{"id":24705,"date":"2026-08-14T05:01:10","date_gmt":"2026-08-14T03:01:10","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/08\/14\/direttiva-case-green-2024-1275-cosa-sta-cambiando-per-case-condomini-e-ristrutturazioni\/"},"modified":"2026-08-14T05:01:10","modified_gmt":"2026-08-14T03:01:10","slug":"direttiva-case-green-2024-1275-cosa-sta-cambiando-per-case-condomini-e-ristrutturazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/08\/14\/direttiva-case-green-2024-1275-cosa-sta-cambiando-per-case-condomini-e-ristrutturazioni\/","title":{"rendered":"Direttiva Case Green 2024\/1275, cosa sta cambiando per case, condomini e ristrutturazioni"},"content":{"rendered":"<div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La trasformazione energetica degli edifici europei entra nella sua fase pi\u00f9 delicata. Con la <strong>Direttiva (UE) 2024\/1275 sulla prestazione energetica nell\u2019edilizia<\/strong>, conosciuta come <strong>Direttiva Case Green<\/strong> o nuova <strong>EPBD<\/strong>, Bruxelles ha ridisegnato il percorso che dovr\u00e0 condurre il patrimonio immobiliare dell\u2019Unione verso la <strong>decarbonizzazione entro il 2050<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il provvedimento, approvato il 24 aprile 2024, costituisce la rifusione della precedente disciplina europea sulla prestazione energetica degli edifici.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Direttiva Case Green 2024\/1275: nuovi standard energetici, fotovoltaico, caldaie, APE e obiettivi per edifici e ristrutturazioni fino al 2050 in Europa UE.<\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A distanza di oltre due anni dall\u2019approvazione, la partita \u00e8 tutt\u2019altro che chiusa. Il termine generale entro il quale gli Stati membri avrebbero dovuto recepire la nuova disciplina nazionale era fissato al <strong>29 maggio 2026<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019ultimo aggiornamento ufficiale disponibile, pubblicato dalla Commissione europea il <strong>15 luglio 2026<\/strong>, Bruxelles ha comunicato l\u2019apertura di procedure d\u2019infrazione nei confronti di <strong>tutti e 27 gli Stati membri<\/strong> per il mancato completo recepimento della direttiva.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per l\u2019Italia il dossier era gi\u00e0 aperto da prima. Nel novembre 2025 la Commissione aveva inviato una lettera di costituzione in mora a <strong>Italia, Estonia e Ungheria<\/strong> per il mancato pieno recepimento dell\u2019articolo 17, paragrafo 15, relativo allo stop agli incentivi destinati alle nuove <strong>caldaie autonome alimentate esclusivamente da combustibili fossili<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio questa fase di transizione tra normativa europea e legislazione nazionale a rendere necessario distinguere ci\u00f2 che la direttiva stabilisce realmente dalle interpretazioni che negli ultimi anni hanno alimentato titoli su presunti obblighi generalizzati di ristrutturazione delle abitazioni.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 l\u2019Europa interviene sugli edifici<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di partenza europeo \u00e8 rappresentato dal peso che il settore immobiliare continua ad avere sui consumi e sulle emissioni.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo i dati richiamati dalla stessa direttiva, gli <strong>edifici assorbono circa il 40% del consumo finale di energia dell\u2019Unione<\/strong> e sono responsabili del <strong>36% delle emissioni di gas serra legate all\u2019energia<\/strong>. Circa il <strong>75% del patrimonio immobiliare europeo<\/strong> \u00e8 ancora considerato inefficiente dal punto di vista energetico.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Numeri che spiegano perch\u00e9 la strategia europea punti soprattutto sugli immobili esistenti. L\u2019obiettivo finale \u00e8 costruire, entro il <strong>2050<\/strong>, un patrimonio edilizio fortemente efficiente e sostanzialmente <strong>a emissioni zero<\/strong>, riducendo il ricorso ai combustibili fossili e aumentando parallelamente l\u2019impiego delle <strong>energie rinnovabili<\/strong>.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nuovi edifici a emissioni zero dal 2030<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli immobili di nuova costruzione il calendario \u00e8 definito con precisione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal <strong>1\u00b0 gennaio 2028<\/strong> dovranno essere a <strong>emissioni zero<\/strong> i nuovi edifici di propriet\u00e0 degli enti pubblici. Dal <strong>1\u00b0 gennaio 2030<\/strong>, lo stesso standard riguarder\u00e0 tutti i nuovi edifici.