{"id":23258,"date":"2024-06-06T10:14:39","date_gmt":"2024-06-06T08:14:39","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2024\/06\/06\/criteri-per-progettazione-ed-ottimizzazione-di-martinetti-per-sistemi-complessi\/"},"modified":"2024-06-06T10:14:39","modified_gmt":"2024-06-06T08:14:39","slug":"criteri-per-progettazione-ed-ottimizzazione-di-martinetti-per-sistemi-complessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2024\/06\/06\/criteri-per-progettazione-ed-ottimizzazione-di-martinetti-per-sistemi-complessi\/","title":{"rendered":"Criteri per progettazione ed ottimizzazione di martinetti per sistemi complessi"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04194038\/Copertina.jpg?resize=750%2C500&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"500\" title=\"\" alt=\"\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><strong>I martinetti sono dispositivi deputati alla generazione di una forza per la movimentazione o il sollevamento di componenti o strutture. Il meccanismo principale con cui viene applicata la forza varia in relazione alla tipologia di martinetto e, nella maggior parte dei casi, si tratta di sistemi vite-madrevite o di sistemi idraulici\/pneumatici cilindro-pistone.<\/strong><\/p>\n<p><em>di Giorgio De Pasquale ed Elena Perotti<\/em><\/p>\n<h2><strong>Introduzione<\/strong><\/h2>\n<p>I <strong>martinetti<\/strong> sono, in genere, classificati in relazione alla capacit\u00e0 massima di sollevamento, ad esempio, in ambito industriale, sono dimensionati per carichi fino ad alcune tonnellate. I martinetti possono inoltre essere suddivisi a seconda della tipologia di forza impiegata: <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/category\/prodotti\/meccanica\/\">meccanica<\/a>, idraulica o pneumatica. La conformazione pi\u00f9 nota del comune martinetto \u00e8 quella dedicata ad applicazioni automobilistiche, tuttavia, grazie all\u2019integrazione dell\u2019elettronica nel controllo di componenti e sistemi idraulici, si sta assistendo ad una profonda rivoluzione tecnologica di questo componente, specie in ambito idraulico.<\/p>\n<h3><strong>Martinetti meccanici<\/strong><\/h3>\n<p>Un martinetto meccanico utilizza un sistema vite-madrevite per il sollevamento di carichi pesanti ed \u00e8 classificato in base alla capacit\u00e0 di carico (espressa in tonnellate).<\/p>\n<h3>Criteri di progettazione di martinetti a vite<\/h3>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193657\/1_MARTINETTI.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"460\" height=\"351\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193657\/1_MARTINETTI.jpg?resize=460%2C351&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-39968\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193657\/1_MARTINETTI.jpg?resize=460%2C351&#038;ssl=1 460w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193657\/1_MARTINETTI-300x229.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193657\/1_MARTINETTI-80x60.jpg 80w\" sizes=\"(max-width: 460px) 100vw, 460px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 1: Rappresentazione progettuale di un sistema a vite per martinetto meccanico. Fonte: https:\/\/mechasource.blogspot.com\/2021\/06\/an-introduction-to-types-of-lifting.html<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>In figura 1 \u00e8 riportata la rappresentazione grafica per la <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/category\/approfondimenti\/quaderni-di-progettazione\/\">progettazione<\/a> di base di un martinetto meccanico, ricondotta alla configurazione di una vite.