{"id":22813,"date":"2023-10-28T07:44:04","date_gmt":"2023-10-28T05:44:04","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2023\/10\/28\/frizioni-per-veicoli-caratteristiche-e-metodi-di-progettazione\/"},"modified":"2023-10-28T07:44:04","modified_gmt":"2023-10-28T05:44:04","slug":"frizioni-per-veicoli-caratteristiche-e-metodi-di-progettazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2023\/10\/28\/frizioni-per-veicoli-caratteristiche-e-metodi-di-progettazione\/","title":{"rendered":"Frizioni per veicoli: caratteristiche e metodi di progettazione"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_23704415-rid-apertura.jpg?resize=750%2C597&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"597\" title=\"\" alt=\"frizioni per veicoli\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><em>Approfondiamo le principali caratteristiche tecniche e le metodologie di progettazione delle frizioni per veicoli.<\/em><\/p>\n<p>Le frizioni sono progettate per innestare e disinnestare la trasmissione dal motore in occasione, ad esempio, del cambio di marcia. Le frizioni per veicoli sono composte da <strong>numerosi particolari<\/strong> e <strong>moltissime varianti costruttive<\/strong>, ma la loro struttura di base e il loro funzionamento \u00e8 simile.<\/p>\n<p>La <strong>coppia<\/strong> proveniente dal motore entra da un lato della frizione e, in condizioni di innesto nominali, questa viene trasmessa al lato opposto mediante alcune <strong>superfici di attrito discoidali<\/strong> premute fra loro in direzione normale da elementi elastici (molle).<\/p>\n<p>Quando occorre disinnestare la frizione, mediante differenti meccanismi, gli elementi elastici vengono ritratti e la forza normale sulle superfici di attrito rimossa.<\/p>\n<p>In questo modo gli <strong>alberi di ingresso e uscita<\/strong> dalla frizione sono disaccoppiati e la trasmissione di potenza viene interrotta. In <strong>figura 1<\/strong> alcuni schemi costruttivi di base delle frizioni per veicoli.<\/p>\n<p>Un requisito fondamentale \u00e8 che il <strong>trasferimento della<\/strong> <strong>coppia motrice<\/strong> alla trasmissione avvenga in modo <strong>graduale e regolare<\/strong>. Inoltre, soprattutto con veicolo in movimento, sia l\u2019interruzione che la <strong>ripresa<\/strong> <strong>della trasmissione di coppi<\/strong>a per la selezione delle marce deve avvenire rapidamente e senza alcuno strappo o transitorio violento.<\/p>\n<figure id=\"attachment_38639\" style=\"width: 884px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/1_SCHEMI_COSTRUTTIVI.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-38639 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/1_SCHEMI_COSTRUTTIVI.jpg?resize=750%2C529&#038;ssl=1\" alt=\"frizioni per veicoli\" width=\"750\" height=\"529\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/1_SCHEMI_COSTRUTTIVI.jpg?resize=750%2C529&#038;ssl=1 884w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/1_SCHEMI_COSTRUTTIVI-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/1_SCHEMI_COSTRUTTIVI-768x541.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/1_SCHEMI_COSTRUTTIVI-100x70.jpg 100w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/1_SCHEMI_COSTRUTTIVI-696x491.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/1_SCHEMI_COSTRUTTIVI-596x420.jpg 596w\" sizes=\"(max-width: 884px) 100vw, 884px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Fig. 1 \u2013 Schemi costruttivi di base di frizioni per autoveicoli.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Per consentire un funzionamento efficace della frizione, la piastra condotta deve essere pi\u00f9 leggera possibile, in modo che la sua <strong>inerzia rotazionale<\/strong> sia minima e, quando la frizione \u00e8 disinnestata, si abbia ridotta quantit\u00e0 di moto e del cosiddetto \u201c<strong>effetto volano<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>La prevenzione della rotazione \u00e8 di massima importanza per consentire un <strong>rapido innesto delle ruote dentate del cambio<\/strong>, a maggior ragione se il cambio di marcia deve avvenire in tempo ridotto e in modo silenzioso.<\/p>\n<p>Questa condizione di funzionamento ottimale serve anche a prevenire le pressioni locali sulle ruote dentate del cambio, la loro <strong>usura<\/strong> e il <strong>rumore<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La scorrevolezza dell\u2019innesto<\/strong> della frizione pu\u00f2 essere ottenuto inserendo nella piastra condotta alcuni elementi smorzanti, mentre <strong>il rapido rallentamento<\/strong> della piastra condotta si ottiene minimizzando il suo diametro e peso per una data coppia da trasferire.