{"id":22513,"date":"2023-06-19T08:15:51","date_gmt":"2023-06-19T06:15:51","guid":{"rendered":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2023\/06\/19\/la-simulazione-del-trattamento-termico-al-servizio-della-progettazione\/"},"modified":"2023-06-19T08:15:51","modified_gmt":"2023-06-19T06:15:51","slug":"la-simulazione-del-trattamento-termico-al-servizio-della-progettazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2023\/06\/19\/la-simulazione-del-trattamento-termico-al-servizio-della-progettazione\/","title":{"rendered":"La simulazione del trattamento termico al servizio della progettazione"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/10_FRACASSO_05_2021-1.jpg?resize=750%2C334&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"334\" title=\"\" alt=\"Simulazione\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><em>La simulazione del trattamento termico al servizio della progettazione di prodotto. Progettare correttamente un sistema di trasmissione, sotto-assieme o singolo componente, non significa solamente conoscere i carichi ai quali sar\u00e0 soggetto in esercizio. Significa anche conoscere le condizioni iniziali dei componenti costituenti l\u2019assieme, in termini di reali caratteristiche meccaniche e tensioni residue derivanti dal processo produttivo. In quest\u2019ottica, la simulazione numerica del processo produttivo, e in particolare dei trattamenti termici e termochimici, pu\u00f2 sicuramente essere l\u2019arma vincente del progettista.<\/em><\/p>\n<p><strong> Un contributo di Federico Fracasso, Technical Product Manager EnginSoft<\/strong><\/p>\n<h2>Perch\u00e9 la simulazione di processo<\/h2>\n<p>La progettazione dei sistemi di trasmissione si avvantaggia, sempre pi\u00f9 in larga misura nei tempi recenti, del <strong>supporto prezioso e talvolta fondamentale della simulazione numerica<\/strong>. Strumenti di progettazione avanzata supportano il progettista nell\u2019analisi del comportamento meccanico dei componenti costituenti, della distribuzione dei lubrificanti e delle risposte NVH del sistema in esercizio. Tuttavia, molto spesso tali valutazioni non tengono conto delle reali caratteristiche del componente, in quanto modellato con caratteristiche meccaniche standard spesso uniformi ed esente da tensioni residui derivanti dal processo produttivo. La simulazione del processo produttivo fornisce il tassello mancante al quadro generale, permettendo al progettista di sviluppare un\u2019analisi pi\u00f9 completa, precisa e affidabile.<\/p>\n<p>Al contempo, il fornitore di tali componenti pu\u00f2 trarre sicuro vantaggio dall\u2019adozione di tali metodologie per ottimizzare i propri processi produttivi in termini di risposta alle richieste dei clienti e di qualit\u00e0 di fornitura, con sensibili riduzioni di scarti, consumi di materiale ed energia, campionature e rilavorazioni delle attrezzature.<\/p>\n<p><strong>La simulazione di processo si pone quindi come anello di congiunzione tra progettazione di prodotto e di sistema produttivo<\/strong>, fornendo un linguaggio visuale, oggettivo ed universale di comunicazione tra due mondi apparentemente lontani e permettendo di conseguenza lo sviluppo di reali e vantaggiose pratiche di co-design.<\/p>\n<h2>La simulazione dei processi di trattamento termico e termo-chimico<\/h2>\n<p>I componenti per trasmissioni meccaniche possono essere <strong>prodotti per deformazione plastica, colata o asportazione di truciol<\/strong>o. Indipendentemente dal processo produttivo, spesso tali componenti devono subire un ciclo di trattamento termico al fine di raggiungere le caratteristiche meccaniche desiderate per soddisfare i requisiti in esercizio. Tali processi permettono di modificare la struttura metallurgica del materiale costituente il componente, omogeneizzando le propriet\u00e0 meccaniche o ridistribuendo le tensioni derivanti dal processo produttivo.<\/p>\n<p>Data la variet\u00e0 di processi termici e termo-chimici applicabili e relative combinazioni, in questa sezione analizzeremo solo i principali processi di trattamento termico utilizzati per produrre componenti destinati alla trasmissione di potenza e i vantaggi derivanti dalla loro simulazione in fase di progettazione.<\/p>\n<p>In funzione degli obiettivi finali da soddisfare, vi sono diverse tipologie di processi termici applicabili ai materiali metallici. Come riportato in <strong>Figura 1<\/strong> i processi termici o termo-chimici possono essere utilizzati al fine di migliorare le caratteristiche meccaniche globali o locali di un componente metallico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37811\" style=\"width: 2522px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/1_FRACASSO_05_2021.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37811\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/1_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C454&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"454\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/1_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C454&#038;ssl=1 2522w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/1_FRACASSO_05_2021-300x182.png 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/1_FRACASSO_05_2021-768x465.png 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/1_FRACASSO_05_2021-1024x620.png 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/1_FRACASSO_05_2021-696x422.png 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/1_FRACASSO_05_2021-1068x647.png 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/1_FRACASSO_05_2021-693x420.png 693w\" sizes=\"(max-width: 2522px) 100vw, 2522px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 1. Influenza del processo di trattamento termico su durezza ottenibile e profondit\u00e0 efficace [1]<\/figcaption><\/figure>\n<p>La simulazione dei processi di trattamento termico e termo-chimico <strong>si rivolge quindi ai progettisti di prodotto e a coloro che si occupano di eseguire tali trattamenti<\/strong>, al fine di permettere l\u2019individuazione della migliore combinazione di parametri di processo alla luce dei requisiti di prodotto richiesti. Attraverso l\u2019utilizzo di modelli di simulazione e l\u2019adozione di solutori che permettano di valutare la mutua influenza di temperatura, reologia del materiale e diffusivit\u00e0 chimica, \u00e8 possibile identificare in anticipo potenziali situazioni di rischio in termini di concentrazione di tensioni, deformazione dei pezzi, spessori di trattamento non idonei e caratteristiche meccaniche non congrue ai requisiti definiti.