiettivi fondamentali. Occorre impedire, per quanto possibile, che un incendio sviluppatosi all\u2019interno raggiunga e percorra la facciata; limitare la possibilit\u00e0 che un incendio nato all\u2019esterno investa l\u2019edificio; ridurre infine il rischio che elementi dell\u2019involucro si distacchino durante l\u2019incendio mettendo in pericolo persone in fuga e soccorritori.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione assume particolare rilevanza negli edifici multipiano. La proposta stabilisce infatti una finalit\u00e0 progettuale precisa: dal secondo piano in poi, il sistema deve essere pensato per contrastare la propagazione dell\u2019incendio verso i <strong>due livelli immediatamente superiori<\/strong> prima dell\u2019intervento delle squadre di soccorso.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa impostazione porta inevitabilmente a osservare l\u2019intera composizione della parete esterna: rivestimento, supporto, isolamento, membrane, elementi di fissaggio, aperture e possibili spazi vuoti diventano componenti dello stesso problema di sicurezza.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il comportamento della facciata, quindi, non pu\u00f2 essere ricostruito analizzando soltanto ci\u00f2 che appare all\u2019esterno.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 le intercapedini rappresentano uno dei punti pi\u00f9 delicati<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli aspetti ai quali la proposta dedica maggiore attenzione ci sono <strong>cavit\u00e0 e intercapedini<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una facciata ventilata, per esempio, contiene uno spazio nel quale l\u2019aria pu\u00f2 muoversi naturalmente o attraverso sistemi controllati. Questa caratteristica offre vantaggi dal punto di vista termoigrometrico, ma in presenza di un incendio pu\u00f2 creare condizioni favorevoli alla propagazione verticale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fenomeno pi\u00f9 critico \u00e8 il cosiddetto <strong>effetto camino<\/strong>. Se le fiamme penetrano in un\u2019intercapedine sviluppata su pi\u00f9 piani, il movimento dell\u2019aria pu\u00f2 accelerarne la risalita. La bozza evidenzia come, in determinate condizioni, la lunghezza della fiamma all\u2019interno della cavit\u00e0 possa aumentare sensibilmente e come l\u2019incendio possa svilupparsi senza essere immediatamente visibile dall\u2019esterno.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 per questa ragione che assumono un ruolo decisivo le <strong>barriere per cavit\u00e0<\/strong>: elementi progettati per interrompere o circoscrivere lo spazio disponibile, ostacolando il transito di fumo e fiamme tra un piano e l\u2019altro.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La progettazione deve valutarne dimensioni, orientamento, fissaggio e continuit\u00e0. La proposta richiede inoltre di considerare i possibili movimenti della facciata provocati da <strong>vento, sisma o deformazioni conseguenti all\u2019incendio<\/strong>, affinch\u00e9 la barriera continui a svolgere la propria funzione anche in condizioni non ordinarie.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Non tutti gli edifici vengono trattati allo stesso modo<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno degli elementi pi\u00f9 significativi della proposta \u00e8 l\u2019abbandono di una lettura uniforme del rischio.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per stabilire quali prestazioni siano necessarie vengono incrociati diversi parametri: <strong>altezza antincendio, destinazione d\u2019uso, numero di occupanti e posizione dell\u2019edificio<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte dell\u2019altezza vengono individuate tre classi. La categoria <strong>HA<\/strong> comprende gli edifici fino a 12 metri; la <strong>HB<\/strong> quelli con altezza superiore a 12 metri e fino a 18; nella classe <strong>HC<\/strong> ricadono gli altri casi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questa prima distinzione se ne aggiunge una seconda legata alla funzione dell\u2019immobile.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le categorie comprendono, tra gli altri, <strong>edifici residenziali<\/strong>, strutture sanitarie e per l\u2019infanzia, alberghi e strutture ricettive, uffici, attivit\u00e0 commerciali, scuole e universit\u00e0, strutture associative, sportive e ricreative.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il motivo \u00e8 evidente: un incendio in un\u2019abitazione, in un ospedale, in una scuola o in un centro commerciale non presenta le stesse condizioni di esodo e non coinvolge occupanti con caratteristiche analoghe.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Anche l\u2019affollamento entra nella progettazione dell\u2019involucro<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ulteriore parametro \u00e8 rappresentato dal numero delle persone presenti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta individua quattro livelli: <strong>OA<\/strong> fino a 300 occupanti, <strong>OB<\/strong> tra 300 e 500, <strong>OC<\/strong> tra 500 e 800 e <strong>OD<\/strong> oltre 800 persone.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta di una classificazione puramente amministrativa. L\u2019affollamento pu\u00f2 modificare i requisiti richiesti alla facciata e alle sue compartimentazioni perch\u00e9 influenza direttamente la complessit\u00e0 dell\u2019evacuazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene considerata persino la collocazione fisica dell\u2019edificio rispetto ai confini della propriet\u00e0. Una facciata che prospetta interamente all\u2019interno di uno spazio privato presenta infatti conseguenze differenti rispetto a un fronte vicino a un <strong>marciapiede, una strada o un\u2019infrastruttura pubblica<\/strong>, soprattutto nell\u2019eventualit\u00e0 del distacco di elementi incendiati.