{"id":23052,"date":"2024-03-04T03:21:38","date_gmt":"2024-03-04T02:21:38","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2024\/03\/04\/la-capriata-in-architettura-elementi-fondamentali\/"},"modified":"2024-03-04T03:21:38","modified_gmt":"2024-03-04T02:21:38","slug":"la-capriata-in-architettura-elementi-fondamentali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2024\/03\/04\/la-capriata-in-architettura-elementi-fondamentali\/","title":{"rendered":"La capriata in architettura: elementi fondamentali"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><strong>La capriata, nota anche come incavallatura o cavalletto,<\/strong> rappresenta un fondamentale elemento architettonico, il cui utilizzo risale a secoli fa, prevalentemente costruito in legno. Questa struttura, caratterizzata da una rete di travi disposte in modo da formare un piano verticale, trova impiego primario nelle coperture a falde inclinate. Il suo design intrinsecamente triangolare, con l\u2019elemento orizzontale detto catena che neutralizza le forze esercitate dai componenti inclinati, i puntoni, fa della capriata un esempio eccellente di struttura non spingente. <\/p>\n<p>Questo significa che \u00e8 in grado di sopportare carichi senza generare spinte orizzontali sull\u2019edificio, un vantaggio significativo nell\u2019architettura che richiede soluzioni per massimizzare lo spazio interno senza compromettere la stabilit\u00e0 strutturale.<\/p>\n<div class=\"index-article\">\n<ol>\n<li><a href=\"https:\/\/www.unionegeometri.com\/#particolarit%C3%A0\">Particolarit\u00e0 di una capriata su un tetto alla lombarda.<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.unionegeometri.com\/#statica\">Statica della capriata<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.unionegeometri.com\/#la\">La teoria classica delle strutture reticolari<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.unionegeometri.com\/#teoria\">Teoria dell\u2019elasticit\u00e0<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.unionegeometri.com\/#sei\">Sei un architetto? La tua professione richiede un aggiornamento continuo?<\/a><\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Elementi della capriata e concetti sulla staticit\u00e0 delle capriate. Guida completa per architetti e studenti d\u2019architettura.<\/h2>\n<ul>\n<li><strong>Due puntoni (o braccia o biscantieri).<\/strong> I \u201cpuntoni\u201d, noti anche come \u201cbraccia\u201d o \u201cbiscantieri\u201d, rappresentano le travi oblique fondamentali per stabilire l\u2019inclinazione del tetto, giocando un ruolo cruciale nell\u2019architettura della copertura.<\/li>\n<li><strong>Catena (o corda o tirante).<\/strong> La \u201ccatena\u201d, alternativamente definita come \u201ccorda\u201d o \u201ctirante\u201d, si distingue come l\u2019elemento orizzontale chiave che forma la base del triangolo strutturale, cruciale per equilibrare le tensioni di trazione. Queste forze, se non opportunamente gestite, eserciterebbero una pressione orizzontale sui punti di supporto dei puntoni. Essendo l\u2019elemento pi\u00f9 lungo della capriata, la catena era tradizionalmente realizzata da un singolo pezzo. Tuttavia, in alcune istanze, veniva costruita unendo due segmenti rettilinei mediante un giunto speciale noto come \u201cdardo di Giove\u201d, una soluzione ingegnosa per massimizzare l\u2019integrit\u00e0 e la resistenza strutturale.<\/li>\n<li><strong>Monaco (od ometto o colonnello).<\/strong> Il \u201cmonaco\u201d, conosciuto anche come \u201cometto\u201d o \u201ccolonnello\u201d, svolge un ruolo fondamentale all\u2019interno della capriata come elemento verticale incaricato di conferire rigidit\u00e0 all\u2019intera struttura. Un avvicinamento tra il monaco e la catena non \u00e8 un segnale trascurabile, bens\u00ec un chiaro indicatore di potenziali criticit\u00e0 strutturali, sottolineando l\u2019importanza di questo componente nell\u2019assicurare l\u2019integrit\u00e0 e la stabilit\u00e0 del tetto.