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a quelle date continuer\u00e0 ad applicarsi almeno il requisito dell\u2019<strong>edificio a energia quasi zero<\/strong>, insieme ai requisiti minimi nazionali di prestazione energetica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma cosa significa concretamente edificio a emissioni zero? La direttiva lo identifica come un immobile ad altissima prestazione energetica che non genera <strong>emissioni di carbonio da combustibili fossili direttamente nell\u2019edificio<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua domanda energetica dovr\u00e0 inoltre rimanere entro una soglia massima stabilita a livello nazionale, inferiore di almeno il 10% rispetto alla soglia di energia primaria prevista per gli edifici a energia quasi zero al 28 maggio 2024.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019energia necessaria dovr\u00e0 essere coperta, per quanto possibile, da <strong>fonti rinnovabili prodotte in loco o nelle vicinanze<\/strong>, comunit\u00e0 energetiche rinnovabili, sistemi efficienti di teleriscaldamento e teleraffrescamento oppure altre fonti prive di carbonio.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Anche il ciclo di vita dell\u2019edificio entra nei calcoli<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attenzione europea non riguarda pi\u00f9 soltanto l\u2019energia consumata durante l\u2019utilizzo dell\u2019immobile.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entra progressivamente in gioco anche il <strong>Global Warming Potential \u2013 GWP<\/strong>, l\u2019indicatore che misura l\u2019impatto climatico generato dall\u2019edificio lungo il proprio ciclo di vita, comprendendo anche le emissioni incorporate nei materiali e nei processi costruttivi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal <strong>1\u00b0 gennaio 2028<\/strong> il valore dovr\u00e0 essere calcolato e indicato nell\u2019attestato energetico per i nuovi edifici con superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati; dal <strong>1\u00b0 gennaio 2030<\/strong> l\u2019obbligo sar\u00e0 esteso a tutti gli edifici di nuova costruzione.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Case esistenti, nessun obbligo automatico di classe E o D<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione pi\u00f9 sensibile riguarda le <strong>abitazioni gi\u00e0 esistenti<\/strong>. Ed \u00e8 qui che occorre sgombrare il campo da uno degli equivoci pi\u00f9 ricorrenti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Direttiva Case Green non stabilisce che ogni singola abitazione europea debba obbligatoriamente raggiungere, per esempio, la <strong>classe E entro il 2030<\/strong> o la <strong>classe D entro il 2033<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo definitivo ha adottato per il settore residenziale un meccanismo differente. Gli Stati devono costruire una <strong>traiettoria nazionale di riduzione del consumo medio di energia primaria dell\u2019intero patrimonio residenziale<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entro il 2030 il consumo medio dovr\u00e0 diminuire di almeno il <strong>16% rispetto al 2020<\/strong>, mentre entro il 2035 la riduzione dovr\u00e0 raggiungere almeno il <strong>20-22%<\/strong>. Dal 2040 il percorso continuer\u00e0 con obiettivi quinquennali coerenti con il raggiungimento di un patrimonio immobiliare a emissioni zero entro il 2050.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Priorit\u00e0 agli edifici con le prestazioni peggiori<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti gli edifici dovranno essere trattati allo stesso modo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Almeno il <strong>55% della riduzione dei consumi<\/strong> richiesta dovr\u00e0 arrivare dagli interventi effettuati sul <strong>43% degli edifici residenziali con le prestazioni energetiche peggiori<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli Stati potranno utilizzare diversi strumenti: requisiti minimi, incentivi economici, assistenza tecnica, programmi di ristrutturazione o altre misure compatibili con gli obiettivi fissati.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una differenza sostanziale. La normativa europea stabilisce il risultato energetico che ogni Paese deve raggiungere sul proprio <strong>parco immobiliare nel suo complesso<\/strong>, ma lascia ai governi nazionali una significativa libert\u00e0 nel decidere quali immobili coinvolgere e attraverso quali strumenti.