{"id":24423,"date":"2026-01-24T04:11:32","date_gmt":"2026-01-24T03:11:32","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/la-modellazione-dei-contatti-nelle-analisi-agli-elementi-finiti\/"},"modified":"2026-01-24T04:11:32","modified_gmt":"2026-01-24T03:11:32","slug":"la-modellazione-dei-contatti-nelle-analisi-agli-elementi-finiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/24\/la-modellazione-dei-contatti-nelle-analisi-agli-elementi-finiti\/","title":{"rendered":"La modellazione dei contatti nelle analisi agli elementi finiti"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/CONCLI_APERTURA.jpg?resize=750%2C660&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"660\" title=\"\" alt=\"La modellazione dei contatti nelle analisi agli elementi finiti\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><strong>Un cosiddetto \u201cproblema di contatto\u201d \u00e8 classificabile come una non linearit\u00e0 al contorno, in cui sia lo spostamento, sia la forza di contatto sono incognite del problema.<\/strong><\/p>\n<p>A differenza di altri tipi di simulazione in cui alcuni nodi della mesh del componente sono sottoposti ad un carico noto, nella simulazione di contatto sia la posizione del contatto (e quindi il set di nodi), sia il valore del carico sono sconosciute.<\/p>\n<p>Con un\u2019analisi dei contatti \u00e8 possibile determinare:<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se due o pi\u00f9 corpi sono in contatto<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La regione di contatto<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La forza di contatto o pressione all\u2019interfaccia<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se all\u2019interfaccia \u00e8 presente un movimento relativo dopo il contatto<\/p>\n<p>La procedura FEA per un problema di contatto prevede due fasi principali:<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Valutazione della sussistenza di un contatto<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel caso un contatto sia presente, determinazione della forza di contatto corrispondente<\/p>\n<p>Trovare l\u2019equilibrio del sistema implica trovare un campo di spostamento che minimizzi l\u2019energia potenziale. Questa minimizzazione \u00e8 limitata dalle condizioni di contatto, il che significa che la soluzione deve soddisfare ulteriori restrizioni geometriche e\/o meccaniche.<\/p>\n<p>Numericamente, questo problema pu\u00f2 essere risolto utilizzando il metodo della penalizzazione, che approssima i vincoli attraverso una rigidezza fittizia, oppure mediante il metodo del moltiplicatore di Lagrange, che introduce variabili ausiliarie per imporre i vincoli in modo esatto.<\/p>\n<p>I problemi di contatto sono onerosi dal punto di vista computazionale per varie ragioni.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 legata al fatto che la reale area di contatto \u00e8 sconosciuta: la vera zona di contatto non \u00e8 nota a priori, ma deve essere determinata come parte stessa della soluzione. Sebbene spesso sia possibile identificare una zona massima in cui il contatto avverr\u00e0 e, dunque, limitare la ricerca a quella zona, la accuratezza con cui l\u2019area viene determinata dipende dalla convergenza iterativa.<\/p>\n<p>La seconda causa \u00e8 legata ad una risposta discontinua della forza: le forze di contatto, infatti, mostrano cambiamenti bruschi (ad esempio, da zero ad un valore finito quando le superfici si toccano). Questa discontinuit\u00e0 assomiglia ai vincoli di incomprimibilit\u00e0, che richiedono metodi specializzati (moltiplicatori di Lagrange o metodi di penalit\u00e0)<\/p>\n<p>La terza va individuata nella sensibilit\u00e0 discreto al contorno: nei modelli numerici, l\u2019area di contatto evolve da nodo a nodo e non in modo uniforme come nella teoria del continuo. Ci\u00f2 rende i risultati altamente sensibili alla discretizzazione (dimensione della mesh).<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-1-CONCLI.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"458\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-1-CONCLI-1024x625.png?resize=750%2C458&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45049\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-1-CONCLI-1024x625.png?resize=750%2C458&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-1-CONCLI-300x183.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-1-CONCLI-768x469.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-1-CONCLI-1536x937.png 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-1-CONCLI-2048x1249.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Figura 1: Illustrazione dell\u2019evoluzione dei confini di contatto.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1. <strong>Approcci di risoluzione<\/strong><\/h2>\n<p>Si consideri una trave a sbalzo sottoposta ad un carico distribuito che entri in contatto con una superficie rigida. Il sistema \u00e8 caratterizzato da un carico distribuito q = 1 kN\/m agente sulla trave di lunghezza L = 1m con rigidezza flessionale EI = 105Nm<sup>2<\/sup>. La deflessione massima consentita \u00e8 pari a \u03b4=1mm.<\/p>\n<p>Ci sono tre approcci principali per risolvere il problema: soluzione per tentativi (trial and error), moltiplicatore di Lagrange o metodo della penalizzazione.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>1.1. Soluzione per tentativi<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>La deflessione della punta di una trave a sbalzo sottoposta ad un carico distribuito \u00e8 data da:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-1.