<\/p>\n<p>La forza con cui viene azionato il martinetto, trascurando l\u2019attrito, pu\u00f2 essere espressa come:<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>F = (Q p) \/ (2 \u03c0 R)<\/em><\/p>\n<p>Dove:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>F<\/strong> rappresenta la forza all\u2019estremit\u00e0 del braccio o dell\u2019impugnatura del martinetto (N)<\/li>\n<li><strong>Q<\/strong> \u00e8 il peso o carico sul martinetto (N)<\/li>\n<li><strong>p<\/strong> \u00e8 il passo, la distanza o lunghezza della filettatura in un giro (m)<\/li>\n<li><strong>R<\/strong> \u00e8 il raggio del braccio di leva (m)<\/li>\n<\/ul>\n<p>La <strong>forza <\/strong>di azionamento del martinetto \u00e8 direttamente proporzionale al <strong>carico<\/strong> applicato e al passo della filettatura, ed \u00e8 inversamente proporzionale al braccio di leva. Pertanto, un aumento del carico o del passo, o una diminuzione del raggio del braccio di leva, producono un aumento della forza di azionamento del martinetto.<\/p>\n<p>In ambito ingegneristico ed industriale, il calcolo della forza del martinetto \u00e8 utile in tutti quei settori in cui \u00e8 necessario sollevare, posizionare o stabilizzare carichi pesanti. Alcuni dei principali esempi di applicazione di martinetti meccanici in ambito industriale sono elencati di seguito.<\/p>\n<ul>\n<li>Nel settore <strong>automotive<\/strong> ed in <strong>edilizia <\/strong>i martinetti vengono impiegati laddove \u00e8 richiesto il sollevamento di carichi pesanti, in tal caso \u00e8 spesso necessario conoscere la forza del martinetto al fine di poter determinare la sua dimensione e configurazione.<\/li>\n<li>Nei settori <strong>manifatturiero<\/strong> e di <strong>assemblaggio<\/strong>, quando ci si avvale dei martinetti per posizionare con precisione macchinari o attrezzature, informazioni sulla forza del martinetto si rendono, anche in questo caso, necessarie per una sua configurazione specifica.<\/li>\n<li>I martinetti possono essere poi impiegati per stabilizzare <strong>ponti<\/strong> ed <strong>edifici<\/strong>, mediante applicazione di una forza che si opponga ai carichi o ai movimenti esterni. In questa circostanza occorre determinare la forza necessaria per stabilizzare la struttura.<\/li>\n<li>I martinetti sono infine utilizzati per regolare l\u2019altezza di piattaforme o palchi, ad esempio nel settore dell\u2019<strong>intrattenimento<\/strong> o <strong>simili<\/strong>. Calcolando la forza, \u00e8 possibile selezionare la tipologia di martinetto pi\u00f9 idonea alla specifica applicazione nonch\u00e9 determinare il numero di martinetti necessari.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La coppia T che agisce sulla vite viene, invece, calcolata come:<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>T = F R<\/em><\/p>\n<p>In presenza di un certo coefficiente di attrito, nella condizione in cui il movimento avviene nella stessa direzione del carico (cio\u00e8 nel caso in cui il martinetto controlla l\u2019azione del carico esterno accompagnandone l\u2019effetto), la forza generata pu\u00f2 essere ottenuta come:<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>F = Q ( (2 \u03c0 \u03bc r \u2013 p) \/ (2 \u03c0 r + \u03bc p) ) (r \/ R)<\/em><\/p>\n<p>dove r \u00e8 il raggio della vite e \u03bc il coefficiente di attrito.<\/p>\n<p>Al contrario, quando il movimento imposto dal martinetto \u00e8 diretto in verso opposto al carico esterno, la forza \u00e8 espressa come:<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>F = Q ( (2 \u03c0 \u03bc r + p) \/ (2 \u03c0 r \u2013 \u03bc p) ) (r \/ R)<\/em><\/p>\n<h3><strong><em>Esempi di integrazione in sistemi complessi<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>I martinetti a vite trovano applicazione in sistemi e impianti complessi per operazioni di sollevamento, tensionamento di nastri, movimentazione di container, regolazioni assiali di parti meccaniche, etc.<\/p>\n<p>Riguardo le modalit\u00e0 di installazione, \u00e8 bene ricordare che quest\u2019ultima dovrebbe essere eseguita evitando carichi radiali\/laterali, che rappresentano la principale causa di guasti dell\u2019elemento filettato che trasmette il moto e il carico. La vite e il piano di base del martinetto devono essere ortogonali fra loro ed occorre verificare l\u2019assialit\u00e0 tra il carico esterno e la vite stessa, evitando disallineamenti. Qualora siano richiesti pi\u00f9 martinetti (collegati anche mediante trasmissioni) \u00e8 indispensabile che i terminali siano perfettamente allineati in modo tale che il carico sia ripartito in modo uniforme, in questo caso \u00e8 consigliabile l\u2019utilizzo di giunti elastici o altri elementi deformabili per assorbire eventuali disallineamenti.