<\/li>\n<li><strong>Saette (o saettoni o contraffissi o razze o contropuntoni)<\/strong>. Le \u201csaette\u201d, altres\u00ec denominate \u201csaettoni\u201d, \u201ccontraffissi\u201d, \u201crazze\u201d o \u201ccontropuntoni\u201d, rappresentano componenti strutturali angolati in maniera contraria rispetto ai puntoni. Questi elementi hanno il compito cruciale di mitigare la flessione dei puntoni, canalizzando verso il monaco le forze compressive a cui sono sottoposti. Attraverso questo meccanismo, le saette contribuiscono significativamente al mantenimento dell\u2019equilibrio e alla distribuzione delle forze all\u2019interno della capriata, salvaguardando l\u2019integrit\u00e0 strutturale del tetto.<\/li>\n<li><strong>Controcatena<\/strong>. La \u201ccontrocatena\u201d si manifesta esclusivamente nelle strutture di capriate di vaste dimensioni, fungendo da collegamento orizzontale tra i puntoni in specifici punti intermedi. Questo elemento strategico \u00e8 progettato per restringere la lunghezza di flessione libera dei puntoni, garantendo cos\u00ec una maggiore stabilit\u00e0 strutturale. Contrariamente a quanto il nome potrebbe suggerire, evocando l\u2019idea di un elemento sotto tensione, la controcatena \u00e8 invece soggetta a forze di compressione. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla sua funzione di creare un sistema ad arco, simile a un arco a tre conci insieme ai sottopuntoni, che aiuta a distribuire e bilanciare le forze all\u2019interno della capriata, contribuendo significativamente alla sua integrit\u00e0 e resistenza.<\/li>\n<li>Le <strong>\u201csottocatene\u201d e i \u201csottopuntoni\u201d<\/strong> si riferiscono a travi di rinforzo strategicamente posizionate, rispettivamente, sotto o sopra la catena principale o i puntoni. Questi elementi aggiuntivi sono progettati per aumentare la resistenza e la stabilit\u00e0 della struttura, agendo come supporti supplementari che aiutano a distribuire il carico e a prevenire deformazioni indesiderate. In questo modo, contribuiscono significativamente alla longevit\u00e0 e all\u2019efficacia della capriata nel complesso.<\/li>\n<\/ul>\n<p><a class=\"anchor-article\" name=\"particolarit%C3%A0\"><\/a><\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Particolarit\u00e0 di una capriata su un tetto alla lombarda.<\/h3>\n<p>Nell\u2019architettura dei tetti alla lombarda, la capriata funge da scheletro portante su cui si appoggiano travi perpendicolari. La trave posizionata in cima \u00e8 conosciuta come \u201ccolmareccio\u201d, mentre le travi che si appoggiano direttamente sui puntoni vengono denominate \u201carcarecci\u201d, o \u201cterzere\u201d nel caso in cui dividano la falda in tre sezioni. Ulteriori travi perpendicolari, dette \u201ctravetti\u201d o \u201ctravicelli\u201d, sono disposte in obliquo, parallele ai puntoni, formando una struttura di supporto su cui si collocano i \u201clistelli\u201d o \u201ccorrentini\u201d. Questi ultimi sostengono il manto di copertura, che pu\u00f2 essere realizzato con vari materiali come coppi, tegole curve, coppi ed embrici, o tegole stampate.<\/p>\n<p>Per i tetti alla piemontese, la capriata supporta una trave di colmo, attraverso un \u201cgattello\u201d o una \u201cmensola\u201d fissata al monaco, o tramite una \u201ctraversa\u201d che collega monaco e puntoni, posizionando questa trave a un\u2019altezza inferiore rispetto alla cima del monaco. Su di essa si appoggiano uno o pi\u00f9 \u201cfalsi puntoni\u201d per falda, creando strutture intermedie tra due capriate, parallele ai puntoni veri. Questi falsi puntoni supportano gli \u201carcarecci\u201d, che a loro volta possono sostenere i \u201ctravetti\u201d o direttamente i \u201clistelli\u201d, completando cos\u00ec il sistema di sostegno per il manto di copertura.