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"168\" height=\"26\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-1.jpg?resize=168%2C26&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45022\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"140\" height=\"28\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image.jpg?resize=140%2C28&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45021\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Quando la deflessione della punta V<sub>N<\/sub>(L) supera la distanza consentita \u03b4=1mm, si verifica il contatto con la superficie rigida. Ci\u00f2 richiede l\u2019introduzione di una forza di reazione verso l\u2019alto \u03bb agente sulla punta della trave in modo da impedire la compenetrazione. Il contributo alla deflessione di questa forza di reazione \u00e8 descritto da:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-1-1.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"123\" height=\"28\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-1-1.jpg?resize=123%2C28&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45026\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"88\" height=\"26\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2.jpg?resize=88%2C26&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45027\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Di conseguenza, la forza \u03bb necessaria ad impedire la compenetrazione pu\u00f2 essere calcolata imponendo impostando V<sub>tip<\/sub>=\u03b4.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"158\" height=\"26\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2.jpg?resize=158%2C26&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45025\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2.jpg?resize=158%2C26&#038;ssl=1 158w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2-150x26.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 158px) 100vw, 158px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Da cui \u03bb = 75N.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile trattare sia la forza di contatto, sia la distanza come sconosciute<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-8.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"14\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-8.jpg?resize=60%2C14&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45042\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>e aggiungere vincoli. In particolare, sono tre gli stati distinti che caratterizzano il comportamento del sistema. Innanzitutto, quando V<sub>N<\/sub>(L)&lt;\u03b4, non si verifica alcun contatto per cui \u03bb=0. Il contatto attivo (\u03bb&gt;0) richiede la condizione V<sub>tip<\/sub>=\u03b4. La terza condizione \u00e8 rappresentata dal caso fisicamente inammissibile di \u03bb&lt;0 che implicherebbe una reazione di trazione al vincolo esterno. La funzione gioco g=V<sub>tip<\/sub>\u2212\u03b4 deve soddisfare g\u22640 per impedire la penetrazione, con valori positivi di g che rappresentano valori non fisici .<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>1.2. Moltiplicatore di Lagrange<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Per l\u2019esempio precedente, la condizione di contatto prevedeva:<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nessuna penetrazione (g \u2264 0)<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Forza di contatto positiva (\u03bb \u2265 0)<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Condizione di consistenza (\u03bbg = 0)<\/p>\n<p>Il moltiplicatore di Lagrange pu\u00f2 essere descritto come una strategia matematica per trovare i massimi e i minimi locali di una funzione soggetta a vincoli. \u03bbg risulta infatti<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-8.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"14\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-8.jpg?resize=60%2C14&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45039\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Quando \u03bb=0N \u2192 g=0.00025&gt;0 \u2192 viene violata la condizione di contatto.<\/p>\n<p>Quando \u03bb=75N \u2192 g = 0 \u2192 la condizione di contatto risulta soddisfatta.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>1. 3. Metodo di penalizzazione<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Nel metodo della penalizzazione, \u00e8 ammessa una piccola penetrazione tra le parti. La forza di contatto risulta proporzionale ad essa. La funzione di penetrazione \u00e8 definita come:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-5.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"85\" height=\"25\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-5.jpg?resize=85%2C25&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45033\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>che risulta pari a 0 quando g\u22640 (nessun contatto) e pari a g quando g&gt;0 (contatto). La forza di contatto \u00e8 definita come<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-8.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"14\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-8.jpg?resize=60%2C14&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45041\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>dove K<sub>N<\/sub> \u00e8 il parametro di penalizzazione (una sorta di rigidezza).