{"id":24522,"date":"2026-04-15T03:36:33","date_gmt":"2026-04-15T01:36:33","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/04\/15\/metamateriali-e-strutture-reticolari-progettazione-di-proprieta-programmabili\/"},"modified":"2026-04-15T03:36:33","modified_gmt":"2026-04-15T01:36:33","slug":"metamateriali-e-strutture-reticolari-progettazione-di-proprieta-programmabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/04\/15\/metamateriali-e-strutture-reticolari-progettazione-di-proprieta-programmabili\/","title":{"rendered":"Metamateriali e strutture reticolari: progettazione di propriet\u00e0 programmabili"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-17.16.17.png?resize=750%2C415&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"415\" title=\"\" alt=\"\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><strong>I metamateriali meccanici sono strutture artificiali le cui propriet\u00e0 non dipendono tanto dal materiale, quanto dalla geometria delle celle reticolari che ne compongono l\u2019architettura.<br \/>Grazie alla manifattura additiva \u00e8 oggi possibile progettare e produrre queste strutture, ottenendo propriet\u00e0 meccaniche programmabili e non presenti nei materiali tradizionali.<\/strong><\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fondamenti dei metamateriali meccanici<\/strong><\/h2>\n<p>Nel panorama contemporaneo della progettazione industriale, il concetto di metamateriale meccanico rappresenta una delle evoluzioni pi\u00f9 significative nella concezione delle strutture portanti. A differenza dei materiali tradizionali, le cui propriet\u00e0 meccaniche dipendono principalmente dalla composizione chimica e dalla microstruttura interna, i metamateriali strutturali devono il loro comportamento macroscopico alla geometria su scala intermedia (\u201cmesoscala\u201d). In altre parole, \u00e8 la configurazione spaziale del materiale, pi\u00f9 che il materiale stesso, a determinare rigidezza, resistenza, capacit\u00e0 di assorbimento energetico e risposta dinamica della struttura.<\/p>\n<p>Un metamateriale meccanico pu\u00f2 essere definito come un materiale artificiale la cui risposta elastica o plastica \u00e8 governata da una struttura periodica o quasi-periodica progettata secondo criteri geometrici specifici. Tale struttura, generalmente organizzata in celle elementari ripetute nello spazio, consente di ottenere propriet\u00e0 efficaci non direttamente riscontrabili nei materiali costituenti. Si parla, in questo contesto, di propriet\u00e0 emergenti, ovvero caratteristiche globali che derivano dall\u2019interazione tra forma, connessioni e distribuzione della massa all\u2019interno del volume.<\/p>\n<p>L\u2019introduzione di queste architetture \u00e8 stata resa possibile dall\u2019evoluzione della manifattura additiva e delle tecniche di modellazione numerica avanzata. Prima della diffusione delle tecnologie di stampa 3D metallica e polimerica, la realizzazione di strutture interne complesse risultava economicamente o tecnologicamente proibitiva. Oggi, invece, \u00e8 possibile progettare e produrre reticoli tridimensionali con passo millimetrico o sub-millimetrico, integrandoli direttamente all\u2019interno di componenti strutturali destinati ad applicazioni industriali ad alte prestazioni.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Materiali tradizionali e materiali ingegnerizzati<\/em><\/h3>\n<p>Nella progettazione classica, il progettista seleziona un materiale sulla base delle sue propriet\u00e0 intrinseche, quali modulo elastico, limite di snervamento, tenacit\u00e0 o densit\u00e0, e successivamente definisce la geometria del componente in funzione dei carichi applicati. Il comportamento strutturale \u00e8 dunque il risultato della combinazione tra propriet\u00e0 del materiale e forma esterna del pezzo.<\/p>\n<p>Nel caso dei metamateriali, invece, la distinzione tra materiale e geometria tende a sfumare. La cella elementare, ripetuta nello spazio secondo uno schema definito, diventa essa stessa il \u201cmateriale\u201d dal punto di vista strutturale. Le propriet\u00e0 meccaniche globali possono essere descritte attraverso parametri efficaci, quali modulo elastico equivalente o densit\u00e0 relativa, che dipendono dal rapporto tra volume solido e volume totale occupato dalla struttura reticolare. Ci\u00f2 consente di progettare materiali con rigidezza specifica elevata, ossia con un rapporto tra modulo elastico e densit\u00e0 superiore a quello dei materiali massivi convenzionali.