{"id":24425,"date":"2026-01-24T04:11:34","date_gmt":"2026-01-24T03:11:34","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/"},"modified":"2026-01-24T04:11:34","modified_gmt":"2026-01-24T03:11:34","slug":"progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/","title":{"rendered":"Progettazione di componenti a \u201cmemoria di forma\u201d"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo-2.png?resize=680%2C454&#038;ssl=1\" width=\"680\" height=\"454\" title=\"\" alt=\"\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><strong>I materiali a memoria di forma, comunemente indicati con l\u2019acronimo SMA (<em>Shape Memory Alloys<\/em>), costituiscono una classe di leghe metalliche caratterizzate dalla capacit\u00e0 di recuperare una forma geometrica predeterminata dopo aver subito deformazioni apparenti permanenti, grazie a un particolare meccanismo di trasformazione di fase reversibile. Questa caratteristica li rende radicalmente differenti rispetto ai materiali strutturali convenzionali, nei quali una deformazione plastica comporta un danneggiamento irreversibile. Gli SMA, invece, possono essere progettati per svolgere funzioni sia strutturali sia attuative, combinando in un unico elemento la capacit\u00e0 di sostenere carichi e di produrre movimento controllato.<\/strong><\/p>\n<p>Il fenomeno alla base degli SMA fu osservato per la prima volta negli anni Trenta in alcune leghe a base oro-cadmio (Au-Cd), ma il vero impulso applicativo si ebbe nel 1962, quando si scoprirono le propriet\u00e0 straordinarie della lega nichel-titanio (NiTi). Questa lega, successivamente commercializzata con il nome <em>Nitinol<\/em>, mostrava una capacit\u00e0 di recupero di forma molto pi\u00f9 marcata e stabile rispetto alle leghe precedentemente conosciute. Nel corso degli anni, la ricerca ha portato allo sviluppo di altre tipologie di SMA, come le leghe rame-alluminio-nichel (Cu-Al-Ni), le leghe ferro-manganese-silicio (Fe-Mn-Si) e sistemi compositi a matrice metallica contenenti fasi a memoria di forma.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Propriet\u00e0 e tipologie di materiali a memoria di forma<\/strong><\/h2>\n<p>La propriet\u00e0 fondamentale degli SMA deriva dalla transizione reversibile tra due fasi cristallografiche: <strong>martensite<\/strong> e <strong>austenite<\/strong>. In fase martensitica, stabile a basse temperature, la struttura reticolare \u00e8 monoclinica o tetragonale, caratterizzata da un\u2019elevata mobilit\u00e0 dei piani cristallini, che consente deformazioni apparenti di entit\u00e0 anche superiore al 6-8%, con ridotto carico di snervamento. In fase austenitica, stabile ad alte temperature, il reticolo \u00e8 cubico a facce centrate (o simile), pi\u00f9 rigido e resistente, e tende a ripristinare la configurazione originaria.<\/p>\n<p>Durante il riscaldamento, la martensite si trasforma progressivamente in austenite, secondo un ciclo termico definito da temperature caratteristiche: As (<em>Austenite start<\/em>) e Af (<em>Austenite finish<\/em>). Durante il raffreddamento, la trasformazione inversa avviene tra le temperature Ms (<em>Martensite start<\/em>) e Mf (<em>Martensite finish<\/em>). L\u2019intervallo termico compreso tra questi valori e la loro ampiezza dipendono in modo diretto dalla composizione chimica, dallo stato di incrudimento e dai trattamenti termici subiti dal materiale.<\/p>\n<p>In funzione delle condizioni operative e della modalit\u00e0 di attivazione, si distinguono tre principali modalit\u00e0 di comportamento:<\/p>\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li><em>Effetto memoria di forma semplice<\/em> (<em>one-way shape memory effect<\/em>): il materiale viene deformato in fase martensitica e recupera la forma originale solo in seguito a riscaldamento oltre la temperatura Af.<\/li>\n<li><em>Effetto memoria di forma doppio<\/em> (<em>two-way shape memory effect<\/em>): il materiale \u201cmemorizza\u201d due forme distinte, una in fase martensitica e una in fase austenitica, alternando spontaneamente la geometria in funzione della temperatura.<\/li>\n<li><em>Pseudoelasticit\u00e0 o superelasticit\u00e0<\/em>: in un intervallo di temperatura superiore ad Af, la deformazione induce la formazione di martensite da stress; al rilascio del carico, questa si ritrasforma in austenite, recuperando la forma senza variazioni di temperatura.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Le leghe NiTi sono le pi\u00f9 diffuse grazie alla combinazione di ampio intervallo di deformazione recuperabile, buona resistenza a fatica e ottima resistenza alla corrosione. Le leghe Cu-Al-Ni offrono un costo inferiore e stabilit\u00e0 termica a temperature pi\u00f9 elevate, ma presentano maggiore fragilit\u00e0 e minore resistenza a fatica. Le leghe Fe-Mn-Si sono adatte ad applicazioni strutturali su larga scala, come giunzioni saldate auto-restringenti in ingegneria civile, grazie alla loro compatibilit\u00e0 metallurgica con l\u2019acciaio al carbonio. In generale, l\u2019utilizzo degli SMA si \u00e8 esteso in diversi settori, come aerospazio (attuatori per sistemi di aerodinamica variabile, dispositivi di chiusura automatica per condotti e prese d\u2019aria, sistemi di dispiegamento di antenne e pannelli solari), medicina (stent autoespandibili, fili ortodontici a forza costante, strumenti chirurgici miniaturizzati, sistemi di sutura dinamici), robotica e automazione (attuatori compatti e silenziosi, elementi di presa adattiva, strutture flessibili a deformazione controllata), meccanica di precisione (sistemi di serraggio autoregolanti, compensatori di gioco termico, meccanismi di sicurezza attivabili a temperatura).