{"id":24524,"date":"2026-04-16T03:09:00","date_gmt":"2026-04-16T01:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/04\/16\/ingegnerizzazione-della-porosita\/"},"modified":"2026-04-16T03:09:00","modified_gmt":"2026-04-16T01:09:00","slug":"ingegnerizzazione-della-porosita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/04\/16\/ingegnerizzazione-della-porosita\/","title":{"rendered":"Ingegnerizzazione della porosit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-15-alle-10.02.57.png?resize=750%2C416&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"416\" title=\"\" alt=\"\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><strong>I materiali porosi tradizionali, come le schiume metalliche o i sinterizzati di bronzo sferico, sono caratterizzati dalla disposizione e la dimensione dei canali che variano in modo casuale, rendendo impossibile la previsione esatta delle perdite di carico e dell\u2019efficienza di filtrazione senza test empirici. Inoltre, le schiume metalliche presentano tipicamente un comportamento meccanico dominato dalla flessione delle pareti cellulari, che comporta una rigidezza specifica inferiore.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019additive manufacturing (AM) consente di realizzare strutture in cui la porosit\u00e0 pu\u00f2 essere considerata deterministica. A differenza delle schiume, i reticoli prodotti in Laser Powder Bed Fusion sono definiti matematicamente, controllando puntualmente la geometria della cella elementare, lo spessore delle travi o delle pareti, e la connettivit\u00e0 dei pori. Questo permette di progettare strutture dominate da trazione\/compressione, che offrono un rapporto rigidezza-peso superiore e, soprattutto, un controllo preciso dei percorsi di flusso all\u2019interno del volume. L\u2019adozione di strutture reticolari impone una revisione del concetto di volume di controllo. La densit\u00e0 cessa di essere una propriet\u00e0 intrinseca e costante del materiale perch\u00e9 la struttura stessa prevede la presenza di vuoti. Attraverso la gestione della geometria della cella, \u00e8 possibile generare gradienti di densit\u00e0, variando la porosit\u00e0 dal 10-15% per applicazioni di smorzamento acustico fino al 70-80% per applicazioni di scambiatori di calore o filtri a bassa impedenza. Queste particolari strutture vengono chiamate in gergo <em>lattice<\/em>.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Topologia delle celle elementari<\/h2>\n<p>Le celle elementari basate su travi (chiamate strut-based), come il reticolo Cubico a Corpo Centrato (Body Centered Cubic BCC) o la Cubica a Faccia Centrata (Face Centered Cubic FCC), sono essenzialmente composte da nodi e aste. Sebbene queste geometrie offrano prestazioni meccaniche prevedibili e siano computazionalmente leggere da generare, presentano limiti severi quando applicate alla gestione dei fluidi e all\u2019acustica. Da un punto di vista fluidodinamico, un reticolo strut-based agisce come un insieme di corpi tozzi immersi nel flusso. I nodi di congiunzione, dove convergono molteplici aste, generano punti di ristagno e ricircoli vorticosi. Questa discontinuit\u00e0 geometrica non favorisce un flusso laminare o controllato, ma induce turbolenze localizzate che si traducono in perdite di carico elevate e difficilmente modellabili. Inoltre, la concentrazione di sforzi nei nodi rappresenta un punto debole durante il processo di solidificazione rapida tipico dell\u2019Additive Manufacturing, aumentando il rischio di cricche a caldo.<\/p>\n<p>La risposta a queste limitazioni risiede nell\u2019adozione di particolari strutture chiamate Triply Periodic Minimal Surfaces (TPMS). A differenza dei reticoli discreti composti da travi, le TPMS sono descritte da equazioni matematiche implicite, esempio:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-15-alle-09.53.43.