{"id":24299,"date":"2025-11-02T03:13:50","date_gmt":"2025-11-02T02:13:50","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2025\/11\/02\/validazione-di-un-software-cfd\/"},"modified":"2025-11-02T03:13:50","modified_gmt":"2025-11-02T02:13:50","slug":"validazione-di-un-software-cfd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2025\/11\/02\/validazione-di-un-software-cfd\/","title":{"rendered":"Validazione di un software CFD"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/3_b_pasquinucci.png?resize=678%2C260&#038;ssl=1\" width=\"678\" height=\"260\" title=\"\" alt=\"\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><strong>I risultati di un\u2019analisi CFD dipendono sia dalle capacit\u00e0 dell\u2019analista, sia dal software CFD utilizzato. Per questo, prima di effettuare delle simulazioni, \u00e8 importante validare il software e verificare che i risultati siano affidabili. In questo articolo, spieghiamo come approcciarsi a questo processo, confrontando le simulazioni con soluzioni analitiche, dati sperimentali e altri modelli numerici, in diversi scenari e per diverse tipologie di simulazione.<\/strong><\/p>\n<p><em>di Carlo Augusto Pasquinucci<\/em><\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h2>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 la validazione \u00e8 essenziale<\/h3>\n<p>Nell\u2019era della progettazione assistita al calcolatore, la <strong>fluidodinamica computazionale (CFD)<\/strong> ha assunto un ruolo centrale in molti ambiti dell\u2019ingegneria: dall\u2019aerodinamica dei veicoli alla ventilazione degli edifici, dai motori a combustione interna alle applicazioni biomediche. Tuttavia, per quanto potenti siano i modelli numerici, la loro efficacia dipende in buona misura dalla capacit\u00e0 di riprodurre il comportamento reale dei fluidi. Questa capacit\u00e0 si misura attraverso un processo rigoroso: la validazione, ossia il processo di determinare il grado di accuratezza della rappresentazione del mondo reale, nella prospettiva del modo in cui il modello deve essere usato.<\/p>\n<p>Validare un <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/category\/software\/\">software<\/a> CFD significa confrontare i suoi risultati con dati reali, provenienti da esperimenti, da soluzioni matematiche esatte o da altri software gi\u00e0 validati per giudicarne l\u2019affidabilit\u00e0. Questo processo permette di conoscere quanto ci si pu\u00f2 fidare dei risultati forniti da quel software. \u00c8 importante tenere presente che un software in grado di simulare accuratamente un certo fenomeno fisico potrebbe non essere altrettanto efficace nel rappresentarne altri, per cui \u00e8 buona norma effettuare validazioni per fisiche simili a quelle del caso da analizzare. Un software che performa bene in ambito di aerodinamica esterna non \u00e8 detto che fornisca risultati attendibili nei casi di idrodinamica interna, con magari pi\u00f9 fluidi presenti e reazioni chimiche. Pi\u00f9 la fisica \u00e8 complessa, pi\u00f9 conviene utilizzare software creati per quel tipo di simulazione.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Metodi di validazione<\/h2>\n<p>La validazione pu\u00f2 avvenire in due modi principali. Il primo \u00e8 il confronto con soluzioni analitiche, ovvero soluzioni esatte delle equazioni della fluidodinamica per casi semplici. Questi test permettono di verificare che il codice numerico risolva correttamente le equazioni di base e che i modelli fisici siano implementati in modo coerente.<\/p>\n<p>Il secondo metodo \u00e8 il confronto con dati sperimentali. In questo caso, si considera la realt\u00e0 misurata con strumenti, per confrontarla con i risultati della simulazione. Questo approccio \u00e8 pi\u00f9 complesso ma anche pi\u00f9 significativo, poich\u00e9 coinvolge tutte le imperfezioni della fisica reale: geometrie complesse, turbolenza, instabilit\u00e0, variazioni di temperatura, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, \u00e8 possibile poi anche validare un software con i risultati di altri programmi gi\u00e0 validati. In questo caso, ovviamente, \u00e8 possibile analizzare geometrie e fisiche anche di casi industriali. Quest\u2019ultimo metodo di validazione non verr\u00e0 trattato in questo articolo.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Metodi analitici<\/h3>\n<p>Il metodo pi\u00f9 preciso per validare un software \u00e8 confrontarne i risultati con soluzioni analitiche, cio\u00e8 con espressioni matematiche esatte derivate direttamente dalle equazioni della fluidodinamica. Tuttavia, queste soluzioni esistono solo per situazioni molto semplici, con geometrie ideali e condizioni al contorno ben definite, che raramente riflettono la complessit\u00e0 dei problemi industriali.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"306\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/image-27-1024x418.png?resize=750%2C306&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44554\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/image-27-1024x418.png?resize=750%2C306&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/image-27-300x123.