{"id":2030,"date":"2018-10-25T03:05:42","date_gmt":"2018-10-25T01:05:42","guid":{"rendered":"https:\/\/cfdfeaservice.it\/index.php\/2018\/10\/25\/efficienza-energetica-edifici-e-legge-di-bilancio-2019-cosa-cambia-e-quale-strada-ha-scelto-di-percorrere-il-governo\/"},"modified":"2018-10-25T03:05:42","modified_gmt":"2018-10-25T01:05:42","slug":"efficienza-energetica-edifici-e-legge-di-bilancio-2019-cosa-cambia-e-quale-strada-ha-scelto-di-percorrere-il-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2018\/10\/25\/efficienza-energetica-edifici-e-legge-di-bilancio-2019-cosa-cambia-e-quale-strada-ha-scelto-di-percorrere-il-governo\/","title":{"rendered":"Efficienza Energetica Edifici e legge di Bilancio 2019: cosa cambia e quale strada ha scelto di percorrere il Governo?"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>Sul piano internazionale la presentazione del rapporto IPCC \u201cGlobal warming of 1.5\u00b0C\u201d ha sottolineato il crescente allarme per il rapido deterioramento della condizione del clima, accompagnato dalla persistente ignavia della maggior parte dei Governi. Diversamente da altri Paesi, l\u2019evento \u00e8 passato quasi inosservato dalla nostra stampa nazionale.<\/p>\n<p>La Corte di Appello dell\u2019Aia ha pronunciato una sentenza storica: ha condannato il Governo olandese per aver agito illegalmente non rispettando l\u2019impegno a ridurre le emissioni di gas serra in maniera consistente. Cos\u00ec facendo il Governo non avrebbe preso le misure necessarie a prevenire la morte e il deterioramento della salute dei suoi cittadini.<\/p>\n<h3>L\u2019Analisi trimestrale dell\u2019ENEA del sistema energetico italiano ha fatto riscontrare consumi in crescita di oltre il 3% nel primo semestre 2018, nonostante il rialzo dei prezzi: dalla fine della recessione l\u2019andamento dei consumi di energia procede nuovamente in parallelo con quello dell\u2019economia e il sostanziale disaccoppiamento fra energia ed economia, che \u00e8 un elemento chiave della transizione verso un\u2019economia low carbon, non sembra a portata di mano.<\/h3>\n<blockquote>\n<p>\u201cSmettiamola di dire che l\u2019Italia ha fatto la sua parte per il clima, anzi che avrebbe fatto meglio degli altri Paesi, \u2013 dice Edo Ronchi, ex ministro dell\u2019Ambiente e presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile \u2013 con la lenta ripresa dell\u2019economia, le emissioni di gas serra in Italia non sono pi\u00f9 diminuite: negli ultimi 4 anni sono aumentate, arrivando intorno a 430 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, un valore pi\u00f9 alto delle emissioni del 2014\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Le nostre istituzioni centrali stanno manifestando una moderata attenzione. Nei prossimi mesi saranno impegnate nella definizione del Piano nazionale \u201cClima Energia\u201d ed \u00e8 freschissima l\u2019assegnazione alla Commissione Ambiente del Senato di un affare sui sussidi ambientalmente dannosi che, in teoria, dovrebbero essere progressivamente eliminati ma che nessun Governo si \u00e8 mai azzardato a toccare. L\u2019impressione per\u00f2 \u00e8 che si tratti ancora solo di un lento e prudentissimo processo di messa a punto di una strategia che non affronta il problema alla radice e che, nei fatti, non cambia nulla.<\/p>\n<p>Il confronto politico per la definizione della legge di bilancio per il 2019 \u00e8 entrato in una fase a dir poco vivace e la Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (NADEF) ha assunto toni rassicuranti, dopo le esternazioni dei mesi scorsi di chi affermava che si pu\u00f2 sostenere il rinnovamento del patrimonio edilizio, responsabile di un terzo dei consumi nazionali, eliminando gli incentivi.<\/p>\n<h3>Nella NADEF si legge che il Governo:<\/h3>\n<ul>\n<li>\n<h4>promuover\u00e0 la rigenerazione urbana;<\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4>stabilizzer\u00e0 l\u2019ecobonus e il sismabonus \u201ccon l\u2019introduzione di tipologie di certificazioni capaci di garantire i crediti e la predisposizione di contratti differenziati per tipologie d\u2019intervento, in grado di semplificare le attivit\u00e0 delle amministrazioni locali\u201d;<\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4>dar\u00e0 priorit\u00e0 alla tutela dell\u2019ambiente e alle energie alternative;<\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4>proseguir\u00e0 e render\u00e0 pi\u00f9 ambiziosa la lotta ai cambiamenti climatici riducendo progressivamente i fattori inquinanti, specialmente nel settore della mobilit\u00e0;<\/h4>\n<\/li>\n<li>\n<h4>favorir\u00e0 l\u2019utilizzo di fondi rotativi per il supporto degli investimenti per l\u2019efficientamento energetico degli edifici, con attenzione particolare per l\u2019edilizia residenziale pubblica.