<\/p>\n<p>Questo approccio introduce una nuova libert\u00e0 progettuale: non si \u00e8 pi\u00f9 vincolati alle propriet\u00e0 fornite dalla natura o dai processi metallurgici tradizionali, ma si possono \u201cprogrammare\u201d le prestazioni meccaniche intervenendo sulla topologia interna. Ad esempio, variando lo spessore delle aste di un reticolo o modificando l\u2019angolo di connessione tra gli elementi, si pu\u00f2 ottenere un comportamento pi\u00f9 rigido o pi\u00f9 deformabile a parit\u00e0 di materiale di base.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Propriet\u00e0 emergenti e omogeneizzazione<\/em><\/h3>\n<p>Un aspetto centrale nella progettazione dei metamateriali \u00e8 il concetto di omogeneizzazione. Sebbene la struttura interna sia discretizzata in celle ed elementi reticolari, a scala macroscopica il componente pu\u00f2 essere trattato come un continuo equivalente dotato di propriet\u00e0 \u201cmedie\u201d.<\/p>\n<p>Tale passaggio \u00e8 fondamentale per integrare i metamateriali nei modelli di calcolo strutturale, permettendo di descriverne il comportamento attraverso parametri efficaci inseriti nei software di simulazione agli elementi finiti.<\/p>\n<p>Le propriet\u00e0 emergenti possono includere comportamenti non convenzionali, come coefficienti di Poisson negativi (materiali auxetici), elevata capacit\u00e0 di assorbimento energetico per unit\u00e0 di massa o risposta anisotropa controllata. In questi casi, la risposta globale non \u00e8 immediatamente intuibile osservando il materiale costituente, ma deriva dall\u2019interazione geometrica tra le celle elementari. La progettazione diventa quindi un problema multiscala, in cui la scala della cella e quella del componente devono essere armonizzate per garantire coerenza tra comportamento locale e risposta globale.<\/p>\n<p>Dal punto di vista ingegneristico, l\u2019adozione dei metamateriali implica una revisione dei criteri tradizionali di dimensionamento. Non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente verificare tensioni e deformazioni su una sezione piena, ma occorre considerare fenomeni di instabilit\u00e0 locale, collasso progressivo delle celle e interazioni tra elementi reticolari. La comprensione dei fondamenti fisici e geometrici dei metamateriali costituisce pertanto la base indispensabile per sviluppare applicazioni industriali affidabili e ripetibili.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Fig.-1-1.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"500\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Fig.-1-1-1024x683.png?resize=750%2C500&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45797\" style=\"aspect-ratio:1.5000146485805526;width:475px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Fig.-1-1-1024x683.png?resize=750%2C500&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Fig.-1-1-300x200.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Fig.-1-1-768x512.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Fig.-1-1.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><sup><strong>Figura 1. Confronto concettuale tra materiale tradizionale e metamateriale ingegnerizzato. A sinistra, una struttura reticolare periodica in cui le propriet\u00e0 meccaniche emergenti sono governate dalla geometria della cella elementare e dalla densit\u00e0 relativa; a destra, un materiale massivo convenzionale, le cui prestazioni dipendono prevalentemente dalla composizione e dalla microstruttura. Il passaggio al modello omogeneizzato consente di descrivere il reticolo mediante propriet\u00e0 equivalenti, integrabili nei modelli strutturali continui.<\/strong><\/sup><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Geometrie reticolari e comportamento meccanico<\/strong><\/h2>\n<p>La definizione della topologia reticolare costituisce il passaggio centrale nella progettazione di un metamateriale. Una volta stabilito il materiale di base e il campo di applicazione, \u00e8 la geometria della cella elementare a determinare in modo predominante le propriet\u00e0 strutturali globali. Le celle reticolari possono essere classificate in funzione della loro simmetria spaziale, del numero di nodi per cella, dell\u2019orientazione degli elementi portanti e del meccanismo prevalente di trasferimento degli sforzi.