{"id":24587,"date":"2026-05-21T04:42:08","date_gmt":"2026-05-21T02:42:08","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/05\/21\/sfruttare-grafene-e-nanomateriali-per-lacqua-del-futuro\/"},"modified":"2026-05-21T04:42:08","modified_gmt":"2026-05-21T02:42:08","slug":"sfruttare-grafene-e-nanomateriali-per-lacqua-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/05\/21\/sfruttare-grafene-e-nanomateriali-per-lacqua-del-futuro\/","title":{"rendered":"Sfruttare grafene e nanomateriali per l\u2019acqua del futuro"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/apertura3-scaled.jpg?resize=750%2C500&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"500\" title=\"\" alt=\"\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><strong>Nuove frontiere nella raccolta sostenibile di risorse idriche<\/strong>.<\/p>\n<p>La crisi idrica globale \u00e8 ormai una realt\u00e0 strutturale che sta ridefinendo priorit\u00e0 politiche, industriali e sociali. Le Nazioni Unite stimano che oltre 2,2 miliardi di persone non dispongano di accesso regolare ad acqua potabile sicura e che nei prossimi decenni tale numero potrebbe crescere in modo drammatico a causa dell\u2019aumento delle temperature, dell\u2019evaporazione accelerata e dell\u2019impoverimento delle falde. La pressione sugli ecosistemi d\u2019acqua dolce \u00e8 aumentata in modo esponenziale, mentre eventi estremi come alluvioni e siccit\u00e0 rendono sempre pi\u00f9 instabile la disponibilit\u00e0 idrica dei territori. Cos\u00ec, mentre fiumi e laghi mostrano segnali di stress senza precedenti, cresce la necessit\u00e0 di soluzioni che non si limitino a ottimizzare il sistema esistente, ma lo ripensino radicalmente.<\/p>\n<p>L\u2019acqua atmosferica \u00e8 una risorsa straordinaria e ancora sorprendentemente sottoutilizzata. Con circa 13 milioni di gigalitri di vapore acqueo sospesi nel cielo, l\u2019atmosfera costituisce un immenso serbatoio globale, rinnovabile e accessibile ovunque. Tuttavia, il suo sfruttamento su larga scala \u00e8 stato finora frenato da barriere tecnologiche: limiti nei materiali, costi elevati e, soprattutto, un eccessivo dispendio energetico che ne ha rallentato la diffusione. La recente ricerca dell\u2019Australian Research Council Centre of Excellence for Carbon Science and Innovation, sviluppata con l\u2019UNSW di Sydney, la National University of Singapore e altri partner internazionali, ha apportato un cambiamento significativo in questo panorama. Lo studio presenta un aerogel rivoluzionario a base di ossido di grafene e ioni calcio, capace di catturare e rilasciare acqua con un\u2019efficienza che supera ogni precedente soluzione, aprendo reali prospettive applicative.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/1-1.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"556\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/1-1.jpg?resize=750%2C556&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46133\" style=\"aspect-ratio:1.3497859481238983;width:379px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/1-1.jpg?resize=750%2C556&#038;ssl=1 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/1-1-300x222.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il primo autore della ricerca, il dott. Xiaojun Ren, esamina l\u2019aerogel di ossido di grafene<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il cuore di questa innovazione risiede nella capacit\u00e0 di estrarre acqua direttamente dall\u2019umidit\u00e0 dell\u2019aria in modo rapido, stabile e con un consumo energetico molto ridotto. In un mondo in cui vaste aree \u2014 dai villaggi subsahariani agli altopiani andini \u2014 possono contare soltanto sulla presenza di umidit\u00e0 notturna o sui cicli di condensazione naturali, una tecnologia del genere pu\u00f2 segnare un punto di svolta. L\u2019acqua atmosferica non richiede pozzi, infrastrutture, tubazioni o trasporti: necessita solo di materiali capaci di estrarla, immagazzinarla e rilasciarla. E grazie al contributo di chimici, ingegneri, fisici e partner industriali, questo principio sta finalmente assumendo una forma tecnologicamente concreta e potenzialmente applicabile su larga scala.<\/p>\n<p>Il lavoro pubblicato su PNAS segna il passaggio da una visione puramente teorica a un prototipo replicabile, aprendo la strada a scenari che fino a pochi anni fa apparivano quasi futuristici: edifici che producono la propria acqua, comunit\u00e0 isolate che dipendono solo dall\u2019aria che respirano, aree colpite da calamit\u00e0 dove l\u2019acqua potabile pu\u00f2 essere generata in situ. L\u2019acqua come infrastruttura diffusa, autonoma e accessibile: un\u2019idea che, oggi pi\u00f9 che mai, appare non solo auspicabile, ma necessaria.