{"id":24703,"date":"2026-08-13T06:19:41","date_gmt":"2026-08-13T04:19:41","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/08\/13\/bim-e-digitalizzazione-ingegneri-italiani-ancora-divisi-competenze-avanzate-ferme-al-71\/"},"modified":"2026-08-13T06:19:41","modified_gmt":"2026-08-13T04:19:41","slug":"bim-e-digitalizzazione-ingegneri-italiani-ancora-divisi-competenze-avanzate-ferme-al-71","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/08\/13\/bim-e-digitalizzazione-ingegneri-italiani-ancora-divisi-competenze-avanzate-ferme-al-71\/","title":{"rendered":"BIM e digitalizzazione, ingegneri italiani ancora divisi: competenze avanzate ferme al 7,1%"},"content":{"rendered":"<div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>digitalizzazione del settore delle costruzioni<\/strong> non rappresenta pi\u00f9 una prospettiva futura, ma un processo che sta modificando in profondit\u00e0 il modo di progettare, affidare, realizzare e gestire le opere pubbliche. Al centro di questa trasformazione c\u2019\u00e8 il <strong>BIM<\/strong>, o pi\u00f9 precisamente la <strong>gestione informativa digitale delle costruzioni<\/strong>, che il nuovo quadro normativo italiano inserisce ormai all\u2019interno dell\u2019intero ciclo di vita dell\u2019opera.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A fronte di questa accelerazione, per\u00f2, la professione tecnica italiana procede ancora a velocit\u00e0 differenti. \u00c8 quanto emerge dal primo rapporto nazionale sulla <strong>digitalizzazione e gestione informativa delle opere pubbliche e private in Italia<\/strong>, presentato dal <strong>Consiglio Nazionale degli Ingegneri<\/strong> nel corso dell\u2019incontro dedicato a \u201cBIM e Gestione informativa delle Opere Pubbliche\u201d. L\u2019indagine fotografa una categoria fortemente interessata ai processi digitali, ma nella quale le competenze avanzate restano ancora circoscritte.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">BIM e digitalizzazione: solo il 7,1% degli ingegneri ha competenze avanzate. Il Codice appalti accelera tra obblighi, formazione e nuovi standard digitali.<\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rapporto \u00e8 stato costruito attraverso una rilevazione che ha coinvolto complessivamente <strong>3.793 ingegneri<\/strong>. Di questi, <strong>2.278 hanno completato integralmente il questionario<\/strong>, dichiarandosi interessati al tema della digitalizzazione e della gestione informativa delle opere pubbliche e private.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro che emerge mette insieme opportunit\u00e0, criticit\u00e0 e soprattutto un fabbisogno formativo destinato a diventare sempre pi\u00f9 urgente.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">BIM e Codice dei contratti pubblici<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019urgenza deriva anche dall\u2019evoluzione normativa. Il <strong>Codice dei contratti pubblici<\/strong>, approvato con il <strong>D.Lgs. 36\/2023<\/strong>, dedica un intero Libro ai principi, alla digitalizzazione, alla programmazione e alla progettazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>principio del risultato<\/strong>, posto all\u2019articolo 1, impone alle stazioni appaltanti di perseguire l\u2019affidamento e l\u2019esecuzione del contratto con la massima tempestivit\u00e0 e con il migliore rapporto possibile tra qualit\u00e0 e prezzo, nel rispetto di legalit\u00e0, trasparenza e concorrenza. Lo stesso principio viene collegato direttamente a efficienza, efficacia ed economicit\u00e0 dell\u2019azione amministrativa.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 all\u2019interno di questo sistema che si colloca l\u2019<strong>articolo 43<\/strong>, dedicato espressamente ai \u201cMetodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni\u201d.