<\/p>\n<h2>La simulazione nei trattamenti termici degli acciai<\/h2>\n<p>Il termine trattamento termico indica uno o pi\u00f9 cicli successivi di riscaldo e raffreddamento di un componente metallico, al fine di raggiungere determinate caratteristiche meccaniche mediante modifica della struttura cristallina. Tali trattamenti possono essere combinati allo scopo di ottimizzare determinate caratteristiche come duttilit\u00e0, resistenza meccanica e durezza, o di eliminare gli effetti di precedenti lavorazioni quali tensioni residue derivanti da processi di stampaggio o altri trattamenti termici. I principali parametri influenzanti il trattamento termico sono composizione chimica del materiale, struttura metallurgica, temperatura e tempo di processo.<\/p>\n<p>I principali trattamenti termici degli acciai e le relative caratteristiche sono riportati nella seguente tabella.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Tabella-1.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-37812 size-full\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Tabella-1.jpg?resize=750%2C364&#038;ssl=1\" alt=\"Simulazione\" width=\"750\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Tabella-1.jpg?resize=750%2C364&#038;ssl=1 1423w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Tabella-1-300x146.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Tabella-1-768x373.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Tabella-1-1024x497.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Tabella-1-696x338.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Tabella-1-1068x519.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Tabella-1-865x420.jpg 865w\" sizes=\"(max-width: 1423px) 100vw, 1423px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/p>\n<p>Esistono notevoli variazioni e combinazioni di tali processi in funzione degli obiettivi ricercati, del materiale in lavorazione e delle condizioni iniziali dei componenti. La simulazione numerica permette al progettista di valutare la migliore combinazione di parametri geometrici e di processo al fine di ottimizzare le caratteristiche finali del componente.<\/p>\n<p>Si riportano a seguire i principali fattori influenzanti i processi di trattamento termico.<\/p>\n<h3>Composizione chimica della lega metallica<\/h3>\n<p>Come riportato nel diagramma Ferro-Carbonio di <strong>Figura 2<\/strong>, diverse composizioni chimiche danno origine a diverse strutture metallurgiche in condizioni di equilibrio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37813\" style=\"width: 2702px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/2_FRACASSO_05_2021.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37813\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/2_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C377&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/2_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C377&#038;ssl=1 2702w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/2_FRACASSO_05_2021-300x151.png 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/2_FRACASSO_05_2021-768x386.png 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/2_FRACASSO_05_2021-1024x515.png 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/2_FRACASSO_05_2021-696x350.png 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/2_FRACASSO_05_2021-1068x537.png 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/2_FRACASSO_05_2021-836x420.png 836w\" sizes=\"(max-width: 2702px) 100vw, 2702px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 2. Trasformazione al raffreddamento di un acciaio ipo-eutettoidico [2]<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019eventuale presenza di altri elementi in lega modifica i campi di esistenza delle diverse strutture metallurgiche, permettendo l\u2019ottenimento di condizioni finali estremamente variabili ed adattabili ai requisiti di prodotto richiesti.<\/p>\n<h3>Condizioni di raffreddamento<\/h3>\n<p>In funzione della composizione chimica dell\u2019acciaio e della velocit\u00e0 di trasformazione dal campo austenitico, si possono ottenere strutture metallurgiche estremamente varie e conseguentemente prestazioni meccaniche altrettanto variabili. In particolare, come riportato in <strong>Figura 3<\/strong>, raffreddamenti condotti in condizioni di equilibrio (o simil-equilibrio, con tempi sufficientemente lunghi) permettono l\u2019ottenimento di strutture a base di ferrite, perlite e cementite. A queste fasi si aggiungono la bainite e la martensite nel caso il raffreddamento sia condotto in condizioni di non equilibrio, quindi con velocit\u00e0 di raffreddamento pi\u00f9 elevate. La posizione delle curve, e i conseguenti tempi critici di trasformazione, sono influenzati dalla dimensione del grano e dalle percentuali anche locali degli elementi in lega, come vedremo nelle sezioni successive.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37814\" style=\"width: 2468px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/3_FRACASSO_05_2021.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37814 size-full\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/3_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C302&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/3_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C302&#038;ssl=1 2468w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/3_FRACASSO_05_2021-300x121.png 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/3_FRACASSO_05_2021-768x309.png 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/3_FRACASSO_05_2021-1024x412.png 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/3_FRACASSO_05_2021-696x280.png 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/3_FRACASSO_05_2021-1068x430.png 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/3_FRACASSO_05_2021-1043x420.png 1043w\" sizes=\"(max-width: 2468px) 100vw, 2468px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 3. Curva di trasformazione anisoterma dell\u2019austenite o curva C.C.T. per un acciaio ipoeutettoidico [2]<\/figcaption><\/figure>\n<h3>Dimensione del grano<\/h3>\n<p>La dimensione del grano metallurgico influenza la risposta al trattamento termico delle leghe metalliche. In particolare, come riportato in <strong>Figura 4<\/strong>, le curve di trattamento termico presentano traslazioni verso tempi di inizio trasformazione pi\u00f9 lunghi all\u2019aumentare della dimensione del grano, migliorando quindi la temprabilit\u00e0 del materiale stesso. In altre parole, si possono utilizzare mezzi di raffreddamento meno drastici a vantaggio delle tensioni residue sul componente, pur entrando nel campo martensitico di maggior durezza. Si ricorda tuttavia come maggiori dimensioni di grano influenzino negativamente le capacit\u00e0 di resistenza meccanica del materiale in esercizio. Occorre quindi bilanciare i due comportamenti con un\u2019attenta progettazione del materiale e non solo del componente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37815\" style=\"width: 2096px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/4_FRACASSO_05_2021.