<\/p>\n<p>Da <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"84\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/b64e12ff-6046-49c7-9541-3ad6215eedab\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a7g = V_{tip}-delta leq 0\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\">\u00a0si ha<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2-1.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"388\" height=\"25\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2-1.jpg?resize=388%2C25&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45028\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2-1.jpg?resize=388%2C25&#038;ssl=1 388w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2-1-300x19.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 388px) 100vw, 388px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Sembra dunque che il divario dipenda dal parametro della penalit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Tabella 1: risultati in funzione del parametro di penalizzazione scelto<\/em><\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table class=\"has-fixed-layout\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>K<sub>N<\/sub><\/td>\n<td>Penetrazione (-g) [m]<\/td>\n<td>Forza di contatto (\u03bb) [N]<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"37\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/65633b99-a8b7-46f7-8ce9-bfe80bbba408\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a73times10^5\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/5d92abc2-7cbc-4cc1-a61c-b3963944ac2c\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a71.25times10^{-4}\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"27\" height=\"10\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/cfd2a961-cfec-46da-a719-dc44cb67c1bd\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a737.50\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"37\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/dcbd1562-f747-4967-8299-f38a0f74e554\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a73times10^7\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/845cc46d-8a7c-4c64-a5af-e72271dc06fb\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a72.48times10^{-6}\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"26\" height=\"9\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/6023d483-fc74-4a0c-be20-537a6d078e4c\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a768.18\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"37\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/a2d140bf-8ef2-4373-aff9-3bca69421365\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a73times10^9\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/0c3c2819-468c-4dde-bbf5-e005e119bbd4\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a72.50times10^{-8}\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"27\" height=\"10\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/9fb0aac6-4878-4082-b142-6ec0bb7b8b23\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a775.00\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<p>I risultati numerici mostrano il comportamento caratteristico del contatto (forza e compenetrazione) al variare del parametro di penalizzazione: all\u2019aumentare del parametro di penalizzazione K<sub>N<\/sub>, la penetrazione fisica \u2212g diminuisce, seguendo la relazione inversa \u2212g\u2248 \u03bb\/K<sub>N<\/sub>, mentre la forza di contatto \u03bb converge verso la soluzione esatta. Questo illustra la necessita di trovare un compromesso ideale per l\u2019impiego dei metodi di penalizzazione: valori elevati di K<sub>N<\/sub> applicano la regola di \u201cnon penetrazione\u201d in modo pi\u00f9 rigoroso fornendo dunque soluzioni accurate. Tuttavia, valori eccessivi rendono i calcoli pi\u00f9 complessi. Al contrario, valori eccessivamente piccoli mantengono i calcoli pi\u00f9 semplici ma consentono una maggiore penetrazione (effetto non fisico).<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/figura-2-concli.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"388\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/figura-2-concli-1024x530.png?resize=750%2C388&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45050\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/figura-2-concli-1024x530.png?resize=750%2C388&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/figura-2-concli-300x155.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/figura-2-concli-768x398.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/figura-2-concli-1536x795.png 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/figura-2-concli.png 1982w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Figura 2: Relazione discontinua forza-spostamento.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>2. Attrito<\/strong><\/h2>\n<p>In alcuni casi, \u00e8 anche interessante capire se esista un movimento relativo tra i corpi a contatto. Per questo motivo, dopo aver applicato una forza q, la stessa trave a sbalzo dell\u2019esempio precedente viene caricata assialmente anche da una forza concentrata P=100N applicata all\u2019estremit\u00e0 di destra. Si presume che il coefficiente di attrito sia \u03bc=0.5.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>2.1 Soluzione per tentativi ed errori<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>In caso di assenza di attrito, l\u2019applicazione della forza P induce uno spostamento assiale dell\u2019apice della trave.