{"id":24678,"date":"2026-07-25T04:53:37","date_gmt":"2026-07-25T02:53:37","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/07\/25\/uni-en-1090-il-punto-di-contatto-tra-progettazione-ed-esecuzione\/"},"modified":"2026-07-25T04:53:37","modified_gmt":"2026-07-25T02:53:37","slug":"uni-en-1090-il-punto-di-contatto-tra-progettazione-ed-esecuzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/07\/25\/uni-en-1090-il-punto-di-contatto-tra-progettazione-ed-esecuzione\/","title":{"rendered":"UNI EN 1090: il punto di contatto tra progettazione ed esecuzione"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-24-alle-15.01.14.png?resize=750%2C580&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"580\" title=\"\" alt=\"\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><strong>Molte non conformit\u00e0 nascono da informazioni incomplete o ambigue negli elaborati progettuali. nella seconda parte dell\u2019approfondimento inaugurato un mese fa ci concentriamo su un\u2019analisi delle responsabilit\u00e0 tecniche che collegano progettista, officina e coordinatore di saldatura.<\/strong><\/p>\n<p>Una quota rilevante delle non conformit\u00e0 che emergono durante la fabbricazione delle strutture in acciaio non deriva da inefficienze operative dell\u2019officina, ma da carenze informative o ambiguit\u00e0 presenti negli elaborati progettuali. L\u2019errore pi\u00f9 ricorrente consiste nell\u2019assenza dell\u2019indicazione esplicita della classe di esecuzione prevista dalla UNI EN 1090-2, elemento che rappresenta il collegamento diretto tra livello di sicurezza strutturale e requisiti di produzione. In mancanza di tale definizione il fabbricante \u00e8 costretto ad assumere ipotesi operative non supportate da un riferimento progettuale vincolante, applicando livelli di controllo che possono risultare non coerenti con la criticit\u00e0 reale dell\u2019opera. La classe di esecuzione condiziona infatti estensione dei controlli non distruttivi, tracciabilit\u00e0 dei materiali, qualificazione e sorveglianza dei procedimenti di saldatura, gestione documentale e affidabilit\u00e0 complessiva del prodotto strutturale; la sua omissione non costituisce quindi una semplice incompletezza redazionale ma introduce un\u2019incertezza tecnica che pu\u00f2 riflettersi sul comportamento finale della struttura. Analoga criticit\u00e0 si manifesta nelle prescrizioni relative alle saldature, quando i disegni riportano esclusivamente simboli grafici privi di indicazioni sulla qualit\u00e0 richiesta, sul livello di ispezione o sull\u2019eventuale rilevanza a fatica. La UNI EN ISO 3834 disciplina l\u2019organizzazione del processo di saldatura e impone controllo sistematico delle attivit\u00e0, ma la prestazione richiesta al giunto resta una responsabilit\u00e0 progettuale. Senza una chiara definizione delle condizioni di esercizio, del livello di sollecitazione o della presenza di azioni cicliche, il coordinatore di saldatura non dispone degli elementi necessari per pianificare corretta- mente procedure e controlli; ne deriva che la saldatura pu\u00f2 risultare pienamente conforme alle procedure qualificate senza garantire necessariamente le prestazioni strutturali assunte nel modello di calcolo. Un ulteriore ambito di criticit\u00e0 riguarda l\u2019uso improprio delle tolleranze generali previste dalla UNI EN 1090- 2, spesso considerate sufficienti in ogni circostanza. Tali valori rappresentano limiti standard per l\u2019esecuzione ordinaria ma non sostituiscono le esigenze specifiche del progetto strutturale. Quando la trasmissione degli sforzi dipende dalla planarit\u00e0 delle superfici di appoggio, dall\u2019allineamento dei fori nelle unioni bullonate ad attrito o dalla geometria di nodi sensibili alla rigidezza locale, il progettista deve prescrivere tolleranze funzionali pi\u00f9 restrittive; demandare tali valutazioni all\u2019officina significa trasferire alla fase esecutiva decisioni che appartengono alla progettazione. L\u2019elemento pu\u00f2 risultare conforme alla norma di prodotto e tuttavia non riprodurre il comportamento meccanico ipotizzato in sede di verifica. Problematiche analoghe emergono quando non vengono formalizzate le condizioni di montaggio che influenzano lo stato tensionale finale dell\u2019opera. Le NTC 2018 richiedono che siano considerate le fasi costruttive e le configurazioni temporanee qualora incidano sulla sicurezza; se il progetto presuppone una specifica sequenza di assemblaggio per limitare instabilit\u00e0 locali, redistribuzioni di sforzo o effetti geometrici non lineari, tale sequenza deve essere chiaramente trasferita negli elaborati esecutivi. In assenza di