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/image-27-768x314.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/image-27-1536x627.png 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/image-27.png 1638w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 1 Raffigurazione del moto di Poiseuille derivato dalla formulazione analitica e corrispettivo analisi CFD.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Uno dei casi pi\u00f9 noti \u00e8 il<strong> flusso di Poiseuille<\/strong>, che descrive il moto laminare di un fluido viscoso all\u2019interno di un tubo circolare di raggio h, generato da una differenza di pressione. Il profilo di velocit\u00e0 in una sezione che si ottiene \u00e8 di forma parabolica:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"257\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/1_FORMULA.png?resize=750%2C257&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44544\" style=\"width:210px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/1_FORMULA.png?resize=750%2C257&#038;ssl=1 876w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/1_FORMULA-300x103.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/1_FORMULA-768x263.png 768w\" sizes=\"(max-width: 876px) 100vw, 876px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/figure>\n<p>Proprio per la sua semplicit\u00e0 e regolarit\u00e0, questo caso rappresenta un test molto utile per verificare il comportamento del software in regime stazionario e laminare.<\/p>\n<p>Un altro caso classico \u00e8 il flusso di Couette, in cui il fluido \u00e8 messo in moto dallo scorrimento di una parete, mentre l\u2019altra rimane ferma. Non c\u2019\u00e8 alcuna pressione imposta: il movimento nasce solo dall\u2019attrito viscoso tra fluido e parete. Anche qui, il profilo risultante \u00e8 semplice e lineare, perfetto per testare la corretta applicazione delle condizioni al contorno.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"535\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/2_PASQUINUCCI-1024x731.png?resize=750%2C535&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44546\" style=\"width:450px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/2_PASQUINUCCI-1024x731.png?resize=750%2C535&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/2_PASQUINUCCI-300x214.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/2_PASQUINUCCI-768x548.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/2_PASQUINUCCI-1536x1097.png 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/2_PASQUINUCCI.png 1552w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 2 Spiegazione del moto di Couette. La lastra inferiore rimane ferma e il fluido \u00e8 messo in movimento dall\u2019attrito con la piastra superiore in movimento. (Fonte: <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Laminar_shear_it.svg#\">Wikipedia<\/a>)<\/figcaption><\/figure>\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"1030\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/image-28-e1761921749744.png?resize=604%2C1030&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44555\" style=\"width:428px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/image-28-e1761921749744.png?resize=604%2C1030&#038;ssl=1 604w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/image-28-e1761921749744-176x300.png 176w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/image-28-e1761921749744-600x1024.png 600w\" sizes=\"(max-width: 604px) 100vw, 604px\" data-recalc-dims=\"1\"><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 3 Andamento della velocit\u00e0 e altri parametri in funzione della posizione della sezione e relativa analisi CFD. Si nota come anche nell\u2019analisi CFD la velocit\u00e0 aumenta anche dopo la sezione di gola. In questo caso, il software riesce quindi a simulare flussi supersonici. (Analisi personale)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tra le soluzioni pi\u00f9 raffinate c\u2019\u00e8 quella dello strato limite laminare su una piastra piana, descritta dalla soluzione di Blasius. In questo caso, il fluido scorre parallelamente a una superficie, e il profilo di velocit\u00e0 si sviluppa lungo la direzione del moto. \u00c8 un test molto utile per verificare come il software gestisce lo sviluppo dello strato limite, fondamentale in applicazioni di aerodinamica esterna. In questo caso, per esempio, si pu\u00f2 effettuare la stessa simulazione con un numero diverso di strati di celle prismatiche a parete nella mesh e vedere qual \u00e8 il numero ottimale da utilizzare per quel software.