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di coppia di una frizione pu\u00f2 essere incrementata con l\u2019aumento del coefficiente di attrito fra i materiali a contatto, diametri crescenti, o maggiore carico elastico delle molle di pressione. I <strong>materiali<\/strong> attualmente utilizzati sono dotati di <strong>coefficienti di attrito<\/strong> intorno a 0,35.<\/p>\n<p>Esistono materiali con coefficienti pi\u00f9 elevati, ma tendono ad essere pi\u00f9 instabili riducendo la fluidit\u00e0 della frizione stessa.<\/p>\n<p><strong>L\u2019aumento del diametro<\/strong>, come detto, causa l\u2019inconveniente di <strong>maggiore inerzia rotazionale<\/strong> e un <strong>prolungamento della rotazione passiva<\/strong> della piastra condotta a frizione disinnestata.<\/p>\n<p>Un approccio alternativo per aumentare la capacit\u00e0 di trasmissione di coppia \u00e8 quello di aumentare il numero di superfici di attrito. Teoricamente la <strong>capacit\u00e0 di trasferire coppia<\/strong> <strong>in una frizione<\/strong> \u00e8 direttamente proporzionale al numero delle coppie di superfici a contatto per un dato carico di serraggio.<\/p>\n<p>Di conseguenza, come si vede in <strong>figura 2,<\/strong> la capacit\u00e0 di trasmissione della coppia motrice cresce all\u2019aumentare del numero di coppie di superfici di attrito (<em>rubbing pairs)<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_254487633-rid.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-38637\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_254487633-rid-1024x576.jpg?resize=696%2C392&#038;ssl=1\" alt=\"frizioni per veicoli\" width=\"696\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_254487633-rid-1024x576.jpg?resize=696%2C392&#038;ssl=1 1024w, 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<strong>frizioni per veicoli multidisco<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche la <strong>durata del rivestimento<\/strong> \u00e8 migliorata aumentando la numero di coppie di superfici di attrito, poich\u00e9 l\u2019usura \u00e8 direttamente correlata alla dissipazione di energia per unit\u00e0 di area di contatto.<\/p>\n<p>Idealmente, <strong>raddoppiando la superficie<\/strong>, come avviene in una frizione a doppio disco, l\u2019<strong>energia in ingresso<\/strong> per unit\u00e0 di superficie di ricoprimento sar\u00e0 <strong>dimezzata<\/strong>, per un dato tempo di slittamento, con conseguente <strong>riduzione del 50% di usura<\/strong>.<\/p>\n<p>In pratica, tuttavia, il <strong>tasso di usura<\/strong> \u00e8 fortemente influenzato anche dalla <strong>temperatura di sfregamento<\/strong> della superficie e il disco intermedio di una frizione multidisco lavora sempre a temperature di esercizio pi\u00f9 alte rispetto alla frizione con singola coppia, in cui il raffreddamento \u00e8 pi\u00f9 efficace.<\/p>\n<p>Pertanto, in una frizione multidisco, approssimativamente met\u00e0 dell\u2019energia generata durante lo scorrimento deve essere assorbita dalla piastra intermedia.<\/p>\n<p>Questo fatto \u00e8 di solito confermato dalla comparsa, sulle superfici della piastra intermedia, di effetti di usura pi\u00f9 evidenti rispetto alle altre.<\/p>\n<figure id=\"attachment_38640\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/2_CARATTERISTICA_FUNZIONAMENTO.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-38640\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/2_CARATTERISTICA_FUNZIONAMENTO.jpg?resize=750%2C532&#038;ssl=1\" alt=\"frizioni per veicoli\" width=\"750\" height=\"532\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/2_CARATTERISTICA_FUNZIONAMENTO.jpg?resize=750%2C532&#038;ssl=1 792w, 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affidabilit\u00e0):<\/p>\n<ul>\n<li>trasferimento affidabile della coppia motore alla trasmissione in tutte le condizioni di servizio,<\/li>\n<li>avviamento dolce del veicolo da fermo e innesto completo,<\/li>\n<li>corretto disinnesto, cio\u00e8 completo disinnesto del motore dalla trasmissione con gioco garantito tra le superfici di attrito,<\/li>\n<li>momento d\u2019inerzia minimo degli elementi condotti della frizione, che consente un cambio di marcia pi\u00f9 fluido e riduce l\u2019usura delle superfici di attrito nel sincronizzatore,<\/li>\n<li>corretto smaltimento del calore dalle superfici di attrito,<\/li>\n<li>protezione dai carichi dinamici,<\/li>\n<li>comodit\u00e0 e facilit\u00e0 di controllo, che si valutano dallo sforzo da applicare al pedale e dal movimento del pedale al disinnesto della frizione.