<\/p>\n<p>La verifica del dimensionamento, da effettuare mediante i dati di targa del martinetto, deve tenere conto dei seguenti parametri principali:<\/p>\n<ul>\n<li>Carico (N), equivalente alla forza applicata alla vite traslante del martinetto.<\/li>\n<li>Velocit\u00e0 di rotazione (mm\/min),\u00a0corrispondente alla velocit\u00e0 di movimentazione del carico desiderata. \u00c8 buona norma limitare tale parametro ad un valore massimo di 1500 rpm in ingresso.<\/li>\n<li>Corsa (mm), vale a dire la misura lineare necessaria per movimentare il carico che, in genere coincide con la lunghezza totale della vite filettata.\u00a0<\/li>\n<li>Protezione (parametro opzionale) necessaria per proteggere la filettatura da impurit\u00e0, sporcizia, corpi estranei e\/o montaggio e movimenti trasversali indesiderati.\u00a0<\/li>\n<li>Momento torcente (Nm), coppia richiesta per la movimentazione del carico.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sebbene i martinetti siano progettati per esercitare il carico prevalentemente lungo la direzione assiale, essi, entro certi limiti, sono in grado di sopportare anche carichi trasversali (o radiali).<\/p>\n<p>I carichi hanno origine dagli organi o dai componenti collegati al martinetto. Sono svariate le cause che possono indurre carichi trasversali tra cui, ad esempio, tiri cinghia\/catena, accelerazioni e decelerazioni, disallineamenti della struttura, vibrazioni, urti, etc.\u00a0<br \/>In relazione a quanto detto, i carichi agenti sulla vite filettata, in relazione al suo asse, possono essere di tipo\u00a0radiale (FR: forza radiale) ed assiale\u00a0(FA: forza assiale).\u00a0La forza assiale pu\u00f2 essere, a sua volta, di\u00a0trazione\u00a0o\u00a0di compressione.\u00a0<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193701\/Figura-2_MARTINETTI.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"586\" height=\"523\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193701\/Figura-2_MARTINETTI.jpg?resize=586%2C523&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-39969\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193701\/Figura-2_MARTINETTI.jpg?resize=586%2C523&#038;ssl=1 586w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193701\/Figura-2_MARTINETTI-300x268.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193701\/Figura-2_MARTINETTI-471x420.jpg 471w\" sizes=\"(max-width: 586px) 100vw, 586px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 2. Esempi di carichi assiali e radiali in compressione (a) e trazione (b). Fonte: www.fiama.it<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>In figura 2 si riporta un esempio di carichi assiali e radiali in compressione e trazione dove:<\/p>\n<ul>\n<li>FR\u00a0\u2013\u00a0forza\/carico radiale che agisce nella direzione perpendicolare all\u2019asse della vite<\/li>\n<li>FA\u00a0\u2013 forza\/carico assiale che agisce nella direzione dell\u2019asse della vite<\/li>\n<\/ul>\n<p>In figura 3 si riportano alcuni esempi di applicazione di martinetti meccanici a vite per operazioni di sollevamento, tensionamento, allineamento e ribaltamento.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193704\/Figura-3_MARTINETTI.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"750\" height=\"745\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193704\/Figura-3_MARTINETTI.jpg?resize=750%2C745&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-39970\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193704\/Figura-3_MARTINETTI.jpg?resize=750%2C745&#038;ssl=1 803w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193704\/Figura-3_MARTINETTI-300x298.