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37815\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/4_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C381&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"381\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/4_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C381&#038;ssl=1 2096w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/4_FRACASSO_05_2021-300x152.png 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/4_FRACASSO_05_2021-768x390.png 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/4_FRACASSO_05_2021-1024x520.png 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/4_FRACASSO_05_2021-696x353.png 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/4_FRACASSO_05_2021-1068x542.png 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/4_FRACASSO_05_2021-827x420.png 827w\" sizes=\"(max-width: 2096px) 100vw, 2096px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 4. Influenza della dimensione del grano sulle curve di trasformazione di un acciaio 4140 [3]<\/figcaption><\/figure>\n<h3>Temperature e tempi di trattamento<\/h3>\n<p>La combinazione di tempo e temperatura di trattamento influenzano notevolmente l\u2019evoluzione e il risultato finale di un trattamento termico. Un primo esempio \u00e8 dato dal tempo di mantenimento a temperatura di austenitizzazione. Maggiore risulta essere questo tempo e pi\u00f9 grossolana sar\u00e0 la grana cristallina costituente il materiale metallico, con le conseguenze riportate precedentemente. Un altro esempio \u00e8 fornito dal processo di rinvenimento.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37816\" style=\"width: 2508px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/5_FRACASSO_05_2021.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37816\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/5_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C267&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/5_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C267&#038;ssl=1 2508w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/5_FRACASSO_05_2021-300x107.png 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/5_FRACASSO_05_2021-768x274.png 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/5_FRACASSO_05_2021-1024x365.png 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/5_FRACASSO_05_2021-696x248.png 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/5_FRACASSO_05_2021-1068x381.png 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/5_FRACASSO_05_2021-1178x420.png 1178w\" sizes=\"(max-width: 2508px) 100vw, 2508px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 5. Influenza della temperatura (sinistra) e del tempo (acciaio 0.8% C, destra) nel trattamento di rinvenimento [4]<\/figcaption><\/figure>\n<p>Come riportato in <strong>Figura 5<\/strong>, il progettista deve attentamente valutare la migliore combinazione di tempo e temperatura al fine di assicurare i requisiti finali di resistenza meccanica, durezza e duttilit\u00e0 al componente. Gli strumenti di simulazione si rivelano anche qui un valido aiuto nella messa a punto del processo produttivo e nella valutazione delle propriet\u00e0 finali.<\/p>\n<h2>Tempra ad induzione<\/h2>\n<p>I processi sopra riportati si riferiscono generalmente ai trattamenti termici sviluppabili mediante riscaldo in forno dell\u2019intero componente. Il processo di tempra ad induzione permette di trattare separatamente la superficie, dove si richiedono strutture martensitiche che forniscono durezza e resistenza meccanica, e il cuore del pezzo, dove di richiede di mantenere strutture ad elevata duttilit\u00e0. Si tratta essenzialmente di un riscaldo ad induzione del volume superficiale del pezzo da trattare seguito da un rapido raffreddamento.<\/p>\n<p>I principali vantaggi dei processi di riscaldamento a induzione sono un aumento molto rapido della temperatura (alta produttivit\u00e0), un riscaldamento locale e preciso (trattamento superficiale o profondo), una bassissima inerzia del sistema (risparmio energetico), la facilit\u00e0 di controllo e automazione, pulizia inerente alla sua modalit\u00e0 di funzionamento e un\u2019ottima riproducibilit\u00e0. Per questo motivo, tale processo ha riscontrato notevole successo nel trattamento di componenti per il settore delle trasmissioni, dove devono essere assicurate elevate precisioni su grandi serie.<\/p>\n<p>Il riscaldamento a induzione consiste nel posizionare un induttore, o in altre parole un solenoide di forma pi\u00f9 o meno complessa, attorno alla parte da riscaldare, oppure vicino ad una zona prescelta della parte quando si vuole riscaldare localmente. La corrente alternata fornita dall\u2019induttore produce un campo magnetico. Quando un materiale conduttore viene posto in questo campo magnetico, compaiono correnti elettriche chiamate correnti di Foucault generano calore per effetto Joule e quindi riscaldano il materiale.<\/p>\n<p>La teoria del riscaldo ad induzione risiede nelle equazioni di Maxwell:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-102741.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-37817 aligncenter\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-102741.jpg?resize=236%2C359&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"236\" height=\"359\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-102741.jpg?resize=236%2C359&#038;ssl=1 376w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-102741-197x300.jpg 197w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-102741-276x420.jpg 276w\" sizes=\"(max-width: 236px) 100vw, 236px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/p>\n<p>dove D \u00e8 il campo elettrico nei materiali, detto anche induzione elettrica, H \u00e8 il campo magnetico nei materiali, detto anche campo magnetizzante, E \u00e8 il capo elettrico nel vuoto, B \u00e8 l\u2019induzione magnetica, p \u00e8 la carica elettrica e J \u00e8 la densit\u00e0 di corrente. Tali equazioni permettono di valutare l\u2019evoluzione temporale di un campo elettromagnetico in funzione delle distribuzioni di carica e corrente elettrica da cui \u00e8 generato.