{"id":24662,"date":"2026-07-14T03:55:10","date_gmt":"2026-07-14T01:55:10","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/07\/14\/eurocodici-intesa-sulle-nuove-appendici-nazionali-cosa-cambia-per-la-progettazione-strutturale\/"},"modified":"2026-07-14T03:55:10","modified_gmt":"2026-07-14T01:55:10","slug":"eurocodici-intesa-sulle-nuove-appendici-nazionali-cosa-cambia-per-la-progettazione-strutturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/07\/14\/eurocodici-intesa-sulle-nuove-appendici-nazionali-cosa-cambia-per-la-progettazione-strutturale\/","title":{"rendered":"Eurocodici, intesa sulle nuove Appendici nazionali: cosa cambia per la progettazione strutturale"},"content":{"rendered":"<div>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un passaggio atteso da anni per aggiornare il quadro normativo della <strong>progettazione strutturale italiana<\/strong>. La Conferenza Unificata, nella seduta del <strong>7 luglio 2026<\/strong>, ha sancito l\u2019intesa sullo schema di decreto riguardante l\u2019approvazione delle nuove <strong>Appendici nazionali agli Eurocodici<\/strong>, i documenti che individuano i parametri tecnici da utilizzare nel territorio italiano per il calcolo e la verifica delle costruzioni.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019intesa raggiunta in Conferenza Unificata aggiorna i parametri italiani degli Eurocodici, allineando progettazione strutturale, sicurezza sismica e norme tecniche alle esigenze attuali del settore edilizio.<\/h2>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il provvedimento \u00e8 predisposto dal <strong>Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti<\/strong>, di concerto con il <strong>Ministero dell\u2019Interno<\/strong> e con il <strong>Dipartimento della Protezione civile<\/strong>. L\u2019intesa raggiunta tra Governo, Regioni ed enti locali rappresenta uno dei passaggi necessari per arrivare all\u2019adozione definitiva del decreto. Le fonti ufficiali attestano, al momento, l\u2019accordo sullo schema normativo; il testo allegato prevede ancora la trasmissione agli organi di controllo e la successiva pubblicazione nella <strong>Gazzetta Ufficiale<\/strong> e sul portale del Ministero.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta di una modifica formale o di un semplice aggiornamento terminologico. Le <strong>Appendici nazionali<\/strong>, conosciute anche come <strong>Annessi nazionali<\/strong>, consentono di adattare gli standard europei alle condizioni geografiche, climatiche, costruttive e di sicurezza proprie di ciascun Paese. Intervengono, quindi, su aspetti che possono avere conseguenze dirette nella progettazione di edifici, ponti, infrastrutture, fondazioni e opere esposte ad azioni sismiche, incendi, vento, neve o altre sollecitazioni.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Che cosa sono gli Eurocodici<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli <strong>Eurocodici strutturali<\/strong> costituiscono un sistema coordinato di norme europee destinato alla progettazione delle opere di ingegneria civile. Contengono criteri di calcolo condivisi per le costruzioni in <strong>calcestruzzo<\/strong>, <strong>acciaio<\/strong>, <strong>legno<\/strong>, <strong>muratura<\/strong>, <strong>alluminio<\/strong> e materiali compositi, oltre alle disposizioni riguardanti la progettazione geotecnica e la resistenza delle strutture alle azioni sismiche.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo \u00e8 mettere a disposizione dei progettisti un linguaggio tecnico comune, capace di agevolare la circolazione dei servizi di ingegneria e dei prodotti da costruzione all\u2019interno del mercato europeo. Le norme comunitarie, tuttavia, non impongono sempre valori identici a tutti gli Stati. In numerosi punti lasciano alle autorit\u00e0 nazionali la possibilit\u00e0 di scegliere coefficienti, metodi di calcolo e livelli di sicurezza, indicati come <strong>Nationally Determined Parameters<\/strong>, cio\u00e8 <strong>parametri determinati a livello nazionale<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio in questo spazio che entrano in gioco le Appendici. Secondo il sistema europeo, un Annesso nazionale deve indicare le scelte compiute dallo Stato per i parametri lasciati aperti dagli Eurocodici. In assenza di tali indicazioni, alcune parti delle norme europee non potrebbero essere applicate in modo completo e uniforme sul territorio nazionale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I valori scelti possono riguardare, per esempio, i coefficienti parziali di sicurezza, le combinazioni delle azioni, i carichi climatici, le prestazioni richieste alle strutture e i metodi ammessi per determinate verifiche. Non tutti i parametri consistono in un numero: in alcuni casi possono assumere la forma di tabelle, grafici, procedure di calcolo o indicazioni sull\u2019utilizzo di specifici allegati informativi.