{"id":24613,"date":"2026-06-20T03:32:21","date_gmt":"2026-06-20T01:32:21","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/06\/20\/i-segreti-dei-riferimenti-parziali-datum-target\/"},"modified":"2026-06-20T03:32:21","modified_gmt":"2026-06-20T01:32:21","slug":"i-segreti-dei-riferimenti-parziali-datum-target","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/06\/20\/i-segreti-dei-riferimenti-parziali-datum-target\/","title":{"rendered":"I segreti dei riferimenti parziali (datum target)"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig5-1-scaled.png?resize=750%2C408&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"408\" title=\"\" alt=\"\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><strong>I riferimenti parziali (datum target) consentono di definire in modo accurato il sistema di coordinate quando le superfici reali dei componenti non sono perfettamente utilizzabili come riferimenti geometrici.<br \/>Basati su punti, linee o aree specifiche, garantiscono il corretto posizionamento del pezzo durante misurazioni, lavorazioni e assemblaggi, migliorando ripetibilit\u00e0 e controllo dimensionale.<\/strong><\/p>\n<p>Il riferimento indicato a disegno \u00e8 un elemento geometrico ideale, il cui scopo \u00e8 definire il sistema di coordinate rispetto al quale localizzare le zone di tolleranza del componente. Questo sistema stabilisce inoltre le modalit\u00e0 e la sequenza con cui eseguire il collaudo in modo <strong>accurato<\/strong> e <strong>ripetibile<\/strong>. Tuttavia, le superfici reali non sono mai geometricamente perfette. In molti contesti industriali, come nel caso di fusioni, stampaggi, particolari plastici complessi o lamiere di grandi dimensioni, l\u2019utilizzo di un\u2019intera superficie come riferimento risulta quindi impraticabile o tecnicamente scorretto.<\/p>\n<p>Il problema pu\u00f2 essere risolto con l\u2019utilizzo dei <em>riferimenti parziali<\/em> (<strong>datum target<\/strong>) che permettono di definire il sistema di coordinate basandosi su <em>punti<\/em>, <em>linee<\/em> o <em>aree<\/em> specifiche invece che sull\u2019intera superficie. In sostanza, viene presa come riferimento solo una porzione di una superficie grezza (da qui il termine di <em>riferimento parziale<\/em>). I riferimenti parziali rappresentano quindi un buon compromesso per ottenere la ripetibilit\u00e0 della misurazione e anche se vengono indicati sul disegno del pezzo, essi descrivono <strong>in effetti la forma e la posizione degli elementi di controllo utilizzati per simulare un datum<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019uso dei riferimenti parziali \u00e8 dettato da diverse necessit\u00e0 tecniche:<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0 <strong>superfici irregolari<\/strong>: componenti grezzi (fusi o forgiati) presentano rugosit\u00e0 e deformazioni che renderebbero instabile il contatto con un piano di riscontro completo.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0 <strong>Stabilit\u00e0 Meccanica<\/strong>: per evitare l\u2019effetto \u201c<em>rocking<\/em>\u201d (altalenamento) di un pezzo su un piano, si definiscono punti di appoggio precisi.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0 <strong>Ripetibilit\u00e0<\/strong>: assicurano che il pezzo venga posizionato nello stesso modo in fase di lavorazione, collaudo e assemblaggio finale.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0 <strong>Deformabilit\u00e0<\/strong>: per pezzi sottili o in plastica, il contatto su tutta la superficie potrebbe deformare il pezzo stesso.<\/p>\n<p>Le normative ISO 5459 e ASME Y14.5 definiscono tre tipologie principali di datum target (fig. 1):<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0 <strong>Punto<\/strong> (<em>Point Target<\/em>): Contatto puntiforme, solitamente realizzato con un tastatore a punta o una spina sferica.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0 <strong>Linea<\/strong> (<em>Line Target<\/em>): Contatto lineare, tipico dell\u2019appoggio sul fianco di un cilindro o di un prisma a coltello.<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0 <strong>Area<\/strong> (<em>Area Target<\/em>): Contatto su una porzione definita di superficie (es. un\u2019area circolare di \u00d810 mm).<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig1.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"478\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig1-1024x652.png?resize=750%2C478&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46218\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig1-1024x652.png?resize=750%2C478&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig1-300x191.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig1-768x489.