<\/p>\n<p>Le configurazioni pi\u00f9 diffuse in ambito industriale derivano da reticoli cristallografici semplificati, quali BCC (Body-Centered Cubic), FCC (Face-Centered Cubic) e Octet Truss, oltre a strutture pi\u00f9 complesse come quelle basate su superfici minime periodiche tridimensionali (TPMS \u2013 Triply Periodic Minimal Surfaces). Ogni topologia presenta un differente equilibrio tra rigidezza, densit\u00e0 relativa e capacit\u00e0 di deformazione, rendendo la scelta geometrica un atto progettuale strategico e non meramente formale.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Densit\u00e0 relativa e propriet\u00e0 meccaniche equivalenti<\/em><\/h3>\n<p>Un parametro fondamentale nella descrizione delle strutture reticolari \u00e8 la densit\u00e0 relativa, definita come il rapporto tra la densit\u00e0 del reticolo e la densit\u00e0 del materiale massivo costituente. Essa pu\u00f2 essere espressa come funzione del volume solido effettivamente presente nella cella rispetto al volume totale occupato dalla stessa. Riducendo la densit\u00e0 relativa si ottiene un alleggerimento significativo del componente, ma tale riduzione deve essere bilanciata con il mantenimento di adeguate propriet\u00e0 meccaniche.<\/p>\n<p>Il modulo elastico equivalente di un reticolo dipende dalla topologia e dalla densit\u00e0 relativa secondo leggi di scala che possono assumere forma lineare o quadratica. In alcune configurazioni, la rigidezza cresce proporzionalmente alla densit\u00e0 relativa; in altre, l\u2019incremento \u00e8 pi\u00f9 lento, evidenziando una maggiore sensibilit\u00e0 alla riduzione di massa. Analogamente, la resistenza a compressione e il comportamento a collasso progressivo risultano fortemente influenzati dalla distribuzione degli elementi strutturali e dall\u2019efficienza con cui essi trasferiscono gli sforzi.<\/p>\n<p>Dal punto di vista progettuale, ci\u00f2 significa che due reticoli aventi la stessa densit\u00e0 relativa possono esibire propriet\u00e0 meccaniche molto differenti. La scelta della geometria deve quindi essere guidata da obiettivi prestazionali specifici: massima rigidezza specifica, elevata capacit\u00e0 di assorbimento energetico o comportamento controllato in presenza di carichi dinamici. Nel confronto tra differenti topologie reticolari, la relazione di Gibson\u2013Ashby rappresenta uno strumento fondamentale per stimare il modulo elastico equivalente <em>E*<\/em> del metamateriale in funzione delle propriet\u00e0 del materiale massivo di base <em>E<sub>s<\/sub><\/em>.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.23.20.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"360\" height=\"176\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.23.20.png?resize=360%2C176&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45798\" style=\"width:145px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.23.20.png?resize=360%2C176&#038;ssl=1 360w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.23.20-300x147.png 300w\" sizes=\"(max-width: 360px) 100vw, 360px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Il rapporto tra le due grandezze \u00e8 espresso in funzione della densit\u00e0 relativa <em>p*\/p<sub>s<\/sub><\/em> dove <em>p*<\/em> \u00e8 la densit\u00e0 del reticolo e <em>p<sub>s<\/sub><\/em> quella del materiale pieno. Il coefficiente <em>C<\/em> dipende dalla specifica geometria della cella elementare, mentre l\u2019esponente <em>n<\/em>\u00a0riflette il meccanismo prevalente di deformazione: valori prossimi a 1 caratterizzano strutture <em>stretching-dominated<\/em>, mentre valori intorno a 2 sono tipici di configurazioni <em>bending-dominated<\/em>. Questa legge di scala consente al progettista di valutare preliminarmente il compromesso tra alleggerimento e perdita di rigidezza.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Meccanismi di deformazione: stretching e bending dominated<\/em><\/h3>\n<p>Il comportamento meccanico delle strutture reticolari pu\u00f2 essere ricondotto a due meccanismi fondamentali di trasferimento degli sforzi: quello dominato da trazione\/compressione assiale degli elementi (stretching-dominated) e quello dominato da flessione delle aste (bending-dominated). Questa distinzione \u00e8 cruciale per comprendere la risposta elastica e la stabilit\u00e0 del reticolo sotto carico.