<\/p>\n<p>Ovviamente, i casi precedenti sono piuttosto semplici, ma \u00e8 esistono formulazioni analitiche anche di fisiche pi\u00f9 complesse. Per esempio, \u00e8 possibile testare il software con flussi comprimibili e ad elevate velocit\u00e0 con l\u2019ugello di De Laval. Esso \u00e8 composto da un ugello a sezione variabile, che presenta inizialmente un restringimento (collo) seguito da un allargamento di sezione. In condizioni isentropiche, il profilo di velocit\u00e0 e pressione \u00e8 legato all\u2019area della sezione A(x) e al numero di Mach tramite la relazione:<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/2_formula.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"188\" height=\"66\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/2_formula.png?resize=188%2C66&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44545\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/figure>\n<p>Questa equazione mostra che il flusso accelera nella gola se subsonico e decelera se supersonico con un comportamento critico al punto in cui esattamente nella sezione minima. \u00c8 un banco di prova classico per testare la gestione delle discontinuit\u00e0 (onde d\u2019urto) e delle leggi dei gas nei codici CFD.<\/p>\n<\/p>\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u00a0I casi sperimentali<\/h4>\n<p>Quando si passa a validazioni pi\u00f9 realistiche, si utilizzano casi noti da letteratura, per i quali esistono dati sperimentali attendibili. Il flusso dietro un gradino (backward-facing step), ad esempio, rappresenta una situazione in cui il fluido incontra uno spigolo vivo e si separa dalla parete, formando una zona di ricircolo. La lunghezza di questa zona e la distribuzione della velocit\u00e0 sono misurate con grande precisione in laboratorio, e sono perfette per testare i modelli di turbolenza e di separazione del flusso.<\/p>\n<p>Tra i flussi esterni, il pi\u00f9 famoso \u00e8 forse quello attorno a un cilindro o una sfera: il flusso si separa, genera una scia turbolenta e presenta una variazione del coefficiente di resistenza al variare del numero di Reynolds. Questo caso permette di validare il software per fisiche dove \u00e8 molto importante cogliere precisamene il punto di distacco e il passaggio fra moto laminare e moto turbolento.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"392\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/4_pasquinucci-1024x535.png?resize=750%2C392&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44549\" style=\"width:699px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/4_pasquinucci-1024x535.png?resize=750%2C392&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/4_pasquinucci-300x157.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/4_pasquinucci-768x401.png 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/4_pasquinucci.png 1475w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 4 Andamento del coefficiente di resistenza di una sfera al variare del numero di Reynolds e della rugosit\u00e0 superficiale. Si pu\u00f2 notare come questo coefficiente varia bruscamente all\u2019intorno di Re=10^5, ossia dove il flusso da laminare diventa turbolento. In quella zona, paradossalmente, una sfera rugosa ha una resistenza all\u2019avanzamento migliore di una liscia. Questo \u00e8 il motivo per cui le palle da golf sono particolarmente rugose. (Fonte Wikipedia)<\/figcaption><\/figure>\n<\/p>\n<p>Sempre per l\u2019aerodinamica esterna, poi, esistono in letteratura centinaia di dati sperimentali riguardo profili alari di diverso tipo. Non \u00e8 un caso che la maggior parte degli studi sperimentali per la validazione dei software CFD presenti in letteratura riguardano l\u2019aerodinamica esterna. La capacit\u00e0 di predire il punto di separazione fra flusso laminare e turbolento \u00e8 uno dei problemi principali per la validazione di un software CFD. Una predizione errata di questo punto di transizione pu\u00f2 portare a dei valori di resistenza e portanza sensibilmente errati, senza che questo errore sia facilmente scavabile anche da un esperto analista.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"416\" height=\"412\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/5_pasquinucci.png?resize=416%2C412&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44559\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/5_pasquinucci.png?resize=416%2C412&#038;ssl=1 416w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/5_pasquinucci-300x297.png 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/5_pasquinucci-150x150.png 150w\" sizes=\"(max-width: 416px) 100vw, 416px\" data-recalc-dims=\"1\"><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 5 Coefficiente di Lift (Portanza) al variare dell\u2019angolo di incidenza per il profilo Naca 23112, per Re=200\u2019000 (verde) e Re=5\u2019000\u2019000 (arancione). Questi grafici sono disponibili in letteratura e facilmente consultabili su <a href=\"http:\/\/airfoiltools.com\/\">airfoiltools.com<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Un altro benchmark molto studiato nella validazione CFD, soprattutto in ambito automobilistico, \u00e8 l\u2019Ahmed body. Si tratta di una geometria semplificata di un veicolo creata dal ricercatore egiziano Ahmed negli anni \u201880, ideata per riprodurre le caratteristiche aerodinamiche di un\u2019automobile, senza per\u00f2 la complessit\u00e0 delle forme reali. Il corpo \u00e8 costituito da un blocco principale con superfici piane, bordi smussati e una coda inclinata, la cui angolazione pu\u00f2 essere variata. Proprio questa coda determina il tipo di separazione del flusso e influenza fortemente il coefficiente di resistenza aerodinamica.