<\/li>\n<\/ul>\n<h2><strong>Principali tipologie<\/strong><\/h2>\n<p>Le principali tipologie di frizioni per veicoli possono essere classificate in base a:<\/p>\n<ul>\n<li>metodo di trasmissione della coppia (attrito, idraulico, automatico);<\/li>\n<li>metodo di controllo (manuale, manuale con booster, automatico);<\/li>\n<li>metodo per la generazione della forza di sulla piastra: frizioni a molla (molle cilindriche, coniche e a disco), frizioni semi-centrifughe (la pressione \u00e8 creata simultaneamente da molle e forze centrifughe), frizioni centrifughe;<\/li>\n<li>forma delle superfici di attrito: disco, cono (utilizzato principalmente come dispositivo di attrito secondario), tamburo (utilizzato principalmente come dispositivo di attrito secondario);<\/li>\n<li>numero di dischi condotti (frizioni a disco): frizione monodisco, frizione a doppio disco, frizione multidisco (utilizzata principalmente nel cambio automatico).<\/li>\n<\/ul>\n<h2><strong>Funzionamento e collegamenti con la trasmissione del veicolo<\/strong><\/h2>\n<p>I principali <strong>elementi costruttivi<\/strong> del veicolo che interagiscono con la frizione sono:<\/p>\n<ul>\n<li><em>Volano<\/em>: si monta sull\u2019albero motore<\/li>\n<li><em>Disco della frizione<\/em>: l\u2019assieme dei materiali di attrito che fornisce un facile innesto e un trasferimento stabile della coppia<\/li>\n<li><em>Spingidisco<\/em>, noto anche come \u201ccoperchio frizione\u201d: superficie caricata a molla che blocca la frizione.<\/li>\n<li><em>Cuscinetto di rilasci<\/em>o: effettua il disinnesto dello spingidisco e libera la frizione.<\/li>\n<li><em>Cuscinetto pilota<\/em>: centra e supporta l\u2019albero di ingresso della trasmissione (molti veicoli non hanno questo cuscinetto).<\/li>\n<li><em>Cavo frizione<\/em>: meccanismo di rilascio meccanico della frizione per alcuni veicoli.<\/li>\n<li><em>Cilindro maestro<\/em>: cilindro moltiplicatore di forza per veicoli con meccanismi di rilascio idraulico.<\/li>\n<li><em>Cilindro secondario della frizione<\/em>: utilizzato insieme a un cilindro principale per i meccanismi di rilascio idraulico.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il <strong>volano<\/strong> \u00e8 un grande disco in acciaio o alluminio. Funge da <strong>contrappeso<\/strong> per il motore, smorzando le vibrazioni del motore causate dall\u2019accensione di ciascun cilindro e fornisce una superficie che la frizione pu\u00f2 contattare.<\/p>\n<p>Il volano ha anche denti attorno alla sua circonferenza per consentire al motorino di avviamento di innestare e avviare il motore.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_589447855-rid.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-38638\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_589447855-rid-1024x683.jpg?resize=696%2C464&#038;ssl=1\" alt=\"frizioni per veicoli\" width=\"696\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_589447855-rid-1024x683.jpg?resize=696%2C464&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_589447855-rid-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_589447855-rid-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_589447855-rid-696x464.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_589447855-rid-1068x712.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_589447855-rid-630x420.jpg 630w\" sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/p>\n<p>Il <strong>disco della frizione<\/strong> \u00e8 una piastra in acciaio, ricoperta da un materiale di attrito inserito tra il volano e lo spingidisco. Il centro del disco \u00e8 il <strong>mozzo<\/strong>, che si adatta alle spine dell\u2019albero di ingresso della trasmissione.<\/p>\n<p>Quando la frizione \u00e8 innestata, il disco viene \u201cschiacciato\u201d tra il volano e lo spingidisco e la potenza del motore viene trasmessa dal mozzo del disco all\u2019albero di ingresso della trasmissione.<\/p>\n<p>La <strong>piastra di pressione<\/strong> \u00e8 una superficie di attrito metallica caricata a molla e imbullonata al volano. Ha una copertura in metallo, molle di rilascio pesanti, una superficie di pressione in metallo e un anello di spinta per il cuscinetto di rilascio.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>anello di spinta<\/strong> rilasciano la forza di serraggio delle molle quando la frizione \u00e8 disinnestata.<\/p>\n<p>Quando il pedale della frizione viene premuto, il \u201c<strong>cuscinetto di lancio<\/strong>\u201d spinge il meccanismo di rilascio dello spingidisco. Lo <strong>spingidisco<\/strong> si allontana dal disco della frizione, disinnestando la frizione e interrompendo cos\u00ec il flusso di potenza.<\/p>\n<p>Quando il pedale della frizione viene rilasciato e la frizione \u00e8 completamente innestata, il cuscinetto di rilascio \u00e8 normalmente fermo e non ruota con lo spingidisco.