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019aerogel Ca\u2011GOA: tecnologia, vantaggi e posizionamento rispetto ai materiali esistenti<\/h2>\n<p>Il nuovo materiale, denominato Ca\u2011GOA, \u00e8 un aerogel costituito da ossido di grafene intercalato con ioni calcio. Questa combinazione d\u00e0 origine a un comportamento unico, frutto della sinergia atomica tra calcio e gruppi ossigeno del grafene. Gli ioni calcio riorganizzano i legami a idrogeno, rafforzandoli e facilitando l\u2019adsorbimento di molecole d\u2019acqua in quantit\u00e0 molto superiori rispetto a soluzioni simili. La capacit\u00e0 di trattenere acqua arriva infatti a oltre tre volte il peso del materiale stesso, un valore eccezionale se confrontato con le tecnologie attuali.<\/p>\n<p>La struttura dell\u2019aerogel gioca un ruolo cruciale. Gli aerogel sono tra i materiali pi\u00f9 leggeri mai prodotti e caratterizzati da una rete di pori che si estende dal micro al nanoscala. Questa architettura tridimensionale consente non solo una vasta superficie di adsorbimento, ma anche una grande rapidit\u00e0 di scambio con l\u2019ambiente, riducendo i tempi necessari sia per la cattura sia per il rilascio dell\u2019acqua. Simulazioni molecolari effettuate sul supercomputer del National Computational Infrastructure australiano hanno confermato la stabilit\u00e0 delle interazioni che si formano all\u2019interno del composto, dimostrando che l\u2019effetto sinergico tra ossido di grafene e calcio garantisce prestazioni molto superiori alla semplice somma delle singole componenti.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/2-1.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"300\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/2-1.jpg?resize=500%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46134\" style=\"width:471px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/2-1.jpg?resize=500%2C300&#038;ssl=1 500w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/2-1-300x180.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Filtri basati sull\u2019ossido di grafene, un nanomateriale in grado di rimuovere efficacemente contaminanti emergenti (EC) dall\u2019acqua potabile<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Uno dei risultati pi\u00f9 sorprendenti riguarda il desorbimento: l\u2019acqua pu\u00f2 essere rilasciata con un lieve riscaldamento a circa 50 \u00b0C in condizioni sperimentali controllate. Questo valore \u00e8 talmente basso da poter essere ottenuto con energia solare diretta, con sistemi termici passivi o con calore residuo, rendendo la tecnologia ideale per le regioni prive di energia affidabile. Tale caratteristica elimina la necessit\u00e0 di sistemi costosi e intensivi come i deumidificatori basati sulla condensazione meccanica, che richiedono elevate quantit\u00e0 di elettricit\u00e0. Poche delle tecnologie attuali, come i gel igroscopici basati su sali o alcuni MOF (materiali metal-organici), riescono a combinare alta capacit\u00e0 di adsorbimento, stabilit\u00e0 ciclica e rigenerazione a bassa temperatura.<\/p>\n<p>La forza del progetto sta anche nella collaborazione interdisciplinare che lo sostiene. Il progetto \u00e8 coordinato dal gruppo del Prof. Rakesh Joshi (UNSW) con la collaborazione del Premio Nobel Sir Kostya Novoselov. Il team coinvolge gruppi di ricerca da Australia, Singapore, Cina, Giappone e India, insieme a partner industriali impegnati nello studio della scalabilit\u00e0 produttiva, con l\u2019obiettivo di portare un prototipo su campo nei prossimi mesi.<\/p>\n<p>Questa nuova tecnologia non rappresenta semplicemente un miglioramento, ma la definizione di un nuovo concetto di raccolta dell\u2019acqua. Il Ca\u2011GOA non si limita a risolvere un problema tecnologico: introduce un modo diverso di pensare alla relazione tra atmosfera e idratazione, tra design e risorse naturali, tra l\u2019abitare e la resilienza ambientale.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Applicazioni e sinergia con la ricerca italiana<\/h2>\n<p>Le applicazioni della tecnologia Ca\u2011GOA sono numerose e toccano sia i luoghi pi\u00f9 vulnerabili del pianeta sia le citt\u00e0 pi\u00f9 avanzate. In aree rurali dove la costruzione di pozzi \u00e8 impossibile o antieconomica, il semplice fatto di generare acqua dall\u2019aria permette a famiglie, scuole e presidi sanitari di acquisire un\u2019autonomia prima impensabile. Nei contesti desertici, dove l\u2019acqua al suolo \u00e8 scarsa o inaccessibile, l\u2019aerogel permette di accedere a una risorsa nascosta ma costante. Nelle citt\u00e0, sempre pi\u00f9 spesso messe alla prova da contaminazioni, guasti o sovraccarichi sulle reti idriche, la possibilit\u00e0 di distribuire microstazioni autonome di raccolta rappresenta una nuova forma di resilienza urbana.