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193704\/Figura-3_MARTINETTI-150x150.jpg 150w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193704\/Figura-3_MARTINETTI-768x763.jpg 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193704\/Figura-3_MARTINETTI-696x692.jpg 696w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193704\/Figura-3_MARTINETTI-423x420.jpg 423w\" sizes=\"(max-width: 803px) 100vw, 803px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 3. Esempi applicativi di martinetti meccanici a vite per operazioni di sollevamento (a), tensionamento (b), allineamento (c), e ribaltamento (d). Fonte www.fiama.it<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<h3><strong>Martinetti idraulici<\/strong><\/h3>\n<p>I martinetti idraulici utilizzano fluidi in pressione per il sollevamento di carichi pesanti. <strong><\/strong><\/p>\n<h3><strong><em>Criteri di progettazione di martinetti idraulici<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>Il principio di funzionamento di un martinetto idraulico si basa sulla Legge di Pascal. Essa stabilisce che una variazione di pressione in un punto di un fluido incomprimibile chiuso comporta un\u2019identica variazione di pressione in ogni punto. Ne deriva che la pressione in un cilindro idraulico agisce in modo uguale su tutte le superfici. Questa legge regola, fra il resto, anche l\u2019azionamento del martinetto idraulico come anche il sistema frenante della maggior parte dei veicoli. Secondo la legge di Pascal, la forza \u00e8 calcolata come:<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>F = p A<\/em><\/p>\n<p>dove F \u00e8 la forza (N), p rappresenta la pressione (N\/m\u00b2) e A \u00e8 l\u2019area (m\u00b2). Sfruttando un semplice bilanciamento fra forza e area, come si vede in figura 4, lo stesso fluido alla pressione p pu\u00f2 generare due spinte molto diverse ai capi del sistema idraulico. Questo principio viene sfruttato per azionare il martinetto idraulico con una forza relativamente bassa (punto A \u2013 figura 4) e generare in uscita una forza molto pi\u00f9 grande (punto C \u2013 figura 4).<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193707\/Figura-4_MARTINETTI.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"369\" height=\"230\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193707\/Figura-4_MARTINETTI.jpg?resize=369%2C230&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-39971\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193707\/Figura-4_MARTINETTI.jpg?resize=369%2C230&#038;ssl=1 369w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193707\/Figura-4_MARTINETTI-300x187.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 369px) 100vw, 369px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 4: Principio di funzionamento di un martinetto idraulico (Legge di Pascal): una piccola forza (A), un fluido incomprimibile (B) e una grande forza di sollevamento (C).<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Come mostrato in figura, l\u2019azionamento pu\u00f2 avvenire ad esempio tramite una pompa a pistone (A). Il movimento verso il basso del pistone crea una variazione di pressione. Il fluido contenuto nel cilindro idraulico pi\u00f9 grande (B) subisce la stessa variazione di pressione, applicandola al pistone di uscita (C). Poich\u00e9 la pressione \u00e8 il rapporto tra la forza e l\u2019area, la maggiore superficie del pistone in uscita produrr\u00e0 una forza di sollevamento amplificata proporzionalmente.<\/p>\n<p>L\u2019inconveniente di questo sistema \u00e8 rappresentato dall\u2019entit\u00e0 delle corse di azionamento e uscita; infatti, per ottenere una azione di sollevamento di una certa entit\u00e0 in uscita, \u00e8 necessario che il pistone di ingresso (A) copra una corsa proporzionalmente maggiore. La figura 4 pu\u00f2 essere semplificata come segue.