<\/p>\n<p><a class=\"anchor-article\" name=\"statica\"><\/a><\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Statica della capriata<\/h3>\n<p>La robustezza della capriata deriva dalla sua sapiente disposizione in forme triangolari, un principio architettonico che garantisce una distribuzione ottimale dei carichi. Al cuore di questa struttura, la sinergia tra i componenti \u00e8 essenziale: i puntoni e la catena, elementi portanti, si congiungono agli angoli mediante sistemi di incastro, che possono variare da semplici giunti marginali a connessioni pi\u00f9 complesse a doppio dente cuneiforme. Questi punti di unione sono ulteriormente consolidati da staffe in ferro, progettate per mantenere l\u2019intera costruzione saldamente ancorata e stabile, evidenziando l\u2019importanza cruciale del dettaglio costruttivo nella realizzazione di strutture durevoli e resistenti.<\/p>\n<p>Nel contesto delle capriate in legno, l\u2019integrazione del monaco con la catena si manifesta attraverso due metodologie distintive, entrambe rivolte a ottimizzare la funzionalit\u00e0 e la resistenza strutturale, pur rispettando le esigenze architettoniche e storiche:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Appoggio indiretto mediante ferri ad U o cravatte<\/strong>: in questa configurazione, il monaco \u00e8 collegato indirettamente alla catena attraverso l\u2019uso di ferri ad U o cravatte, che si ancorano al monaco senza creare un collegamento fisso con la catena. Tale disposizione consente un sostegno per la catena senza instaurare una connessione diretta tra i due elementi. Il monaco, in questa soluzione, pur non essendo sottoposto a tensioni significative, gioca un ruolo cruciale nel limitare la flessione della catena e nel mantenere la coesione strutturale tra saette e puntoni, assicurando la complanarit\u00e0 dell\u2019intero sistema. Questo approccio, prevalente dal tardo Rinascimento e ben documentato nella letteratura tecnica dell\u2019Ottocento (ad eccezione delle prassi costruttive francesi), riflette la metafora del monaco: un elemento che, sebbene non imprescindibile per la statica, regola e sostiene l\u2019armonia dell\u2019insieme, analogamente al ruolo spirituale e materiale dei monaci.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong>Connessione a cerniera per una maggiore efficienza<\/strong>: questo metodo prevede l\u2019istituzione di una connessione, flessibile o rigida, simile a un giunto a cerniera tra monaco e catena, configurando cos\u00ec una struttura reticolare compiuta. Tale tecnica, tipica del periodo medievale, introduce un significativo incremento dell\u2019efficienza strutturale: con lo stesso impiego di materiali, una capriata dotata di tale connessione pu\u00f2 sopportare carichi maggiori rispetto a quelle sviluppate successivamente al Rinascimento. Questo sistema sfrutta appieno le potenzialit\u00e0 del legno, distribuendo efficacemente gli sforzi di trazione (soprattutto nella catena), compressione (nelle saette) e pressoflessione (nei puntoni), testimoniando l\u2019evoluzione delle tecniche costruttive nel tempo e l\u2019adattamento delle soluzioni architettoniche alle varie esigenze funzionali e contestuali.<\/li>\n<\/ul>\n<p><a class=\"anchor-article\" name=\"la\"><\/a><\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La teoria classica delle strutture reticolari<\/h3>\n<p>Durante il XIX secolo, l\u2019emergere della teoria classica delle strutture reticolari ha introdotto metodologie grafiche innovative per la valutazione, seppur con notevoli semplificazioni, delle forze operative negli elementi costituenti la capriata. Tra queste metodologie si annoverano il metodo delle sezioni o di Ritter, che permette di isolare una porzione della struttura per calcolarne le forze interne; il metodo di equilibrio dei nodi, focalizzato sull\u2019analisi delle forze in gioco nei punti di incontro tra gli elementi; e il metodo di Cremona, un approccio grafico per la determinazione delle tensioni nei vari componenti della struttura, basato sulla costruzione di un diagramma di forze.