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Obbligo BIMcon soglia a 2 milioni di euro<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo originario del 2023 prevedeva, dal <strong>1\u00b0 gennaio 2025<\/strong>, l\u2019adozione obbligatoria dei metodi di gestione informativa digitale per opere nuove e interventi su costruzioni esistenti con <strong>importo a base di gara superiore a un milione di euro<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro \u00e8 stato successivamente modificato dal <strong>D.Lgs. 209\/2024<\/strong>, il cosiddetto <strong>Correttivo al Codice dei contratti pubblici<\/strong>. La disciplina aggiornata porta la soglia generale a una <strong>stima del costo presunto dei lavori superiore a 2 milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli interventi sugli edifici qualificati come beni culturali dall\u2019articolo 10 del D.Lgs. 42\/2004, invece, il riferimento \u00e8 alla soglia prevista dall\u2019articolo 14, comma 1, lettera a), del Codice. Restano inoltre specifiche esclusioni per gli interventi di manutenzione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le amministrazioni possono comunque adottare la <strong>gestione informativa digitale anche al di sotto delle soglie obbligatorie<\/strong>, prevedendo eventualmente criteri premiali nella documentazione di gara. Questa facolt\u00e0, tuttavia, presuppone l\u2019adozione delle misure organizzative indicate nell\u2019<strong>Allegato I.9<\/strong>.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il BIM non \u00e8 soltanto un modello 3D<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio l\u2019Allegato I.9 chiarisce uno degli equivoci pi\u00f9 diffusi: il <strong>BIM non coincide con l\u2019utilizzo di un software di modellazione tridimensionale<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La gestione informativa digitale viene inserita all\u2019interno dei procedimenti tecnico-amministrativi e pu\u00f2 accompagnare l\u2019opera dall\u2019affidamento fino alla realizzazione, alla manutenzione e alla gestione dell\u2019intero ciclo di vita del cespite immobiliare o infrastrutturale. Nel testo originario dell\u2019Allegato, l\u2019impiego di questi strumenti viene indicato anche come parametro nella qualificazione delle stazioni appaltanti.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Formazione e organizzazione diventano obbligatorie<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima ancora di utilizzare il BIM in un singolo intervento, una <strong>stazione appaltante<\/strong> deve strutturarsi sul piano organizzativo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro aggiornato prevede innanzitutto la definizione e l\u2019attuazione di un <strong>piano specifico di formazione del personale<\/strong>, differenziato sulla base dei ruoli ricoperti e rivolto non soltanto ai tecnici ma anche al personale coinvolto nella gestione finanziaria e nelle attivit\u00e0 amministrative.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto alla formazione deve essere predisposto un <strong>piano di acquisizione, gestione e manutenzione di hardware e software<\/strong> e deve essere adottato uno specifico <strong>atto di organizzazione<\/strong> che definisca ruoli, responsabilit\u00e0, processi decisionali, flussi informativi, standard e requisiti.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u201985% degli ingegneri \u00e8 interessato alla digitalizzazione<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio confrontando questi obblighi con i risultati del rapporto CNI che emerge la distanza tra normativa e pratica professionale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Circa <strong>l\u201985% degli ingegneri<\/strong> intervistati si dichiara molto o abbastanza interessato alla digitalizzazione e alla gestione informativa delle opere. L\u2019interesse, tuttavia, non coincide ancora con l\u2019esperienza professionale: <strong>il 43,3% non ha mai operato negli ultimi cinque anni in attivit\u00e0 legate al BIM<\/strong>.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Competenze BIM avanzate ferme al 7,1%<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora pi\u00f9 netto \u00e8 il divario sul fronte delle competenze. Soltanto <strong>il 7,1% degli ingegneri<\/strong> ritiene di possedere conoscenze BIM avanzate.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>50,4%<\/strong> si colloca su un livello definito frammentato, mentre il <strong>21,2%<\/strong> dichiara di non possedere conoscenze in materia. Oltre sette professionisti su dieci, dunque, non raggiungono ancora un livello strutturato di padronanza dei metodi e degli strumenti di gestione informativa.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Divario generazionale tra under e over 55<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A pesare \u00e8 soprattutto il <strong>fattore generazionale<\/strong>. Tra gli ingegneri con meno di 40 anni le competenze BIM avanzate raggiungono <strong>l\u201911,9%<\/strong>, ma la percentuale scende al <strong>3,9% tra i 41 e i 55 anni<\/strong> e ad appena <strong>il 3% tra gli over 55<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rischio \u00e8 quello di una distanza sempre pi\u00f9 evidente tra la velocit\u00e0 con cui evolve il quadro regolatorio e la capacit\u00e0 di una parte della professione di adeguarsi ai nuovi processi.