<\/p>\n<p>Considerando che la pressione che agisce sui pistoni di un martinetto idraulico \u00e8 la stessa, la forza, nel caso del cilindro pi\u00f9 piccolo pu\u00f2 essere calcolata come<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>F<sub>s<\/sub> = p A<sub>s<\/sub><\/em><\/p>\n<p>dove<\/p>\n<ul>\n<li>F<sub>s <\/sub>\u00e8 la forza che agisce sul pistone nel cilindro pi\u00f9 piccolo (N)<\/li>\n<li>A<sub>s<\/sub> \u00e8 l\u2019area del cilindro pi\u00f9 piccolo (m\u00b2)<\/li>\n<li>p \u00e8 la pressione nei due cilindri, grande e piccolo (N\/m\u00b2)<\/li>\n<\/ul>\n<p>La forza, nel caso del cilindro pi\u00f9 grande si ottiene, invece, come<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>F<sub>l<\/sub> = p A<sub>l<\/sub><\/em><\/p>\n<p>dove<\/p>\n<ul>\n<li><strong>F<sub>l<\/sub><\/strong> \u00e8 la forza che agisce sul pistone nel cilindro pi\u00f9 grande (N)<\/li>\n<li><strong>A<sub>l<\/sub><\/strong> \u00e8 l\u2019area del cilindro pi\u00f9 grande (m\u00b2)<\/li>\n<li><strong>p<\/strong> corrisponde alla pressione nei due cilindri, grande e piccolo (Pa, N\/m\u00b2)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dalle precedenti relazioni emerge che:<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>F<sub>s <\/sub>\/ A<sub>s <\/sub>= F<sub>I<\/sub> \/ A<sub>l<\/sub><\/em><\/p>\n<p>o, in alternativa,<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>F<sub>s <\/sub>= F<sub>l<\/sub> A<sub>s<\/sub> \/ A<sub>l<\/sub><\/em><\/p>\n<h3><strong><em>Esempi di integrazione in sistemi complessi<\/em><\/strong><\/h3>\n<p>I martinetti idraulici trovano impiego in officine meccaniche, nell\u2019industria automobilistica, nelle attrezzature per la movimentazione dei materiali, nelle piattaforme di sollevamento, nei settori ferroviario e idroelettrico, etc.<\/p>\n<p>Diverse sono le specifiche del martinetto da tenere in considerazione per selezionare il modello pi\u00f9 appropriato a seconda dell\u2019applicazione. Di seguito alcuni elementi da considerare:<\/p>\n<h2>\u00a0<\/h2>\n<ul>\n<li><strong><em>Capacit\u00e0 di carico<\/em><\/strong>, il parametro pi\u00f9 importante.<\/li>\n<li><strong><em>Spazio libero disponibile<\/em><\/strong>: occorre verificare che il martinetto idraulico passi al di sotto del carico. Il martinetto idraulico da pavimento, ad esempio, offre un profilo basso.<\/li>\n<li><strong><em>Altezza di sollevamento<\/em><\/strong>: \u00e8 necessario controllare che il martinetto si sollevi abbastanza in alto da poter eseguire il compito necessario.<\/li>\n<li><strong><em>Azionamento automatico o manuale<\/em><\/strong>: i martinetti idraulici possono essere manuali o automatici.\u00a0 I primi si avvalgono dell\u2019energia manuale, mentre i secondi utilizzano l\u2019aria o l\u2019energia elettrica come sistema di azionamento. Il principio di funzionamento \u00e8 lo stesso.<\/li>\n<li><strong><em>Applicazione<\/em><\/strong>: alcuni martinetti idraulici sono progettati espressamente per specifiche applicazioni industriali, occorre pertanto accertarsi che i martinetti siano in grado di funzionare per lo scopo previsto.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Anche un corretto utilizzo di un martinetto idraulico dipende dall\u2019applicazione specifica. Tuttavia, alcune considerazioni sono comuni in quasi tutte le situazioni.<\/p>\n<p>Ad esempio, prima dell\u2019utilizzo di un martinetto idraulico \u00e8 bene:<\/p>\n<ul>\n<li>Assicurarsi che il martinetto sia in piano.<\/li>\n<li>Controllare che il martinetto non presenti danni o perdite.<\/li>\n<li>Preparare i supporti del martinetto affinch\u00e9 sostengano il peso del carico dopo il sollevamento.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Durante l\u2019utilizzo:<\/p>\n<ul>\n<li>Inserire la leva manuale nell\u2019alloggiamento collegato al pistone di azionamento e sollevare il carico all\u2019altezza desiderata. Assicurarsi che il pistone del martinetto tocchi il carico nel punto di sollevamento adeguato, ad esempio, l\u2019asse di un veicolo.<\/li>\n<li>Inserire i cavalletti di stazionamento statico del carico al di sotto della struttura sollevata, accanto al martinetto idraulico, ed abbassare il carico sui cavalletti.<\/li>\n<li>Eseguire gli interventi necessari.