<\/p>\n<p>Il potenziale architettonico \u00e8 altrettanto interessante. Gli aerogel, per loro natura leggeri e modulari, possono essere integrati nelle facciate degli edifici, nei tetti, nelle pensiline, nelle superfici ventilate e nelle strutture urbane esposte alla circolazione dell\u2019aria. Cos\u00ec come i pannelli solari hanno permesso alle abitazioni di produrre energia, i pannelli Ca\u2011GOA potrebbero consentire agli edifici di produrre acqua. Questa visione apre scenari affascinanti: case autosufficienti, scuole che raccolgono acqua per il proprio fabbisogno, comunit\u00e0 che utilizzano superfici architettoniche come nuovi organi funzionali, capaci di rispondere alle esigenze del territorio.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/3-1.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/3-1.jpg?resize=500%2C375&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46135\" style=\"width:360px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/3-1.jpg?resize=500%2C375&#038;ssl=1 500w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/3-1-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Filtri basati sull\u2019ossido di grafene, un nanomateriale in grado di rimuovere efficacemente contaminanti emergenti (EC) dall\u2019acqua potabile<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Parallelamente, l\u2019Italia contribuisce con un tassello fondamentale nel ciclo delle tecnologie idriche: la depurazione avanzata dei contaminanti emergenti. Il CNR\u2011Isof, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata e MEDICA S.p.A., ha sviluppato membrane composite in polisulfone funzionalizzate con ossido di grafene, oggi note come Graphisulfone\u00ae e gi\u00e0 commercializzate dopo la validazione nell\u2019ambito del programma europeo Graphene Flagship. Queste membrane uniscono ultrafiltrazione e adsorbimento selettivo e sono in grado di rimuovere PFAS, antibiotici e metalli pesanti anche in condizioni critiche, con una permeabilit\u00e0 elevata e un\u2019eccellente stabilit\u00e0 chimica.<\/p>\n<p>La sinergia tra aerogel Ca\u2011GOA e membrane Graphisulfone\u00ae \u00e8 evidente: l\u2019acqua estratta dall\u2019atmosfera pu\u00f2 essere trattata e resa perfettamente potabile attraverso un ciclo unico, compatto e adatto anche ai contesti pi\u00f9 difficili. Questa integrazione rappresenta il cuore del design idrico del futuro: un sistema modulare, autonomo, che raccoglie, purifica e distribuisce acqua a livello locale, riducendo la dipendenza dalle grandi infrastrutture e aumentando la resilienza delle comunit\u00e0.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sicurezza, sfide aperte e il futuro 2026\u20132030<\/h2>\n<p>La sicurezza del grafene \u00e8 un tema spesso frainteso. Nell\u2019immaginario collettivo, i nanomateriali vengono associati a rischi di dispersione o tossicit\u00e0; tuttavia, l\u2019ossido di grafene utilizzato nei sistemi idrici \u00e8 inglobato in matrici solide, non entra in sospensione libera, non viene rilasciato nell\u2019acqua e viene impiegato in quantit\u00e0 estremamente ridotte. I protocolli del Graphene Flagship europeo, tra i pi\u00f9 severi al mondo, garantiscono il rispetto degli standard di sicurezza per acque potabili e ambienti sensibili. Si tratta di un punto cruciale per promuovere un\u2019adozione consapevole e responsabile di tecnologie avanzate.<\/p>\n<p>Naturalmente, restano alcune sfide aperte. Come tutte le tecnologie di raccolta dell\u2019acqua atmosferica basate sull\u2019adsorbimento, anche il Ca-GOA dipende dalla disponibilit\u00e0 minima di umidit\u00e0 relativa nell\u2019aria: nelle regioni desertiche questo parametro pu\u00f2 scendere sotto il 20%, riducendo l\u2019efficienza del sistema. La durabilit\u00e0 degli aerogel nel lungo periodo deve essere verificata in ambienti estremi, come aree salmastre o desertiche cariche di polveri. La stabilit\u00e0 dei cicli ripetuti di adsorbimento e desorbimento richiede studi continui. La qualit\u00e0 dell\u2019acqua prodotta deve essere sempre garantita ai massimi livelli, anche in condizioni ambientali difficili. Tuttavia, il contesto globale spinge verso una sperimentazione rapida: l\u2019emergenza idrica non consente ritardi, e molte tecnologie oggi diffuse (come i pannelli solari) hanno iniziato il loro percorso proprio con prototipi imperfetti ma promettenti.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/4.