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"430\" height=\"98\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-15-alle-09.53.43.png?resize=430%2C98&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45812\" style=\"width:174px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-15-alle-09.53.43.png?resize=430%2C98&#038;ssl=1 430w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-15-alle-09.53.43-300x68.png 300w\" sizes=\"(max-width: 430px) 100vw, 430px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>La caratteristica fondamentale di queste superfici \u00e8 la curvatura media nulla in ogni punto. Questo significa che per ogni punto della superficie, le curvature principali sono uguali e opposte, creando una morfologia a sella continua priva di spigoli vivi, nodi o discontinuit\u00e0. La loro adozione introduce due vantaggi per la fluidodinamica. Il primo \u00e8 l\u2019elevato rapporto superficie-volume. A parit\u00e0 di volume occupato, una struttura TPMS offre una superficie di scambio termico o di contatto fluido significativamente superiore rispetto a una struttura a travi o a canali cilindrici standard. Questo parametro \u00e8 direttamente correlato all\u2019efficienza nei processi di scambiatori di calore e nei catalizzatori, dove la massimizzazione dell\u2019interfaccia solido-fluido \u00e8 prioritaria.<\/p>\n<p>Il secondo vantaggio \u00e8 la facile stampabilit\u00e0. Nell\u2019additive manufacturing, le superfici con angoli di sbalzo inferiori a un valore critico (tipicamente 35\u00b0-45\u00b0 rispetto alla piattaforma di costruzione) richiedono strutture di supporto per dissipare il calore ed evitarne il collasso. Le strutture TPMS, grazie alla loro curvatura continua, variano l\u2019angolo di crescita in modo graduale. Questo elimina la necessit\u00e0 di supporti interni, un fattore determinante quando si progettano volumi chiusi o canali complessi in cui la rimozione meccanica dei supporti post-stampa sarebbe fisicamente impossibile. La continuit\u00e0 geometrica permette inoltre una migliore gestione del bagno di fusione, riducendo le deformazioni residue rispetto ai bruschi cambi di scansione tipici dei reticoli a travi.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fluidodinamica nei mezzi porosi additivi<\/h2>\n<p>In un reticolo, il regime di flusso raramente si mantiene puramente laminare, anche a bassi numeri di Reynolds, a causa delle continue variazioni di sezione e direzione imposte dalla topologia della cella. Nel modellare la caduta di pressione (\u0394P) attraverso un mezzo poroso, la legge lineare di Darcy si rivela spesso inadeguata. Le strutture lattice, specialmente quelle di tipo TPMS, inducono componenti inerziali nel fluido non trascurabili. \u00c8 pertanto necessario adottare il modello esteso di Darcy-Forchheimer, per tenere conto delle perdite per turbolenza e inerzia:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-15-alle-09.55.30.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"272\" height=\"124\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-15-alle-09.55.30.png?resize=272%2C124&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45813\" style=\"width:128px;height:auto\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Dove <em>\u03bc<\/em> \u00e8 la viscosit\u00e0 dinamica del fluido,<em> v<\/em> \u00e8 la velocit\u00e0 superficiale (velocit\u00e0 di Darcy), <em>K<\/em> \u00e8 la permeabilit\u00e0 intrinseca del mezzo (dipendente dalla geometria del poro) e <em>\u03b2<\/em> \u00e8 il coefficiente inerziale di Forchheimer. Nel design AM, il controllo di <em>K<\/em> e <em>\u03b2<\/em> avviene agendo sui parametri geometrici della cella elementare. Mentre nei mezzi porosi sinterizzati questi valori sono fenomenologici e derivati a posteriori, nell\u2019AM diventano parametri di input. Infatti, variando la porosit\u00e0 volumetrica e la dimensione della cella, \u00e8 possibile replicare esattamente la condizione richiesta dal sistema idraulico. Un parametro chiave nella progettazione di filtri e silenziatori \u00e8 la tortuosit\u00e0 (<em>\u03c4<\/em>), definita come il rapporto tra la lunghezza effettiva del percorso del fluido (<em>L<sub>e<\/sub><\/em>) e la distanza rettilinea tra ingresso e uscita (<em>L<\/em>):<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-15-alle-09.57.26.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"132\" height=\"120\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-15-alle-09.57.26.png?resize=132%2C120&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45814\" style=\"width:58px;height:auto\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Strutture come il <em>Giroide<\/em> o il <em>Diamante<\/em> offrono valori di tortuosit\u00e0 naturalmente elevati (r&gt;1). Questo obbliga il fluido a compiere percorsi sinuosi, aumentando l\u2019interazione con le pareti senza necessariamente ridurre la sezione di passaggio (porosit\u00e0). Un\u2019elevata tortuosit\u00e0 \u00e8 desiderabile nelle applicazioni di smorzamento acustico e scambio termico, poich\u00e9 massimizza la dissipazione energetica. Al contrario, in applicazioni ad alta portata, \u00e8 necessario bilanciare la tortuosit\u00e0 per evitare perdite di carico eccessive che ridurrebbero l\u2019efficienza globale del sistema.