<\/li>\n<li>Sollevare nuovamente il carico con il martinetto idraulico e procedere alla rimozione dei cavalletti.<\/li>\n<li>Aprire la valvola di rilascio idraulico per abbassare lentamente il carico.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La sicurezza di attrezzature come i martinetti idraulici \u00e8 fondamentale. Oltre ai criteri di selezione, occorre, pertanto, considerare alcune fondamentali linee guida:<\/p>\n<ul>\n<li>Non superare il peso massimo di sollevamento, espresso in tonnellate. Un eventuale sovraccarico potrebbe infatti danneggiare le pareti del cilindro o causare perdite di fluido. Il progetto di alcuni martinetti idraulici prevede una valvola di sovraccarico che entra in azione nel caso di superamento della pressione massima.<\/li>\n<li>Il serbatoio deve sempre contenere una quantit\u00e0 sufficiente di fluido. In caso contrario, non sar\u00e0 possibile raggiungere la pressione massima del martinetto idraulico.<\/li>\n<li>Una perdita nel cilindro durante il funzionamento pu\u00f2 provocare situazioni di pericolo rilevante. Controllare le linee guida del produttore in merito alla manutenzione preventiva.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Manutenzione e riparazione di martinetti idraulici<\/h2>\n<p>I martinetti idraulici sono dispositivi resistenti che tuttavia non sono indenni da fenomeni di danneggiamento legati, ad esempio, ad un prolungato utilizzo, a fattori ambientali o ad una manutenzione scorretta, cause che ne compromettono il corretto funzionamento. Una regolare manutenzione dei martinetti idraulici si rende quindi essenziale per risolvere e prevenire i potenziali problemi da usura o prolungato utilizzo. Di seguito si riporta una analisi delle casistiche pi\u00f9 comuni che possono interessare i martinetti idraulici e le loro possibili soluzioni.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193711\/Figura-5_MARTINETTI.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"750\" height=\"442\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193711\/Figura-5_MARTINETTI-1024x603.jpg?resize=750%2C442&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-39972\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193711\/Figura-5_MARTINETTI-1024x603.jpg?resize=750%2C442&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193711\/Figura-5_MARTINETTI-300x177.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193711\/Figura-5_MARTINETTI-768x452.jpg 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193711\/Figura-5_MARTINETTI-1536x904.jpg 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193711\/Figura-5_MARTINETTI-696x410.jpg 696w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193711\/Figura-5_MARTINETTI-1068x629.jpg 1068w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193711\/Figura-5_MARTINETTI-714x420.jpg 714w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/06\/04193711\/Figura-5_MARTINETTI.jpg 1772w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 5. Semplificazione del principio di funzionamento di un martinetto idraulico (Legge di Pascal).<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<h3><strong>Caso 1: il martinetto idraulico non \u00e8 in grado di sollevare il carico.<\/strong><\/h3>\n<p>Un martinetto idraulico non riesce a sollevare carichi pesanti quando il suo pistone non funziona correttamente.\u00a0Ci\u00f2 accade per molteplici ragioni come presenza di ruggine, scarsa o assente lubrificazione, sovraccarico o ridotti\/elevati livelli di fluido nel serbatoio. Le possibili soluzioni sono le seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>Ogni martinetto idraulico ha una capacit\u00e0 di sollevamento specifica.\u00a0Prima di selezionare il martinetto pi\u00f9 idoneo, occorre pertanto controllare le specifiche tecniche presenti nel suo manuale, per evitare sovraccarichi.<\/li>\n<li>Serrare i tappi e sostituire le guarnizioni usurate per impedire l\u2019ingresso di aria ed altre particelle estranee, poich\u00e9 impediscono la corretta tenuta in pressione del fluido.