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-3.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"168\" height=\"26\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-3.jpg?resize=168%2C26&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45029\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Il vincolo ulteriore dato dall\u2019attrito pu\u00f2 essere espresso come:<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Condizione di adesione se t\u2212\u03bc\u03bb&lt;0, U<sub>tip<\/sub>=0<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Condizione di scorrimento se t\u2212\u03bc\u03bb=0, U<sub>tip<\/sub>&gt;0<\/p>\n<p>\u2022\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Condizione di consistenza U<sub>tip<\/sub>(t-\u03bc\u03bb)=0<\/p>\n<p>in cui t \u00e8 la forza di attrito tangenziale.<\/p>\n<p>Per prima cosa valutiamo la condizione di adesione<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-7.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"264\" height=\"26\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-7.jpg?resize=264%2C26&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45036\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Avere t=100N viola la condizione di adesione t\u2212\u03bc\u03bb&lt;0. Da questo \u00e8 possibile dedurre che vi sar\u00e0 dello scorrimento.<\/p>\n<p>Sapendo che \u03bb=75N, t potrebbe essere calcolato come t=\u03bc\u03bb=37.5N.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"158\" height=\"26\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2.jpg?resize=158%2C26&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45023\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2.jpg?resize=158%2C26&#038;ssl=1 158w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-2-150x26.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 158px) 100vw, 158px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Questa soluzione soddisfa la condizione di scorrimento U<sub>tip<\/sub>&gt;0 e, pertanto, \u00e8 una soluzione valida.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>2.2 Moltiplicatore di Lagrange<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>In questo caso viene utilizzata la condizione di consistenza U<sub>tip<\/sub>(t\u2212\u03bc\u03bb)=0. In caso di scorrimento,<\/p>\n<p>U<sub>tip<\/sub> pu\u00f2 essere scelto come moltiplicatore Lagrangiano e (t\u2212\u03bc\u03bb) come vincolo per cui<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-5.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"156\" height=\"37\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-5.jpg?resize=156%2C37&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45032\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-5.jpg?resize=156%2C37&#038;ssl=1 156w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-5-150x37.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 156px) 100vw, 156px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Quando U<sub>tip<\/sub>=0, t=P e t\u2212\u03bc\u03bb=62.5&gt;0. Ci\u00f2 viola la condizione di adesione. Quando U<sub>tip<\/sub>=(P\u2212\u03bc\u03bb)L=0.625 mm&gt;0, t=\u03bc\u03bb la condizione di scorrimento \u00e8 soddisfatta (soluzione valida).<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>2.3 Metodo di penalizzazione<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Si penalizza quando t\u2212\u03bc\u03bb&gt;0.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-4.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"136\" height=\"25\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-4.jpg?resize=136%2C25&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45031\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Lo scorrimento (traslazione assiale relativa) viene calcolato come<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-3.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"71\" height=\"14\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-3.jpg?resize=71%2C14&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45030\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>con K<sub>T<\/sub> parametro di penalizzazione per lo scorrimento tangenziale.<\/p>\n<p>Quando t\u2212\u03bc\u2212\u03bb&lt;0 \u2192 adesione, U<sub>tip<\/sub>=0 (nessuna penalizzazione). Quando t\u2212\u03bc\u2212\u03bb&gt;0 \u2192 scorrimento, si penalizza per rimanere vicino a t=\u03bc\u03bb . In caso di scorrimento, la forza di attrito pu\u00f2 essere derivata da<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-7.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"264\" height=\"26\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-7.jpg?resize=264%2C26&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45035\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-1.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"84\" height=\"25\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-1.jpg?resize=84%2C25&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45024\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Lo spostamento della punta risultata<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-6.