<\/p>\n<p>Se le funzioni D ed H sono regolari, si pu\u00f2 pensare di svilupparle in serie nelle variabili E e B e nel caso si possa assumere lineare la risposta del materiale, si possono ricondurre alle seguenti equazioni:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-104209.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37818 aligncenter\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-104209.jpg?resize=273%2C226&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"226\"  data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/p>\n<p>dove\u00a0<a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-104305.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-37819\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-104305.jpg?resize=19%2C21&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"19\" height=\"21\"  data-recalc-dims=\"1\"><\/a>\u00a0 \u00e8 la permeabilit\u00e0 magnetica e <a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-104316.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-37820\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-104316.jpg?resize=19%2C19&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"19\" height=\"19\"  data-recalc-dims=\"1\"><\/a>\u00a0\u00e8 la conducibilit\u00e0 elettrica.<\/p>\n<p>La variazione del campo magnetico attraversante il materiale conduttore genera correnti parassite, dette correnti di Foucault, le quali generano calore per effetto Joule a causa della resistivit\u00e0 del materiale stesso. L\u2019afflusso di calore non \u00e8 uniforme ma \u00e8 maggiore sulla superficie del materiale e diminuisce verso le profondit\u00e0 interne a causa della distribuzione della corrente indotta. Questo \u00e8 ci\u00f2 che viene definito effetto pelle. Una quantit\u00e0 caratteristica, chiamata profondit\u00e0 della pelle o profondit\u00e0 di penetrazione, viene utilizzata per quantificare l\u2019importanza di questo fenomeno. Questa profondit\u00e0 di penetrazione \u00e8 espressa nella forma seguente<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105006.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37826 aligncenter\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105006.jpg?resize=242%2C89&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"89\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105006.jpg?resize=242%2C89&#038;ssl=1 754w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105006-300x110.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105006-696x256.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105006-741x277.jpg 741w\" sizes=\"(max-width: 242px) 100vw, 242px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a>dove f \u00e8 la frequenza del campo magnetico. Questo fenomeno viene utilizzato per gestire il processo in modo da poter eseguire una tempra localizzata solo riscaldando la superficie del pezzo, oppure riscaldare anche l\u2019interno del pezzo prima di un\u2019operazione di forgiatura, come rappresentato in <strong>Figura 6<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37821\" style=\"width: 2380px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/6_FRACASSO_05_2021.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37821 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/6_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C429&#038;ssl=1\" alt=\"Simulazione\" width=\"750\" height=\"429\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/6_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C429&#038;ssl=1 2380w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/6_FRACASSO_05_2021-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/6_FRACASSO_05_2021-768x440.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/6_FRACASSO_05_2021-1024x586.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/6_FRACASSO_05_2021-696x398.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/6_FRACASSO_05_2021-1068x611.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/6_FRACASSO_05_2021-734x420.jpg 734w\" sizes=\"(max-width: 2380px) 100vw, 2380px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 6. Simulazione del processo di riscaldo ad induzione, con evidenza della distribuzione di temperatura (sinistra), campo magnetico (sopra) e flusso termico (sotto)<\/figcaption><\/figure>\n<p>I parametri elettromagnetici dei materiali quali permeabilit\u00e0 magnetica e conducibilit\u00e0 elettrica sono influenzati dalla temperatura. Pu\u00f2 tuttavia essere complicato ottenere le leggi di evoluzione precise per questi parametri, in quanto la conduttivit\u00e0 elettrica non dipende solo dalla temperatura ma anche dalla microstruttura e dalla composizione chimica. Anche la permeabilit\u00e0 magnetica \u00e8 un parametro la cui evoluzione \u00e8 relativamente complessa. Questo perch\u00e9 la sua evoluzione \u00e8 diversa a seconda che il materiale sia ferromagnetico o non magnetico. Inoltre, i materiali ferromagnetici diventano non magnetici al di sopra di una temperatura chiamata temperatura di Curie.<\/p>\n<p>I parametri caratterizzanti il processo sono quindi estremamente vari, quali geometria dell\u2019induttore, materiale in lavorazione, intensit\u00e0 di corrente, frequenza, presenza di concentratori e relative modalit\u00e0 di controllo della macchina di riscaldo ad induzione. Si riporta in <strong>Figura 7<\/strong> diversi profili di trattamento al variare dei parametri citati.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37822\" style=\"width: 1372px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/7_FRACASSO_05_2021.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37822 size-full\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/7_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C505&#038;ssl=1\" alt=\"Simulazione\" width=\"750\" height=\"505\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/7_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C505&#038;ssl=1 1372w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/7_FRACASSO_05_2021-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/7_FRACASSO_05_2021-768x517.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/7_FRACASSO_05_2021-1024x690.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/7_FRACASSO_05_2021-696x469.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/7_FRACASSO_05_2021-1068x719.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/7_FRACASSO_05_2021-624x420.