<\/p>\n<p>Il funzionamento della frizione viene eseguito meccanicamente o con un sistema di pressione idraulica. Se un veicolo ha un collegamento ad azionamento meccanico, incorporer\u00e0 un sistema di collegamento ad albero e leva o un cavo.<\/p>\n<p>I sistemi costituiti da collegamenti, leve e punti di articolazione si trovano principalmente sui veicoli pi\u00f9 datati.<\/p>\n<p>Un meccanismo di <strong>frizione a cavo<\/strong> \u00e8 relativamente semplice. Un cavo collega il pedale della frizione direttamente alla forcella di rilascio della frizione. Questo design semplice \u00e8 flessibile e compatto.<\/p>\n<p>Esiste tuttavia una tendenza dei cavi ad allungarsi gradualmente e alla fine a rompersi a causa dell\u2019usura.<\/p>\n<p>Su una<strong> frizione ad azionamento idraulico<\/strong>, un <strong>cilindro principale<\/strong> viene solitamente azionato direttamente dal gruppo del pedale della frizione. Un <strong>cilindro secondario<\/strong> sulla trasmissione \u00e8 collegato al cilindro principale tramite tubi ad alta pressione.<\/p>\n<p>Il cilindro secondario spinge una leva operativa oppure agisce direttamente sul cuscinetto di rilascio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_38641\" style=\"width: 438px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/3_FRIZIONE_DISCO.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-38641\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/3_FRIZIONE_DISCO.jpg?resize=438%2C304&#038;ssl=1\" alt=\"frizioni per veicoli\" width=\"438\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/3_FRIZIONE_DISCO.jpg?resize=438%2C304&#038;ssl=1 438w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/3_FRIZIONE_DISCO-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/3_FRIZIONE_DISCO-100x70.jpg 100w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/3_FRIZIONE_DISCO-218x150.jpg 218w\" sizes=\"(max-width: 438px) 100vw, 438px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Fig. 3 \u2013 Schema costruttivo di frizione a disco singolo.<\/figcaption><\/figure>\n<p>I <strong>sistemi idraulici<\/strong> richiedono una minore pressione sul pedale e forniscono una <strong>forza pi\u00f9 uniforme<\/strong> all\u2019innesto della frizione. La configurazione del design \u00e8 molto flessibile e pu\u00f2 essere facilmente adattata a quasi tutte le configurazioni.<\/p>\n<p>La forza esercitata in direzione ortogonale allo spingidisco \u00e8 prodotta mediante una serie di <strong>molle elicoidali<\/strong> oppure da una molla a tazza (o diaframma, o Belleville) posizionata in configurazione compressa tra lo spingidisco stesso e il coperchio della frizione.<\/p>\n<p>La <strong>molla a tazza<\/strong>, rispetto alle molle elicoidali offre alcuni importanti vantaggi:<\/p>\n<p>\u2013 Forma compatta, riduce il numero delle parti, riduce il peso e il momento di inerzia.<\/p>\n<p>\u2013 Adatto per velocit\u00e0 del motore elevate. Le molle elicoidali si piegano verso l\u2019esterno a causa dell\u2019azione centrifuga e questo abbassa la forza della molla, pu\u00f2 anche causare vibrazioni a causa dello squilibrio.<\/p>\n<p>\u2013 Minore forza sul pedale, meno attrito poich\u00e9 sono necessarie meno parti per azionare la frizione. Anche la curva forza-spostamento si adatta all\u2019applicazione.<\/p>\n<p>\u2013 La forza di serraggio sui rivestimenti di attrito non diminuisce con l\u2019usura dei rivestimenti.<\/p>\n<p>\u2013 Migliore distribuzione della forza normale.<\/p>\n<p>\u2013 Non necessita di regolazione, meno manutenzione e meno sforzo di assemblaggio.<\/p>\n<h2><strong>Coppia e potenza trasmessa<\/strong><\/h2>\n<p>Con riferimento alla <strong>figura 3<\/strong>, si definiscono:<\/p>\n<p><strong>W<\/strong> = forza complessiva delle molle [N]\n<\/p>\n<p><strong>r1<\/strong> = ro = raggio esterno della frizione [m]\n<\/p>\n<p><strong>r2<\/strong> = ri = raggio interno della frizione [m]\n<\/p>\n<p><strong>n<\/strong> = numero delle coppie di superfici di attrito<\/p>\n<p><strong>\u03bc<\/strong> = coefficiente di attrito fra i dischi<\/p>\n<p>Il raggio medio o effettivo della frizione vale quindi:<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-1.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-38644 alignleft\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-1.jpg?resize=246%2C51&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"246\" height=\"51\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-1.jpg?resize=246%2C51&#038;ssl=1 882w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-1-300x62.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-1-768x158.