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nel settore pubblico le competenze avanzate si fermano al 3%<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche la collocazione professionale fa la differenza. Nel <strong>settore privato e non profit<\/strong> le competenze avanzate raggiungono il <strong>12,9%<\/strong>, mentre nel <strong>settore pubblico si fermano al 3%<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra studi associati e societ\u00e0 il valore \u00e8 del <strong>7,7%<\/strong>, contro il <strong>4,5% degli studi individuali<\/strong>. Sono dati che acquistano ancora maggiore rilevanza alla luce degli obblighi organizzativi attribuiti dal Codice proprio alle amministrazioni pubbliche.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nuove figure per la gestione dei processi digitali<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nuovo sistema richiede anche l\u2019individuazione di specifiche responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le amministrazioni che adottano la gestione informativa digitale devono nominare un <strong>gestore dell\u2019ambiente di condivisione dei dati<\/strong>, almeno un <strong>gestore dei processi digitali<\/strong> e, per ciascun intervento, un <strong>coordinatore dei flussi informativi<\/strong> all\u2019interno della struttura di supporto al RUP.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo aggiornato precisa che queste figure devono essere individuate preferibilmente tra il personale dell\u2019amministrazione e possedere competenze documentabili maturate attraverso esperienza professionale o formazione specifica. Se non \u00e8 possibile reperirle internamente, le relative funzioni possono essere affidate all\u2019esterno.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ambiente di condivisione dei dati e interoperabilit\u00e0<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro elemento centrale \u00e8 l\u2019<strong>ambiente di condivisione dei dati<\/strong>, spesso indicato come <strong>ACDat<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stazione appaltante deve dotarsi di un proprio ambiente digitale definendone caratteristiche, prestazioni, propriet\u00e0 dei dati e modalit\u00e0 di elaborazione e condivisione. La gestione deve inoltre rispettare le disposizioni in materia di <strong>diritto d\u2019autore, propriet\u00e0 intellettuale, sicurezza e riservatezza<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>interoperabilit\u00e0<\/strong> diventa quindi uno dei pilastri del nuovo modello. Il Codice richiede l\u2019utilizzo di <strong>piattaforme interoperabili e formati aperti non proprietari<\/strong>, in modo da evitare la dipendenza da un singolo fornitore tecnologico e consentire il trasferimento delle informazioni tra amministrazioni, progettisti e operatori economici.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati devono inoltre essere gestiti attraverso modelli informativi e flussi digitalizzati condivisi tra i soggetti coinvolti nella progettazione, nella costruzione e nella gestione dell\u2019intervento.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">UNI EN ISO 19650 e UNI 11337 diventano riferimenti centrali<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche le <strong>norme tecniche<\/strong> assumono un ruolo decisivo. Il testo richiama espressamente la serie <strong>UNI EN ISO 19650<\/strong>, dedicata alla gestione dell\u2019informazione nel BIM, indicando inoltre la serie <strong>UNI 11337<\/strong> come riferimento utile nel contesto nazionale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio su questo terreno l\u2019indagine del Consiglio Nazionale degli Ingegneri evidenzia uno dei ritardi pi\u00f9 consistenti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo <strong>il 14,3% degli intervistati<\/strong> dichiara di conoscere nel dettaglio la <strong>UNI 11337<\/strong>. Per standard e strumenti pi\u00f9 specialistici come <strong>BCF, bSDD e IDS<\/strong>, le percentuali di utilizzo effettivo restano inferiori al <strong>5%<\/strong>.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una commessa BIM resta ancora un\u2019esperienza poco diffusa<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il divario tra norme e pratica emerge anche dall\u2019esperienza concreta nelle commesse.