<\/p>\n<p>Gli SMA rappresentano un\u2019opportunit\u00e0 per sviluppare componenti multifunzionali, nei quali la funzione strutturale e la funzione attuativa siano integrate, riducendo la complessit\u00e0 dei sistemi, il numero di parti in movimento e il fabbisogno di manutenzione. La possibilit\u00e0 di attivare un movimento mediante un semplice stimolo termico (o, in alcune varianti, magnetico) apre scenari applicativi in settori dove compattezza, silenziosit\u00e0 e affidabilit\u00e0 sono requisiti chiave. Il progettista non si limita a scegliere un materiale per le sue propriet\u00e0 statiche, ma pu\u00f2 considerare anche le sue capacit\u00e0 attive, integrandole fin dalla fase concettuale del progetto.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Propriet\u00e0 termo-meccaniche e comportamento sotto carico<\/strong><\/h2>\n<p>Il comportamento delle SMA \u00e8 determinato principalmente dalla <em>trasformazione di fase martensitica reversibile<\/em>, un fenomeno in cui l\u2019intera configurazione cristallina si modifica con un cambiamento di posizione degli atomi. Questa trasformazione \u00e8 reversibile e avviene, come detto, tra i due stati stabili del reticolo austenitico e martensitico. Riguardo le temperature di transizione gi\u00e0 citate in precedenza, la differenza tra i valori As e Af (isteresi termica) dipende dalla lega e dal trattamento termico: per il NiTi varia tra 20 \u00b0C e 40 \u00b0C. In applicazioni ingegneristiche, \u00e8 essenziale conoscere con precisione tali temperature, poich\u00e9 determinano il campo di utilizzo dell\u2019SMA e la potenza termica necessaria per l\u2019attuazione.<\/p>\n<p>La composizione chimica influisce sensibilmente sulle temperature di trasformazione e sul comportamento meccanico. Ad esempio, nelle leghe NiTi, un aumento della percentuale di nichel abbassa il valore Af, favorendo applicazioni a temperatura ambiente, nelle leghe Cu-Al-Ni, variazioni di alluminio modulano sia la stabilit\u00e0 della fase martensitica sia la resistenza a fatica. Infine, trattamenti termici come tempra, invecchiamento e ricottura controllano la dimensione dei grani e il livello di incrudimento, influenzando direttamente la cinetica della trasformazione. Anche la lavorazione meccanica a freddo pu\u00f2 indurre martensite da <em>deformazione residua<\/em>, modificando parzialmente il comportamento ciclico e riducendo l\u2019ampiezza di deformazione recuperabile.<\/p>\n<p>Riguardo il comportamento meccanico della lega, in fase <em>martensitica<\/em> il materiale presenta un basso modulo elastico (30-40 GPa per NiTi), carico di snervamento ridotto e possibilit\u00e0 di deformazioni apparenti elevate. La deformazione avviene principalmente per riorientamento delle varianti martensitiche, processo reversibile tramite riscaldamento. In fase <em>austenitica<\/em> il modulo elastico aumenta sensibilmente (70-80 GPa per NiTi) e il materiale recupera la forma originaria se sottoposto a trasformazione inversa. In questo stato, pu\u00f2 manifestarsi la pseudoelasticit\u00e0 se il carico applicato \u00e8 sufficiente a indurre martensite da stress.<\/p>\n<p>Il diagramma sforzo-deformazione di una SMA differisce radicalmente da quello di un metallo convenzionale, mostrando plateaux di deformazione associati alla formazione o alla scomparsa della martensite (Fig. 1). Questo comportamento non lineare deve essere modellato accuratamente nei calcoli strutturali.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"513\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image.png?resize=750%2C513&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45061\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image.png?resize=750%2C513&#038;ssl=1 846w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-300x205.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-768x526.png 768w\" sizes=\"(max-width: 846px) 100vw, 846px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Fig. 1. Esempio di un tipico diagramma stress-strain per una lega a memoria di forma.