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-1-696x144.jpg 696w\" sizes=\"(max-width: 246px) 100vw, 246px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a>(1)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La forza tangenziale agente sul disco, a distanza R dal centro di rotazione, vale<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-2.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38645 alignleft\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-2.jpg?resize=77%2C28&#038;ssl=1\" alt=\"frizioni per veicoli\" width=\"77\" height=\"28\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-2.jpg?resize=77%2C28&#038;ssl=1 388w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-2-300x110.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 77px) 100vw, 77px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a>(2)<\/p>\n<p>e la coppia d\u2019attrito trasmessa vale<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-3.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-38646 alignleft\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-3-1024x224.jpg?resize=225%2C49&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"49\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-3-1024x224.jpg?resize=225%2C49&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-3-300x66.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-3-768x168.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-3-696x152.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-3-1068x233.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-3.jpg 1208w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a>(3)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Considerando n superfici di attrito a contatto (per una frizione a singolo disco, <strong>n = 2<\/strong>), la coppia trasmessa dalla frizione vale<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">(4)<a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-4.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-38647 alignleft\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-4.jpg?resize=179%2C49&#038;ssl=1\" alt=\"frizioni per veicoli\" width=\"179\" height=\"49\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-4.jpg?resize=179%2C49&#038;ssl=1 946w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-4-300x82.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-4-768x209.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-4-696x190.jpg 696w\" sizes=\"(max-width: 179px) 100vw, 179px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Se N \u00e8 la velocit\u00e0 di rotazione della frizione in giri\/minuto, allora la potenza trasmessa vale<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-5.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-38655 alignleft\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-5.jpg?resize=114%2C47&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"114\" height=\"47\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-5.jpg?resize=114%2C47&#038;ssl=1 602w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-5-300x123.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 114px) 100vw, 114px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a>(5)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019area della superficie di attrito vale<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-6.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-38649 alignleft\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-6.jpg?resize=133%2C46&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"133\" height=\"46\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-6.jpg?resize=133%2C46&#038;ssl=1 720w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-6-300x103.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-6-696x248.jpg 696w\" sizes=\"(max-width: 133px) 100vw, 133px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a>(6)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>la pressione ammissibile per il materiale delle superfici di attrito varia nel range p = 0,05-0,20 N\/mm<sup>2<\/sup>, per cui si ottiene una forza normale sulle superfici<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-7.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-38650 alignleft\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/formula-7-1024x245.jpg?resize=193%2C46&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"46\" 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prestazioni.