{"id":24413,"date":"2026-01-17T06:18:18","date_gmt":"2026-01-17T05:18:18","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/17\/cfd-di-qualita-i-contenuti-indispensabili-di-un-report-tecnico\/"},"modified":"2026-01-17T06:18:18","modified_gmt":"2026-01-17T05:18:18","slug":"cfd-di-qualita-i-contenuti-indispensabili-di-un-report-tecnico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2026\/01\/17\/cfd-di-qualita-i-contenuti-indispensabili-di-un-report-tecnico\/","title":{"rendered":"CFD di qualit\u00e0: i contenuti indispensabili di un report tecnico"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-1-scaled.jpg?resize=750%2C578&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"578\" title=\"\" alt=\"\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><strong>Spesso \u00e8 difficile capire se un calcolo CFD sia stato eseguito correttamente da un analista. Molti report mostrano grafici e immagini spettacolari, ma non sempre permettono di valutare la solidit\u00e0 del modello e l\u2019affidabilit\u00e0 dei risultati. In questo articolo spieghiamo quali elementi devono comparire in un report per poter verificare in modo chiaro e rigoroso l\u2019analisi, distinguendo le simulazioni solide da quelle poco affidabili.<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi anni la simulazione CFD (Computational Fluid Dynamics) \u00e8 diventata una delle tecniche pi\u00f9 diffuse per supportare decisioni progettuali in ambiti che spaziano dall\u2019aerodinamica all\u2019impiantistica, dal raffreddamento elettronico all\u2019idraulica industriale. La sua diffusione ha generato un aumento importante dei consulenti che offrono servizi CFD, ma non \u00e8 semplice capire la validit\u00e0 dei risultati proposti. Oggigiorno \u00e8 facile ottenere un risultato di un\u2019analisi fluidodinamica, rimane comunque complesso ottenere un risultato valido e non troppo distante dai valori reali: troppo spesso le aziende ricevono documenti ricchi di immagini suggestive ma poveri di spiegazioni, prive di dettagli sulle ipotesi adottate, sui limiti del modello o sulla verifica matematica delle equazioni risolte.<br \/>Per poter verificare l\u2019attendibilit\u00e0 dei risultati, un report CFD deve invece essere un documento tecnico completo, capace di spiegare in modo chiaro come \u00e8 stato costruito il modello, quali scelte fisiche e numeriche sono state compiute e come \u00e8 stato dimostrato che i risultati ottenuti rappresentino, entro limiti definiti, la realt\u00e0 fisica. L\u2019obiettivo di questo articolo \u00e8 fornire una guida pratica per sapere cosa chiedere a un consulente CFD, cos\u00ec da ricevere un report solido, verificabile e realmente utile al processo di progettazione.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Descrizione del problema fisico e degli obiettivi<\/h2>\n<p>La prima parte di un report CFD dovrebbe introdurre con chiarezza il problema che si intende analizzare. \u00c8 fondamentale che venga esplicitato l\u2019obiettivo dell\u2019analisi, perch\u00e9 da esso dipenderanno tutte le scelte successive.<br \/>Se l\u2019obiettivo \u00e8 stimare la potenza richiesta da un sistema di ventilazione forzata, dovr\u00e0 essere ben definita e simulata la geometria della girante, mentre se si vuole solo sapere il moto dell\u2019aria da esso generato, baster\u00e0 sostituirla con la sua curva caratteristica. In questa fase \u00e8 altrettanto importante ricostruire con cura il dominio fisico reale, descrivendo quali zone vengono rappresentate integralmente e quali invece vengono semplificate avendo ben in mente l\u2019obbiettivo dell\u2019analisi. Le semplificazioni sono inevitabili in qualsiasi analisi CFD, ma devono sempre essere giustificate. Eliminare un dettaglio geometrico irrilevante, come una vite o una piccola asola, pu\u00f2 essere ragionevole; rappresentare invece una valvola complessa mediante una semplice perdita lineare deve essere esplicitato, spiegando perch\u00e9 tale approssimazione non compromette la coerenza del modello.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-2.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"708\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-2-1024x966.jpg?resize=750%2C708&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44956\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-2-1024x966.jpg?resize=750%2C708&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-2-300x283.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-2-768x724.jpg 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-2-1536x1448.jpg 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-2-2048x1931.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><sup>Figura 1 Mesh con elementi prismatici a pareti. In questo modo, \u00e8 possibile calcolare in maniera pi\u00f9 precisa lo strato limite e quindi le perdite di carico dovute all\u2019attrito con la superficie.