{"id":23218,"date":"2024-05-23T05:16:26","date_gmt":"2024-05-23T03:16:26","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2024\/05\/23\/come-studiare-piu-corpi-che-interagiscono-fra-di-loro-analisi-multibody\/"},"modified":"2024-05-23T05:16:26","modified_gmt":"2024-05-23T03:16:26","slug":"come-studiare-piu-corpi-che-interagiscono-fra-di-loro-analisi-multibody","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2024\/05\/23\/come-studiare-piu-corpi-che-interagiscono-fra-di-loro-analisi-multibody\/","title":{"rendered":"Come studiare pi\u00f9 corpi che interagiscono fra di loro: analisi multibody"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22184953\/1_simulazione.jpg?resize=750%2C604&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"604\" title=\"Figura 1 Esempio di analisi multibody. In questo caso, si vuole studiare la trasmissione semplificata di un veicolo. \u00c8 possibile analizzare cosa succede quando si ruota il volante e analizzare la risposta degli ammortizzatori al disallineamento del terreno. (LMS Virtual.Lab: Mechanisms on flickr.com)\" alt=\"Esempio di simulazione multibody\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><strong>Questo mese parliamo di un nuovo tipo di <a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/category\/approfondimenti\/simulazione-approfondimenti\/\">simulazioni <\/a>CAE, le analisi multibody. Esse sono un tipo di simulazione ingegneristica avanzata utilizzata per studiare il movimento e l\u2019interazione di sistemi meccanici composti da pi\u00f9 corpi rigidi. Questo consente di modellare dettagliatamente il comportamento dinamico di sistemi complessi, come veicoli, robot e macchinari industriali, facilitando la progettazione e l\u2019ottimizzazione avanzata di tali sistemi. Conoscerle e capire quando possono essere utilizzate potrebbe essere molto utile durante la progettazione di sistemi complessi.<\/strong><\/p>\n<p><em>di C.A. Pasquinucci <\/em><\/p>\n<h2>Cosa sono le analisi multibody?<\/h2>\n<p>La simulazione dinamica multibody (o multicorpo) \u00e8 una<strong> metodologia computazionale <\/strong>che permette agli ingegneri di analizzare il comportamento cinematico e dinamico dei sistemi meccanici composti da pi\u00f9 corpi rigidi, interconnessi da vincoli e interazioni, in moto reciproco relativo. Esse consentono di valutare e comprendere il comportamento dinamico di un cinematismo in una fase precoce del processo di progettazione. Questo significa che gli ingegneri possono esplorare diverse configurazioni e soluzioni, identificando e risolvendo potenziali problemi prima che diventino critici o costosi da affrontare in fasi successive dello sviluppo del prodotto.<\/p>\n<p>Inoltre, le simulazioni multibody consentono ai progettisti di eseguire analisi dettagliate sulle prestazioni di un sistema, valutando parametri come la stabilit\u00e0, la maneggevolezza, l\u2019efficienza energetica e la resistenza strutturale, oltre ai vari fenomeni legati alla risonanza e risposta in frequenza. Questo livello di comprensione \u00e8 fondamentale per ottimizzare il design e migliorare le prestazioni del sistema, assicurando che soddisfi gli obiettivi di progettazione e le esigenze dei clienti.<\/p>\n<p>Un altro vantaggio significativo delle simulazioni multibody \u00e8 la possibilit\u00e0 di esplorare scenari di funzionamento diversi e condizioni di carico estreme senza la necessit\u00e0 di prototipi fisici. Se associate poi a un software di analisi strutturale, si pu\u00f2 analizzare contemporaneamente il movimento dei corpi (<strong>modello di corpo rigido<\/strong>), il loro comportamento elastico (<strong>modello FEM<\/strong>) e la logica di controllo (co-simulazione). Questo riduce notevolmente i costi e i tempi di sviluppo, consentendo agli ingegneri di testare virtualmente diverse configurazioni e iterazioni del design prima di impegnarsi nella produzione e nella realizzazione di prototipi fisici.<\/p>\n<p>Infine, le simulazioni multibody consentono di prevedere e prevenire potenziali problemi e guasti nel sistema, contribuendo cos\u00ec a migliorare la sicurezza e l\u2019affidabilit\u00e0 del prodotto. Identificando e risolvendo i problemi durante la fase di progettazione, gli ingegneri possono evitare costosi ritardi e inconvenienti durante la produzione e l\u2019implementazione del sistema.