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per gli edifici non residenziali soglie gi\u00e0 fissate per 2030 e 2033<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diverso il meccanismo previsto per gli <strong>edifici non residenziali<\/strong>, dove vengono introdotte vere e proprie soglie minime di prestazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni Stato deve individuare, prendendo come riferimento il patrimonio immobiliare esistente al 1\u00b0 gennaio 2020, una soglia corrispondente al <strong>16% degli immobili con le prestazioni peggiori<\/strong> e una seconda soglia relativa al <strong>26%<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal <strong>2030<\/strong> gli edifici non residenziali dovranno essere portati al di sotto della prima soglia, mentre dal <strong>2033<\/strong> dovr\u00e0 essere rispettata anche la seconda.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Successivamente dovranno essere fissati ulteriori obiettivi per il <strong>2040 e il 2050<\/strong>, sempre in coerenza con il processo di decarbonizzazione del patrimonio edilizio.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il legislatore europeo consente comunque agli Stati di prevedere alcune esenzioni, da applicare secondo criteri rigorosi e in presenza, per esempio, di particolari difficolt\u00e0 tecniche o di una valutazione sfavorevole del rapporto tra costi e benefici.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Fotovoltaico e solare, il calendario dei nuovi obblighi<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro fronte destinato a incidere profondamente sulla progettazione degli edifici \u00e8 quello dell\u2019<strong>energia solare<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La direttiva impone innanzitutto che i nuovi edifici vengano progettati in modo da sfruttare al meglio il proprio potenziale solare, cos\u00ec da poter installare successivamente impianti fotovoltaici o solari termici senza dover affrontare costosi interventi strutturali.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il calendario europeo procede per tappe. Entro il <strong>31 dicembre 2026<\/strong> gli impianti solari dovranno essere installati, quando tecnicamente, economicamente e funzionalmente possibile, su tutti i nuovi edifici pubblici e non residenziali con superficie utile superiore a 250 metri quadrati.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli edifici pubblici esistenti la soglia scender\u00e0 progressivamente: oltre 2.000 metri quadrati entro il 2027, oltre 750 entro il 2028 e oltre 250 entro il 2030.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entro la fine del <strong>2027<\/strong> la misura interesser\u00e0 inoltre gli edifici non residenziali esistenti con superficie superiore a 500 metri quadrati quando sottoposti a ristrutturazioni importanti, lavori sul tetto o altri interventi soggetti ad autorizzazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per le nuove abitazioni, invece, il termine indicato dalla direttiva \u00e8 il <strong>31 dicembre 2029<\/strong>. La stessa data riguarda i nuovi parcheggi coperti adiacenti agli edifici.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019applicazione concreta dipender\u00e0 comunque dai criteri nazionali e dalla valutazione della fattibilit\u00e0 tecnica ed economica.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Caldaie a gas, cosa cambia realmente<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte del riscaldamento, il tema che ha provocato maggiori discussioni riguarda le <strong>caldaie a gas<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche in questo caso \u00e8 necessario separare due concetti differenti: la graduale eliminazione dei combustibili fossili e un eventuale divieto immediato di utilizzo delle caldaie esistenti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La direttiva non dispone che dal 2025 sia vietato possedere o utilizzare una caldaia a gas.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stabilisce invece che, dal <strong>1\u00b0 gennaio 2025<\/strong>, gli Stati non debbano pi\u00f9 concedere incentivi finanziari per installare nuove <strong>caldaie autonome alimentate esclusivamente con combustibili fossili<\/strong>, salvo specifiche eccezioni legate a investimenti gi\u00e0 selezionati prima di quella data.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il principio europeo \u00e8 quello di accompagnare progressivamente gli edifici verso sistemi di riscaldamento decarbonizzati.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La direttiva chiede agli Stati di adoperarsi per la sostituzione delle caldaie autonome a combustibili fossili esistenti, seguendo i rispettivi <strong>piani nazionali di eliminazione graduale<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta dunque di un ordine europeo che impone di smantellare immediatamente tutte le caldaie a gas presenti nelle abitazioni, ma di una strategia destinata a orientare nel tempo incentivi, investimenti e regole nazionali verso soluzioni come <strong>pompe di calore, rinnovabili e sistemi ibridi<\/strong>.