<\/p>\n<p>In merito alla relazione tensione-deformazione, in condizioni quasi-statiche, la risposta del materiale pu\u00f2 essere descritta in modo semplificato come<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"113\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/9fab6892-c8be-4bff-8fa6-28c4a0e5fafc\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (1)<\/p>\n<p>con <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"7\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/a378721d-adb4-4486-96be-f4cf70988199\">\u00a0tensione, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"36\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/29708c1c-3a51-46bd-864d-a76c3f2323ef\">\u00a0modulo elastico effettivo, funzione della frazione martensitica <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"6\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/97226ec8-3726-433c-bafb-50e44ad42407\">\u00a0e della temperatura <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"7\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/83c46bfd-4905-48e5-9faf-21a94d6a2616\">, <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"6\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/f1251d8e-ef45-49b5-8c1b-3e957fef1a2c\">\u00a0deformazione totale e <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"26\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/88288361-31ca-440c-88c1-6ed20faa5031\">\u00a0deformazione trasformazionale dovuta alla formazione di martensite. Il modulo elastico pu\u00f2 essere approssimato come<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"137\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/5f55f15a-864a-4025-a5f1-dfc5b97d63a0\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (2)<\/p>\n<p>in cui <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"12\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/ae5cc0f8-859c-460f-ac9c-657921487f6e\">\u00a0ed <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"15\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/7ed54b91-d44d-44a6-9bc1-c281794519db\">\u00a0sono i moduli elastici in fase austenitica e martensitica.<\/p>\n<p>Per stimare la forza generata durante la trasformazione, una relazione semplificata valida per un filo o una lamina \u00e8<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"40\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/f2510a4b-fed6-4d63-a48e-25ea05551efb\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (3)<\/p>\n<p>dove <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"11\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/a6adecb9-d692-450c-9525-381f1db4242d\">\u00a0\u00e8 la tensione associata alla trasformazione (es. 200-500 MPa per la lega NiTi) e <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"8\" height=\"15\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/bc551d0c-7516-4324-a090-7b75a347655e\">\u00a0\u00e8 l\u2019area della sezione trasversale attiva.<\/p>\n<p>Quando il materiale si trova a temperatura superiore ad Af, un carico meccanico sufficientemente elevato pu\u00f2 indurre la trasformazione a martensite senza variazioni termiche. Durante il rilascio del carico, la trasformazione inversa riporta la lega in austenite, con completo recupero della deformazione. Questo fenomeno, detto <em>superelasticit\u00e0<\/em>, comporta un\u2019isteresi nel ciclo sforzo-deformazione che pu\u00f2 essere sfruttata per dissipare energia, ad esempio in sistemi di smorzamento sismico.<\/p>\n<p>L\u2019ampiezza dell\u2019isteresi meccanica dipende dalla composizione, dalla temperatura operativa e dalla velocit\u00e0 di applicazione del carico. In applicazioni cicliche ad alta frequenza, l\u2019attrito interno associato alla trasformazione di fase pu\u00f2 generare riscaldamenti localizzati, influenzando il comportamento.<\/p>\n<p>La resistenza a fatica delle SMA non pu\u00f2 essere valutata con le sole curve S-N tipiche dei metalli convenzionali, poich\u00e9 il danneggiamento deriva dalla combinazione di cicli termici e meccanici. Si distinguono quindi fenomeni di <em>fatica meccanica isoterma<\/em> (cicli di carico ripetuti a temperatura costante, senza trasformazioni di fase complete) e fenomeni di <em>fatica termomeccanica<\/em> (cicli di attuazione basati su ripetute trasformazioni martensite-austenite, che possono portare a degradazione della deformazione recuperabile).<\/p>\n<p>Per la lega NiTi, deformazioni cicliche inferiori al 3-4% possono garantire vita utile dell\u2019ordine di milioni di cicli; oltre tale soglia, la vita si riduce rapidamente. Microcricche, ossidazione e fenomeni di creep termico possono anticipare il cedimento, richiedendo l\u2019uso di rivestimenti protettivi o atmosfere controllate.<\/p>\n<p>Oltre a quelle elencate, le SMA mostrano altre propriet\u00e0 di interesse ingegneristico, in particolare una elevata <em>resistenza alla corrosione<\/em> (in particolare per NiTi in ambienti fisiologici e marini), un buon <em>comportamento smorzante<\/em> per effetto della dissipazione interna associata alla trasformazione di fase e una buona <em>biocompatibilit\u00e0<\/em> seopportunamente trattate con la formazione di uno strato passivante, ad esempio di ossido di titanio. Queste caratteristiche, combinate con il comportamento attivo, ampliano il potenziale applicativo, ma richiedono una caratterizzazione accurata in funzione dell\u2019ambiente operativo.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Criteri di progettazione e dimensionamento<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019integrazione di materiali a memoria di forma in sistemi meccanici richiede approcci progettuali distinti rispetto ai metalli convenzionali, poich\u00e9 le loro propriet\u00e0 meccaniche e termiche sono fortemente dipendenti dallo stato di fase e variano in modo non lineare. La progettazione non pu\u00f2 limitarsi a verifiche statiche tradizionali, ma deve considerare l\u2019interazione tra carico meccanico, variazioni di temperatura e cicli di trasformazione di fase.