<\/h4>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Insomma, la cornice \u00e8 cautamente favorevole al proseguimento delle politiche di sostegno alla riqualificazione degli immobili energivori, anche se occorre ancora attendere il concreto trasferimento di questi principi attraverso specifiche norme che potrebbero essere introdotte con la legge di bilancio. Qui per\u00f2, notoriamente, la coperta \u00e8 corta, i principi contabili si prestano malissimo a valorizzare la capacit\u00e0 espansiva degli investimenti pubblici in attivit\u00e0 edilizia e la concitazione del dibattito nelle Commissioni e nelle Aule parlamentari non favorisce il perseguimento di linee razionali e coerenti. \u00c8 difficile aspettarsi innovazioni di rilievo, mentre il rischio di qualche passo indietro non pu\u00f2 essere escluso.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 nel dibattito politico recente si \u00e8 pure fatta strada l\u2019idea che gli incentivi all\u2019edilizia agevolerebbero prevalentemente le famiglie di censo elevato, che dispongono delle risorse da investire nella manutenzione degli immobili. Questo era vero in passato, era motivo di inaccettabile iniquit\u00e0 e ha giustificato l\u2019annosa battaglia per l\u2019introduzione del meccanismo della cessione dei crediti fiscali e per l\u2019estensione universale della sua fruizione. Ora che il meccanismo \u00e8 legge, la censura non ha pi\u00f9 senso, almeno per ecobonus e sismabonus che, grazie alla loro cedibilit\u00e0, sono in grado di aiutare le famiglie di ogni censo a preservare il valore del proprio patrimonio immobiliare, sempre pi\u00f9 aggredito dall\u2019incuria e dalla vetust\u00e0.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Nel Documento programmatico di bilancio 2019 inviato alla Commissione Europea l\u2019unica misura modificativa in materia di efficienza energetica \u00e8 la proroga degli incentivi che a legislazione vigente scadrebbero il 31 dicembre 2018, cio\u00e8 gli ecobonus non condominiali che, dunque, permangono alle condizioni attuali fino alla fine del 2019. Sembra dunque sventato il rischio di perdere tutte le agevolazioni specifiche per questo segmento, che muovono alcune decine di miliardi di euro di investimenti e il cui abbandono non avrebbe comportato per il bilancio pubblico alcun risparmio fiscale immediato da destinare ad altre priorit\u00e0 politiche e avrebbe causato, al contrario, la riduzione immediata delle attivit\u00e0 non pi\u00f9 incentivate, della relativa base imponibile e delle conseguenti entrate fiscali.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Ma l\u2019abrogazione degli incentivi non \u00e8 l\u2019unico modo per stroncare una domanda di riqualificazioni che sembra avviata verso un percorso di timida crescita, anche se ancora a livelli lontanissimi da quelli necessari per la decarbonizzazione dell\u2019economia al 2050. Anche i provvedimenti attuativi possono essere altrettanto letali: il ritardo nell\u2019emanazione dei provvedimenti dell\u2019Agenzia delle entrate sulla cessione dei crediti d\u2019imposta e la loro eccessiva rigidit\u00e0 ha bloccato le iniziative per due anni; i nuovi massimali specifici per tecnologia, contenuti in una bozza di decreto ministeriale e ritenuti da tutti gli operatori clamorosamente inadeguati, avrebbero effetti depressivi non molto diversi dall\u2019abrogazione; alcuni dettagli tecnici riguardanti i \u201crequisiti minimi\u201d obbligatori sono talmente stringenti da rendere impossibile l\u2019individuazione di soluzioni tecnologiche conformi (legali) per la riqualificazione di innumerevoli edifici.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 dunque ancora un gran lavoro, per il legislatore, per rendere enormemente pi\u00f9 efficace la capacit\u00e0 di stimolo degli incentivi, dare una risposta concreta agli accordi assunti in sede di COP21 \u2013 fino ad ora sterilizzati da una insufficiente assunzione di responsabilit\u00e0 politica \u2013 e affrontare strategicamente e in ottica di lungo periodo un problema, quello del consumo di energia degli edifici, che sino ad oggi \u00e8 stato solo sfiorato dal cambiamento ma che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere procrastinato.<\/p>\n<p>Non ci stanchiamo di ripetere che l\u2019investimento dello Stato nel rinnovamento del patrimonio edilizio nazionale dovrebbe essere considerato un\u2019azione strategica, per le sue conseguenze sullo sviluppo economico, sulla tutela dell\u2019ambiente e della sicurezza dei cittadini, sulla preservazione del valore dei loro risparmi. Bisogna allora passare dalle blande dichiarazioni di principio della NADEF alle disposizioni consistenti che rendono possibile la moltiplicazione delle azioni concrete sul territorio.