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il rapporto con le Norme tecniche per le costruzioni<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nuovo decreto si inserisce nel sistema delineato dalle <strong>Norme tecniche per le costruzioni del 2018<\/strong>, approvate con il decreto ministeriale del 17 gennaio 2018, e dalla relativa <strong>Circolare applicativa n. 7 del 21 gennaio 2019<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le NTC stabiliscono i requisiti generali di sicurezza, durabilit\u00e0 e affidabilit\u00e0 delle costruzioni realizzate in Italia. Per gli aspetti non espressamente disciplinati, consentono di ricorrere a normative di comprovata validit\u00e0, tra le quali assumono un ruolo centrale proprio gli <strong>Eurocodici<\/strong>, accompagnati dalle rispettive Appendici nazionali.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il capitolo 12 delle NTC riconosce infatti la coerenza degli Eurocodici con i principi della normativa italiana, purch\u00e9 siano applicati tenendo conto delle precisazioni introdotte a livello nazionale. Il decreto in corso di approvazione serve, pertanto, a rendere pi\u00f9 chiaro e aggiornato il collegamento tra il sistema europeo e quello italiano.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il precedente quadro nazionale era stato definito con il decreto ministeriale del <strong>31 luglio 2012<\/strong>, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 27 marzo 2013. Da allora sono intervenuti aggiornamenti delle norme UNI, correzioni tecniche, modifiche agli standard europei e, soprattutto, l\u2019entrata in vigore delle NTC 2018. La revisione delle Appendici risponde quindi alla necessit\u00e0 di superare un insieme di riferimenti ormai non pi\u00f9 pienamente allineato alla normativa vigente.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quali settori saranno interessati<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo schema di decreto richiama <strong>58 parti degli Eurocodici<\/strong>, ordinate in base ai diversi ambiti della progettazione. L\u2019elenco parte dalla <strong>UNI EN 1990<\/strong>, dedicata ai criteri generali della progettazione strutturale, e prosegue con le norme relative alle azioni sulle costruzioni, alle diverse tipologie di materiali e alla sicurezza sismica.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un primo gruppo riguarda la <strong>UNI EN 1991<\/strong>, che disciplina le azioni agenti sulle strutture. Rientrano in questa sezione i pesi propri degli edifici, i sovraccarichi, le azioni del vento, i carichi da neve, le variazioni termiche, le condizioni eccezionali e le sollecitazioni prodotte dal traffico sui ponti. Sono comprese anche le azioni generate da gru, macchinari, silos e serbatoi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parte consistente del provvedimento interessa la progettazione delle strutture in <strong>calcestruzzo<\/strong>, regolata dall\u2019Eurocodice 2, e quella delle opere in <strong>acciaio<\/strong>, disciplinata dall\u2019Eurocodice 3. Le disposizioni riguardano edifici, ponti, torri, pali, ciminiere, serbatoi, silos, strutture a guscio, elementi soggetti a fatica e collegamenti strutturali.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono inoltre contemplate le strutture composte in <strong>acciaio e calcestruzzo<\/strong>, le opere in <strong>legno<\/strong>, le costruzioni in <strong>muratura<\/strong> e quelle in <strong>alluminio<\/strong>. Per ogni materiale vengono affrontate sia le regole generali sia le verifiche connesse alla <strong>resistenza al fuoco<\/strong>, alla stabilit\u00e0 e alle specifiche modalit\u00e0 di impiego.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un capitolo particolarmente rilevante riguarda la <strong>progettazione geotecnica<\/strong>, con i criteri per le fondazioni, le opere di sostegno, le indagini nel sottosuolo e la valutazione delle caratteristiche dei terreni. Seguono le parti dell\u2019Eurocodice 8 dedicate alla <strong>resistenza sismica<\/strong> di edifici, ponti, torri, pali, condotte, serbatoi e strutture esistenti.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli effetti per progettisti e imprese<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aggiornamento coinvolger\u00e0 soprattutto <strong>ingegneri<\/strong>, <strong>architetti<\/strong>, geologi, collaudatori, imprese di costruzione, produttori di materiali e pubbliche amministrazioni. Una volta completato l\u2019iter e pubblicato il decreto, i professionisti dovranno verificare le nuove scelte nazionali prima di applicare gli Eurocodici ai progetti.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cambiamento potr\u00e0 incidere sulle modalit\u00e0 di calcolo, sui coefficienti utilizzati nelle verifiche, sulle combinazioni dei carichi e sulla documentazione tecnica da predisporre. Le conseguenze effettive dipenderanno dal contenuto delle singole Appendici, che costituiscono gli allegati tecnici del provvedimento e contengono i valori operativi da adottare.