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo <strong>il 16,7% degli ingegneri<\/strong> afferma di essere coinvolto spesso o sempre in incarichi BIM, mentre <strong>il 51,6% non lo \u00e8 mai stato<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli ostacoli segnalati non sono prevalentemente tecnologici: la principale criticit\u00e0, indicata dal <strong>56,7%<\/strong>, riguarda proprio la <strong>carenza di competenze nelle stazioni appaltanti<\/strong>.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il capitolato informativo diventa un documento strategico<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ruolo determinante viene assegnato anche al <strong>capitolato informativo<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli affidamenti dei servizi di architettura e ingegneria, questo documento deve accompagnare la documentazione di gara e indicare i <strong>requisiti informativi strategici<\/strong>, i livelli di fabbisogno informativo, le regole per produzione, gestione, trasmissione e archiviazione dei dati e le caratteristiche dell\u2019ambiente di condivisione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Deve inoltre disciplinare propriet\u00e0, accesso, sicurezza e validit\u00e0 delle informazioni e garantire nel tempo l\u2019interoperabilit\u00e0 dei sistemi.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Offerta e piano di gestione informativa<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando la procedura viene aggiudicata con il criterio dell\u2019<strong>offerta economicamente pi\u00f9 vantaggiosa<\/strong>, i concorrenti possono essere chiamati a presentare una vera e propria <strong>offerta di gestione informativa<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il documento descrive organizzazione, strumenti, responsabilit\u00e0 e modalit\u00e0 di gestione dei flussi informativi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la sottoscrizione del contratto, prima dell\u2019avvio dell\u2019esecuzione, l\u2019affidatario deve predisporre il <strong>piano di gestione informativa<\/strong>, che pu\u00f2 essere aggiornato nel corso dei lavori.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il BIM entra quindi direttamente nella gestione contrattuale, nell\u2019organizzazione della commessa e nelle responsabilit\u00e0 dei soggetti coinvolti.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dai materiali ai costi<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei <strong>modelli informativi<\/strong> possono confluire dati grafici, documentali, alfanumerici e multimediali relativi a <strong>geometria, materiali, prestazioni, componenti, costi, cronologia, manutenzione, conformit\u00e0 normativa, salute e sicurezza<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La struttura dei modelli deve essere coerente con la tipologia dell\u2019intervento e con gli obiettivi individuati nel capitolato informativo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il BIM pu\u00f2 diventare anche uno strumento di gestione economica dell\u2019intervento. Il quadro normativo consente infatti alle stazioni appaltanti di richiedere sistemi di <strong>gestione informativa digitale applicati alla computazione dei lavori<\/strong>, mettendo in relazione i dati del computo metrico estimativo con quelli contenuti nei modelli.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il modello digitale accompagna anche manutenzione e collaudo<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La logica della gestione informativa si estende ben oltre la progettazione.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I modelli possono contenere informazioni sull\u2019uso, sulla gestione e sugli interventi manutentivi futuri, mentre l\u2019amministrazione pu\u00f2 richiedere strumenti digitali per pianificare nel tempo le attivit\u00e0 necessarie alla conservazione del bene.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento del <strong>collaudo o della verifica di conformit\u00e0<\/strong>, l\u2019affidatario deve inoltre consegnare i modelli informativi aggiornati in funzione di quanto effettivamente realizzato e una relazione specialistica che attesti il rispetto delle prescrizioni del capitolato informativo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La verifica di questi adempimenti entra a far parte delle attivit\u00e0 dell\u2019organo di collaudo.