<\/p>\n<h3>La stabilizzazione del sistema degli incentivi nel medio periodo, accompagnata dalla sua progressiva ottimizzazione, \u00e8 un passo fondamentale per sensibilizzare la popolazione chiarendo che indietro non si pu\u00f2 tornare, per consentire la pianificazione di investimenti di lungo periodo e per proteggere il processo di transizione energetica del comparto edilizio dalle contingenze della politica di bilancio.<\/h3>\n<p>Occorre proseguire nella sintonizzazione fine e dinamica dello strumento di incentivazione, con la ricerca del miglior equilibrio tra esigenze di stimolo, entit\u00e0 e qualit\u00e0 degli incentivi, fattori obbligatori e strumenti di controllo, in linea con gli orientamenti forniti dal recente aggiornamento delle direttive sull\u2019efficienza energetica e sulla prestazione energetica degli edifici.<\/p>\n<p>L\u2019ottimizzazione deve condurre a significative differenziazioni, in termini di intensit\u00e0 dell\u2019incentivo e di modalit\u00e0 della sua fruizione, che favoriscano preferenzialmente gli interventi di riqualificazione pi\u00f9 efficaci (che consentono di risparmiare la maggior quantit\u00e0 di energia) ed efficienti (che generano risparmio energetico al minor costo). Sotto questo profilo l\u2019attuale sistema \u00e8 ben impostato, premiando maggiormente gli interventi focalizzati sulla riduzione del fabbisogno di energia, ma pu\u00f2 essere migliorato per favorire di pi\u00f9 gli interventi integrati e pi\u00f9 prossimi allo standard NZEB.<\/p>\n<p>Molti sono i punti su cui lavorare. A titolo di esempio, \u00e8 ancora in attesa di decreto la sezione del Fondo nazionale per l\u2019efficienza energetica (introdotta dall\u2019ultima legge di bilancio) dedicata al rilascio di garanzie su operazioni di finanziamento degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, che \u00e8 determinante per l\u2019avvio di operazioni di riqualificazione di edifici caratterizzati da situazioni di grave disagio sociale.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Le \u201cfinestre di opportunit\u00e0\u201d (i \u201ctrigger point\u201d menzionati nella nuova direttiva) potrebbero essere sfruttate, anche in modo cogente, per stimolare la realizzazione di interventi di efficientamento in momenti della vita dell\u2019edificio nei quali \u00e8 economicamente pi\u00f9 conveniente effettuarli. Dalla Francia, dove esiste un Ministero della Transizione ecologica, giungono spunti di questo tipo anche se, a ben guardare, in Italia siamo gi\u00e0 pi\u00f9 avanti: abbiamo \u201crequisiti minimi\u201d che obbligano ad adeguare le trasmittanze quando si interviene sugli involucri, anche se le amministrazioni locali si guardano bene dal controllare (troppo impopolare?); abbiamo un sistema di incentivi all\u2019avanguardia, anche se perfettibile; possiamo coinvolgere gli investitori con la cessione dei crediti d\u2019imposta, anche se potrebbe costare meno se si cedessero direttamente alle banche (ma il nostro debito pubblico ci rende arduo negoziare con la UE quella che dovrebbe essere una cosa ovvia); abbiamo una quantit\u00e0 sterminata di edifici che oggi sono dentro la \u201cfinestra di opportunit\u00e0\u201d,con necessit\u00e0 urgente di manutenzione straordinaria e di miglioramento della sicurezza. Qualche voce anche da noi comincia a sostenere questa idea: per il CNI il sismabonus da solo non basta se non si introduce l\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019intervento.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>La funzione esemplare affidata agli enti pubblici per la promozione dell\u2019efficienza energetica ha finora fallito miseramente e il principale strumento di stimolo pensato per il settore \u00e8 chiaramente insufficiente: a quasi tre anni dall\u2019aggiornamento delle regole di funzionamento, che ha risolto i precedenti ostacoli di natura procedimentale, il Conto termico \u00e8 utilizzato dalla Pubblica Amministrazione per una frazione irrisoria della sua potenzialit\u00e0. Le risorse impegnate nel 2017 sono state di 15 milioni di euro su un plafond di 200 (7,5%). Al 1\u00b0 ottobre 2018 le risorse impegnate per l\u2019anno ammontavano ancora solo a 49 milioni (24,5%). Si potrebbe estendere la fruizione di ecobonus e sismabonus anche ai Comuni, come gi\u00e0 \u00e8 stato fatto per gli istituti che gestiscono gli edifici residenziali pubblici, a condizione di fruire dello strumento della cessione del credito di imposta, che risolverebbe gran parte delle esigenze di cassa degli enti locali.