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nuovo APE, classi energetiche dalla A alla G<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cambia anche il ruolo dell\u2019<strong>Attestato di Prestazione Energetica<\/strong>, l\u2019APE italiano.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nuova disciplina europea prevede una scala armonizzata basata sulle lettere dalla <strong>A alla G<\/strong>: la classe A dovr\u00e0 corrispondere agli edifici a emissioni zero, mentre la G identificher\u00e0 gli immobili con le prestazioni peggiori del patrimonio nazionale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli Stati che avevano gi\u00e0 riorganizzato recentemente il proprio sistema di classificazione potranno, in determinate condizioni, rinviare la ridefinizione delle classi fino alla fine del 2029.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attestato sar\u00e0 sempre pi\u00f9 uno strumento operativo e non soltanto un documento necessario per gli adempimenti immobiliari.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continuer\u00e0 ad avere una validit\u00e0 massima di <strong>dieci anni<\/strong> e dovr\u00e0 essere disponibile in formato digitale. Sar\u00e0 richiesto, tra gli altri casi, per gli edifici nuovi, per le ristrutturazioni profonde, in occasione della vendita, della locazione a un nuovo inquilino o del rinnovo del contratto di locazione.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La classe energetica dovr\u00e0 comparire negli annunci immobiliari<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>classe energetica<\/strong> dovr\u00e0 inoltre essere indicata negli annunci immobiliari, sia online sia offline.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al potenziale acquirente o locatario dovr\u00e0 essere mostrato l\u2019attestato, che sar\u00e0 poi consegnato al momento dell\u2019acquisto o della locazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non equivale, per\u00f2, a introdurre automaticamente un divieto europeo di vendere o affittare un\u2019abitazione semplicemente perch\u00e9 appartiene a una classe energetica bassa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel testo della direttiva il percorso residenziale \u00e8 costruito attraverso gli obiettivi medi nazionali di riduzione dei consumi, mentre saranno le norme adottate dai singoli Stati a definire gli strumenti necessari per raggiungerli.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Arriva il passaporto di ristrutturazione<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le novit\u00e0 compare anche il <strong>passaporto di ristrutturazione<\/strong>, pensato come una vera e propria tabella di marcia energetica dell\u2019edificio.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli Stati devono introdurre un sistema nazionale basato sul modello europeo; il passaporto rimane in linea generale <strong>volontario<\/strong>, a meno che il singolo Paese non decida di renderlo obbligatorio.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Deve essere elaborato da un professionista qualificato o certificato, dopo una visita all\u2019immobile, e pu\u00f2 indicare la successione degli interventi utili per arrivare progressivamente allo standard di edificio a emissioni zero.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un passaggio importante soprattutto per gli immobili nei quali una ristrutturazione completa in un unico momento sarebbe economicamente difficile.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Isolamento dell\u2019involucro, sostituzione degli infissi, adeguamento degli impianti, installazione di sistemi rinnovabili<\/strong> e altre opere potranno essere inseriti in un percorso programmato, evitando che un intervento realizzato oggi renda tecnicamente pi\u00f9 complicati quelli successivi.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Incentivi, mutui verdi e sostegni per le ristrutturazioni<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bruxelles lega la transizione energetica degli edifici anche alla disponibilit\u00e0 di <strong>strumenti finanziari<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli Stati devono prevedere finanziamenti, misure di sostegno e strumenti capaci di superare gli ostacoli agli investimenti, con procedure per l\u2019accesso ai fondi pubblici quanto pi\u00f9 possibile semplici, soprattutto per le famiglie.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La direttiva cita, tra le possibilit\u00e0, <strong>prestiti per l\u2019efficienza energetica, mutui destinati alle ristrutturazioni, contratti di rendimento energetico, incentivi fiscali, fondi di garanzia, mutui verdi e prestiti verdi<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Particolare attenzione deve essere riservata alle famiglie vulnerabili e alle situazioni di povert\u00e0 energetica.