<\/p>\n<p>In particolare, si richiede:<\/p>\n<ul>\n<li>coefficiente di attrito relativamente elevato in condizioni operative,<\/li>\n<li>capacit\u00e0 di mantenere le propriet\u00e0 di attrito durante la intera vita utile,<\/li>\n<li>capacit\u00e0 di assorbimento di energia relativamente elevata per brevi periodi,<\/li>\n<li>capacit\u00e0 di resistere alle pressioni normali,<\/li>\n<li>capacit\u00e0 di resistere a strappi di coppia nel momento di cambio di marcia,<\/li>\n<li>adeguata resistenza al taglio per trasmettere la coppia motrice,<\/li>\n<li>elevata resistenza ai carichi ciclici senza il deterioramento delle propriet\u00e0 di attrito.<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_38642\" style=\"width: 674px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/4_DISEGNO.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-38642\" 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di attrito organici, <strong>quattro\/sei inserti ceramici di forma trapezoidale<\/strong> vengono uniformemente distanziati su entrambi i lati della piastra.<\/p>\n<p>Il <strong>materiale<\/strong> in questione \u00e8 costituito da <strong>polvere ceramica e rame<\/strong>, viene compresso e riscaldato in modo che il rame fonda e crei adesione fra le particelle ceramiche. Dopo la solidificazione, il rame forma un forte legame di interfaccia metallo-ceramica.<\/p>\n<p>Questi elementi vengono poi fissati alla piastra delle frizioni per veicoli con elementi di collegamento simili a rivetti.<\/p>\n<h2><strong>Malfunzionamenti e cause di guasto<\/strong><\/h2>\n<p>I guasti delle frizioni per veicoli, a volte, possono essere ricondotti al <strong>disallineamento<\/strong> fra albero motore e flangia del volano, alloggiamento del volano e campana.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, se esiste un disallineamento, il <strong>piano di rotazione<\/strong> della piastra condotta sar\u00e0 sempre <strong>leggermente inclinato<\/strong> rispetto a quello della frizione.<\/p>\n<p>Tale disallineamento \u00e8 generalmente responsabile di alcuni tipici<strong> difetti e cause di guasto<\/strong> quali:<\/p>\n<ul>\n<li>rapida usura della piastra condotta, a causa della inclinazione errata e della conseguente anomala distribuzione delle pressioni;<\/li>\n<li>distacco della piastra condotta dalle superfici di attrito e flessione indesiderata degli elementi rotanti;<\/li>\n<li>usura eccessiva del meccanismo di rilascio dello spingidisco, che determina una frizione pi\u00f9 ruvida e un accoppiamento irregolare;<\/li>\n<li>vibrazioni intense e\/o scorrimento della frizione, con conseguente difficolt\u00e0 nel cambio di marcia.<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_246766784-TAGLIO-rid-.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-38678\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_246766784-TAGLIO-rid--1024x840.jpg?resize=696%2C571&#038;ssl=1\" alt=\"frizioni per veicoli\" width=\"696\" height=\"571\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_246766784-TAGLIO-rid--1024x840.jpg?resize=696%2C571&#038;ssl=1 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_246766784-TAGLIO-rid--300x246.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_246766784-TAGLIO-rid--768x630.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_246766784-TAGLIO-rid--696x571.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_246766784-TAGLIO-rid--1068x876.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/10\/AdobeStock_246766784-TAGLIO-rid--512x420.jpg 512w\" sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/p>\n<h4><\/h4>\n<h4><strong>Riferimenti<\/strong><\/h4>\n<p>[1] Heinz Heisler MSc., BSc., F.I.M.I., M.S.O.E., M.I.R.T.E., M.C.I.T., M.I.L.T., in Advanced Vehicle Technology (Second Edition), 2002.<br \/>\n[2] Web source: <a href=\"http:\/\/www.thecartech.com\/subjects\/design\/Automobile_clutchs.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">The Car Tech<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>Giorgio De Pasquale<\/strong>, <em>Smart Structures and Systems Lab, Dip. di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale, Politecnico di Torino<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong>Elena Perotti<\/strong>, <em>Senior data analyst<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/frizioni-per-veicoli-caratteristiche-e-metodi-di-progettazione\/\">Frizioni per veicoli: caratteristiche e metodi di progettazione<\/a> sembra essere il primo su <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/frizioni-per-veicoli-caratteristiche-e-metodi-di-progettazione\/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=frizioni-per-veicoli-caratteristiche-e-metodi-di-progettazione\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Redazione<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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