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 1372px) 100vw, 1372px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 7. Simulazione del processo di riscaldo ad induzione, con evidenza della distribuzione di temperatura (sinistra), campo magnetico (sopra) e flusso termico (sotto)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tali configurazioni possono essere agilmente valutate attraverso la simulazione di processo, come riportato in <strong>Figura 8<\/strong>. A parit\u00e0 di geometria di induttore, possono essere testate virtualmente diverse configurazioni dei parametri elettromagnetici e\/o sequenze degli stessi. Spesso, infatti, si ricorre a riscaldi in multifrequenza al fine di combinare gli effetti di basse frequenze (lunghi e ad elevata profondit\u00e0) e di alte frequenze (rapidi e di superficie).<\/p>\n<figure id=\"attachment_37823\" style=\"width: 1404px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/8_FRACASSO_05_2021.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37823 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/8_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C922&#038;ssl=1\" alt=\"Simulazione\" width=\"750\" height=\"922\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/8_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C922&#038;ssl=1 1404w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/8_FRACASSO_05_2021-244x300.jpg 244w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/8_FRACASSO_05_2021-768x944.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/8_FRACASSO_05_2021-833x1024.jpg 833w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/8_FRACASSO_05_2021-696x856.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/8_FRACASSO_05_2021-1068x1313.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/8_FRACASSO_05_2021-342x420.jpg 342w\" sizes=\"(max-width: 1404px) 100vw, 1404px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 8. Distribuzione della percentuale di austenite in due processi di riscaldo ad induzione: 4000 A, 5 kHz, 20 s (sopra), 4000 A 20 KHz, 5 s (sotto)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Alla luce delle osservazioni riportate, risulta evidente come la simulazione del processo di riscaldo ad induzione si presenti come un valido supporto alla progettazione, permettendo di risolvere in maniera agevole le equazioni elencate finora, accoppiando, come riportato in <strong>Figura 9<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>un solutore elettromagnetico, per la valutazione del calore generato dal campo magnetico a determinate condizioni di temperatura del pezzo, tenendo in considerazione le evoluzioni delle caratteristiche del materiale<\/li>\n<li>un solutore termomeccanico, al fine di valutare l\u2019evoluzione di temperatura del pezzo, la variazione dei parametri caratteristici, le tensioni e le deformazioni generate date dall\u2019espansione termica e l\u2019eventuale variazione di fasi metallurgiche.<\/li>\n<\/ul>\n<figure id=\"attachment_37824\" style=\"width: 2230px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/9_FRACASSO_05_2021.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37824\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/9_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C310&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/9_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C310&#038;ssl=1 2230w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/9_FRACASSO_05_2021-300x124.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/9_FRACASSO_05_2021-768x318.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/9_FRACASSO_05_2021-1024x423.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/9_FRACASSO_05_2021-696x288.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/9_FRACASSO_05_2021-1068x442.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/9_FRACASSO_05_2021-1016x420.jpg 1016w\" sizes=\"(max-width: 2230px) 100vw, 2230px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 9. Modellazione del trattamento termico di tempra ad induzione<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il campo termico, nonch\u00e9 l\u2019eventuale campo tensionale e le relative fasi metallurgiche vengono quindi trasferire alla simulazione di tempra ove, mediante l\u2019adozione di un solutore termomeccanico accoppiato, \u00e8 possibile valutare, come riportato in<strong> Figura 10<\/strong>, l\u2019evoluzione della distribuzione delle fasi metallurgiche, delle tensioni residue e delle distorsioni del componente durante la fase di raffreddamento e a fine trattamento.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37825\" style=\"width: 2974px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/10_FRACASSO_05_2021.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37825\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/10_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C334&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/10_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C334&#038;ssl=1 2974w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/10_FRACASSO_05_2021-300x134.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/10_FRACASSO_05_2021-768x342.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/10_FRACASSO_05_2021-1024x457.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/10_FRACASSO_05_2021-696x310.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/10_FRACASSO_05_2021-1068x476.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/10_FRACASSO_05_2021-942x420.jpg 942w\" sizes=\"(max-width: 2974px) 100vw, 2974px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 10. Distribuzione di martensite dopo tempra (sinistra) e andamento di durezza e tensione residua (destra)<\/figcaption><\/figure>\n<h2>Cementazione<\/h2>\n<p>Come definito nella sezione dedicata all\u2019influenza della composizizione chimica, la presenza di elementi in lega permette la modifica dei campi di esistenza delle fasi metallurgiche. Per alcune tipologie di acciai, l\u2019arricchimento superficiale in carbonio permette di migliorare la temprabilit\u00e0 del componente, ottenendo una struttura martensitica in superficie e mantenendo un cuore del pezzo ad elevati valori di duttilit\u00e0. Tale processo di arricchimento prende il nome di cementazione.<\/p>\n<p>Trascurando le interazioni tra il carbonio e altri elementi come ferro e componenti in lega (manganese, cromo, nichel, molibdeno, ecc.), La diffusione del carbonio all\u2019interno del pezzo pu\u00f2 essere descritta dalle leggi di diffusione di Fick. Poich\u00e9 il flusso di diffusione e il gradiente di concentrazione vicino alla superficie variano nel tempo a causa dell\u2019accumulo di carbonio, \u00e8 considerata una diffusione non stazionaria e pu\u00f2 essere espressa dalla seconda legge di Fick:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105157.