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"500\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/4.jpg?resize=500%2C500&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46136\" style=\"width:310px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/4.jpg?resize=500%2C500&#038;ssl=1 500w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/4-300x300.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/4-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Laboratori Medica SpA partner italiani nello sviluppo delle membrane Graphisulfone\u00ae.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Tra il 2026 e il 2030 \u00e8 prevista una fase di test su larga scala in regioni aride, l\u2019integrazione con microsistemi energetici rinnovabili, la diffusione di moduli off-grid per comunit\u00e0 vulnerabili, l\u2019applicazione in architetture sostenibili e l\u2019uso in missioni umanitarie. Se i risultati confermeranno le aspettative, l\u2019acqua del futuro sar\u00e0 distribuita non solo attraverso tubature e centrali idriche, ma anche mediante superfici diffuse, materiali intelligenti e dispositivi autonomi che saranno in grado di raccoglierla direttamente dall\u2019aria. Un nuovo paradigma, capace di rendere la gestione idrica pi\u00f9 resiliente, circolare e democratica.<\/p>\n<p>Il futuro dell\u2019acqua \u00e8, letteralmente, sospeso sopra di noi. Tocca ora a ricercatori, ingegneri e designer trasformare questa risorsa invisibile in una realt\u00e0 concreta, accessibile e sostenibile: un futuro in cui acqua, energia e materiali avanzati operano in sinergia per garantire equilibrio, autonomia e qualit\u00e0 della vita alle comunit\u00e0 di tutto il mondo<\/p>\n<div class=\"su-box su-box-style-default\" id=\"\" style=\"border-color:#007f9e;border-radius:9px;max-width:none\">\n<div class=\"su-box-title\" style=\"background-color:#2bb2d1;color:#f9f8f8;border-top-left-radius:7px;border-top-right-radius:7px\">Sicurezza del Grafene<\/div>\n<div class=\"su-box-content su-u-clearfix su-u-trim\" style=\"border-bottom-left-radius:7px;border-bottom-right-radius:7px\">L\u2019ossido di grafene impiegato negli aerogel e nelle membrane idriche \u00e8 inglobato in strutture solide: non \u00e8 disperso nell\u2019acqua, non viene rilasciato nell\u2019ambiente ed \u00e8 utilizzato in quantit\u00e0 minime. I protocolli del programma europeo Graphene Flagship mirano a garantire biocompatibilit\u00e0, stabilit\u00e0 e sicurezza per l\u2019acqua potabile, contribuendo a superare le principali barriere normative associate ai nanomateriali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/5.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"312\" data-id=\"46137\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/5-1024x426.jpg?resize=750%2C312&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46137\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/5-1024x426.jpg?resize=750%2C312&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/5-300x125.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/5-768x320.jpg 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/5.jpg 1382w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il team ha valutato la capacit\u00e0 di cattura dell\u2019acqua atmosferica (AWC) degli aerogel utilizzando un sistema sperimentale a umidit\u00e0 controllata, progettato su misura. <\/figcaption><\/figure>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/6.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"583\" data-id=\"46138\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/6.jpg?resize=750%2C583&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-46138\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/6.jpg?resize=750%2C583&#038;ssl=1 1013w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/6-300x233.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/05\/6-768x597.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1013px) 100vw, 1013px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sintesi degli aerogel di ossido di grafene (GOA) e documentazione fotografica dei campioni ottenuti. <\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n<h1 class=\"wp-block-heading\">\u00a0<\/h1>\n<\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/sfruttare-grafene-e-nanomateriali-per-lacqua-del-futuro\/\">Sfruttare grafene e nanomateriali per l\u2019acqua del futuro<\/a> sembra essere il primo su <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/sfruttare-grafene-e-nanomateriali-per-lacqua-del-futuro\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Emanuela Bianchi<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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