<\/p>\n<p>\u00c8 tempo di rimuovere le assurde discriminazioni soggettive che colpiscono i soggetti IRES in relazione agli immobili non utilizzati direttamente per lo svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale. Gli sprechi energetici sono tali a prescindere dalla destinazione d\u2019uso degli edifici. \u00c8 necessario rimodulare i massimali di spesa in funzione anche delle caratteristiche degli edifici non residenziali, in cui l\u2019importo massimo detraibile dovrebbe essere posto in relazione alla dimensione dell\u2019immobile. Dei massimali specifici per tecnologia si \u00e8 gi\u00e0 detto: la corretta individuazione della loro entit\u00e0 pu\u00f2 fare la differenza tra un incentivo efficace e uno strumento del tutto inutile.<\/p>\n<p>L\u2019adeguamento dei requisiti tecnici di accesso agli incentivi dovrebbe essere fatto con cautela. Bisogna evitare che da soglie eccessivamente severe derivino nuovi gravi ostacoli alla diffusione delle riqualificazioni profonde. Come \u00e8 gi\u00e0 stato osservato, oggi in molti casi risulta oltremodo difficile individuare soluzioni tecniche economicamente accettabili in grado di soddisfare alcuni requisiti minimi prescritti per le ristrutturazioni importanti. All\u2019origine di questa difficolt\u00e0 \u00e8 l\u2019eccessiva uniformit\u00e0 tra i requisiti richiesti per le nuove costruzioni e quelli per le ristrutturazioni che, di norma, sono soggette alla presenza di vincoli non tecnicamente o economicamente superabili. Le maggiori difficolt\u00e0 sono generalmente riscontrate in riferimento alle prescrizioni sulla correzione dei ponti termici e sulla quantit\u00e0 di energia da fonti rinnovabili. Crediamo che la soluzione corretta debba essere trovata in una pragmatica armonizzazione tra incentivi e requisiti minimi obbligatori, dinamica nel medio periodo, tale da evitare che questi ultimi si configurino, in funzione di impedimenti o difficolt\u00e0 tecniche eccessive, come barriere alla diffusione dei comportamenti virtuosi.<\/p>\n<h3>L\u2019incentivo \u00e8 uno strumento della SEN, e l\u2019obiettivo della SEN non \u00e8 premiare qualche caso di eccellenza, ma stimolare una trasformazione di massa. Di conseguenza, i requisiti diaccesso agli incentivi dovrebbero coincidere con i requisiti minimi.<\/h3>\n<p>Durante la recente presentazione del Libro bianco sulla fiscalit\u00e0 immobiliare curato da ANCE, per la prima volta un invito forte e chiaro \u00e8 stato rivolto alla politica economica del Paese a favore di un cambio di prospettiva: guardare non pi\u00f9 solo alla copertura finanziaria degli incentivi, ma anche alla base imponibile addizionale, indotta dagli investimenti incentivati.<\/p>\n<blockquote>\n<p>Come abbiamo sottolineato tante volte, gli incentivi a favore della riqualificazione energetica profonda degli edifici e della loro messa in sicurezza sismica possiedono una fortissima addizionalit\u00e0 (quasi tutti gli interventi che ne fruiscono non sarebbero realizzati in assenza degli incentivi) e, grazie agli spiccati effetti moltiplicativi propri del settore edile, sono in grado di stimolare attivit\u00e0 economiche aggiuntive e base imponibile incrementale in misura tale da compensare il costo della politica di stimolo. Inoltre, gli effetti sulla bilancia commerciale sono positivi in quanto le risorse utilizzate sono in larghissima parte di provenienza nazionale. Si tratta quindi di un modello di politica fiscale altamente espansivo, che si mostra particolarmente idoneo nella condizione di stagnazione che da lungo tempo deprime la nostra economia e del tutto in linea con le esigenze di stimolo del PIL e di riduzione del rapporto debito pubblico\/PIL.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Bene farebbe quindi il legislatore a fare un altro sforzo, con la prossima legge di bilancio, per cogliere i molteplici benefici che possono derivare da una politica forte e determinata a favore dell\u2019efficienza energetica degli edifici.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.unioneingegneri.com\/efficienza-energetica-edifici-e-legge-di-bilancio-2019-cosa-cambia-e-quale-strada-ha-scelto-di-percorrere-il-governo\/\">Efficienza Energetica Edifici e legge di Bilancio 2019: cosa cambia e quale strada ha scelto di percorrere il Governo?<\/a> proviene da <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.unioneingegneri.com\/\">Unione Geometri<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unioneingegneri.com\/efficienza-energetica-edifici-e-legge-di-bilancio-2019-cosa-cambia-e-quale-strada-ha-scelto-di-percorrere-il-governo\/\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Redazione<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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