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37827 aligncenter\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105157.jpg?resize=340%2C200&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105157.jpg?resize=340%2C200&#038;ssl=1 751w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105157-300x176.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105157-696x409.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105157-715x420.jpg 715w\" sizes=\"(max-width: 340px) 100vw, 340px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/p>\n<p>dove C \u00e8 la concentrazione di carbonio, t il tempo, x \u00e8 la profondit\u00e0 rispetto alla superficie del pezzo e D \u00e8 la diffusivit\u00e0. A sua volta, la diffusivit\u00e0 dipende dalla temperatura di trattamento secondo la seguente equazione:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105322.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37828 aligncenter\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105322.jpg?resize=300%2C164&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105322.jpg?resize=300%2C164&#038;ssl=1 1014w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105322-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105322-768x420.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105322-696x380.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105322-769x420.jpg 769w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/p>\n<p><em>dove <\/em> <a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105422.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-37829\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/Immagine-2023-06-13-105422.jpg?resize=25%2C25&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"25\" height=\"25\"  data-recalc-dims=\"1\"><\/a>\u00a0<em>\u00e8 il coefficiente massimo di diffusione <\/em>(m<sup>2<\/sup>\/s),\u00a0 Q \u00e8 l\u2019energia di attivazione per la diffusione (J\/mol), R \u00e8 la costante dei gas (8.314 J\/mol\u00b7K), e T la temperatura assoluta (K).<\/p>\n<p>Questo trattamento viene effettuato mediante riscaldamento dell\u2019acciaio oltre la temperatura di austenitizzazione, mantenimento in atmosfera ricca in carbonio per un periodo temporale sufficiente a raggiungere la profondit\u00e0 desiderata (<strong>Figura 11<\/strong>) e raffreddamento finale in mezzo temprante. Si ottiene in tal modo uno strato superficiale martensitico ad elevata durezza.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37830\" style=\"width: 1292px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11-A_FRACASSO_05_2021.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-37830\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11-A_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C658&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"658\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11-A_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C658&#038;ssl=1 1292w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11-A_FRACASSO_05_2021-300x263.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11-A_FRACASSO_05_2021-768x674.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11-A_FRACASSO_05_2021-1024x899.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11-A_FRACASSO_05_2021-696x611.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11-A_FRACASSO_05_2021-1068x937.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11-A_FRACASSO_05_2021-479x420.jpg 479w\" sizes=\"(max-width: 1292px) 100vw, 1292px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 11. Evoluzione della percentuale di carbonio in acciaio C25 al variare del tempo di trattamento (linea verde = sensore pi\u00f9 esterno)<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11B_FRACASSO_05_2021.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-37831\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11B_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C491&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"750\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11B_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C491&#038;ssl=1 2536w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11B_FRACASSO_05_2021-300x196.png 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11B_FRACASSO_05_2021-768x503.png 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11B_FRACASSO_05_2021-1024x670.png 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11B_FRACASSO_05_2021-696x456.png 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11B_FRACASSO_05_2021-741x486.png 741w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11B_FRACASSO_05_2021-1068x699.png 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/11B_FRACASSO_05_2021-642x420.png 642w\" sizes=\"(max-width: 2536px) 100vw, 2536px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/p>\n<p>Il processo trae vantaggio dalla traslazione delle curve di trattamento termico al variare della percentuale di carbonio. In particolare, come riportato in <strong>Figura 12<\/strong> nel caso di acciaio C20, le curve si spostano verso temperature inferiori (in particolare l\u2019inizio della trasformazione martensitica) e tempi pi\u00f9 lunghi, i quali permettono velocit\u00e0 di raffreddamento meno critiche e conseguentemente una maggiore profondit\u00e0 dello strato trattato.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<figure id=\"attachment_37836\" style=\"width: 2662px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12-A_FRACASSO_05_2021.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37836 size-full\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12-A_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C372&#038;ssl=1\" alt=\"Simulazione\" width=\"750\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12-A_FRACASSO_05_2021.png?resize=750%2C372&#038;ssl=1 2662w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12-A_FRACASSO_05_2021-300x149.png 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12-A_FRACASSO_05_2021-768x381.png 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12-A_FRACASSO_05_2021-1024x508.png 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12-A_FRACASSO_05_2021-324x160.png 324w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12-A_FRACASSO_05_2021-696x345.png 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12-A_FRACASSO_05_2021-1068x530.png 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12-A_FRACASSO_05_2021-847x420.png 847w\" sizes=\"(max-width: 2662px) 100vw, 2662px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figua 12. Curve di trasformazione anisoterma per acciaio a 0.2% (sinistra) e 0.8% di carbonio (destra)<\/figcaption><\/figure>\n<p>La simulazione numerica permette di analizzare gli effetti delle diverse percentuali di carbonio sul componente finale. In particolare, come riportato in <strong>Figura 13,<\/strong> il progettista pu\u00f2 valutare la distribuzione delle fasi metallurgiche nel componente a fine trattamento.