<\/p>\n<h2>Principi di Base<\/h2>\n<p>Le simulazioni multibody si basano sul concetto di <strong>corpo rigido<\/strong> e quello di <strong>connessione<\/strong>. I primi rappresentano gli oggetti fisici all\u2019interno del sistema e possono essere veicoli, robot, macchinari o qualsiasi altro sistema composto da parti rigide. Come dice il nome, essi sono oggetti meccanici la cui forma e dimensioni rimangono costanti nel tempo, cio\u00e8 non subiscono deformazioni o cambiamenti nella loro geometria durante il moto. Per questo motivo, esso pu\u00f2 essere definito dalla sua massa, baricentro e momento di inerzia. Inoltre, esso ha ovviamente 6 gradi di libert\u00e0, tre traslazionali lungo gli assi x, y e z e tre rotazionali intorno agli stessi assi. Questi gradi di libert\u00e0 consentono al corpo rigido di muoversi e ruotare nello spazio in modo indipendente. Durante il setup dell\u2019analisi, si possono ovviamente ridurre, in modo da diminuire il numero di equazioni da risolvere.<\/p>\n<h3>Le connessioni<\/h3>\n<p>Le connessioni sono i vincoli e giunti che rappresentano le relazioni cinematiche e geometriche tra i corpi. \u00a0Queste sono cruciali per modellare accuratamente l\u2019interazione e il comportamento dei corpi rigidi nel contesto del sistema studiato. Esse possono essere rigide (come saldature o collegamenti bullonati) e impediscono qualsiasi movimento relativo. Quelle elastiche, invece, consento il movimento relativo, ma con vincoli particolari, come per esempio, le molle o gli ammortizzatori.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185134\/2_multibody.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"750\" height=\"559\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185134\/2_multibody-1024x763.jpg?resize=750%2C559&#038;ssl=1\" alt=\"Molle e ammortizzatori inseriti nel precedente esempio di analisi multibody\" class=\"wp-image-39803\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185134\/2_multibody-1024x763.jpg?resize=750%2C559&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185134\/2_multibody-300x223.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185134\/2_multibody-768x572.jpg 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185134\/2_multibody-80x60.jpg 80w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185134\/2_multibody-265x198.jpg 265w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185134\/2_multibody-696x518.jpg 696w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185134\/2_multibody-1068x795.jpg 1068w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185134\/2_multibody-564x420.jpg 564w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185134\/2_multibody.jpg 1144w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 2 Esempio di analisi multibody: oltre ai singoli corpi rigidi, \u00e8 possibile inserire anche molle e ammortizzatori (LMS Virtual.Lab: Mechanisms on <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/\">flickr.com<\/a>)<\/figcaption><\/figure>\n<h4>Vincoli e giunti <\/h4>\n<p>Le connessioni possono anche suddividersi in <strong>vincoli <\/strong>e <strong>giunti<\/strong>. I primi <strong>limitano<\/strong> la libert\u00e0 di movimento di un corpo rispetto ad un altro, determinando come pu\u00f2 muoversi e ruotare rispetto agli altri corpi nel sistema. Ovviamente, esistono vincoli di traslazione che limitano il movimento di traslazione lungo uno o pi\u00f9 assi e di rotazione, che limitano il movimento di rotazione intorno a uno o pi\u00f9 assi e combinazioni fra di loro.<\/p>\n<p>I giunti, invece, sono punti di <strong>contatto <\/strong>o <strong>connessione <\/strong>tra i corpi rigidi nel sistema. Essi definiscono le relazioni geometriche e cinematiche tra i corpi rigidi, permettendo loro di interagire e trasmettere forze e momenti reciproci, consentendo loro di interagire e muoversi in modo specifico rispetto l\u2019uno all\u2019altro. I tipi comuni di giunti includono:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>Giunti sferici:<\/em><\/strong> Consentono il movimento in tutte le direzioni, consentendo traslazioni e rotazioni.<\/li>\n<li><strong><em>Giunti cardanici:<\/em><\/strong> Consentono il movimento rotazionale intorno a due assi non paralleli.<\/li>\n<li><em><strong>Giunti a cerniera:<\/strong><\/em> Consentono il movimento rotazionale intorno a un singolo asse.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La differenza tra vincoli e giunti \u00e8 che i primi limitano il movimento relativo tra i corpi rigidi, i secondi, invece, definiscono i punti di connessione ma soprattutto le relazioni geometriche e cinematiche tra di essi.