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019involucro viene cos\u00ec inserito in una valutazione del rischio che tiene conto non soltanto della costruzione, ma anche del contesto nel quale si trova.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Materiali combustibili<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra conseguenza dell\u2019impostazione proposta riguarda la scelta dei prodotti impiegati nelle pareti esterne.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per alcune categorie di edifici residenziali, sanitari e ricettivi classificati <strong>HC<\/strong>, la bozza prevede che i materiali che compongono le pareti esterne raggiungano prestazioni di reazione al fuoco <strong>A2-s1,d0 oppure A1<\/strong>, fatte salve le eccezioni espressamente indicate.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La novit\u00e0 va letta soprattutto in relazione alla diffusione degli interventi di <strong>riqualificazione energetica<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La presenza di un isolante sulla superficie esterna di una parete modifica infatti la stratigrafia originaria e pu\u00f2 introdurre materiali con un comportamento al fuoco differente rispetto alla muratura.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta definisce proprio come <strong>facciata semplice combustibile<\/strong> una facciata non ventilata nella quale sia presente, per esempio, un isolamento non protetto oppure uno strato di supporto o rivestimento combustibile. Tra gli esempi richiamati figurano le facciate tradizionali riqualificate mediante sistemi di isolamento termico esterno.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa prospettiva il cappotto non pu\u00f2 essere considerato separatamente dal resto dell\u2019involucro.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Rivestimenti metallici compositi, la bozza introduce un divieto<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le disposizioni pi\u00f9 nette compare quella relativa ai <strong>materiali metallici compositi<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La formulazione attuale della proposta ne vieta l\u2019impiego nello <strong>strato di rivestimento esterno<\/strong> delle pareti degli edifici civili compresi nel campo di applicazione del decreto.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il riferimento riguarda una specifica categoria tecnica di pannelli multistrato e non deve quindi essere interpretato come un divieto generalizzato dell\u2019impiego del metallo nelle facciate.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La definizione contenuta nella proposta prende in considerazione pannelli o fogli fino a 10 millimetri di spessore, costituiti da pi\u00f9 strati, dei quali almeno due metallici, con la presenza di un componente avente determinate caratteristiche di potere calorifico.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 uno degli aspetti che produttori e progettisti dovranno seguire con particolare attenzione durante l\u2019iter di approvazione.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Balconi, da elemento accessorio a componente della sicurezza antincendio<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche i <strong>balconi<\/strong> entrano esplicitamente nel progetto della sicurezza della facciata.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli edifici appartenenti ad alcune destinazioni d\u2019uso e classificati HC, la bozza propone due possibili soluzioni.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima consiste nell\u2019utilizzo di materiali appartenenti alle classi <strong>A1 oppure A2-s1,d0<\/strong>. La seconda prevede invece la presenza di un elemento continuo superiore, come l\u2019intradosso del balcone sovrastante, realizzato con materiali della stessa classe e con una <strong>resistenza al fuoco almeno REI 30<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il balcone viene quindi considerato parte integrante dello scenario di propagazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su queste superfici, inoltre, possono accumularsi arredi, attrezzature o altri materiali combustibili capaci di aumentare l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019incendio e agevolare il passaggio delle fiamme verso il piano successivo.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il nodo delle barriere tagliafuoco all\u2019interno delle cavit\u00e0<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta entra nel dettaglio anche della distanza tra le <strong>barriere per cavit\u00e0<\/strong>, legandola alla prestazione dei materiali presenti nell\u2019intercapedine.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando le superfici esposte raggiungono almeno la classe <strong>C-s3,d2<\/strong>, la distanza orizzontale massima prevista tra determinate barriere verticali pu\u00f2 arrivare a 20 metri; con materiali aventi prestazioni inferiori tale valore scende a 10 metri. Per le barriere orizzontali la tabella prevede, nelle configurazioni considerate, una suddivisione <strong>a ogni piano<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attenzione viene riservata anche a porte, finestre e superfici vetrate, cio\u00e8 ai punti nei quali la continuit\u00e0 della parete viene inevitabilmente interrotta.