<\/li>\n<li>Migliorare la capacit\u00e0 di sollevamento del martinetto utilizzando un lubrificante sulle parti mobili.<\/li>\n<li>Ispezionare periodicamente il livello del fluido idraulico e mantenerlo ad un livello ottimale per scongiurare i problemi legati a livelli di fluido insufficienti\/eccessivi.<\/li>\n<li>Rimuovere la ruggine dalle zone interessate o sostituire le parti se necessario. Come noto, la ruggine tra le parti metalliche provoca perdite dal martinetto o ostacola il movimento dei componenti a causa dell\u2019attrito.<\/li>\n<\/ul>\n<h3><strong>Caso 2: perdita di fluido<\/strong><\/h3>\n<p>Il fluido idraulico (olio idraulico) pu\u00f2 fuoriuscire internamente ed esternamente a causa di guarnizioni\/o-ring danneggiati o raccordi inappropriati.\u00a0Anche le parti metalliche corrose causano perdite di fluido.\u00a0Ispezionare visivamente il dispositivo per eventuali perdite esterne.\u00a0Se necessario, sostituire le guarnizioni\/gli o-ring danneggiati e i raccordi ordinando un kit di riparazione del martinetto idraulico.\u00a0Il serbatoio pu\u00f2 anche traboccare, in questo caso rimuovere l\u2019olio in eccesso dal serbatoio.<\/p>\n<h3><strong>Caso 3: movimento limitato delle ruote di movimentazione<\/strong><\/h3>\n<p>Le ruote del martinetto sono essenziali per il suo spostamento da un luogo all\u2019altro.\u00a0Se le ruote del martinetto non si muovono correttamente potrebbe essere difficile per l\u2019operatore eseguire le attivit\u00e0.\u00a0Tra le cause pi\u00f9 comuni del limitato movimento delle ruote ci sono la corrosione delle parti e la mancanza di lubrificazione.\u00a0\u00c8 necessario quindi utilizzare un olio lubrificante per ridurre l\u2019attrito e garantire un funzionamento regolare delle ruote.\u00a0Conservare poi i martinetti idraulici in luoghi asciutti per prevenire l\u2019accumulo di umidit\u00e0 e ruggine, soprattutto delle parti interne.<\/p>\n<h3><strong>Caso 4: la leva non si solleva<\/strong><\/h3>\n<p>Spesso la leva di sollevamento del martinetto, sotto il peso del carico, non riesce a sollevarsi.\u00a0Ci\u00f2 accade quando le valvole non sono correttamente chiuse o in presenza di materiale estraneo nelle valvole.\u00a0In questo caso, la pulizia delle valvole deve essere eseguita tenendo conto della seguente procedura:<\/p>\n<ol type=\"1\">\n<li>Abbassare lo stelo del pistone del martinetto<\/li>\n<li>Chiudere la valvola di sfiato<\/li>\n<li>Sollevare manualmente lo stelo del pistone del martinetto<\/li>\n<li>Aprire la valvola di sfiato ed abbassare rapidamente lo stelo<\/li>\n<\/ol>\n<h3><strong>Caso 5: il martinetto non riesce a sollevare il carico fino all\u2019altezza massima<\/strong><\/h3>\n<p>Le bolle d\u2019aria nel circuito idraulico impediscono al martinetto di sollevarsi alla sua corsa massima, si rende quindi necessario spurgare l\u2019aria nel circuito idraulico.<\/p>\n<p>I casi analizzati ci consentono di comprendere quanto la manutenzione dei martinetti idraulici sia essenziale per un servizio prolungato del sistema e per il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro.\u00a0Di seguito le pratiche standard per garantire una corretta manutenzione dei martinetti idraulici.\u00a0Si precisa di fare riferimento al manuale del produttore per la frequenza (giornaliera\/settimanale\/mensile) richiesta per eseguire tali azioni.<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>Ispezione visiva:<\/em><\/strong>\u00a0controllare le condizioni generali della macchina alla ricerca di parti danneggiate o mancanti.<\/li>\n<li><strong><em>Perdite:<\/em><\/strong>\u00a0verificare che non vi siano perdite accidentali misurabili nel circuito idraulico.\u00a0Una leggera umidit\u00e0 \u00e8 accettabile, ma non dovrebbe essere sufficiente a formare una goccia.<\/li>\n<li><strong><em>Pulizia:<\/em><\/strong>\u00a0pulire il dispositivo per liberare la struttura esterna e le parti mobili dall\u2019accumulo di incrostazioni e polvere.\u00a0Per fare ci\u00f2, svuotare il fluido idraulico, lavarlo e soffiare il sistema.