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37838\" style=\"width: 2368px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12B_FRACASSO_05_2021-1.png?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37838 size-full\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12B_FRACASSO_05_2021-1.png?resize=750%2C391&#038;ssl=1\" alt=\"Simulazione\" width=\"750\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12B_FRACASSO_05_2021-1.png?resize=750%2C391&#038;ssl=1 2368w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12B_FRACASSO_05_2021-1-300x156.png 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12B_FRACASSO_05_2021-1-768x400.png 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12B_FRACASSO_05_2021-1-1024x534.png 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12B_FRACASSO_05_2021-1-696x363.png 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12B_FRACASSO_05_2021-1-1068x557.png 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/12B_FRACASSO_05_2021-1-806x420.png 806w\" sizes=\"(max-width: 2368px) 100vw, 2368px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 13. Distribuzione di fasi metallurgiche dopo tempra su componente cementato<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/13_FRACASSO_05_2021.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-37839 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/13_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C419&#038;ssl=1\" alt=\"Simulazione\" width=\"750\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/13_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C419&#038;ssl=1 1600w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/13_FRACASSO_05_2021-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/13_FRACASSO_05_2021-768x429.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/13_FRACASSO_05_2021-1024x572.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/13_FRACASSO_05_2021-696x389.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/13_FRACASSO_05_2021-1068x597.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/13_FRACASSO_05_2021-752x420.jpg 752w\" sizes=\"(max-width: 1600px) 100vw, 1600px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/p>\n<p>Il progettista pu\u00f2 inoltre valutare la distribuzione di durezza e i campi tensionali residui (<strong>Figura 14<\/strong>), informazioni fondamentali per una corretta progettazione del componente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37840\" style=\"width: 1614px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14-A_FRACASSO_05_2021.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37840 size-full\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14-A_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C494&#038;ssl=1\" alt=\"Simulazione\" width=\"750\" height=\"494\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14-A_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C494&#038;ssl=1 1614w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14-A_FRACASSO_05_2021-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14-A_FRACASSO_05_2021-768x506.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14-A_FRACASSO_05_2021-1024x675.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14-A_FRACASSO_05_2021-696x459.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14-A_FRACASSO_05_2021-1068x704.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14-A_FRACASSO_05_2021-637x420.jpg 637w\" sizes=\"(max-width: 1614px) 100vw, 1614px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 14. Distribuzione di durezza (sinistra) e tensioni residue (destra, rosso = compressione, blu = trazione) dopo tempra su componente cementato<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14B_FRACASSO_05_2021.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-37841 size-full\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14B_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C498&#038;ssl=1\" alt=\"Simulazione\" width=\"750\" height=\"498\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14B_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C498&#038;ssl=1 1436w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14B_FRACASSO_05_2021-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14B_FRACASSO_05_2021-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14B_FRACASSO_05_2021-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14B_FRACASSO_05_2021-696x462.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14B_FRACASSO_05_2021-1068x710.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/14B_FRACASSO_05_2021-632x420.jpg 632w\" sizes=\"(max-width: 1436px) 100vw, 1436px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><\/p>\n<h2>Nitrurazione<\/h2>\n<p>Il processo termochimico di nitrurazione permette di ottenere uno strato superficiale con eccezionali caratteristiche di durezza e ridotto coefficiente di attrito. Tale trattamento si basa sul mantenimento dei componenti da trattate in atmosfere ricche di azoto (solitamente ammoniaca in forma gassosa o, pi\u00f9 raramente, azoto allo stato di plasma o bagni di Sali fusi a base di cianuri), a temperature comprese tra 480 \u00b0C e 570 \u00b0C per tempi variabili tra qualche ora e qualche decina di ore. Un componente nitrurato presenta nella zona pi\u00f9 esterna uno strato di composti dell\u2019azoto di colore chiaro, denominato \u201cwhite layer\u201d (<strong>Figura 15<\/strong>). Tale zona, avente spessore compreso tra tra 5 a 30 \u03bcm, presenta valori molto elevati di durezza (compresi tra 900 HV e 1200 HV in relazione al tipo di acciaio utilizzato) ed ha un basso coefficiente d\u2019attrito.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37842\" style=\"width: 1560px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/15_FRACASSO_05_2021.