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"112\" height=\"28\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-6.jpg?resize=112%2C28&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45034\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p><em>Tabella 1: risultati in funzione del parametro di penalizzazione scelto<\/em><\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table class=\"has-fixed-layout\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>K<sub>T<\/sub><\/td>\n<td>Spostamento della punta (U<sub>tip<\/sub>) [m]<\/td>\n<td>Forza tangenaziale (t) [N]<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"36\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/fdae405c-f520-4b22-8a80-cacbe6c851bd\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a71times10^4\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"61\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/8c7c8c5f-0b57-4404-a1ef-8acb03606300\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a75.68times10^{-4}\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"27\" height=\"9\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/3e44c74c-e179-42a5-b826-0675513478f1\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a743.18\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"37\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/2dd856b7-7c9a-4905-a3ae-1aaae8f04dd1\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a71times10^2\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"61\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/2425eae5-0d29-442f-be0f-01abf0d411c4\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a76.24times10^{-6}\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"27\" height=\"10\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/6f317626-e82c-4d4c-bed1-34994b8e267d\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a737.56\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"37\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/6617de6c-e99a-495e-8024-f33feb7ac2aa\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a71times10^0\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"61\" height=\"12\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/ed8fcef2-004e-4bf0-99f2-2f7032d64fa6\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a76.25times10^{-8}\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"27\" height=\"10\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/f46986cb-df9e-4760-9d7f-10dd0db44fa1\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a737.50\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/3.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"676\" height=\"362\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/3.png?resize=676%2C362&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45052\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/3.png?resize=676%2C362&#038;ssl=1 676w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/3-300x161.png 300w\" sizes=\"(max-width: 676px) 100vw, 676px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Figura 3: Schema di carico dell\u2019esempio considerato.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>3. Formulazione generale per problemi di contatto<\/strong><\/h2>\n<p>Gli esempi di contatto puntuali descritti nella sezione precedente sono limitati da un punto di vista pratico, poich\u00e9 la maggior parte dei contatti nelle applicazioni ingegneristiche prevede un contatto distribuito lungo curve o superfici. Nella figura, \u0393<sub>C<\/sub> denota la potenziale zona di contatto sul corpo deformabile (slave) che pu\u00f2 interagire con una superficie rigida (master) a seguito dell\u2019applicazione di un carico.<\/p>\n<p>L\u2019analisi del contatto diventa significativamente pi\u00f9 impegnativa quando si passa da punti discreti a superfici continue. Innanzitutto, l\u2019area di contatto effettiva si evolve durante il carico e deve essere determinata come parte della soluzione. L\u2019utente deve specificare un limite di contatto \u0393<sub>C<\/sub> (potenziale area di contatto) sufficientemente grande da comprendere tutte le possibili zone di interazione. Di conseguenza, i problemi di contatto richiedono la determinazione simultanea delle posizioni di contatto precise x<sub>c<\/sub>(\u03be<sub>c<\/sub>) sulla superficie master e delle corrispondenti forze di contatto (sia pressioni di contatto che eventuali forze di attrito). Infine, le condizioni di contatto introducono vincoli geometrici non lineari che in genere richiedono strategie di soluzione iterative.<\/p>\n<p>Per ogni punto candidato x \u2208 \u0393<sub>C<\/sub>, si deve trovare la sua proiezione ortogonale<\/p>\n<p>x<sub>c<\/sub>(\u03be<sub>c<\/sub>) sulla superficie master. Ci\u00f2 si riduce alla risoluzione dell\u2019equazione:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-7.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"264\" height=\"26\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-7.jpg?resize=264%2C26&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45038\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>dove il vettore tangente <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"84\" height=\"14\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/9b1b9b22-e46c-42be-a36a-3cd9b251879e\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a7mathbf{e}_t = mathbf{x}_{c,xi}\/||mathbf{x}_{c,xi}||\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\">\u00a0caratterizza l\u2019origine della superficie locale a \u03be<sub>C<\/sub>. La funzione gioco normale:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-8.