\u00a0Utilizzare attrezzature e solventi adeguati per la pulizia del dispositivo.<\/li>\n<li><em><strong>Lubrificazione:<\/strong>\u00a0<\/em>ingrassare le parti mobili dei martinetti idraulici, come la leva, le ruote, le viti di regolazione e le cerniere.<\/li>\n<li><em><strong>Livello dell\u2019olio:<\/strong>\u00a0<\/em>controllare il livello dell\u2019olio nel serbatoio e, se necessario, rabboccare con olio minerale idraulico.\u00a0Utilizzare solo la tipologia di olio consigliata dal produttore.\u00a0Non utilizzare mai liquidi per freni o oli motore, poich\u00e9 possono deteriorare le guarnizioni.<\/li>\n<li><strong><em>Conservazione:<\/em><\/strong>\u00a0rilasciare la pressione dal dispositivo e mantenerlo nella posizione prevista come suggerito dal produttore per evitare bolle d\u2019aria nel sistema idraulico.<\/li>\n<li><strong><em>Spurgare l\u2019aria dal circuito idraulico:<\/em><\/strong>\u00a0le bolle d\u2019aria intrappolate riducono l\u2019efficienza di un martinetto idraulico.\u00a0Eseguire i seguenti passaggi per rimuovere l\u2019aria intrappolata dal dispositivo:\n<ul>\n<li>Aprire la valvola di sfiato ruotandola in senso antiorario.\u00a0Inoltre, aprire il tappo del serbatoio dell\u2019olio.Pompare ripetutamente per rilasciare l\u2019aria.Chiudere la valvola di sfiato ruotandola in senso orario.\u00a0Riposizionare il tappo del serbatoio dell\u2019olio esercitando pressione su di esso.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Controllare se il martinetto funziona correttamente.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h2><strong>Conclusioni<\/strong><\/h2>\n<p>I termini di progettazione, i trend che si osservano in merito alla evoluzione delle caratteristiche principali coinvolgono i seguenti aspetti, almeno per quanto riguarda i martinetti per uso industriale:<\/p>\n<ul>\n<li>Migliorare la semplicit\u00e0 di utilizzo mediante innovazioni nei sistemi di applicazione del carico, ergonomia, leggerezza, materiali pi\u00f9 efficienti e duraturi;<\/li>\n<li>Aumentare la capacit\u00e0 di carico mediante soluzioni costruttive pi\u00f9 elaborate, sempre tenendo in considerazione la voce relativa ai costi;<\/li>\n<li>Ridurre i costi, in relazione alle possibili migliorie applicabili come citato al punto precedente;<\/li>\n<li>Garantire la sicurezza del dispositivo e consentire affidabilit\u00e0 elevate anche in presenza di manutenzione ridotta e anche evitando, ove possibile, l\u2019azionamento manuale del martinetto.<\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"is-layout-constrained wp-block-group\">\n<div class=\"wp-block-group__inner-container\">\n<p class=\"has-background\" style=\"background-color:#e9e9e9\"><strong>Fonti<\/strong><br \/><a href=\"https:\/\/mechasource.blogspot.com\/2021\/06\/an-introduction-to-types-of-lifting.html\">An introduction to types of lifting jacks<\/a><br \/><a href=\"https:\/\/www.ijraset.com\/research-paper\/design-and-fabrication-of-motorized-hydraulic-jack-system\">Design and Fabrication of Motorized Hydraulic Jack System<\/a><br \/><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.9790\/3021-04711528\"><em>K. Sainath et al., \u201cDesign of Mechanical Hydraulic Jack,\u201d\u00a0IOSR Journal of Engineering, vol. 4, no. 7, pp. 15\u201328, Jul. 2014<\/em>.<\/a><br \/><a href=\"http:\/\/www.fiama.it\/\">Fiama<\/a><br \/><a href=\"http:\/\/www.tameson.com\/\">Tameson<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/criteri-per-progettazione-ed-ottimizzazione-di-martinetti-per-sistemi-complessi\/\">&lt;strong&gt;Criteri per progettazione ed ottimizzazione di martinetti per sistemi complessi&lt;\/strong&gt;<\/a> sembra essere il primo su <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/criteri-per-progettazione-ed-ottimizzazione-di-martinetti-per-sistemi-complessi\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Roberta Falco<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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