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37842 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/15_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C589&#038;ssl=1\" alt=\"Simulazione\" width=\"750\" height=\"589\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/15_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C589&#038;ssl=1 1560w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/15_FRACASSO_05_2021-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/15_FRACASSO_05_2021-768x604.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/15_FRACASSO_05_2021-1024x805.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/15_FRACASSO_05_2021-696x547.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/15_FRACASSO_05_2021-1068x839.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/15_FRACASSO_05_2021-534x420.jpg 534w\" sizes=\"(max-width: 1560px) 100vw, 1560px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 15. Strato nitrurato su acciaio 30CrMo12 (nitrurazione gassosa; durata: 24 ore; spessore coltre bianca: 12\u03bcm; profondit\u00e0 efficace: 350\u03bcm) [6]<\/figcaption><\/figure>\n<p>La zona immediatamente sottostante viene denominata zona di diffusione ed \u00e8 caratterizzata da una variazione della concentrazione di azoto (e conseguentemente della durezza ottenuta) progressivamente diminuente all\u2019aumentare della distanza dalla superficie. Lo spessore di tale zona \u00e8 solitamente compreso tra 100 e 300 \u03bcm, ma si possono raggiungere 500 \u03bcm di profondit\u00e0 nel caso di trattamenti particolarmente prolungati. Il vantaggio principale di tale trattamento termico, oltre agli elevati valori di durezza ottenibili, \u00e8 la possibilit\u00e0 di applicazione su componenti finiti e di non richiedere quindi lavorazioni di finitura alla macchina utensile. Grazie alle basse temperature di trattamento, infatti, la deformazione dei pezzi dopo trattamento \u00e8 praticamente assente.<\/p>\n<p>La \u00a0simulazione di nitrurazione, al pari di quanto visto per la parte di cementazione, permette al progettista di ottimizzare il ciclo produttivo in termini di temperature e tempi di processo, nonch\u00e9 concentrazioni del mezzo nitrurante, in funzione delle profondit\u00e0 di trattamento richieste, come riportato in <strong>Figura 16<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_37843\" style=\"width: 3608px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/16_FRACASSO_05_2021.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-37843 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/16_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C238&#038;ssl=1\" alt=\"Simulazione\" width=\"750\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/16_FRACASSO_05_2021.jpg?resize=750%2C238&#038;ssl=1 3608w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/16_FRACASSO_05_2021-300x95.jpg 300w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/16_FRACASSO_05_2021-768x244.jpg 768w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/16_FRACASSO_05_2021-1024x325.jpg 1024w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/16_FRACASSO_05_2021-696x221.jpg 696w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/16_FRACASSO_05_2021-1068x339.jpg 1068w, https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2023\/06\/16_FRACASSO_05_2021-1325x420.jpg 1325w\" sizes=\"(max-width: 3608px) 100vw, 3608px\" data-recalc-dims=\"1\"><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 16. Fig.16 Simulazione del processo di nitrurazione con analisi della profondit\u00e0 di trattamento<\/figcaption><\/figure>\n<h2>La simulazione del trattamento termico al servizio della progettazione: conclusioni<\/h2>\n<p>E\u2019 stato evidenziato come la simulazione di processo, ed in particolar modo dei trattamenti termici e termochimici, si ponga come valido aiuto non solo a coloro che si occupano della definizione e relativa ottimizzazione dei cicli produttivi, ma anche dei progettisti di prodotto chiamati a considerare le reali caratteristiche meccaniche e metallurgiche dei componenti. La simulazione permette di considerare gli effetti del processo produttivo sul componente, ottimizzandone il design e il conseguente comportamento in esercizio.<\/p>\n<p>I vantaggi dell\u2019adozione della simulazione di processo possono essere riassunti in:<\/p>\n<ul>\n<li>produzione pi\u00f9 efficiente<\/li>\n<li>migliori performance di prodotto, in termini di qualit\u00e0 e costi<\/li>\n<li>riduzione del time-to-market, grazie alla riduzione\/eliminazione delle fasi di testing e campionatura<\/li>\n<li>incremento di know-how aziendale condiviso e non basato solo sull\u2019esperienza<\/li>\n<li>miglior dialogo tra cliente e fornitore e possibilit\u00e0 di sviluppare processi di co-design vista l\u2019adozione di un linguaggio comune<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><u>Nota<\/u><\/p>\n<p><em>Tutte simulazioni riportate in questo articolo sono state sviluppate utilizzando i software commerciali FORGE e SIMHEAT, sviluppati da TRANSVALOR S.A. e supportati in Italia da <a href=\"https:\/\/www.enginsoft.com\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">EnginSoft<\/a>.<\/em><\/p>\n<p><u>Riferimenti<\/u><\/p>\n<p>[1] \u2013 Czerwinski F., <u>Heat Treatment \u2013 Conventional and Novel Application<\/u>, INTECH, 2012<br \/>\n[2] \u2013 Boniardi M., Casaroli A., <u>Metallurgia degli acciai \u2013 Parte Prima<\/u>, Gruppo Lucefin \u2013 Politecnico di Milano, 2017<br \/>\n[3] \u2013 Lu Y., <u>Heat Transfer, Hardenability and Steel Phase Transformations during Gas Quenching<\/u>, Worcester Polytechnic Institute, 2016<br \/>\n[4] \u2013 Digges T. G., Rosenberg S. J., <u>Heat Treatment and Properties of Iron and Steel<\/u>, National Bureau of Standards Monograph 18, Issued October 3, 1960<br \/>\n[5] Rudnev V., Loveless D., Cook R. and Black M., <u>Induction Hardening of Gears: a Review<\/u>. Part 1, Heat Treatment of Metals, Vol.4, pp 97-103, 2003<br \/>\n[6] \u2013 Boniardi M., Casaroli A., <u>Gli acciai di nitrurazione e il loro trattamento termico<\/u>, Politecnico di Milano, 2013<\/p>\n<div class=\"notranslate\"><\/div>\n<div class=\"notranslate\"><\/div>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/la-simulazione-del-trattamento-termico-al-servizio-della-progettazione\/\">La simulazione del trattamento termico al servizio della progettazione<\/a> sembra essere il primo su <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/la-simulazione-del-trattamento-termico-al-servizio-della-progettazione\/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-simulazione-del-trattamento-termico-al-servizio-della-progettazione\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Redazione<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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