<\/p>\n<p>L\u2019innovazione pi\u00f9 dirompente dell\u2019AM in questo ambito risiede nella capacit\u00e0 di realizzare filtri a gradiente funzionale. La filtrazione tradizionale tramite maglie metalliche opera prevalentemente in superficie, per cui le particelle contaminanti pi\u00f9 grandi del poro si accumulano, creando rapidamente uno strato che ostruisce il flusso. Con l\u2019additive manufacturing, \u00e8 possibile progettare un componente con pori di dimensioni decrescenti lungo la direzione del flusso (ad esempio, da 500 \u00b5m all\u2019ingresso a 50 \u00b5m all\u2019uscita). Questo gradiente di densit\u00e0 permette alle particelle pi\u00f9 grandi di essere intrappolate negli strati esterni, mentre quelle pi\u00f9 fini penetrano e vengono catturate negli strati interni. Il risultato \u00e8 un utilizzo dell\u2019intero volume del filtro, incrementando drasticamente la capacit\u00e0 di accumulo e la vita utile del componente prima della saturazione.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Meccanismi di dissipazione acustica<\/h2>\n<p>Nel progettare un silenziatore, l\u2019obiettivo \u00e8 proprio estinguere il suono (fonoassorbimento). All\u2019interno dei micropori, l\u2019energia acustica non scompare ma viene convertita in calore. Questa trasformazione \u00e8 governata da due meccanismi dissipativi che avvengono nello strato limite all\u2019interfaccia solido-fluido: la dissipazione viscosa e la dissipazione termica. Quando un\u2019onda sonora attraversa un reticolo tortuoso, le particelle d\u2019aria sono costrette a oscillare all\u2019interno di canali ristretti. A causa dell\u2019attrito tra le molecole di gas e le pareti fisse del metallo, si generano sforzi di taglio viscosi che degradano l\u2019energia cinetica del suono in calore. Parallelamente, le compressioni e rarefazioni adiabatiche del gas generano gradienti di temperatura locali; la struttura metallica, fungendo da pozzo termico, assorbe questo calore. Pi\u00f9 il poro \u00e8 piccolo e tortuoso, maggiore \u00e8 il rapporto superficie\/volume e pi\u00f9 intensa \u00e8 l\u2019interazione viscosa. Strutture TPMS permettono di massimizzare questo effetto nella fascia di frequenze medio-alte (1-5 kHz), dove la velocit\u00e0 delle particelle \u00e8 massima, ottenendo coefficienti di assorbimento (<em>\u03b1<\/em>) superiori a 0.9 con spessori ridotti rispetto ai materiali fibrosi tradizionali.<\/p>\n<p>Molti materiali fonoassorbenti polimerici (schiume PU, melammina) sono eccellenti dissipatori a temperatura ambiente e basse intensit\u00e0. Tuttavia, in applicazioni industriali, come scarichi di turbine o sistemi ad alta pressione, l\u2019intensit\u00e0 acustica pu\u00f2 superare i 140-150 dB. A questi livelli, la quantit\u00e0 di energia convertita in calore \u00e8 significativa. I polimeri, essendo isolanti termici, tendono a trattenere questo calore, rischiandone il degrado o la fusione della matrice. I metalli stampati in 3D (Titanio Ti6Al4V, Inconel 718, Acciaio 316L), grazie alla loro elevata conducibilit\u00e0 termica, agiscono come dissipatori, conducendo il calore generato dall\u2019attrito viscoso lontano dalla zona attiva verso le pareti esterne del componente, permettendo al sistema di mantenere prestazioni stabili anche sotto carichi acustici e termici importanti.<\/p>\n<p>Un aspetto controintuitivo dell\u2019Additive Manufacturing \u00e8 il ruolo della rugosit\u00e0 superficiale. Nella meccanica di precisione, la rugosit\u00e0 tipica del processo LPBF ( R\u03b1 ~ 10 \u2013 20 <em>\u03bcm<\/em> sulle superfici as-built) \u00e8 considerata un difetto da rettificare. In acustica, invece, la micro-rugosit\u00e0 superficiale aumenta drasticamente la superficie effettiva di attrito su scala microscopica, incrementando il coefficiente di resistenza al flusso senza ridurre la sezione macroscopica del passaggio. Questo attrito extra gratuito potenzia l\u2019assorbimento a banda larga, rendendo i filtri metallici grezzi di stampa spesso pi\u00f9 performanti delle loro controparti levigate chimicamente.