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le soluzioni ammesse comprendono prodotti sigillanti resistenti al fuoco, setti di compartimentazione e barriere inserite in sistemi sottoposti a specifiche prove. La funzione richiesta alle barriere deve essere garantita per almeno <strong>30 minuti<\/strong>.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Compartimentazione interna e facciata devono lavorare insieme<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei rischi pi\u00f9 insidiosi di un incendio di facciata \u00e8 la possibilit\u00e0 che le fiamme aggirino dall\u2019esterno una compartimentazione efficace all\u2019interno dell\u2019edificio.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo la proposta stabilisce una relazione molto pi\u00f9 stretta tra pareti e solai di compartimentazione e struttura dell\u2019involucro.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle <strong>facciate semplici combustibili<\/strong> e nelle <strong>facciate continue<\/strong>, per determinate categorie di edifici devono essere realizzate specifiche <strong>fasce di separazione<\/strong> in corrispondenza della proiezione esterna degli elementi che dividono i compartimenti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo \u00e8 creare una discontinuit\u00e0 capace di ostacolare il passaggio dell\u2019incendio da un compartimento a quello vicino attraverso l\u2019esterno.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La proposta definisce anche una geometria minima. La fascia orizzontale deve svilupparsi per almeno <strong>un metro in verticale<\/strong> sulla facciata; in alternativa \u00e8 possibile ricorrere a un aggetto in corrispondenza del solaio con una sporgenza di almeno <strong>60 centimetri<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fascia verticale tra compartimenti deve invece svilupparsi per almeno un metro, con dimensioni maggiori in particolari configurazioni geometriche dell\u2019edificio.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Facciate ventilate, pi\u00f9 soluzioni ma prestazioni da dimostrare<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per le <strong>facciate ventilate<\/strong> la proposta non indica un\u2019unica configurazione obbligatoria.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le soluzioni dipendono dalla possibilit\u00e0 di ispezionare o meno l\u2019intercapedine, dalla presenza di una pelle esterna aperta o chiusa e dalle prestazioni della parte interna della facciata.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In diversi casi viene richiesta l\u2019interruzione dell\u2019intercapedine in corrispondenza di ciascun piano attraverso barriere per cavit\u00e0, setti di compartimentazione o griglie dotate delle necessarie caratteristiche di resistenza al fuoco.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In altri casi pu\u00f2 essere la <strong>pelle interna<\/strong> a fornire le prestazioni richieste. Per specifiche facciate ispezionabili \u00e8 contemplata anche la presenza di un sistema automatico di <strong>inibizione, controllo o estinzione dell\u2019incendio<\/strong> esteso all\u2019intera facciata.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando viene utilizzato un impianto ad acqua, il documento entra persino nel dimensionamento, indicando una densit\u00e0 di scarica non inferiore a <strong>10 litri al minuto per metro quadrato<\/strong> e il funzionamento simultaneo degli ugelli del piano superiore a quello interessato dall\u2019incendio per 60 minuti.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La vera svolta \u00e8 testare il sistema e non soltanto i materiali<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Probabilmente il passaggio pi\u00f9 interessante della proposta riguarda le <strong>prove antincendio su larga scala<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il comportamento di un singolo isolante o rivestimento non racconta necessariamente ci\u00f2 che pu\u00f2 succedere quando quel materiale viene combinato con collanti, membrane, sottostrutture, fissaggi, cavit\u00e0 e altri elementi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per alcune configurazioni la bozza prevede quindi la valutazione sperimentale dell\u2019intero <strong>sistema di facciata<\/strong> attraverso un\u2019esposizione al fuoco su scala significativa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono analizzati tre aspetti principali: la <strong>propagazione della fiamma<\/strong>, identificata dal criterio LS; il distacco di parti, valutato attraverso F2; e la presenza di parti in fiamme, indicata dalla sigla nb.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In attesa di un sistema armonizzato europeo viene richiamato il metodo di prova <strong>DCPSTAE CF 1\/26 EU<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La logica \u00e8 quella di passare dalla domanda \u201cquesto materiale \u00e8 sicuro?\u201d a un interrogativo pi\u00f9 complesso: <strong>come si comporter\u00e0 l\u2019intera facciata una volta costruita?<\/strong><\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Fotovoltaico e impianti entrano definitivamente nell\u2019analisi del rischio<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019evoluzione tecnologica degli edifici rende sempre pi\u00f9 frequente la presenza di apparecchiature direttamente sulle pareti esterne.