<\/p>\n<p>Nei reticoli stretching-dominated, come l\u2019Octet Truss, gli elementi sono orientati in modo tale che i carichi applicati generino principalmente sforzi assiali. Questo comporta un\u2019elevata efficienza strutturale, poich\u00e9 il materiale lavora prevalentemente a trazione o compressione, condizioni in cui la capacit\u00e0 portante \u00e8 massima. Tali strutture presentano una rigidezza specifica superiore e un comportamento pi\u00f9 stabile anche a basse densit\u00e0 relative.<\/p>\n<p>Al contrario, nei reticoli bending-dominated, gli elementi sono soggetti prevalentemente a flessione. In queste configurazioni, tipiche di alcune varianti BCC o Kelvin, la rigidezza equivalente risulta pi\u00f9 sensibile alla riduzione della sezione delle aste e alla lunghezza libera tra i nodi. Sebbene tali strutture siano meno efficienti in termini di rigidezza specifica, esse possono offrire vantaggi in termini di duttilit\u00e0 e capacit\u00e0 di assorbimento energetico progressivo, risultando adatte ad applicazioni in cui \u00e8 richiesta una deformazione controllata.<\/p>\n<p>L\u2019analisi di questi meccanismi richiede l\u2019integrazione tra modellazione numerica e validazione sperimentale. Le simulazioni agli elementi finiti consentono di valutare la distribuzione delle tensioni a livello di cella elementare e di prevedere fenomeni di instabilit\u00e0 locale, quali il buckling delle aste sottili. La corretta comprensione del comportamento meccanico delle diverse topologie rappresenta dunque il fondamento per una progettazione consapevole e orientata alle prestazioni.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Fig.-2-1.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"500\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Fig.-2-1-1024x683.png?resize=750%2C500&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45799\" style=\"width:525px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Fig.-2-1-1024x683.png?resize=750%2C500&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Fig.-2-1-300x200.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Fig.-2-1-768x512.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Fig.-2-1.png 1536w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><sup><strong>Figura 2. Esempio di componente automotive alleggerito (braccio sospensione) progettato mediante integrazione di reticolo interno stretching-dominated in lega metallica prodotta per manifattura additiva. La distribuzione della densit\u00e0 relativa \u00e8 modulata in funzione delle mappe di sollecitazione ottenute da analisi FEM, consentendo una riduzione di massa significativa a parit\u00e0 di rigidezza globale rispetto a una configurazione massiva tradizionale.<\/strong><\/sup><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Progettazione parametrica e ottimizzazione topologica<\/h2>\n<p>La crescente diffusione dei metamateriali meccanici nel settore industriale \u00e8 strettamente legata allo sviluppo di strumenti di progettazione parametrica e di ottimizzazione numerica avanzata. Se la definizione della cella elementare costituisce il punto di partenza concettuale, \u00e8 attraverso la modellazione assistita da calcolatore che diventa possibile controllare in modo sistematico le propriet\u00e0 meccaniche globali del componente. La progettazione di strutture reticolari non pu\u00f2 infatti essere affidata a scelte intuitive: essa richiede un approccio quantitativo, capace di correlare parametri geometrici, densit\u00e0 relativa e prestazioni strutturali.<\/p>\n<p>La progettazione dei metamateriali implica un problema intrinsecamente multiscala. A scala microscopica si analizza la cella elementare, a scala macroscopica si valuta il comportamento dell\u2019intero componente. La difficolt\u00e0 principale consiste nel collegare in modo coerente queste due dimensioni. I metodi di omogeneizzazione forniscono uno strumento teorico per determinare le propriet\u00e0 equivalenti del materiale ingegnerizzato, partendo dall\u2019analisi dettagliata della cella.<\/p>\n<p>Attraverso simulazioni agli elementi finiti applicate alla singola cella, \u00e8 possibile determinare il modulo elastico equivalente, il coefficiente di Poisson efficace e altri parametri meccanici medi. Tali valori vengono poi impiegati nel modello globale del componente, trattandolo come un continuo equivalente. Questo procedimento consente di ridurre drasticamente il costo computazionale rispetto a una modellazione completa dell\u2019intero reticolo, che risulterebbe spesso proibitiva per componenti di grandi dimensioni.