<\/p>\n<p>La prima fase del dimensionamento consiste nell\u2019identificazione del campo termico e meccanico operativo. Il <em>range di temperatura<\/em> deve includere le temperature di trasformazione (Ms, Mf, As, Af) e prevedere margini per garantire il completamento delle fasi di attuazione. L\u2019<em>ampiezza di deformazione<\/em> deve essere limitata in genere al 6\u20138% per leghe NiTi in cicli ripetuti, per preservarne la durabilit\u00e0. La <em>frequenza di attivazione<\/em> influisce sia sulla dissipazione termica che sulla vita a fatica e la <em>forza massima generabile<\/em> \u00e8 funzione della sezione attiva e della tensione sviluppata durante la trasformazione (tipicamente 200-500 MPa per leghe NiTi). Questi parametri devono essere bilanciati con le esigenze del sistema, evitando di progettare al limite delle prestazioni teoriche del materiale ma prevedendo opportuni coefficienti di sicurezza.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Modelli costitutivi<\/em><\/h3>\n<p>Per rappresentare il comportamento delle SMA nei calcoli, si utilizzano diversi approcci:<\/p>\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\">\n<li><em>Modelli fenomenologici<\/em> (Tanaka, Liang-Rogers, Brinson): descrivono la relazione sforzo\u2013deformazione\u2013temperatura con equazioni empiriche che includono parametri di trasformazione e isteresi.<\/li>\n<li><em>Modelli termomeccanici con variabili interne<\/em>: basati sulla meccanica dei continui, includono lo stato frazionale della martensite come variabile di stato e consentono simulazioni FEM realistiche di cicli complessi.<\/li>\n<li><em>Modelli microstrutturali<\/em>: analizzano la nucleazione e la crescita delle varianti martensitiche, utili per comprendere i meccanismi di danneggiamento e ottimizzare trattamenti termici.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La scelta del modello dipende dal livello di dettaglio richiesto e dalle risorse computazionali disponibili: per componenti industriali complessi, \u00e8 comune adottare modelli fenomenologici calibrati sperimentalmente. In ogni caso, le SMA richiedono simulazioni accoppiate termomeccaniche, che comprendono <em>analisi termiche<\/em> (per calcolare la distribuzione di temperatura durante il riscaldamento\/raffreddamento, considerando conduzione, convezione e irraggiamento), <em>analisi meccaniche<\/em> (per valutare deformazioni, sforzi e interazioni con vincoli e componenti adiacenti) e analisi della <em>cinetica di trasformazione<\/em> (con cui si definisce il grado di trasformazione martensitica in funzione di temperatura e carico, influenzando rigidezza e capacit\u00e0 di generare forza).<\/p>\n<p>Le simulazioni devono poi considerare anche effetti transitori come tempi di risposta, dissipazione di calore e variazioni del carico durante l\u2019attuazione. La geometria del componente a memoria di forma influenza sia la forza generabile che la velocit\u00e0 di attuazione: in <em>fili e trefoli<\/em> si ha un riscaldamento rapido ma una forza limitata, nelle <em>lamine<\/em> si ha una maggiore superficie di scambio termico, idonea per attuazioni flessionali, in <em>molle elicoidali<\/em> si pu\u00f2 amplificare lo spostamento a fronte di una minore forza. In ognuno di questi casi, i vincoli meccanici devono essere progettati per evitare sovraccarichi locali durante la trasformazione: un eccesso di vincoli pu\u00f2 generare sforzi superiori al limite di stabilit\u00e0 del materiale, riducendone la vita utile.<\/p>\n<p>Riguardo la compatibilit\u00e0 con gli altri materiali, negli assemblaggi occorre considerare <em>dilatazioni termiche differenziali <\/em>che possono generare tensioni parassite durante il ciclo termico, <em>accoppiamenti rigidi<\/em> che necessitano di giunti flessibili o sistemi di compensazione e una <em>protezione superficiale<\/em> per ambienti aggressivi, ad esempio, con rivestimenti sottili in TiN o DLC, che proteggono senza ostacolare lo scambio termico.<\/p>\n<p>Il comportamento a fatica termomeccanica \u00e8 uno dei principali limiti d\u2019impiego. Cicli di attivazione completi con elevate deformazioni accelerano la formazione di cricche interne, sovraccarichi termici ripetuti degradano la capacit\u00e0 di trasformazione e quindi il dimensionamento deve prevedere <em>fattori di sicurezza sulla deformazione<\/em> pi\u00f9 che sulla tensione massima. Come solitamente vale in casi complessi di progettazione, test sperimentali su prototipi sono essenziali per calibrare i modelli e validare la vita utile prevista. Alcune linee guida di progettazione sintetiche prevedono di: 1) Operare preferibilmente al di sotto del 70\u201380% della deformazione massima recuperabile, 2) limitare l\u2019ampiezza termica al minimo necessario per completare la trasformazione, 3) minimizzare masse termiche e inerzie meccaniche per aumentare l\u2019efficienza, 4) integrare sensori di temperatura o estensimetri per il controllo in feedback.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo-2.