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"216\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/6_pasquinucci-e1761921931303.jpg?resize=750%2C216&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-44560\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/6_pasquinucci-e1761921931303.jpg?resize=750%2C216&#038;ssl=1 1665w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/6_pasquinucci-e1761921931303-300x86.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/6_pasquinucci-e1761921931303-1024x295.jpg 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/6_pasquinucci-e1761921931303-768x221.jpg 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2025\/10\/6_pasquinucci-e1761921931303-1536x443.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1665px) 100vw, 1665px\" data-recalc-dims=\"1\"><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 6 Analisi CFD dell\u2019Ahmed body. Si vede la velocit\u00e0 sul piano di mezzeria dell\u2019automobile. Si pu\u00f2 notare come il flusso sia influenzato dall\u2019inclinazione della parte posteriore della geometria. (Analisi personale)<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019Ahmed body \u00e8 diventato un caso di riferimento perch\u00e9 consente di studiare, in modo controllato, fenomeni come la separazione del flusso, la formazione di vortici e la scia turbolenta. I dati sperimentali disponibili, ottenuti in diverse gallerie del vento, sono estremamente dettagliati e permettono un confronto preciso con le simulazioni numeriche, rendendolo uno dei test pi\u00f9 utilizzati per validare modelli di turbolenza e algoritmi di calcolo per flussi esterni complessi.<\/p>\n<p>Esistono ovviamente anche casi sperimentali per flussi di fluidodinamica interna, ma sono generalmente meno studiati in ambito accademico. Ovviamente, nel corso dei decenni, la Nasa ha creato anche studiato diverse geometrie di compressori e turbine e ha rilasciato pubblicamente i risultati degli esperimenti, quali ad esempio, il Nasa Rotor 37 e il Nasa Stage 35, utili, per esempio, per comprendere la capacit\u00e0 del software di simulare organi in movimento rotatorio, analisi che possono essere effettuate con diversi approcci pi\u00f9 o meno semplificati. Capire quanto un\u2019ipotesi semplificativa incida sui risultati \u00e8 molto utile per valutare se sia opportuno adottarla oppure no.<\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il confronto: simulazione vs esperimento<\/h3>\n<p>Nonostante la possibilit\u00e0 di avere a disposizione decine e decine di test sperimentali, bisogna comunque considerare che confrontare una simulazione con un esperimento non \u00e8 mai un processo perfetto. Gli esperimenti, per quanto accurati, sono soggetti a errori di misura, disturbi ambientali e irregolarit\u00e0 geometriche. Le pareti non sono mai perfettamente lisce, i flussi non sono mai perfettamente uniformi, e persino la temperatura pu\u00f2 non essere perfettamente controllata. Inoltre, sono sempre possibili errori umani di calibrazione ma anche semplicemente di trascrizione, soprattutto quando non si hanno a disposizione i report originali degli esperimenti, ma si trovano i risultati riportati su libri posteriori.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte, la simulazione parte da ipotesi ideali: condizioni al contorno esatte, geometrie perfette, flusso iniziale noto. Per questo, \u00e8 naturale aspettarsi alcune discrepanze tra dati simulati e osservati. Lo scopo della validazione non \u00e8 infatti quello di ottenre lo stesso risultato, ma comprendere quanto pu\u00f2 essere la differenza fra i risultati numerici e quelli sperimentali. In ambito industriale, normalmente, una differenza inferiore al 5% \u00e8 sicuramente considerata pi\u00f9 che ottimale.<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione: la fiducia \u00e8 il vero obiettivo<\/h2>\n<p>Validare un software CFD non significa ottenere una simulazione perfetta, identica alla realt\u00e0 in ogni dettaglio. In effetti, non ha senso ottenere dei risultati perfetti nei confronti di dati sperimentali, in quanto le analisi puoi verranno effettuate su progetti con geometrie complesse, spigoli, rugosit\u00e0, etc. Al contrario, significa ottenere la consapevolezza di quanto ci si pu\u00f2 fidare dei risultati in un determinato contesto, e fino a che punto le previsioni numeriche possono essere considerate affidabili. Questo passaggio \u00e8 ci\u00f2 che trasforma un semplice codice computazionale in un vero e proprio strumento ingegneristico utile: uno strumento su cui si pu\u00f2 costruire, progettare e prendere decisioni con la giusta dose di fiducia.