<\/p>\n<p>Nel contesto dell\u2019approccio multiscala, il tensore di rigidezza equivalente C<sub>eff<\/sub>\u00a0viene determinato imponendo l\u2019equivalenza tra l\u2019energia elastica del continuo omogeneizzato (termine a sinistra) e l\u2019energia effettivamente accumulata nella cella reticolare reale (termine a destra).<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.39.35.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"110\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.39.35.png?resize=750%2C110&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45801\" style=\"aspect-ratio:6.800371895338026;width:342px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.39.35.png?resize=750%2C110&#038;ssl=1 1020w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.39.35-300x44.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.39.35-768x113.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1020px) 100vw, 1020px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Il termine e rappresenta il vettore delle deformazioni macroscopiche imposte, mentre C<sub>(x)<\/sub> descrive il comportamento costitutivo locale del materiale nella posizione X all\u2019interno del volume della cella V<sub>cell<\/sub>. Questa formulazione energetica consente di ricavare parametri efficaci, come il modulo elastico equivalente e il coefficiente di Poisson, integrando l\u2019analisi FEM locale nel modello globale del componente.<\/p>\n<p>Nel controllo della risposta dinamica di componenti reticolari, una stima preliminare delle frequenze naturali f<sub>n<\/sub> pu\u00f2 essere ottenuta considerando il rapporto tra modulo elastico equivalente <em>E*<\/em> e densit\u00e0 <em>p*<\/em>:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.45.24.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"346\" height=\"190\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.45.24.png?resize=346%2C190&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45802\" style=\"aspect-ratio:1.8211039388749835;width:139px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.45.24.png?resize=346%2C190&#038;ssl=1 346w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.45.24-300x165.png 300w\" sizes=\"(max-width: 346px) 100vw, 346px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Il parametro <em>L<\/em>\u00a0rappresenta una dimensione caratteristica del sistema (ad esempio la lunghezza libera della struttura), mentre a<sub>n<\/sub> \u00e8 un coefficiente adimensionale legato al modo di vibrare e alle condizioni di vincolo. La radice quadrata del rapporto <em>E*\/p*<\/em> \u00a0evidenzia come la frequenza sia governata dalla rigidezza specifica del metamateriale. Tale relazione risulta particolarmente utile nella progettazione di strutture leggere soggette a vincoli modali, come nel caso di bracci robotici o componenti aerospaziali.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.49.41.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"493\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.49.41.png?resize=750%2C493&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45803\" style=\"aspect-ratio:1.5211836710440312;width:427px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.49.41.png?resize=750%2C493&#038;ssl=1 934w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.49.41-300x197.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.49.41-768x505.png 768w\" sizes=\"(max-width: 934px) 100vw, 934px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong><sub>Figura 3. Campione di metamateriale reticolare metallico a bassa densit\u00e0 relativa, realizzato mediante manifattura additiva e mostrato in scala reale. La struttura periodica tridimensionale evidenzia come la rigidezza e la resistenza meccanica siano governate prevalentemente dalla geometria della cella elementare e dalla topologia del reticolo, piuttosto che dalla sola composizione del materiale costituente.<\/sub><\/strong><\/em><br \/>\u00a0<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Manifattura additiva e vincoli tecnologici<\/strong><\/p>\n<p>La concreta applicazione industriale dei metamateriali meccanici \u00e8 strettamente legata alla maturit\u00e0 delle tecnologie di manifattura additiva. Le strutture reticolari tridimensionali, caratterizzate da geometrie interne complesse e da celle periodiche di dimensioni ridotte, sarebbero difficilmente realizzabili mediante processi sottrattivi o formatura tradizionale. La produzione layer-by-layer, invece, consente di costruire architetture interne con elevato grado di libert\u00e0 geometrica, integrando reticoli e zone piene all\u2019interno dello stesso componente.