<\/sup><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Modellazione numerica: geometria, mesh e modelli fisici<\/h2>\n<p>Una volta definito il problema fisico, il report deve entrare nel merito della modellazione numerica. La geometria utilizzata in simulazione, spesso derivata da file CAD, non coincide quasi mai con quella reale e subisce numerose modifiche: parti vengono rimosse, domini vengono estesi, bordi vengono smussati per evitare instabilit\u00e0 numeriche. Il consulente deve descrivere queste modifiche in modo trasparente, spiegando quali elementi siano stati mantenuti perch\u00e9 fisicamente rilevanti e quali invece eliminati o idealizzati. Per esempio, nel calcolo di un coefficiente di flusso di una valvola \u00e8 buona norma estendere il dominio di una tubazione per almeno cinque diametri per stabilizzare l\u2019analisi e per avere risultati congruenti con le modalit\u00e0 di esecuzione dei test sperimentali.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>La mesh come fondamento del calcolo CFD<\/em><\/h3>\n<p>La qualit\u00e0 della mesh rappresenta uno dei criteri pi\u00f9 importanti per la valutazione dell\u2019affidabilit\u00e0 di una simulazione. Non \u00e8 sufficiente dichiarare il numero totale di celle, anche se pu\u00f2 darci un\u2019indicazione di massima. Per simulazioni con geometria semplice dovremmo rimanere intorno ai 3-5 milioni, per oggetti e simulazioni pi\u00f9 complesse intorno ai 30-40 milioni. il report deve discutere la tipologia di mesh adottata e le sue caratteristiche geometriche: una mesh senza elementi prismatici a parete pu\u00f2 generare dei risultati completamente inattendibili.<\/p>\n<p>Inoltre, la qualit\u00e0 dei risultati dipende dalla qualit\u00e0 delle mesh: indicatori come \u201cSkewness\u201d, \u201cOrthogonality\u201d e \u201cAspect ratio\u201d devono essere riportati con valori quantitativi, commentando le regioni in cui tali indicatori sono pi\u00f9 critici.<br \/>Particolare attenzione deve essere dedicata allo strato limite, poich\u00e9 \u00e8 qui che si gioca la maggior parte della correttezza fisica di un modello di turbolenza. Un valore corretto dello y\u207a rappresenta uno degli indicatori pi\u00f9 semplici e al tempo stesso pi\u00f9 importanti che il report deve contenere.<\/p>\n<p>Nel caso di simulazione RANSE (quelle pi\u00f9 utilizzate) il valore atteso si colloca in un range tipicamente fra 5 e 100, a seconda del modello di turbolenza usato. Un valore di y\u207a non corretto pu\u00f2 compromettere il calcolo dello shear stress, portando a stime errate delle perdite di attrito. Un report professionale non si limita a un valore medio ma mostra mappe o istogrammi dello y\u207a distribuendoli sulle pareti del dominio.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Modelli fisici e condizioni al contorno<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Il consulente dovrebbe poi dedicare un paragrafo ai modelli fisici adottati. Per esempio, la scelta del modello di turbolenza \u00e8 spesso una delle pi\u00f9 delicate: il modello k-\u03c9 SST pu\u00f2 rivelarsi adatto in presenza di separazioni del flusso e moto particolarmente turbolenti, mentre il modello k-\u03b5 \u00e8 frequentemente utilizzato per flussi pi\u00f9 ordinati e soprattutto mesh di grandi dimensioni, in quanto meno preciso, ma pi\u00f9 stabile.<\/p>\n<p>Le condizioni al contorno costituiscono un altro elemento essenziale. Un report completo deve riportare i valori numerici esatti impiegati, la loro provenienza e la giustificazione fisica. Ogni dato inserito nella simulazione deve essere citato, in modo che la simulazione possa essere ripetuta.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-3-scaled.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"214\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-3-1024x292.jpg?resize=750%2C214&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44957\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-3-1024x292.jpg?resize=750%2C214&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-3-300x86.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-3-768x219.jpg 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-3-1536x438.jpg 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-3-2048x584.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup><em>Figura 1 Valori consigliati per la qualit\u00e0 della mesh per Fluent e CFX<\/em><\/sup><\/figcaption><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verifica numerica: convergenza, continuit\u00e0 e bilanci<\/h2>\n<p>La fase di verifica numerica \u00e8 spesso trattata con superficialit\u00e0 nei report non professionali, eppure \u00e8 quella che permette di stabilire se il solutore ha effettivamente risolto le equazioni con sufficiente accuratezza. Una verifica ben documentata consente infatti di distinguere una simulazione realmente convergente da una che semplicemente si \u00e8 \u2018fermata\u2019 senza raggiungere una soluzione fisicamente credibile. Inoltre, controlli numerici chiari e ripetibili offrono al cliente la possibilit\u00e0 di valutare in autonomia la solidit\u00e0 dell\u2019intero modello computazionale.