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Priorit\u00e0 alle famiglie vulnerabili<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dimensione sociale non \u00e8 secondaria.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli incentivi dovrebbero essere prioritariamente indirizzati ai nuclei pi\u00f9 fragili e alle persone che vivono negli alloggi sociali.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli Stati sono inoltre chiamati ad affrontare il rischio che una ristrutturazione energetica determini aumenti sproporzionati degli affitti e possa provocare l\u2019allontanamento delle famiglie vulnerabili dalle abitazioni interessate.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa cambia realmente per i proprietari italiani<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per i proprietari italiani, quindi, la vera domanda non \u00e8 se \u201cBruxelles obbligher\u00e0 a ristrutturare tutte le case entro il 2030\u201d, ma <strong>come l\u2019Italia tradurr\u00e0 gli obiettivi europei nella propria legislazione<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parte fondamentale delle misure richiede infatti decisioni nazionali: definizione delle traiettorie, criteri per gli interventi, modalit\u00e0 di finanziamento, eventuali esenzioni, struttura del nuovo APE, strumenti di sostegno e sistema delle sanzioni.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio su questo fronte che il quadro resta in evoluzione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scadenza generale per il recepimento del <strong>29 maggio 2026<\/strong> \u00e8 trascorsa e, nel luglio 2026, la Commissione europea ha contestato a tutti gli Stati membri il mancato completo recepimento delle nuove disposizioni.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parallelamente, gli Stati devono completare i propri <strong>Piani nazionali di ristrutturazione degli edifici<\/strong>, strumenti destinati a indicare il percorso verso la decarbonizzazione del patrimonio immobiliare.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nessun obbligo immediato di ristrutturare tutte le abitazioni<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cambiamento sar\u00e0 graduale ma strutturale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>Direttiva Case Green<\/strong> non introduce una gigantesca scadenza unica oltre la quale milioni di abitazioni diventeranno improvvisamente irregolari.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Disegna invece una traiettoria lunga pi\u00f9 di vent\u2019anni che interviene contemporaneamente su <strong>nuove costruzioni, edifici esistenti, consumi energetici, impianti di riscaldamento, fonti rinnovabili, certificazioni energetiche e finanziamenti<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La data di riferimento resta il <strong>2050<\/strong>, quando il patrimonio immobiliare europeo dovr\u00e0 essere trasformato in un sistema edilizio sostanzialmente <strong>decarbonizzato e a emissioni zero<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di arrivarci ci saranno per\u00f2 passaggi decisivi gi\u00e0 nel 2028, 2030, 2033 e 2035. E sar\u00e0 soprattutto il recepimento nazionale a stabilire quanto questi obiettivi europei incideranno, nella pratica, sulle decisioni di proprietari, condom\u00ecni, imprese e professionisti dell\u2019edilizia.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La sfida sar\u00e0 rendere sostenibili gli interventi<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero banco di prova non sar\u00e0 quindi soltanto fissare nuovi requisiti energetici.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sar\u00e0 riuscire a rendere la <strong>riqualificazione degli edifici economicamente sostenibile<\/strong>, concentrare le risorse sugli immobili pi\u00f9 inefficienti e sulle famiglie con minore capacit\u00e0 di investimento e costruire una politica degli incentivi sufficientemente stabile da consentire a cittadini e imprese di programmare interventi che, per loro natura, richiedono investimenti e tempi lunghi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La transizione disegnata dall\u2019Europa \u00e8 ormai avviata. Il passaggio successivo, e probabilmente il pi\u00f9 complesso, si gioca nei singoli Stati: trasformare gli obiettivi della <strong>EPBD 2024\/1275<\/strong> in regole operative senza trasformare la riqualificazione energetica in un costo insostenibile per chi possiede o abita gli edifici che dovranno cambiare.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sei un geometra? 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