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"680\" height=\"454\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo-2.png?resize=680%2C454&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45068\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo-2.png?resize=680%2C454&#038;ssl=1 680w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo-2-300x200.png 300w\" sizes=\"(max-width: 680px) 100vw, 680px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Fig. 2. Componenti medicali come gli stent coronarici sono realizzati in materiali a memoria di forma in grado di attivarsi con la temperatura corporea.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Integrazione in sistemi meccanici e attuatori<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019integrazione dei materiali a memoria di forma nei sistemi meccanici richiede un approccio di progettazione che tenga conto non solo delle loro propriet\u00e0 intrinseche, ma anche della modalit\u00e0 con cui queste interagiscono con il contesto operativo. Gli SMA non sono elementi passivi; al contrario, rappresentano componenti attivi che modificano la propria geometria in risposta a uno stimolo termico o, in casi particolari, magnetico. Questa caratteristica implica che il progettista debba considerare in modo simultaneo le prestazioni meccaniche, le condizioni termiche di attivazione, le necessit\u00e0 di alimentazione e il sistema di controllo.<\/p>\n<p>Nella pratica industriale, l\u2019uso degli SMA si concretizza in forme geometriche specifiche, scelte in funzione dell\u2019applicazione. I <em>fili <\/em>e i<em> trefoli<\/em> costituiscono la configurazione pi\u00f9 diffusa, soprattutto quando l\u2019obiettivo \u00e8 generare un\u2019azione di trazione diretta. Questi elementi, se opportunamente fissati a un\u2019estremit\u00e0 e collegati a un carico mobile all\u2019altra, possono contrarsi sotto riscaldamento e recuperare la lunghezza iniziale al raffreddamento. La loro semplicit\u00e0 costruttiva, unita alla rapidit\u00e0 di risposta termica, li rende adatti a sistemi di piccola scala e a dispositivi dove il tempo di attuazione deve essere contenuto. Le <em>lamine<\/em> e le strisce sottili di SMA trovano impiego quando si desidera ottenere un movimento flessionale o torsionale; la variazione di forma in questi casi deriva dalla combinazione di deformazioni indotte e vincoli meccanici che trasformano la contrazione in rotazione o piegatura. Le <em>molle elicoidali<\/em> in SMA rappresentano un\u2019ulteriore configurazione, utile quando si richiede un ampio spostamento con una forza ridotta. In questo caso, la deformazione assiale della molla \u00e8 amplificata rispetto alla variazione di lunghezza del filo che la costituisce, permettendo movimenti maggiori in spazi ridotti.<\/p>\n<p>La scelta della geometria non pu\u00f2 prescindere dalla valutazione del metodo di attivazione termica. Il <em>riscaldamento resistivo diretto<\/em>, ottenuto facendo passare una corrente elettrica attraverso il materiale, \u00e8 il pi\u00f9 utilizzato per la sua efficienza e semplicit\u00e0 di controllo, ma richiede attenzione nella progettazione del circuito elettrico, per evitare surriscaldamenti localizzati e garantire uniformit\u00e0 di temperatura. In alcune applicazioni, il riscaldamento avviene per <em>contatto con superfici calde<\/em> o per <em>convezione forzata<\/em> mediante fluidi a temperatura controllata. In altri casi, specialmente quando la risposta rapida non \u00e8 prioritaria, \u00e8 possibile sfruttare il <em>trasferimento termico naturale<\/em> dall\u2019ambiente circostante. La modalit\u00e0 di raffreddamento \u00e8 altrettanto importante: per cicli frequenti, \u00e8 necessario favorire la dissipazione di calore, ad esempio attraverso scambiatori termici o convezione forzata, per ridurre i tempi di ritorno in fase martensitica.<\/p>\n<p>Un aspetto cruciale dell\u2019integrazione riguarda il sistema di vincolo e collegamento con le altre parti del meccanismo. Gli SMA, per esprimere appieno il proprio potenziale, devono potersi deformare liberamente nella fase di attivazione, evitando vincoli eccessivi che possano generare sforzi interni superiori ai limiti del materiale. I punti di fissaggio devono essere progettati per resistere non solo ai carichi meccanici, ma anche alle sollecitazioni termiche dovute alle variazioni cicliche di temperatura. Nei sistemi multimateriale, occorre tenere conto delle dilatazioni differenziali, che possono generare tensioni parassite e ridurre la vita utile del componente. Per questo motivo, si adottano spesso interfacce flessibili o elementi di compensazione in grado di assorbire parte delle deformazioni senza trasmetterle integralmente alle zone critiche.<\/p>\n<p>L\u2019interazione tra SMA e sistema di controllo rappresenta un\u2019altra area progettuale fondamentale. Poich\u00e9 la prestazione di un attuatore in SMA dipende in modo diretto dalla temperatura del materiale, \u00e8 necessario disporre di sensori affidabili per monitorare questa variabile. Termocoppie, sensori a resistenza o sistemi di rilevamento indiretto della posizione possono essere integrati per fornire un feedback in tempo reale. Nei sistemi pi\u00f9 evoluti, il controllo avviene in anello chiuso, con regolazione automatica della potenza di riscaldamento per ottenere la posizione desiderata con precisione e ripetibilit\u00e0, compensando le variazioni ambientali.