<\/p>\n<p>I vincoli possono essere utilizzati per modellare diverse situazioni, come ad esempio la sospensione di un veicolo, dove alcuni movimenti sono limitati per garantire la stabilit\u00e0 e il controllo del veicolo.<\/p>\n<p>I giunti, invece, sono utilizzati per modellare connessioni flessibili e articolate tra i corpi rigidi, come nel caso di un braccio robotico, dove i giunti permettono ai diversi segmenti del braccio di muoversi in modo coordinato.<\/p>\n<p>Entrambi sono fondamentali e non \u00e8 sempre facile decidere di modellare un sistema in un modo o in un altro. Combinazioni diverse di vincoli e giunti possono comunque realizzare un movimento compatibile con quello da studiare.<\/p>\n<h2>Equazioni del moto<\/h2>\n<p>Le equazioni che vengono risolte in questo tipo di analisi sono quelle derivate dalle leggi della dinamica. Queste equazioni sono derivate dalle leggi della dinamica, come la seconda legge di <strong>Newton<\/strong> e i principi di <strong>conservazione <\/strong>della quantit\u00e0 di moto per il moto traslazionale e del momento angolare per il moto rotazionale. Inoltre, devono essere risolte anche le equazioni <strong>vincolari<\/strong>, per esempio, dovute alla presenza di molle e smorzatori.<\/p>\n<p>Ovviamente, la cinematica e la dinamica sono anche influenzate dai giunti. Ad esempio, per un giunto sferico, le equazioni del giunto possono definire come le velocit\u00e0 e le accelerazioni relative dei corpi rigidi sono collegate e trasmesse attraverso il giunto. Nel caso di giunto cardanico, sappiamo che la velocit\u00e0 di rotazione dell\u2019albero condotto dipende dall\u2019angolo di disallineamento dell\u2019asse dell\u2019albero condotto rispetto all\u2019asse dell\u2019albero motore. Per questo motivo, esso non \u00e8 omocinetico, ossia la velocit\u00e0 angolare istantanea dell\u2019albero condotto non \u00e8 costante durante una rotazione completa. La velocit\u00e0 rotazionale dell\u2019albero condotto, quindi, varier\u00e0 instante per instante.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185519\/3_grafico.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"750\" height=\"518\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185519\/3_grafico-1024x707.jpg?resize=750%2C518&#038;ssl=1\" alt=\"Grafico rappresentante la velocit\u00e0 di rotazione dell'albero condotto in funzione dell'angolo di rotazione\" class=\"wp-image-39804\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185519\/3_grafico-1024x707.jpg?resize=750%2C518&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185519\/3_grafico-300x207.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185519\/3_grafico-768x530.jpg 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185519\/3_grafico-1536x1061.jpg 1536w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185519\/3_grafico-100x70.jpg 100w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185519\/3_grafico-218x150.jpg 218w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185519\/3_grafico-696x481.jpg 696w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185519\/3_grafico-1068x738.jpg 1068w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185519\/3_grafico-608x420.jpg 608w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185519\/3_grafico.jpg 1810w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 3 Velocit\u00e0 di rotazione dell\u2019albero condotto in funzione dell\u2019angolo di rotazione. Velocit\u00e0 di rotazione dell\u2019albero conducente=1<\/figcaption><\/figure>\n<p>Inoltre, pu\u00f2 capitare che i corpi entrino in <strong>contatto <\/strong>tra di loro, quindi, devono essere utilizzate le equazioni di contatto per descrivere le forze e i momenti che agiscono sui corpi rigidi durante questa fase. Queste equazioni possono essere basate su leggi di <strong>attrito<\/strong>, <strong>elasticit\u00e0<\/strong> e <strong>deformazione <\/strong>dei materiali.<\/p>\n<p>Le equazioni sopra menzionate sono integrate e risolte numericamente utilizzando metodi di integrazione temporale, come l\u2019integrazione di Eulero o l\u2019integrazione di Runge-Kutta. Essi sono essenziali per risolvere le equazioni del moto nelle analisi multibody e predire il comportamento dinamico dei corpi rigidi nel tempo. La scelta del metodo di integrazione dipende dalla precisione richiesta, dalla stabilit\u00e0 numerica e dalla complessit\u00e0 computazionale del problema.