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig1-1536x978.png 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig1.png 1877w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><sup><strong>Fig. 1. Le normative ISO 5459 e ASME Y14.5 definiscono tre tipologie principali di datum target: punto con contatto puntiforme, linea con contatto lineare, e area con contatto su una porzione definita di superficie. I riferimenti parziali sono indicati da un cerchio diviso in due settori: la casella superiore \u00e8 riservata alle informazioni sulla dimensione dell\u2019area di contatto mentre la casella inferiore \u00e8 riservata ad una lettera che rappresenta l\u2019elemento di riferimento e ad una cifra che indica il numero progressivo di riferimento parziale.<\/strong><\/sup><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>I riferimenti parziali sono indicati da un cerchio diviso in due settori da una linea orizzontale. La casella <em>superiore<\/em> \u00e8 riservata alle informazioni sulla dimensione dell\u2019area di contatto (se applicabile). Se il settore \u00e8 vuoto, si intende un datum target punto o una linea. La casella <em>inferiore<\/em> \u00e8 riservata ad una lettera che rappresenta l\u2019elemento di riferimento e ad una cifra che indica il numero progressivo di riferimento parziale (es. A1, A2, B1).<\/p>\n<p>Ogni riferimento parziale viene localizzato mediante <strong>quote riquadrate<\/strong> per definire la posizione e l\u2019orientamento corretto rispetto al sistema di riferimento, come in figura 2. In questo caso le quote riquadrate non si riferiscono agli elementi del pezzo, ma indicano che bisogna applicare il grado di precisione dei sistemi di controllo.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig2.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"683\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig2-1024x932.png?resize=750%2C683&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46219\" style=\"aspect-ratio:1.0981939856720004\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig2-1024x932.png?resize=750%2C683&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig2-300x273.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig2-768x699.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig2-1536x1399.png 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig2-2048x1865.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup><strong><em>Fig. 2. Disegno di un pezzo ottenuto per fusione con le indicazioni dei riferimenti parziali e delle quote riquadrate per definire un sistema di riferimento a tre piani perpendicolari. I tre riferimenti parziali A1, A2 ed A3 (aree) specificano il riferimento primario A, i due riferimenti parziali B1, B2 (linee) specificano il riferimento secondario B ed infine<\/em> <em>il riferimento parziale C1 (punto) definisce il riferimento terziario C.<\/em><\/strong><\/sup><\/figcaption><\/figure>\n<p>Uno degli obiettivi dei riferimenti \u00e8 il bloccaggio completo del componente durante la misura, in modo da eliminare i 6 gradi di libert\u00e0 come quelli di un corpo rigido nello spazio. In questi casi, si applica solitamente lo schema 3-2-1. Infatti, per il componente di figura 2:<\/p>\n<p><strong>1<\/strong>.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Riferimento Primario (A): 3 aree di contatto (A1, A2, A3) definiscono il piano principale e vincolano 1 traslazione e 2 rotazioni.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Riferimento Secondario (B): 2 linee di contatto (B1, B2) definiscono una direzione e vincolano 1 traslazione e 1 rotazione.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Riferimento Terziario (C): 1 punto di contatto (C1) vincola l\u2019ultima traslazione residua.<\/p>\n<p>Il riferimento parziale definito da un punto viene simulato da una spina avente un\u2019estremit\u00e0 sferica. I riferimenti parziali definiti da linee sono simulati dalla generatrice di una spina cilindrica. Infine i riferimenti parziali aree sono simulati da una spina con estremit\u00e0 piana.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Esempio applicativo per l\u2019impostazione dei datum target<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 la verifica metrologica di un componente di forma complessa, prodotto per stampaggio (fig. 3). Nel disegno sono stati specificati 3 datum target area A1, A2, A3 (\u00c6 8), 2 target linea B1, B2 e un target punto C1. Per la verifica metrologica con una macchina di misura a coordinate, viene utilizzato un kit commerciale composto da una piastra con dei fori filettati e una serie di attrezzi modulari che consentono di simulare ogni tipo di datum target (fig. 4).<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig3.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"551\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig3-1024x752.png?resize=750%2C551&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46220\" style=\"aspect-ratio:1.361665913140608\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig3-1024x752.png?resize=750%2C551&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig3-300x220.