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo una prima ricostruzione tecnica, l\u2019intervento aggiornerebbe complessivamente <strong>1.169 parametri nazionali<\/strong>, rendendoli coerenti con le NTC 2018 e con le successive correzioni apportate agli standard europei. Il dato restituisce la dimensione dell\u2019operazione, che coinvolge quasi tutti i principali campi della progettazione strutturale.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli studi professionali sar\u00e0 quindi necessario aggiornare procedure interne, modelli di calcolo, fogli elettronici e programmi software. Anche le relazioni strutturali e i capitolati potranno richiedere una revisione dei riferimenti normativi. Particolare attenzione dovr\u00e0 essere riservata ai progetti iniziati prima dell\u2019entrata in vigore del decreto, per i quali sar\u00e0 necessario valutare l\u2019eventuale presenza di disposizioni transitorie nel testo definitivo.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per le stazioni appaltanti e le amministrazioni pubbliche, il nuovo quadro dovrebbe contribuire a una maggiore uniformit\u00e0 nell\u2019istruttoria dei progetti, nelle verifiche e nei controlli. L\u2019individuazione di parametri nazionali aggiornati pu\u00f2 ridurre le incertezze interpretative e limitare il rischio che progettisti o uffici tecnici utilizzino valori differenti per affrontare situazioni analoghe.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un aggiornamento che arriva durante la transizione europea<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019approvazione delle Appendici si colloca in una fase di profonda evoluzione della normazione tecnica europea. Il <strong>Comitato europeo di normazione<\/strong> ha infatti completato il percorso di elaborazione della seconda generazione degli Eurocodici, pensata per migliorare la facilit\u00e0 di utilizzo delle norme e introdurre nuovi criteri riguardanti durabilit\u00e0, robustezza, sostenibilit\u00e0 e materiali innovativi.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo il calendario europeo, le parti della seconda generazione sono state rese disponibili agli organismi nazionali entro marzo 2026. La pubblicazione a livello nazionale dovr\u00e0 avvenire entro il <strong>30 settembre 2027<\/strong>, mentre il ritiro degli standard contrastanti della prima generazione \u00e8 previsto entro il <strong>30 marzo 2028<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il decreto italiano del 2026 non deve quindi essere confuso con il recepimento integrale della seconda generazione. Lo schema esaminato dalla Conferenza Unificata richiama soprattutto le edizioni degli Eurocodici gi\u00e0 utilizzate nel sistema delle NTC 2018, aggiornandone i parametri nazionali. Parallelamente, sar\u00e0 necessario preparare il successivo adeguamento alle nuove norme europee.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si apre cos\u00ec un periodo nel quale progettisti, universit\u00e0, ordini professionali e produttori di software dovranno seguire con attenzione sia l\u2019attuazione delle Appendici italiane sia il progressivo arrivo degli Eurocodici di seconda generazione.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quando diventeranno operative le nuove regole<\/h3>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intesa della Conferenza Unificata rappresenta un passaggio decisivo, ma non coincide ancora con la piena efficacia delle nuove disposizioni. Lo schema dovr\u00e0 essere completato, sottoscritto dalle autorit\u00e0 competenti, sottoposto agli organi di controllo e successivamente pubblicato in <strong>Gazzetta Ufficiale<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il documento allegato stabilisce espressamente che il decreto e i relativi allegati saranno pubblicati anche sul sito istituzionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Fino a quel momento sar\u00e0 opportuno parlare di <strong>schema di decreto approvato in sede di intesa<\/strong>, evitando di considerare gi\u00e0 operative le nuove Appendici.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pubblicazione del testo definitivo permetter\u00e0 di conoscere la data di entrata in vigore, l\u2019eventuale disciplina transitoria e tutti i valori tecnici contenuti negli allegati. Solo allora sar\u00e0 possibile valutare con precisione l\u2019impatto sui singoli calcoli strutturali e sulle pratiche gi\u00e0 in corso.<\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aggiornamento, in ogni caso, segna un avanzamento importante verso un sistema normativo pi\u00f9 coerente. Le nuove <strong>Appendici nazionali agli Eurocodici<\/strong> sono destinate a diventare uno strumento centrale per garantire uniformit\u00e0 progettuale, affidabilit\u00e0 delle verifiche e maggiore integrazione tra le norme italiane e gli standard tecnici europei.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sei un architetto? 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