<\/p>\n<h2>Applicazioni delle simulazioni multibody<\/h2>\n<p>Le simulazioni multibody sono una tecnologia chiave utilizzata in diversi settori per modellare e analizzare il comportamento dinamico di cinematismi meccanici complessi. Questi sistemi possono includere veicoli, robot, macchinari industriali, attrezzature sportive e altro ancora.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185722\/4_esempio.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"750\" height=\"645\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185722\/4_esempio-1024x880.jpg?resize=750%2C645&#038;ssl=1\" alt=\"Esempio di simulazione multibody di un carrello aereo\" class=\"wp-image-39805\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185722\/4_esempio-1024x880.jpg?resize=750%2C645&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185722\/4_esempio-300x258.jpg 300w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185722\/4_esempio-768x660.jpg 768w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185722\/4_esempio-696x598.jpg 696w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185722\/4_esempio-489x420.jpg 489w, https:\/\/static.tecnichenuove.it\/ilprogettistaindustriale\/2024\/05\/22185722\/4_esempio.jpg 1050w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 4 Un altro tipico esempio di applicazione pratica: il carrello di un aereo. Attraverso la simulazione multibody, \u00e8 possibile analizzare l\u2019apertura e la chiusura del carrello e verificare il cinematismo ad esso collegato. (Fonte: <a href=\"http:\/\/www.wikipedia.com\/\">Wikipedia<\/a>)<\/figcaption><\/figure>\n<h3>Analisi multibody in ambito industriale<\/h3>\n<p>Nel settore <strong>automobilistico<\/strong>, ad esempio, le simulazioni multibody sono ampiamente impiegate per valutare la maneggevolezza, la stabilit\u00e0 e la sicurezza dei veicoli. Gli ingegneri possono simulare una vasta gamma di condizioni di guida e testare il comportamento del veicolo in situazioni reali e virtuali, come curve strette, frenate di emergenza e manovre evasive.<\/p>\n<p>Nel campo della <strong>robotica <\/strong>e <strong>dell\u2019automazione<\/strong>, le simulazioni multibody sono utilizzate per progettare e ottimizzare i movimenti dei robot industriali, dei manipolatori e degli attuatori. Queste simulazioni consentono agli ingegneri di analizzare la cinematica e la dinamica dei robot, ottimizzare i loro percorsi e prevenire collisioni durante le operazioni di lavoro.<\/p>\n<p>Inoltre, le simulazioni multibody sono utili anche nella progettazione di <strong>macchinari industriali<\/strong> complessi come macchine per la lavorazione del legno, macchine tessili e macchine agricole. Gli ingegneri possono valutare la stabilit\u00e0 strutturale, l\u2019efficienza energetica e le prestazioni operative di tali macchinari prima della produzione, riducendo il tempo e i costi associati ai test fisici.<\/p>\n<h3>Altre applicazioni delle analisi multibody<\/h3>\n<p>Esse per\u00f2 non si limitano solo al settore industriale. Ad esempio, nell\u2019ambito degli <strong>articoli sportivi<\/strong>, queste simulazioni sono utilizzate per progettare e ottimizzare attrezzature come biciclette, racchette da tennis e attrezzature da snowboard. Gli ingegneri possono valutare le prestazioni dinamiche, la resistenza e la durata di tali attrezzature sotto diverse condizioni di utilizzo, contribuendo a migliorare le prestazioni degli atleti e la sicurezza degli utenti.<\/p>\n<p>Infine, le simulazioni multibody trovano applicazioni anche nel campo della <strong>medicina <\/strong>e della <strong>biomeccanica<\/strong>. Queste simulazioni sono utilizzate per studiare il movimento umano, la biomeccanica delle articolazioni e le lesioni causate da traumi e incidenti. Ci\u00f2 permette di comprendere meglio le lesioni muscolo-scheletriche, di progettare protesi e dispositivi di assistenza e di sviluppare strategie di riabilitazione pi\u00f9 efficaci.<\/p>\n<p>Esse trovano impiego in tutti i settori dove si debba analizzare e ottimizzare il comportamento dinamico di cinematismi meccanici composti da pi\u00f9 corpi.<\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/come-studiare-piu-corpi-che-interagiscono-fra-di-loro-analisi-multibody\/\">Come studiare pi\u00f9 corpi che interagiscono fra di loro: analisi multibody<\/a> sembra essere il primo su <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/come-studiare-piu-corpi-che-interagiscono-fra-di-loro-analisi-multibody\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Roberta Falco<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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