<\/p>\n<p>Ovviamente, la validazione non \u00e8 un atto isolato, ma un processo continuo che accompagna il ciclo di vita del software e la sua applicazione nei casi pratici. Ogni nuova geometria, ogni nuovo regime di moto, ogni fenomeno fisico aggiunto (come scambio termico, turbolenza, cavitazione, reazioni chimiche) richiede una nuova verifica, un confronto con la realt\u00e0 o con altri modelli consolidati. Questo lavoro continuo rappresenta una forma di responsabilit\u00e0 tecnica, ma anche un\u2019opportunit\u00e0 per comprendere meglio i limiti e i punti di forza delle simulazioni. Questo lavoro \u00e8 effettuato continuamente sia dalle software house che dai vari analisti e consulenti.<\/p>\n<p>Nel momento in cui ci si affida a un analista esperto si pu\u00f2 contare anche sulla sua esperienza effettuata su centinaia di casi simili.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-table\">\n<table class=\"has-fixed-layout\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Tipo di simulazione CFD<\/strong><\/td>\n<td><strong>Caso di validazione consigliato \/ benchmark<\/strong><\/td>\n<td><strong>Ramo dell\u2019ingegneria<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Flusso laminare interno<\/td>\n<td>Flusso di Poiseuille (canale piano o tubo)<\/td>\n<td>Ingegneria chimica \/ biomedica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Flusso trascinato da parete<\/td>\n<td>Flusso di Couette<\/td>\n<td>Ingegneria meccanica \/ dei materiali<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Sviluppo di strato limite<\/td>\n<td>Strato limite laminare su piastra piana (soluzione di Blasius)<\/td>\n<td>Ingegneria aeronautica \/ navale<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Flusso supersonico e accelerazione<\/td>\n<td>Ugello di De Laval<\/td>\n<td>Ingegneria aeronautica \/ energetica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Flusso comprimibile \/ onde d\u2019urto<\/td>\n<td>Ugello di De Laval<\/td>\n<td>Ingegneria aeronautica \/ energetica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Flusso esterno attorno a corpi semplici<\/td>\n<td>Cilindro, sfera, cubo, prisma<\/td>\n<td>Ingegneria civile \/ architettura<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Aerodinamica di profili<\/td>\n<td>Profilo alare NACA<\/td>\n<td>Ingegneria aeronautica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Scia e separazione su forme veicolari<\/td>\n<td>Ahmed body<\/td>\n<td>Ingegneria automobilistica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Flusso in condotti complessi<\/td>\n<td>Diffusore conico ERCOFTAC<\/td>\n<td>Ingegneria energetica \/ meccanica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Compressore assiale<\/td>\n<td>NASA Rotor 37<\/td>\n<td>Ingegneria aeronautica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Compressore multistadio<\/td>\n<td>NASA Stage 35<\/td>\n<td>Ingegneria aeronautica \/ meccanica<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Pompa centrifuga<\/td>\n<td>ERCOFTAC Centrifugal Pump (ECP case)<\/td>\n<td>Ingegneria meccanica \/ industriale<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tabella 1 Test case di validazione consigliato a seconda della fisica da simulare<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/validazione-di-un-software-cfd\/\">Validazione di un software CFD<\/a> sembra essere il primo su <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/validazione-di-un-software-cfd\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Roberta Falco<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. Se questo post\/prodotto ti &egrave; piaciuto ti invitiamo a:<\/p>\n<ul>\n<li>visionare il nostro <a href=\"https:\/\/cfdfeaservice.it\/index.php\/blog\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">blog<\/a><\/li>\n<li>visionare i <a href=\"https:\/\/cfdfeaservice.it\/index.php\/prodotti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">software<\/a> disponibili - anche per la formazione<\/li>\n<li>iscriverti alla nostra newsletter<\/li>\n<li>entrare in contatto con noi attraverso la <a href=\"https:\/\/cfdfeaservice.it\/#ribbon\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pagina contatti<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>Saremo lieti di seguire le tue richieste e fornire risposte alle tue domande.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I risultati di un\u2019analisi CFD dipendono sia dalle capacit\u00e0 dell\u2019analista, sia dal software CFD utilizzato. Per questo, prima di effettuare delle simulazioni, \u00e8 importante validare il software e verificare che i risultati siano affidabili. 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