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"60\" height=\"14\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-8.jpg?resize=60%2C14&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45040\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>permette di determinare se si verifica un contatto (g<sub>n<\/sub>\u22640) o se rimane del gioco (g<sub>n<\/sub>&gt;0). Il versore normale <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"12\" height=\"8\" src=\"blob:https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/28497f5e-949d-403c-b6a2-a46d4aaeeb0d\" alt=\"Titolo: TexMaths - Descrizione: 12\u00a7display\u00a7mathbf{e}_n\u00a7svg\u00a7600\u00a7FALSE\u00a7\">\u00a0completa la descrizione della cinematica dei contatti.<\/p>\n<p>Quando il contatto \u00e8 stabilito, il moto tangenziale relativo viene quantificato attraverso la funzione di scorrimento:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-7.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"264\" height=\"26\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/image-7.jpg?resize=264%2C26&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45037\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>tracciando il movimento lungo la superficie master della configurazione precedente.<\/p>\n<p><strong><em>ESEMPIO: Superficie di contatto parabolica<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Si consideri la proiezione di un punto x=[3, 1]<sup>T<\/sup> sulla superficie rigida parabolica y=x<sup>2<\/sup><\/p>\n<p>Step di soluzione:<\/p>\n<p>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Parametrizzazione della superficie<\/strong>: la superficie master \u00e8 descritta parametricamente come x<sub>c<\/sub>(\u03be)=[\u03be,\u03be2]<sup>T<\/sup>, con vettore tangente x<sub>c,\u03be<\/sub>=[1,2\u03be]<sup>T<\/sup> .<\/p>\n<p>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Calcolo della proiezione<\/strong>: risoluzione della condizione di coerenza del contatto da cui \u00a0\u00a0 l\u2019equazione cubica:<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 3+\ud835\udf09\u22122\ud835\udf09<sup>3<\/sup>=0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La radice fisicamente significativa \u03be<sub>c<\/sub>\u22481.29 che individua il punto di contatto in x<sub>c<\/sub>= \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [1.29,1.66]<sup>T<\/sup>.<\/p>\n<p>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Valutazione del gioco<\/strong>: il calcolo del gioco normale permette di discernere tra \u00a0\u00a0\u00a0 condizione di penetrazione e non, mentre la funzione di scorrimento traccerebbe qualsiasi movimento tangenziale successivo.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/4-1.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"403\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/4-1.png?resize=750%2C403&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45053\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/4-1.png?resize=750%2C403&#038;ssl=1 946w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/4-1-300x161.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/4-1-768x412.png 768w\" sizes=\"(max-width: 946px) 100vw, 946px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Figura 4: Schema di carico dell\u2019esempio considerato (attrito).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/h2>\n<p>Nelle simulazioni numeriche agli elementi finiti, la risoluzione dei contatti \u00e8 una delle sfide maggiori. Questa viene affrontata con molteplici approcci. Il pi\u00f9 comune \u00e8 quello della penalizzazione che per\u00f2 richiede una accurata scelta dei parametri per garantire risultati accurati ed un onere computazionale ragionevole.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/5.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"572\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/5.png?resize=750%2C572&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45054\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/5.png?resize=750%2C572&#038;ssl=1 986w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/5-300x229.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/5-768x586.png 768w\" sizes=\"(max-width: 986px) 100vw, 986px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Figura 5: Scenario di contatto generalizzato tra superfici deformabili (slave) e rigide (master).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/6.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"710\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/6.png?resize=750%2C710&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-45058\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/6.png?resize=750%2C710&#038;ssl=1 830w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/6-300x284.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/6-768x727.png 768w\" sizes=\"(max-width: 830px) 100vw, 830px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Figura 6: Proiezione ortogonale del punto sulla superficie master parabolica.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/la-modellazione-dei-contatti-nelle-analisi-agli-elementi-finiti\/\">La modellazione dei contatti nelle analisi agli elementi finiti<\/a> sembra essere il primo su <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/la-modellazione-dei-contatti-nelle-analisi-agli-elementi-finiti\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Emanuela Bianchi<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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