<\/p>\n<p>Gli esempi applicativi mostrano come queste tecniche vengano tradotte in soluzioni reali. Nel settore aerospaziale, gli SMA sono impiegati in attuatori compatti per modificare la geometria di profili alari o per azionare sistemi di chiusura che devono operare in condizioni di affidabilit\u00e0 estrema e con limitata disponibilit\u00e0 di energia. In campo biomedicale, le stesse propriet\u00e0 di recupero di forma sono sfruttate per realizzare dispositivi autoespandibili, come stent o clip chirurgiche, che si attivano sfruttando il calore corporeo senza necessit\u00e0 di alimentazione esterna. Nella robotica, gli SMA sono utilizzati in meccanismi di presa e manipolazione che richiedono movimenti fluidi e silenziosi, impossibili da ottenere con attuatori tradizionali di pari ingombro. Altri ambiti comprendono la meccanica di precisione, dove gli SMA sono integrati in sistemi di compensazione di gioco o in accoppiamenti autoregolanti, riducendo la necessit\u00e0 di manutenzione.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza maturata in queste applicazioni ha dimostrato che l\u2019integrazione efficace di un componente in SMA non \u00e8 mai il risultato di una semplice sostituzione di materiale, ma di un ripensamento complessivo del sistema, che tenga conto delle peculiarit\u00e0 e dei limiti del materiale fin dalle prime fasi di progettazione. Solo in questo modo \u00e8 possibile sfruttare appieno la combinazione unica di funzione strutturale e funzione attuativa, ottenendo benefici concreti in termini di prestazioni, compattezza e affidabilit\u00e0.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"284\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo.png?resize=750%2C284&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45066\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo.png?resize=750%2C284&#038;ssl=1 805w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo-300x114.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo-768x291.png 768w\" sizes=\"(max-width: 805px) 100vw, 805px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Fig. 3. Esempio di sistema di handling e manipolazione di oggetti realizzato mediante attuatori a lamina a memoria di forma (Ref: Zhang et al., Composites Communications, 2022).<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-1.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"512\" height=\"774\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-1.png?resize=512%2C774&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45065\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-1.png?resize=512%2C774&#038;ssl=1 512w, https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-1.png?resize=512%2C774&#038;ssl=1 198w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Fig. 4. Schema costruttivo di un sistema di manipolazione basato su molla e filamenti in SMA ad attivazione termica.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo-1.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"385\" height=\"365\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo-1.png?resize=385%2C365&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45067\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo-1.png?resize=385%2C365&#038;ssl=1 385w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo-1-300x284.png 300w\" sizes=\"(max-width: 385px) 100vw, 385px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Fig. 5. Elementi di fissaggio commerciali in lega NiTi a memoria di forma.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sviluppi futuri e applicazioni emergenti<\/strong><\/h2>\n<p>L\u2019evoluzione tecnologica dei materiali a memoria di forma si sta orientando verso una duplice direzione: da un lato il perfezionamento delle leghe gi\u00e0 conosciute, con l\u2019obiettivo di migliorarne la stabilit\u00e0 ciclica, la resistenza a fatica e la risposta termomeccanica; dall\u2019altro lo sviluppo di nuove composizioni e configurazioni che ne amplino il campo di applicazione. Le ricerche pi\u00f9 recenti hanno messo in evidenza il potenziale delle cosiddette <em>leghe ad alta temperatura<\/em>, in grado di operare con temperature di fine trasformazione austenitica superiori ai 150 \u00b0C. Questi materiali sono di particolare interesse in ambito motoristico e aeronautico, dove le condizioni operative superano spesso i limiti delle leghe tradizionali di NiTi, e potrebbero consentire l\u2019integrazione di attuatori SMA in prossimit\u00e0 di zone calde senza la necessit\u00e0 di sistemi di isolamento termico complessi.<\/p>\n<p>Parallelamente, la ricerca si sta concentrando sulle leghe a memoria di forma attivabili mediante campi magnetici, note come MSMA (<em>Magnetic Shape Memory Alloys<\/em>), che offrono il vantaggio di tempi di risposta pi\u00f9 rapidi e minore dipendenza dalle condizioni di scambio termico con l\u2019ambiente. Questi materiali, ancora in fase di sviluppo, promettono applicazioni in settori in cui la velocit\u00e0 di attuazione \u00e8 un requisito imprescindibile, come la meccanica di precisione, la robotica ad alta dinamica o i sistemi ottici adattivi.