<\/p>\n<p><a class=\"anchor-article\" name=\"teoria\"><\/a><\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Teoria dell\u2019elasticit\u00e0<\/h3>\n<p>Alla fine del XIX secolo, i progressi nella teoria dell\u2019elasticit\u00e0, e in particolare il teorema di Castigliano, hanno arricchito l\u2019arsenale degli ingegneri con strumenti pi\u00f9 raffinati per un\u2019analisi accurata delle strutture, consentendo di calcolare le deformazioni e le tensioni in modo pi\u00f9 preciso. Questo teorema, basato sul principio dell\u2019energia di deformazione, offre la possibilit\u00e0 di determinare gli spostamenti dei nodi e le tensioni negli elementi di una struttura sotto carico, fornendo cos\u00ec una comprensione pi\u00f9 dettagliata del comportamento delle strutture elastiche.<\/p>\n<p>Tuttavia, la complessit\u00e0 dell\u2019applicazione delle equazioni fisico-matematiche limitava l\u2019uso di tali metodi avanzati a casi particolari, a causa della difficolt\u00e0 nel gestire le numerose variabili e nell\u2019implementare gli schemi statici necessari. Per ovviare a queste difficolt\u00e0, furono sviluppate formule specifiche per determinate configurazioni di capriata, al fine di semplificare l\u2019approccio al problema. Queste soluzioni pre-formulate miravano a ridurre la complessit\u00e0 dei calcoli, pur mantenendo un certo livello di accuratezza nell\u2019analisi, ma non eliminavano completamente la natura laboriosa di tali calcoli.<\/p>\n<p>In sintesi, il passaggio dai metodi grafici semplici a tecniche basate sulla teoria dell\u2019elasticit\u00e0 segna un\u2019evoluzione significativa nella capacit\u00e0 di analizzare e progettare strutture reticolari complesse, riflettendo il progresso continuo nella comprensione scientifica e ingegneristica delle forze e delle deformazioni nelle costruzioni architettoniche.<\/p>\n<p><a class=\"anchor-article\" name=\"sei\"><\/a><\/p>\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Sei un architetto? La tua professione richiede un aggiornamento continuo?<\/h3>\n<p>Unione Professionisti ti d\u00e0 la possibilit\u00e0 di progettare e completare il tuo percorso di studi, proponendoti tutti i suoi corsi, sviluppati in modalit\u00e0 FAD asincrona, accreditati presso il <strong>CNAPPC<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"wp-block-buttons is-horizontal is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100\"><a class=\"wp-block-button__link has-white-color has-text-color has-background wp-element-button\" href=\"https:\/\/shop.unioneprofessionisti.com\/promo-architetti\/?utm_source=Article%20Marketing&amp;utm_medium=Link&amp;utm_campaign=Crediti%20Architetti&amp;utm_content=Clicca%20qui\" style=\"border-radius:50px;background-color:#f57f00\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Scopri i corsi in promozione che Unione Professionisti ha riservato agli Architetti.<\/strong><\/a><\/div>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a href=\"https:\/\/www.unioneingegneri.com\/capriata-architettura\/\">La capriata in architettura: elementi fondamentali<\/a> proviene da <a href=\"https:\/\/www.unioneingegneri.com\/\">Unione Geometri<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unionearchitetti.com\/capriata-architettura\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Mauro Melis<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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