<\/p>\n<p>Tra le tecnologie maggiormente impiegate in ambito metallico si annoverano il Laser Powder Bed Fusion (LPBF) e l\u2019Electron Beam Melting (EBM), mentre in ambito polimerico sono diffuse soluzioni come Fused Deposition Modeling (FDM) avanzata, Selective Laser Sintering (SLS) e stereolitografia. Ogni processo presenta specifiche peculiarit\u00e0 in termini di risoluzione, finitura superficiale, anisotropia meccanica e controllo dimensionale. La scelta della tecnologia produttiva non \u00e8 quindi secondaria rispetto alla progettazione geometrica del reticolo, ma ne condiziona in modo diretto la fattibilit\u00e0 e le prestazioni finali.<\/p>\n<p><em>Limiti geometrici e tolleranze dimensionali<\/em><\/p>\n<p>Uno dei principali vincoli nella produzione di strutture reticolari riguarda il diametro minimo realizzabile delle aste e lo spessore delle pareti interne. Nei processi a letto di polvere, ad esempio, la dimensione dello spot laser, la granulometria della polvere e la gestione termica influenzano la stabilit\u00e0 delle sezioni sottili. Aste troppo esili possono risultare parzialmente fuse, deformate o caratterizzate da irregolarit\u00e0 superficiali significative.<\/p>\n<p>Le tolleranze dimensionali assumono un ruolo critico nei metamateriali, poich\u00e9 piccole variazioni geometriche possono tradursi in variazioni sensibili delle propriet\u00e0 meccaniche equivalenti. Una riduzione involontaria del diametro di un elemento reticolare comporta una diminuzione della rigidezza locale e pu\u00f2 anticipare fenomeni di instabilit\u00e0 per carico di punta. Per tale motivo, la progettazione deve includere fattori correttivi che tengano conto delle deviazioni tipiche del processo produttivo.<\/p>\n<p>Un ulteriore aspetto riguarda la presenza di polvere intrappolata all\u2019interno delle celle nei processi metallici. In reticoli ad alta densit\u00e0 o con geometrie chiuse, la rimozione del materiale non sinterizzato pu\u00f2 risultare complessa, imponendo specifiche strategie di estrazione e orientamento del pezzo in fase di stampa. La geometria deve dunque essere concepita non solo in funzione delle prestazioni strutturali, ma anche in relazione alla post-lavorazione e alla pulizia interna.<\/p>\n<p>La verifica a instabilit\u00e0 locale delle aste che compongono la cella reticolare \u00e8 essenziale, soprattutto quando la densit\u00e0 relativa \u00e8 ridotta e gli elementi sono snelli. Il carico critico <em>P<sub>cr<\/sub><\/em> secondo la teoria di Eulero dipende dal modulo elastico del materiale <em>E<\/em>, dal momento d\u2019inerzia della sezione <em>l<\/em>, dalla lunghezza libera di inflessione <em>L<\/em>\u00a0e dal coefficiente di vincolo <em>K<\/em>, che tiene conto delle condizioni agli estremi dell\u2019asta:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.52.03.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"564\" height=\"160\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.52.03.png?resize=564%2C160&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45804\" style=\"width:227px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.52.03.png?resize=564%2C160&#038;ssl=1 564w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.52.03-300x85.png 300w\" sizes=\"(max-width: 564px) 100vw, 564px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Per sezioni circolari, il momento d\u2019inerzia \u00e8 funzione del diametro . Questa relazione evidenzia come piccole variazioni del diametro o della lunghezza influenzino in modo quadratico o alla quarta potenza la stabilit\u00e0 dell\u2019elemento, ponendo limiti progettuali stringenti nei processi di stampa additiva.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Anisotropia, difetti e qualit\u00e0 superficiale<\/em><\/h3>\n<p>La manifattura additiva introduce una marcata anisotropia delle propriet\u00e0 meccaniche, legata alla direzione di crescita del materiale e ai cicli termici locali. Nei componenti reticolari, questa anisotropia pu\u00f2 influenzare la risposta a trazione, compressione e fatica, soprattutto quando le aste sono orientate secondo direzioni sfavorevoli rispetto alla stratificazione. Il progettista deve quindi considerare l\u2019orientamento di stampa come una variabile progettuale, valutando l\u2019allineamento tra direzione principale delle sollecitazioni e direzione di deposizione del materiale.