indicazioni il montaggio viene organizzato secondo criteri logistici o produttivi legittimi ma potenzialmente incoerenti con le ipotesi strutturali adottate, generando una divergenza tra modello teorico e comportamento reale. La radice comune di queste criticit\u00e0 risiede nella sottovalutazione dell\u2019interfaccia tra progettazione ed esecuzione. La UNI EN 1090-2 richiede conformit\u00e0 dell\u2019esecuzione al progetto, ma tale conformit\u00e0 \u00e8 realizzabile solo quando il progetto possiede un livello di definizione adeguato alle esigenze produttive e ispettive. Parallelamente, le NTC 2018 impongono coerenza tra modello di calcolo e struttura reale, coerenza che pu\u00f2 essere garantita soltanto se i dettagli costruttivi traducono fedelmente le ipotesi assunte nell\u2019analisi lisi strutturale. La responsabilit\u00e0 del progettista non si esaurisce quindi nella verifica numerica delle sezioni resistenti, ma comprende la definizione delle condizioni tecniche che rendono tali verifiche rappresentative dell\u2019opera costruita. Quando queste informazioni non vengono esplicitate, l\u2019officina \u00e8 costretta a colmare i vuoti interpretativi con scelte tecnicamente corrette ma non necessariamente allineate all\u2019intento strutturale originario, producendo una discontinuit\u00e0 tra sicurezza progettata e sicurezza realizzata. La corretta applicazione coordinata del quadro normativo richiede invece un approccio integrato nel quale progettazione strutturale ed esecuzione tecnica costituiscano parti inseparabili di un unico processo ingegneristico consapevole, continuo e pienamente controllato.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Responsabilit\u00e0 tecniche e continuit\u00e0 normativa tra progettazione ed esecuzione<\/h2>\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-24-alle-15.01.37.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"426\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-24-alle-15.01.37.png?resize=750%2C426&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46413\" style=\"aspect-ratio:1.7612732095490715;width:490px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-24-alle-15.01.37.png?resize=750%2C426&#038;ssl=1 1018w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-24-alle-15.01.37-300x170.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-24-alle-15.01.37-768x436.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1018px) 100vw, 1018px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p><strong><br \/><\/strong>L\u2019analisi del rapporto tra progettazione strutturale ed esecuzione secondo UNI EN 1090 evidenzia che il tema centrale non riguarda esclusivamente aspetti tecnici, ma investe direttamente la corretta attribuzione delle responsabilit\u00e0 lungo l\u2019intero processo costruttivo. Il quadro normativo europeo e nazionale definisce ruoli distinti ma strettamente interconnessi, la cui efficacia dipende dal mantenimento di confini operativi chiari e dalla continuit\u00e0 logica tra fase di calcolo e realizzazione dell\u2019opera. Il progettista strutturale mantiene la responsabilit\u00e0 primaria della sicurezza globale della costruzione e della coerenza tra azioni considerate, modello strutturale adottato e configurazione costruttiva prevista. Le verifiche agli stati limite non possono quindi rimanere confinate all\u2019ambito numerico, ma devono tradursi in prescrizioni tecniche esplicite capaci di guidare l\u2019esecuzione: scelta dei materiali, definizione della classe di esecuzione, requisiti prestazionali delle unioni, eventuali livelli di controllo aggiuntivi e tolleranze funzionali necessarie a garantire il comportamento strutturale ipotizzato. La responsabilit\u00e0 progettuale include pertanto la verifica della reale costruibilit\u00e0 del modello teorico, assicurando che le condizioni assunte nel calcolo possano essere replicate durante fabbricazione e montaggio senza interpretazioni discrezionali. Quando una verifica strutturale presuppone determinate rigidezze di nodo, particolari modalit\u00e0 di trasferimento degli sforzi o specifiche prestazioni dei giunti saldati, tali ipotesi devono essere esplicitate negli elaborati esecutivi affinch\u00e9 l\u2019officina possa operare in condizioni tecnica- mente controllate. Il fabbricante assume invece la responsabilit\u00e0 della conformit\u00e0 del prodotto struttura- le alla UNI EN 1090-2 e dell\u2019efficace applicazione del controllo della produzione in fabbrica in funzione del- la classe di esecuzione stabilita dal progetto.