<\/p>\n<p>Un ulteriore filone di innovazione riguarda l\u2019integrazione degli SMA in materiali compositi avanzati. In questo contesto, i fili o le lamine di materiale a memoria di forma possono essere inglobati all\u2019interno di matrici polimeriche o ceramiche per conferire al composito capacit\u00e0 di auto-riconfigurazione o adattamento alla forma. L\u2019abbinamento con materiali fibrorinforzati, ad esempio, permette di combinare l\u2019elevata resistenza specifica del composito con la capacit\u00e0 di variazione geometrica controllata dell\u2019SMA, aprendo la strada a strutture aerospaziali e navali capaci di modificare le proprie caratteristiche aerodinamiche o idrodinamiche in tempo reale.<\/p>\n<p>Le prospettive di utilizzo non si limitano ai settori gi\u00e0 consolidati. Nel campo dell\u2019energia, si stanno sperimentando valvole autoregolanti che utilizzano SMA per modulare il flusso di fluidi in funzione della temperatura, con applicazioni in impianti di raffreddamento, sistemi di climatizzazione industriale e circuiti di recupero di calore. Nei sistemi di produzione energetica da fonti rinnovabili, come il solare termico o la geotermia a bassa entalpia, gli SMA possono fungere da dispositivi di regolazione passiva, riducendo la necessit\u00e0 di attuatori elettrici tradizionali e aumentando l\u2019affidabilit\u00e0 complessiva dell\u2019impianto.<\/p>\n<p>Anche nel settore della mobilit\u00e0 sostenibile emergono opportunit\u00e0 interessanti. Gli attuatori a memoria di forma possono essere impiegati per ottimizzare l\u2019aerodinamica dei veicoli elettrici, modificando automaticamente la posizione di appendici mobili in funzione della velocit\u00e0 o delle condizioni ambientali, con benefici in termini di autonomia e stabilit\u00e0. In ambito ferroviario e marittimo, dispositivi basati su SMA potrebbero regolare aperture e serraggi in risposta a variazioni termiche, semplificando i sistemi di controllo e riducendo la manutenzione.<\/p>\n<p>La sicurezza strutturale rappresenta un altro ambito di sviluppo. In ingegneria civile si stanno studiando giunzioni dissipative autoregolanti che sfruttano la superelasticit\u00e0 degli SMA per assorbire energia durante eventi sismici, riducendo i danni alle strutture senza necessit\u00e0 di interventi immediati. Questi sistemi, grazie alla capacit\u00e0 di recuperare la forma originaria dopo la sollecitazione, potrebbero rivoluzionare la progettazione di edifici e infrastrutture in aree ad alto rischio sismico.<\/p>\n<p>Le sfide future non riguardano solo il miglioramento delle prestazioni, ma anche la riduzione dei costi di produzione e la scalabilit\u00e0 industriale. La produzione di leghe complesse come NiTi o Cu-Al-Ni richiede processi metallurgici di precisione, spesso onerosi, e un controllo rigoroso della composizione chimica. Lo sviluppo di tecniche di fabbricazione additiva compatibili con gli SMA, come la fusione a letto di polvere o la deposizione diretta di energia, apre scenari in cui sia possibile realizzare geometrie complesse e componenti personalizzati riducendo sprechi e tempi di lavorazione.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019adozione di modelli predittivi avanzati, che integrano simulazioni termomeccaniche e previsioni di vita a fatica basate su metodi di intelligenza artificiale, promette di abbreviare i cicli di sviluppo e di aumentare l\u2019affidabilit\u00e0 delle previsioni prestazionali. L\u2019uso combinato di dati sperimentali e algoritmi di apprendimento automatico consentir\u00e0 di ottimizzare la progettazione non solo in base a criteri meccanici e termici, ma anche considerando fattori economici e ambientali. Questo approccio olistico \u00e8 fondamentale per portare gli SMA fuori dai laboratori di ricerca e inserirli in modo sistematico nei processi industriali di progettazione e produzione.<\/p>\n<p>In prospettiva, i materiali a memoria di forma sono destinati a diventare una tecnologia trasversale, capace di influenzare settori molto diversi tra loro. La loro evoluzione non sar\u00e0 determinata solo dal progresso metallurgico, ma anche dall\u2019integrazione con discipline come la scienza dei materiali compositi, l\u2019elettronica di controllo, la meccatronica e la progettazione sostenibile. Il loro impatto sar\u00e0 tanto pi\u00f9 significativo quanto pi\u00f9 verranno concepiti non come semplici sostituti di componenti esistenti, ma come elementi centrali di nuovi paradigmi progettuali in cui la struttura diventa, al tempo stesso, sensore e attuatore, e in cui la distinzione tradizionale tra parte passiva e parte attiva tende a scomparire.<\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/\">Progettazione di componenti a \u201cmemoria di forma\u201d<\/a> sembra essere il primo su <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Emanuela Bianchi<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. Se questo post\/prodotto ti &egrave; piaciuto ti invitiamo a:<\/p>\n<ul>\n<li>visionare il nostro <a href=\"https:\/\/cfdfeaservice.it\/index.php\/blog\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">blog<\/a><\/li>\n<li>visionare i <a href=\"https:\/\/cfdfeaservice.it\/index.php\/prodotti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">software<\/a> disponibili - anche per la formazione<\/li>\n<li>iscriverti alla nostra newsletter<\/li>\n<li>entrare in contatto con noi attraverso la <a href=\"https:\/\/cfdfeaservice.it\/#ribbon\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pagina contatti<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>Saremo lieti di seguire le tue richieste e fornire risposte alle tue domande.