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo la proposta prende in considerazione anche <strong>impianti fotovoltaici, sistemi di climatizzazione, generatori di calore e altre installazioni tecnologiche<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando sulla facciata o nelle sue immediate vicinanze sono presenti quantit\u00e0 significative di materiale combustibile oppure apparecchiature per la produzione o trasformazione dell\u2019energia, la zona interessata deve essere protetta, nei casi previsti, attraverso apposite <strong>fasce di protezione<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il fotovoltaico viene richiamata anche la linea guida emanata dai Vigili del Fuoco con la nota <strong>DCPSTAE n. 14030 del 1\u00b0 settembre 2025<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un trattamento specifico riguarda i sistemi fotovoltaici incorporati direttamente nell\u2019involucro, i cosiddetti <strong>BIPV o FIPV<\/strong>. In determinate condizioni le fasce possono non essere necessarie se il sistema ha superato le prove previste e raggiunto le prestazioni richieste.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La sicurezza della facciata non termina con la fine dei lavori<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro elemento che distingue la proposta \u00e8 l\u2019attenzione alla fase successiva alla progettazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per le attivit\u00e0 individuate dal <strong>DPR 151\/2011<\/strong>, la gestione della sicurezza antincendio dovr\u00e0 comprendere una valutazione del rischio specificamente riferita alla facciata, considerando tipologia costruttiva, stratigrafia, destinazione d\u2019uso, altezza, caratteristiche degli occupanti e sistema di esodo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il documento chiede inoltre di valutare ci\u00f2 che si trova nelle vicinanze dell\u2019involucro: <strong>veicoli parcheggiati, contenitori di rifiuti, materiali combustibili, impianti, balconi ed edifici adiacenti<\/strong> possono modificare lo scenario di rischio.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La valutazione non \u00e8 destinata a rimanere immutata.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dovr\u00e0 essere aggiornata quando un intervento modifica in modo significativo la facciata: per esempio quando viene aggiunto o sostituito l\u2019isolamento, cambia il rivestimento, una parete semplice diventa ventilata oppure vengono installati <strong>schermature solari o pannelli fotovoltaici<\/strong> su superfici rilevanti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un passaggio importante perch\u00e9 collega la sicurezza antincendio anche alla manutenzione e alle trasformazioni future dell\u2019edificio.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa significa per progettisti e interventi di riqualificazione<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se questa impostazione arriver\u00e0 al testo definitivo, la conseguenza pi\u00f9 evidente sar\u00e0 una maggiore integrazione tra progettazione <strong>architettonica, energetica e antincendio<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un intervento sul cappotto o sul rivestimento non potr\u00e0 essere valutato soltanto sotto il profilo dell\u2019efficienza energetica. Allo stesso modo la scelta di una facciata ventilata, di un materiale di finitura o di un sistema fotovoltaico integrato potr\u00e0 incidere sulle misure necessarie per controllare la propagazione dell\u2019incendio.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La documentazione tecnica dei prodotti e delle soluzioni costruttive avr\u00e0 quindi un peso crescente.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sar\u00e0 sufficiente conoscere la classe di un componente: dovr\u00e0 essere verificata la sua compatibilit\u00e0 con la <strong>stratigrafia reale<\/strong>, con gli elementi di compartimentazione, con le cavit\u00e0 e, quando richiesto, con i risultati delle prove eseguite sul sistema completo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sicurezza antincendio diventa cos\u00ec un requisito dell\u2019intero involucro e non un controllo da effettuare alla fine del progetto.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una proposta ancora da trasformare in norma<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 infine un elemento che deve essere mantenuto ben distinto dalle prescrizioni tecniche: il documento dei Vigili del Fuoco \u00e8, allo stato attuale, una <strong>proposta<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non modifica quindi automaticamente le regole applicabili agli interventi in corso.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo allegato \u00e8 espressamente qualificato come proposta elaborata dal gruppo di lavoro istituito con decreto del Capo del <strong>CNVVF n. 1 del 4 gennaio 2024<\/strong> e contiene una nuova disciplina dedicata alle facciate degli edifici civili.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sar\u00e0 il successivo iter normativo a stabilire quali contenuti verranno confermati, modificati o coordinati con l\u2019attuale disciplina delle <strong>chiusure d\u2019ambito degli edifici civili<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La direzione tecnica, tuttavia, emerge gi\u00e0 con chiarezza: la facciata viene considerata sempre meno come una semplice finitura e sempre pi\u00f9 come una parte attiva della <strong>strategia di sicurezza antincendio<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per progettisti, imprese e produttori significa confrontarsi con una logica pi\u00f9 articolata, nella quale materiali, geometria, destinazione dell\u2019immobile, affollamento, impianti e modalit\u00e0 di posa devono essere valutati insieme. \u00c8 proprio nella relazione tra questi elementi, pi\u00f9 che nelle caratteristiche del singolo prodotto, che si giocher\u00e0 una parte crescente della sicurezza degli edifici.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sei un architetto? 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