<\/p>\n<p>Egli garantisce tracciabilit\u00e0 dei materiali, adeguatezza delle attrezzature, qualificazione dei procedimenti di saldatura secondo UNI EN ISO 3834 ed esecuzione dei controlli previsti, ma non detiene la titolarit\u00e0 delle scelte strutturali n\u00e9 pu\u00f2 ridefinire livelli prestazionali o condizioni di sicurezza stabilite in sede progettuale. Analogo principio vale per il coordinatore di saldatura, cui compete la gestione tecnica dei processi speciali, la verifica delle qualifiche, la pianificazione delle attivit\u00e0 ispettive e la conformit\u00e0 qualitativa delle saldature ai requisiti definiti; il suo ruolo garantisce la corretta applicazione del processo, non la modifica delle soluzioni strutturali o dei criteri di dimensionamento. Il sistema di gestione per la qualit\u00e0 conforme alla ISO 9001 fornisce l\u2019infrastruttura organizzativa che consente a questi soggetti di operare in modo coordinato, imponendo identificazione, riesame e controllo dei requisiti progettuali e normativi prima e durante la produzione. Tuttavia, il sistema qualit\u00e0 non sostituisce la responsabilit\u00e0 tecnica individuale: pu\u00f2 intercettare incongruenze documentali, ma non pu\u00f2 compensare un progetto incompleto n\u00e9 legittimare decisioni strutturali assunte in officina in assenza di prescrizioni progettuali. Ne deriva una linea di demarcazione precisa tra competenze: il progetti- sta stabilisce cosa deve essere realizzato e con quali prestazioni strutturali, il fabbricante definisce come realizzarlo nel rispetto delle norme di esecuzione, il coordinatore di saldatura assicura la corretta applicazione dei processi speciali e il sistema qualit\u00e0 garantisce la tracciabilit\u00e0 e il controllo dell\u2019intero processo. Quando uno di questi attori eccede il proprio ambito o, al contrario, rinuncia alle proprie responsabilit\u00e0, si generano zone di ambiguit\u00e0 che espongono l\u2019opera a rischi tecnici e giuridici.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-24-alle-15.00.40.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"534\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-24-alle-15.00.40.png?resize=750%2C534&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46414\" style=\"width:516px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-24-alle-15.00.40.png?resize=750%2C534&#038;ssl=1 1002w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-24-alle-15.00.40-300x214.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/07\/Screenshot-2026-07-24-alle-15.00.40-768x547.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1002px) 100vw, 1002px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Un progetto formalmente conforme alle NTC 2018 sotto il profilo del calcolo ma privo delle informazioni necessarie all\u2019esecuzione secondo UNI EN 1090-2 non pu\u00f2 essere considerato tecnicamente completo, cos\u00ec come un\u2019officina certificata secondo UNI EN ISO 3834 e ISO 9001 non \u00e8 autorizzata a colmare lacune progettuali assumendo decisioni strutturali autonome. La conformit\u00e0 normativa non \u00e8 il risultato di verifiche isolate, ma di una coerenza continua che collega definizione delle azioni, modellazione strutturale, dettaglio costruttivo, produzione e controllo finale. L\u2019interfaccia tra progettazione e officina rappresenta quindi un passaggio essenziale del processo strutturale e non un\u2019estensione impropria delle competenze del fabbricante. Il modello di calcolo acquista reale significato solo quando viene tradotto in dettagli eseguibili, verificabili e controllabili secondo la UNI EN 1090-2.<\/p>\n<p>Ignorare questa interfaccia non costituisce soltanto una deviazione dalla buona prassi tecnica, ma intro- duce una discontinuit\u00e0 tra modello teorico e prodotto costruito. La corretta applicazione coordinata delle norme impone invece un approccio integrato nel quale sicurezza strutturale ed esecuzione tecnica rap- presentino fasi consecutive di un unico processo progettuale consapevole, completo e tecnicamente coerente, nel quale la qualit\u00e0 dell\u2019opera non deriva dalla mera presenza di certificazioni ma dall\u2019effettiva corrispondenza tra ci\u00f2 che viene progettato, controllato e realizzato.<\/p>\n<\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/uni-en-1090-il-punto-di-contatto-tra-progettazione-ed-esecuzione\/\">UNI EN 1090: il punto di contatto tra progettazione ed esecuzione<\/a> sembra essere il primo su <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/uni-en-1090-il-punto-di-contatto-tra-progettazione-ed-esecuzione\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Emanuela Bianchi<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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