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig3-768x564.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig3-1536x1128.png 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig3-2048x1504.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em><sup>Fig. 3. Per la verifica metrologica di un componente di forma complessa, prodotto per stampaggio, viene elaborato un disegno in cui sono stati specificati 3 datum target area A1, A2, A3 (\u00c6 8), 2 target linea B1, B2 e un target punto C1.<\/sup><\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/fig4-scaled.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"324\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/fig4-1024x443.png?resize=750%2C324&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46221\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/fig4-1024x443.png?resize=750%2C324&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/fig4-300x130.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/fig4-768x333.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/fig4-1536x665.png 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/fig4-2048x887.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em><sup>Fig. 4. Per la verifica metrologica con una macchina di misura a coordinate, viene utilizzato un kit commerciale composto da una piastra con dei fori filettati e una serie di attrezzi modulari che consentono di simulare ogni tipo di datum target (Unimetro Precision Machinery Co., Ltd).<\/sup><\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<p>Come \u00e8 illustrato in figura 5, la macchina di misura a coordinate non taster\u00e0 la superficie del pezzo per creare il datum A, ma andr\u00e0 a prelevare esattamente le coordinate corrispondenti ad A1, A2 e A3 per costruire l\u2019allineamento matematico e associare un piano primario. Viene poi creato un piano perpendicolare ad A e passante per una delle generatrici dei perni (datum B). Infine, per creare il datum C, basta far passare per il datum target C1 un piano perpendicolare ai primi due.<\/p>\n<p>La figura 6 mostra una foto dell\u2019attrezzatura finale con i datum target simulati. Idealmente i datum target dovrebbero eliminare tutti i gradi di libert\u00e0, ma in realt\u00e0 \u00e8 necessario predisporre un sistema di bloccaggio per evitare movimenti indesiderati durante la misura.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig5-scaled.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"407\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig5-1024x556.png?resize=750%2C407&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46222\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig5-1024x556.png?resize=750%2C407&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig5-300x163.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig5-768x417.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig5-1536x835.png 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig5-2048x1113.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p><strong><em><sup>Fig. 5. La macchina di misura a coordinate non taster\u00e0 la superficie del pezzo per creare il datum A, ma andr\u00e0 a prelevare esattamente le coordinate corrispondenti ad A1, A2 e A3 per costruire l\u2019allineamento matematico e associare un piano primario. Viene poi creato un piano perpendicolare ad A e passante per una delle generatrici dei perni (datum B). Infine, per creare il datum C, basta far passare per il datum target C1 un piano perpendicolare ai primi due.<\/sup><\/em><\/strong><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig6.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"475\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig6-1024x648.png?resize=750%2C475&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46223\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig6-1024x648.png?resize=750%2C475&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig6-300x190.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig6-768x486.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig6-1536x973.png 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/06\/Fig6-2048x1297.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><sup><em>Fig. 6. Attrezzatura finale con i datum target simulati. Idealmente i datum target dovrebbero eliminare tutti i gradi di libert\u00e0, ma in realt\u00e0 \u00e8 necessario predisporre un sistema di bloccaggio per evitare movimenti indesiderati durante la misura.<\/em><\/sup><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/i-segreti-dei-riferimenti-parziali-datum-target\/\">I segreti dei riferimenti parziali (datum target)<\/a> sembra essere il primo su <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/i-segreti-dei-riferimenti-parziali-datum-target\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Emanuela Bianchi<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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