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La formazione \u00e8 la priorit\u00e0 per l\u201982,2% degli ingegneri<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa prospettiva diventa pi\u00f9 facile comprendere perch\u00e9 gli ingegneri intervistati dal CNI considerino la <strong>formazione<\/strong> la priorit\u00e0 assoluta per accelerare la transizione digitale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La indica <strong>l\u201982,2% del campione<\/strong>. Seguono lo <strong>sviluppo di procedure interne<\/strong>, con il <strong>58,1%<\/strong>, e una maggiore consapevolezza da parte di propriet\u00e0 e direzione, indicata dal <strong>52,1%<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019acquisto di hardware e software arriva soltanto dopo, con il <strong>45,3%<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un risultato perfettamente coerente con l\u2019impostazione del Codice: la tecnologia, da sola, non basta. Prima dei software vengono <strong>organizzazione, competenze, responsabilit\u00e0, procedure e qualit\u00e0 dei dati<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del resto, quasi la met\u00e0 degli intervistati, il <strong>46,8%<\/strong>, non dispone ancora di programmi per la modellazione BIM e il <strong>60,4%<\/strong> non utilizza software per il controllo dei modelli.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per molti la piena maturit\u00e0 digitale \u00e8 ancora lontana<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>57,9% degli ingegneri<\/strong> ritiene insufficienti gli sforzi attualmente messi in campo dalla propria organizzazione per arrivare a una piena maturit\u00e0 digitale, mentre il <strong>22,6%<\/strong> pensa che saranno necessari pi\u00f9 di cinque anni.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per <strong>Sandro Catta<\/strong>, consigliere del CNI con delega ai lavori pubblici e al BIM, il problema richiede quindi una risposta su due livelli: una formazione specialistica rivolta a chi gi\u00e0 opera stabilmente nel BIM e, parallelamente, una pi\u00f9 ampia attivit\u00e0 di <strong>alfabetizzazione digitale<\/strong> destinata a colmare le lacune della parte della categoria meno preparata.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato degli over 55, tra i quali solo il 3% dichiara conoscenze approfondite, rende evidente la dimensione della sfida.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La vera sfida \u00e8 trasformare il BIM da obbligo a strumento operativo<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>BIM previsto dal nuovo Codice dei contratti pubblici non coincide con un software<\/strong> e neppure con la sola produzione di un modello digitale dell\u2019edificio.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un sistema di gestione dell\u2019informazione che deve collegare <strong>programmazione, progettazione, gara, esecuzione, collaudo, manutenzione e gestione dell\u2019opera<\/strong>, assegnando ruoli precisi e assicurando continuit\u00e0 e interoperabilit\u00e0 dei dati.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio qui che si misura la distanza evidenziata dall\u2019indagine del CNI. Da una parte una normativa che chiede alle amministrazioni di strutturarsi, formare il personale, adottare ambienti di condivisione dei dati e definire requisiti informativi sin dalle prime fasi dell\u2019intervento; dall\u2019altra una professione nella quale le competenze avanzate sono ancora ferme al <strong>7,1%<\/strong> e una parte considerevole degli operatori non ha mai partecipato a una vera commessa BIM.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La transizione digitale delle costruzioni italiane, dunque, \u00e8 gi\u00e0 iniziata sul piano normativo. La partita dei prossimi anni sar\u00e0 trasformarla in una pratica ordinaria. Per farlo serviranno certamente tecnologie e investimenti, ma soprattutto <strong>formazione, capacit\u00e0 organizzativa e cultura del dato<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza questi elementi, il rischio \u00e8 che il BIM venga percepito come un ulteriore adempimento. Con competenze adeguate, invece, pu\u00f2 diventare uno degli strumenti attraverso cui migliorare <strong>qualit\u00e0 progettuale, controllo dei costi, gestione dei cantieri, trasparenza e manutenzione del patrimonio pubblico<\/strong>.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sei un ingegnere? 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