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Vincoli e post-processing<\/h2>\n<p>La libert\u00e0 geometrica trova per\u00f2 il suo pi\u00f9 grande ostacolo nella granulometria della materia prima. La realizzabilit\u00e0 di un filtro o di un silenziatore dipende strettamente dalla relazione tra la dimensione del poro progettato e la granulometria della polvere metallica utilizzata. In un processo LPBF standard per leghe come l\u2019Alluminio AlSi10Mg o l\u2019Acciaio Inox 316L, la distribuzione delle particelle di polvere varia tipicamente tra 15 e 45 \u00b5m o tra 20 e 63 \u00b5m. Questo impone un limite fisico alla dimensione minima \u00a0dei canali fluidi. Se un progettista disegna un poro con un diametro idraulico di 80 \u00b5m, rischia concretamente l\u2019occlusione: particelle parzialmente sinterizzate o aggregati di polvere possono incastrarsi nel reticolo, bloccando il flusso ancor prima che il componente entri in servizio. La regola empirica industriale suggerisce che il diametro minimo del poro debba essere almeno 3-4 volte superiore al valore D90 della distribuzione della polvere (il diametro sotto il quale ricade il 90% delle particelle). Il problema pi\u00f9 insidioso nella produzione di strutture a guscio chiuso con lattice \u00e8 la rimozione della polvere non fusa (processo di depowdering). Al termine della stampa, i pori sono pieni di polvere metallica libera che deve essere evacuata. Tuttavia, in strutture ad alta tortuosit\u00e0 progettate per massimizzare l\u2019assorbimento acustico, la gravit\u00e0 non \u00e8 sufficiente a far fuoriuscire tutta la polvere. Diventa necessario ricorrere a sistemi di depowdering a frequenza di risonanza controllata o, nei casi pi\u00f9 estremi, a trattamenti chimici per dissolvere lo strato superficiale interno, allargando i passaggi e rimuovendo i residui parzialmente fusi che agiscono come ancoraggi per la polvere libera.<\/p>\n<p>Infine, vi \u00e8 il vincolo termico. Le pareti sottili che costituiscono le celle TPMS (spesso nell\u2019ordine dei 150-300 \u00b5m) sono soggette a cicli di riscaldamento e raffreddamento estremamente rapidi. Questo accumula enormi tensioni residue nel materiale. Se la struttura non \u00e8 sufficientemente rigida, queste tensioni possono causare distorsioni macroscopiche o la rottura durante la costruzione stessa. Inoltre, la tendenza del bagno fuso a sferoidizzare per ridurre la tensione superficiale il fenomeno del balling) diventa un aspetto molto critico quando si stampano tratti singoli per pareti sottilissime. Al fine di garantire l\u2019integrit\u00e0 strutturale, \u00e8 imperativo eseguire un ciclo di distensione in forno con il pezzo ancora saldato alla piastra di costruzione. Tentare di rimuovere un componente a parete sottile dalla piastra senza trattamento termico porterebbe quasi certamente a una deformazione plastica immediata, rendendo il pezzo inutilizzabile.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h2>\n<p>L\u2019attuale stato dell\u2019arte nella progettazione di componenti porosi in metallo si basa ancora prevalentemente su un approccio empirico o semi-empirico: il progettista seleziona una cella elementare, imposta una densit\u00e0 relativa target e verifica le prestazioni tramite simulazione a posteriori. Il futuro risiede nell\u2019ottimizzazione topologica dei fluidi, in cui il progettista definisce il volume di design, le condizioni al contorno e gli obiettivi prestazionali. Algoritmi avanzati, basati spesso su metodi Adjoint o Level-Set, risolvono iterativamente le equazioni di Navier-Stokes per determinare la distribuzione ottimale del materiale solido all\u2019interno del dominio fluido. Il software genera cos\u00ec strutture dove la porosit\u00e0 e la morfologia variano in modo continuo punto per punto in risposta ai gradienti locali di velocit\u00e0 e pressione. Questo permette di raggiungere efficienze di lavoro molto elevate, impensabili oggi con le metodologie di progettazione e costruzione tradizionali.<\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/ingegnerizzazione-della-porosita\/\">Ingegnerizzazione della porosit\u00e0<\/a> sembra essere il primo su <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/ingegnerizzazione-della-porosita\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Emanuela Bianchi<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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