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>La convergenza dei residui<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019analisi CFD risolve le equazioni in maniera iterativa, quindi, \u00e8 fondamentale che essa venga considerata conclusa una volta arrivata a convergenza, ossia che i risultati non varino in maniera significativa iterazione per iterazione e che le equazioni di continuit\u00e0, quantit\u00e0 di moto ed energia siano risolte in maniera accurata e non forniscano errori troppo grandi, ossia che i \u201cresidui\u201d siano piccoli\u201d. Un report rigoroso mostra l\u2019andamento dei residui nel tempo, commentando eventuali plateau e spiegando perch\u00e9 un certo livello di residuo sia accettabile. In genere si richiede una riduzione di almeno tre ordini di grandezza, oltre a una stabilizzazione dei monitor fisici indipendenti.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>I monitor fisici<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Oltre ai residui, il report deve presentare l\u2019andamento temporale di grandezze fisiche significative, in particolare di quelle richieste dal cliente: portate massiche, velocit\u00e0 massime e media, temperature nei vari punti, forze aerodinamiche, cadute di pressione. Per considerare la simulazione convergente, tali valori devono attestarsi su un regime quasi stazionario. Il loro valore non deve cambiare iterazione per iterazione. Normalmente, si considera accettabile un valore minore del 2%.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>La verifica del bilancio di massa e del bilancio energetico<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Un paragrafo particolarmente importante, e spesso assente nei report meno accurati, riguarda la verifica delle equazioni di bilancio. Per garantire che il solutore abbia risolto correttamente l\u2019equazione di continuit\u00e0, il report deve mostrare la differenza fra la portata massica entrante e quella uscente dal dominio. In una simulazione stazionaria, questo errore dovrebbe essere inferiore all\u20191%. Questo garantisce che il flusso entrante sia uguale al flusso uscente, ossia che sia rispettata l\u2019equazione di continuit\u00e0.<br \/>Per esempio, nell\u2019analisi di un condotto con pi\u00f9 ingressi e uscite, la somma delle portate entranti deve essere uguale alla somma delle portate uscenti. Se la portata in ingresso \u00e8 pari a 1,20 kg\/s e quella in uscita risulta 1,19 kg\/s, l\u2019errore di continuit\u00e0 ammonta allo 0,83%, un valore generalmente considerato accettabile.<br \/>Lo stesso approccio va applicato al bilancio di energia nelle analisi termiche. La potenza termica entrante deve essere confrontata con quella uscente; scarti del 2\u20133% sono comunemente accettati nei modelli a geometria semplice. Se in un sistema di raffreddamento un dissipatore introduce 850 W nel fluido e il bilancio mostra 833 W di energia effettivamente assorbita, l\u2019errore del 2% pu\u00f2 essere ritenuto compatibile con le aspettative.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-4-scaled.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"311\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-4-1024x424.jpg?resize=750%2C311&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44958\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-4-1024x424.jpg?resize=750%2C311&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-4-300x124.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-4-768x318.jpg 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-4-1536x636.jpg 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-4-2048x848.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup><em>Figura 1 Valori di Y+ consigliati<\/em><\/sup><\/figcaption><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Presentazione dei risultati e interpretazione ingegneristica<\/h2>\n<p>La sezione dedicata ai risultati deve andare oltre l\u2019estetica delle figure. Le visualizzazioni devono presentare scale chiare, piani di taglio significative. A fianco delle immagini, il report deve fornire tabelle con valori numerici: portate, pressioni, coefficienti aerodinamici, temperature medie. Spesso \u00e8 conveniente anche modificare le scale, in modo da evidenziare ricircoli o punti di ristagno significativi. In questi casi \u00e8 buona norma riportare comunque i valori reali massimo e minimo, cos\u00ec da rendere evidente che la scala \u00e8 stata ridimensionata. Ovviamente, oltre a mostrare i risultati, \u00e8 essenziale che ci sia un commento a corredo di ogni singola immagine, soprattutto nel caso si notino comportamenti diversi a quelli previsti.<\/p>\n<p>Sempre nelle immagini, un report completo e affidabile, mostra anche eventuali suggerimenti per modificare la geometria, in modo da renderla pi\u00f9 efficiente.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Limiti del modello e suggerimenti<\/h2>\n<p>Un report serio deve includere anche una discussione sui limiti del modello, indicando quali fenomeni non sono stati rappresentati e quali conseguenze ci\u00f2 comporta. La maggior parte delle analisi CFD viene eseguita in regime stazionario, il che significa che non si considerano le fasi di avvio o arresto del sistema. Questo rappresenta un limite particolarmente importante nelle analisi termiche, perch\u00e9 nella realt\u00e0 molti componenti non restano in funzione abbastanza a lungo da raggiungere la temperatura massima prevista dal regime stazionario. Oppure, in analisi di edifici, si considera spesso la temperatura esterna fissa alla massima giornaliera, quando in realt\u00e0, essa varia notevolmente e quindi spesso queste analisi sono significativamente peggiorative.