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I materiali a memoria di forma, comunemente indicati con l\u2019acronimo SMA (Shape Memory Alloys), costituiscono una classe di leghe metalliche caratterizzate dalla capacit\u00e0 di recuperare una forma geometrica predeterminata dopo aver subito deformazioni apparenti permanenti, grazie a un particolare meccanismo di trasformazione di fase reversibile. Questa caratteristica li rende radicalmente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":24426,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":""},"categories":[57],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i2.wp.com\/test.cfdfeaservice.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Senza-titolo-2.png?fit=680%2C454&ssl=1","yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Progettazione di componenti a \u201cmemoria di forma\u201d - CFD FEA\/FEM Service<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Progettazione di componenti a \u201cmemoria di forma\u201d - CFD FEA\/FEM Service\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"I materiali a memoria di forma, comunemente indicati con l\u2019acronimo SMA (Shape Memory Alloys), costituiscono una classe di leghe metalliche caratterizzate dalla capacit\u00e0 di recuperare una forma geometrica predeterminata dopo aver subito deformazioni apparenti permanenti, grazie a un particolare meccanismo di trasformazione di fase reversibile. Questa caratteristica li rende radicalmente [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"CFD FEA\/FEM Service\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/cfdfeaservice\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-01-24T03:11:34+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/Senza-titolo-2.png\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/#organization\",\"name\":\"CFD FEA SERVICE SRL\",\"url\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/\",\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/cfdfeaservice\",\"https:\/\/www.linkedin.com\/company\/11421185\/\",\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCr2h1DbpsNDKJSBAgeWMbfA\"],\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/#logo\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"url\":\"https:\/\/i2.wp.com\/test.cfdfeaservice.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/CFD-FEA-SERVICE-Compact.png?fit=677%2C178&ssl=1\",\"width\":677,\"height\":178,\"caption\":\"CFD FEA SERVICE SRL\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/#logo\"}},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/\",\"name\":\"CFD FEA\/FEM Service\",\"description\":\"Servizi di ingegneria 4.0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/?s={search_term_string}\",\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/#primaryimage\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"url\":\"https:\/\/i2.wp.com\/test.cfdfeaservice.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Senza-titolo-2.png?fit=680%2C454&ssl=1\",\"width\":680,\"height\":454},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/#webpage\",\"url\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/\",\"name\":\"Progettazione di componenti a \\u201cmemoria di forma\\u201d - CFD FEA\/FEM Service\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/#primaryimage\"},\"datePublished\":\"2026-01-24T03:11:34+00:00\",\"dateModified\":\"2026-01-24T03:11:34+00:00\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/\"]}]},{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/#webpage\"},\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/#\/schema\/person\/c3b6ebdd7f80794fe6e6657f2f5335e7\"},\"headline\":\"Progettazione di componenti a \\u201cmemoria di forma\\u201d\",\"datePublished\":\"2026-01-24T03:11:34+00:00\",\"dateModified\":\"2026-01-24T03:11:34+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/#webpage\"},\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/progettazione-di-componenti-a-memoria-di-forma\/#primaryimage\"},\"articleSection\":\"Normativa\",\"inLanguage\":\"en-GB\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/#\/schema\/person\/c3b6ebdd7f80794fe6e6657f2f5335e7\",\"name\":\"CFD FEA SERVICE\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/#personlogo\",\"inLanguage\":\"en-GB\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/a34dbcf675cd4152f1184664b3adcb72?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"CFD FEA SERVICE\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9JrPq-6lX","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24425"}],"collection":[{"href":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24425"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24425\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24426"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24425"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24425"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24425"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}