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 superficiale rappresenta un ulteriore fattore determinante. Le superfici delle aste reticolari prodotte per fusione a letto di polvere presentano una rugosit\u00e0 superiore rispetto ai componenti lavorati tradizionalmente. Tale rugosit\u00e0 agisce come concentratore di tensione e pu\u00f2 ridurre significativamente la resistenza a fatica, specialmente in strutture bending-dominated dove la sollecitazione flessionale \u00e8 predominante. Interventi di finitura superficiale risultano spesso impraticabili per reticoli interni complessi, rendendo necessario un compromesso tra densit\u00e0 relativa, diametro delle aste e durabilit\u00e0 a lungo termine.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.54.08.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"417\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.54.08-1024x570.png?resize=750%2C417&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45806\" style=\"aspect-ratio:1.7949796662459683;width:410px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.54.08-1024x570.png?resize=750%2C417&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.54.08-300x167.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.54.08-768x428.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.54.08.png 1278w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong><sub>Figura 4. Struttura reticolare polimerica a celle periodiche prodotta mediante stampa 3D, mostrata durante la fase di fabbricazione layer-by-layer. La geometria interna, caratterizzata da porosit\u00e0 controllata e superficie minima periodica, consente di modulare densit\u00e0 relativa, rigidezza equivalente e capacit\u00e0 di assorbimento energetico in funzione dei requisiti progettuali.<\/sub><\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Applicazioni industriali e prospettive future<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019interesse verso i metamateriali e le strutture reticolari non \u00e8 pi\u00f9 confinato alla ricerca accademica, ma si traduce oggi in applicazioni concrete in diversi settori industriali ad alto contenuto tecnologico. La possibilit\u00e0 di progettare propriet\u00e0 strutturali \u201csu misura\u201d, intervenendo sulla geometria interna anzich\u00e9 esclusivamente sul materiale di base, rappresenta una leva strategica per l\u2019alleggerimento, l\u2019efficienza energetica e la sicurezza strutturale.<\/p>\n<p>In ambito aerospaziale, le strutture reticolari trovano impiego in componenti secondari e primari soggetti a severi vincoli di massa. Staffe, supporti, pannelli interni e strutture sandwich con anima reticolare consentono di ridurre significativamente il peso mantenendo livelli elevati di rigidezza specifica. In questi contesti, anche una riduzione di massa dell\u2019ordine di pochi punti percentuali pu\u00f2 generare benefici rilevanti in termini di consumo di carburante o capacit\u00e0 di carico utile. La progettazione multiscala permette inoltre di integrare zone a densit\u00e0 variabile, adattando la distribuzione del materiale alle mappe di sollecitazione ricavate da analisi FEM globali.<\/p>\n<p>Nel settore automotive, le applicazioni riguardano principalmente elementi di assorbimento d\u2019urto, crash box e componenti strutturali secondari. Le configurazioni bending-dominated, opportunamente calibrate, possono garantire un collasso progressivo controllato, dissipando energia cinetica in modo prevedibile durante un impatto. Ci\u00f2 consente di migliorare la sicurezza passiva senza penalizzare eccessivamente la massa complessiva del veicolo. Parallelamente, nei veicoli elettrici, la riduzione del peso strutturale contribuisce ad aumentare l\u2019autonomia e l\u2019efficienza complessiva del sistema.<\/p>\n<p>Nel dimensionamento di strutture reticolari destinate all\u2019assorbimento d\u2019urto, l\u2019indicatore pi\u00f9 significativo \u00e8 l\u2019energia assorbita per unit\u00e0 di massa, o <em>Specific Energy Absorption<\/em> (SEA):<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.57.09.