<\/p>\n<p>Analisi stazionarie, poi, non possono considerare la variabilit\u00e0 del campo di moto causata dalla turbolenza o dalla presenza di macchinari rotanti. Nella realt\u00e0, il campo di moto all\u2019uscita di una girante \u00e8 fortemente instabile, mentre in una simulazione questo rimane costante. \u00a0\u00c8 buona norma che in un report di un\u2019analisi seria questo venga riportato, in modo che il cliente possa capire le differenze fra le analisi e la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Un buon report, preparato da un analista competente, include anche un capitolo dedicato alle possibili modifiche geometriche o ai settaggi utili a migliorare le prestazioni del sistema. Questa sezione dimostra non solo la padronanza dello strumento CFD, ma anche la capacit\u00e0 dell\u2019analista di interpretare i risultati in chiave progettuale. Suggerimenti mirati su come ottimizzare il flusso, ridurre le perdite o migliorare lo scambio termico rappresentano un valore aggiunto fondamentale. Inoltre, la presenza di proposte concrete indica che l\u2019analista non si limita a descrivere il problema, ma contribuisce attivamente a trovare soluzioni.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-5-scaled.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"570\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-5-1024x778.jpg?resize=750%2C570&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44959\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-5-1024x778.jpg?resize=750%2C570&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-5-300x228.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-5-768x583.jpg 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-5-1536x1167.jpg 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA-5-2048x1556.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup><em>Figura 5 Esempio di convergenza dei residui delle equazioni. In questo caso, il valore dei residui risulta essere stabilmente sotto 10^-4, quindi sufficientemente piccolo per considerare l\u2019analisi a convergenza<\/em><\/sup><\/figcaption><\/figure>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h2>\n<p>Non \u00e8 sempre semplice capire se un\u2019analisi CFD sia stata condotta correttamente, ma un report completo e ben strutturato \u00e8 gi\u00e0 un forte indicatore di professionalit\u00e0. Il valore di una simulazione, infatti, non dipende dalla complessit\u00e0 numerica o dalla qualit\u00e0 estetica delle immagini, bens\u00ec dalla trasparenza e dalla solidit\u00e0 del processo con cui \u00e8 stata realizzata. Un documento chiaro permette inoltre al lettore di valutare in autonomia l\u2019affidabilit\u00e0 dell\u2019intero modello e di comprendere davvero il significato dei risultati ottenuti. Un report realmente utile deve spiegare chiaramente il problema fisico, descrivere le scelte modellistiche, documentare la verifica numerica attraverso controlli di continuit\u00e0 e bilancio energetico, e validare rigorosamente i risultati.<br \/>Richiedere queste informazioni non \u00e8 un eccesso di pignoleria tecnica, ma una necessit\u00e0 per rendere la CFD uno strumento affidabile e allineato alle esigenze progettuali. Solo in questo modo il progetto potr\u00e0 beneficiare di analisi realmente riproducibili, tracciabili e scientificamente fondate.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA6-scaled.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"664\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA6-1024x907.jpg?resize=750%2C664&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44960\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA6-1024x907.jpg?resize=750%2C664&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA6-300x266.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA6-768x680.jpg 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA6-1536x1360.jpg 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2026\/01\/FIGURA6-2048x1814.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sup><em>Figura 6 Andamento della velocit\u00e0 massima all\u2019interno del dominio. Come si pu\u00f2 vedere, nelle ultime iterazioni, il valore della velocit\u00e0 oscilla tra 121 e 118 m\/s, quindi al di sotto del 2% di errore. Vuol dire che il valore della velocit\u00e0 riportato nei risultati sar\u00e0 quindi molto accurato<\/em><\/sup><\/figcaption><\/figure>\n<\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/cfd-di-qualita-i-contenuti-indispensabili-di-un-report-tecnico\/\">CFD di qualit\u00e0: i contenuti indispensabili di un report tecnico<\/a> sembra essere il primo su <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/cfd-di-qualita-i-contenuti-indispensabili-di-un-report-tecnico\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Emanuela Bianchi<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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