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"492\" height=\"154\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.57.09.png?resize=492%2C154&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45807\" style=\"width:168px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.57.09.png?resize=492%2C154&#038;ssl=1 492w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/04\/Screenshot-2026-04-14-alle-16.57.09-300x94.png 300w\" sizes=\"(max-width: 492px) 100vw, 492px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Essa si ottiene integrando la curva tensione-deformazione efficace \u03c3<sup>(\u03b5)<\/sup>\u00a0fino alla deformazione di densificazione \u03b5<sub>d<\/sub>, che rappresenta il punto oltre il quale le celle collassano e la struttura perde la capacit\u00e0 di dissipare energia in modo progressivo. Il termine <em>p*<\/em>\u00a0indica la densit\u00e0 del reticolo. L\u2019inverso della densit\u00e0 moltiplica l\u2019energia volumetrica assorbita, trasformandola in energia specifica per unit\u00e0 di massa. Tale parametro \u00e8 determinante nelle applicazioni automotive e aerospaziali, dove l\u2019efficienza energetica deve essere massimizzata a fronte di una massa contenuta.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Biomedicale, robotica e sistemi ad alte prestazioni<\/em><\/h3>\n<p>Nel campo biomedicale, le strutture reticolari hanno introdotto soluzioni innovative nella progettazione di protesi e impianti ortopedici. Reticoli metallici in titanio, realizzati mediante manifattura additiva, permettono di modulare il modulo elastico equivalente avvicinandolo a quello del tessuto osseo, riducendo il fenomeno dello stress shielding. Inoltre, la porosit\u00e0 controllata favorisce l\u2019osteointegrazione, migliorando la stabilit\u00e0 a lungo termine dell\u2019impianto.<\/p>\n<p>In robotica e automazione industriale, l\u2019alleggerimento dei bracci e delle strutture mobili mediante reticoli interni consente di ridurre le inerzie, migliorando la dinamica e la precisione del movimento. La possibilit\u00e0 di controllare le frequenze proprie del componente attraverso la variazione della topologia reticolare rappresenta un ulteriore vantaggio in sistemi soggetti a vibrazioni o accelerazioni elevate. In questo contesto, la progettazione dei metamateriali si integra con l\u2019analisi modale e con la dinamica delle macchine, aprendo scenari applicativi ad alto valore aggiunto.<\/p>\n<p>Anche nei sistemi di scambio termico e nelle applicazioni energetiche emergono potenzialit\u00e0 significative. Le strutture TPMS, caratterizzate da superfici continue e periodicit\u00e0 tridimensionale, offrono un\u2019elevata area superficiale specifica e una buona resistenza meccanica, risultando idonee per scambiatori di calore compatti o strutture portanti multifunzionali.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Verso materiali a risposta programmabile<\/em><\/h3>\n<p>Le prospettive future dei metamateriali meccanici si orientano verso soluzioni a risposta adattiva o programmabile. Strutture auxetiche, caratterizzate da coefficiente di Poisson negativo, possono espandersi lateralmente sotto trazione, offrendo propriet\u00e0 di assorbimento energetico e resistenza alla perforazione superiori rispetto ai materiali convenzionali. L\u2019integrazione con materiali intelligenti o con sistemi attivi di controllo potrebbe condurre a componenti capaci di modificare localmente la rigidezza in funzione delle condizioni di carico.<\/p>\n<p>Un ulteriore sviluppo riguarda la sostenibilit\u00e0. La distribuzione ottimizzata della materia consente di ridurre il consumo di materiale primario, con benefici ambientali diretti. Inoltre, la possibilit\u00e0 di progettare strutture smontabili o riciclabili attraverso geometrie modulari rappresenta un potenziale contributo all\u2019economia circolare.<\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/metamateriali-e-strutture-reticolari-progettazione-di-proprieta-programmabili\/\">Metamateriali e strutture reticolari: progettazione di propriet\u00e0 programmabili<\/a> sembra essere il primo su <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/metamateriali-e-strutture-reticolari-progettazione-di-proprieta-programmabili\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Emanuela Bianchi<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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