{"id":19874,"date":"2020-10-13T03:01:39","date_gmt":"2020-10-13T01:01:39","guid":{"rendered":"https:\/\/cfdfeaservice.it\/index.php\/2020\/10\/13\/progettare-per-la-manifattura-additiva\/"},"modified":"2020-10-13T03:01:39","modified_gmt":"2020-10-13T01:01:39","slug":"progettare-per-la-manifattura-additiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.cfdfeaservice.it\/index.php\/2020\/10\/13\/progettare-per-la-manifattura-additiva\/","title":{"rendered":"Progettare per la Manifattura Additiva"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"margin: 5px 5% 10px 5%;\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilprogettistaindustriale.it\/files\/2020\/10\/Schermata-2020-10-12-alle-11.39.09.png?resize=750%2C422&#038;ssl=1\" width=\"750\" height=\"422\" title=\"\" alt=\"\" data-recalc-dims=\"1\"><\/div>\n<div>\n<p><strong>In un contesto industriale rivolto sempre pi\u00f9 al digitale e in un mercato sempre pi\u00f9 dinamico e rivolto all\u2019estrema personalizzazione dei prodotti, la stampa 3D sembra essere la soluzione progettuale che meglio e pi\u00f9 rapidamente sappia rispondere ai nuovi bisogni legati allo sviluppo prodotto<\/strong><\/p>\n<p><em>di Stefano Monti<\/em><\/p>\n<p>La parola <em>Progettare<\/em> ha origine dal latino p<em>roiectare, ovvero<\/em> \u201cgettare avanti\u201d. Dato un obiettivo da raggiungere, la progettazione si compone di tutti quei passaggi logici e formali che hanno origine dall\u2019ideazione, passano attraverso lo studio di fattibilit\u00e0, giungendo poi alla realizzazione del progetto. In ambito industriale, possiamo intendere con progettazione il processo di ideazione, calcolo e realizzazione di un prodotto. Il risultato finale \u00e8 un trade-off, ovvero un compromesso, tra il concept iniziale del prodotto e le limitazioni introdotte dalla forma, dai materiali e dai processi tecnologici utilizzati per realizzare i diversi componenti. La progettazione \u00e8 una corsa ad ostacoli, influenzata in modo importante dai limiti tecnologici dei processi produttivi. Di fatti, i processi manifatturieri tradizionali, come la fresatura, tornitura, fusione, ecc. pongono seri limiti alla forma e alla complessit\u00e0 del prodotto finito. Di conseguenza, il prodotto finale \u00e8 molto lontano dalla sua <em>forma<\/em> <em>ideale<\/em>.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da qualche decennio, ormai, a supporto dei progettisti sono state introdotte diverse metodologie per guidare il professionista nell\u2019ottimizzazione di specifici aspetti della vita di un prodotto. Queste tecniche vengono generalmente definite <em>Design for X<\/em> (ovvero <em>Progettare per \u2026<\/em>), in cui la <em>X<\/em> viene sostituita per definire uno specifico aspetto della filiera produttiva. Ad esempio, la lettera <em>A<\/em> rappresenta la progettazione per l\u2019ottimizzazione dell\u2019<em>Assemblaggio<\/em>, <em>M<\/em> sta per <em>Manufacturing<\/em> (dall\u2019inglese <em>Produzione<\/em>), ecc\u2026 Attraverso queste tecniche \u00e8 possibile ridurre i costi e la complessit\u00e0 del prodotto finale.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni la manifattura additiva viene vista come una tra le tecnologie di produzione del futuro. In un contesto industriale rivolto sempre pi\u00f9 al digitale, in un mercato sempre pi\u00f9 dinamico e rivolto all\u2019estrema personalizzazione dei prodotti, la stampa 3D sembra essere la soluzione per rispondere in modo rapido ed efficiente a questi nuovi bisogni. I processi di manifattura additiva realizzano il prodotto per addizione, ovvero depositando (quindi aggiungendo) il materiale solo dove necessario. Al contrario, ad esempio, dei processi tradizionali come la fresatura o la tornitura che sono processi sottrattivi, ovvero rimuovono materiale. Questa caratteristica propria della stampa 3D fa s\u00ec che non siano necessarie maschere di supporto o costose matrici per realizzare il prodotto. Di conseguenza, la produzione non \u00e8 legata ad un singolo prodotto e possono essere realizzati in serie prodotti completamente diversi, senza dover sostituire le matrici di stampa o cambiare setup. Tuttavia, questo processo produttivo \u00e8 in grado di esprimere la sua massima potenzialit\u00e0 solo nel caso in cui anche le scelte progettuali incontrino quelle che sono le libert\u00e0 e i limiti della stampa 3D. Per far questo \u00e8 stata introdotta la metodologia progettuale chiamata Design for Additive Manufacturing (DfAM). Vediamo di capire di cosa si tratta.<\/p>\n<h1>Design for Additive Manufacturing<\/h1>\n<p>La manifattura additiva sta cambiando totalmente i criteri di progettazione. La possibilit\u00e0 di realizzare forme molto complesse a costi competitivi \u00e8 un\u2019ottima opportunit\u00e0 per progettare prodotti innovativi, capaci di esprimere il miglior compromesso tra prestazioni e peso. Vi sono tutta una serie di tecniche per ottenere componenti ottimizzati strutturalmente, la cui forma fa s\u00ec che il materiale sia presente solo dove necessario. Riducendo cos\u00ec sia i costi produttivi, che di funzionamento (perch\u00e9 pi\u00f9 leggero). Queste caratteristiche sposano alla perfezione il cosiddetto <em>light-weight design<\/em>, in cui l\u2019obiettivo primario \u00e8 l\u2019ottimizzazione del rapporto peso-prestazione di un prodotto. Per far sue queste nuove caratteristiche tecnologiche, il progettista deve modificare il suo modo di ragionare, durante lo sviluppo del nuovo prodotto. Vediamo pi\u00f9 in dettaglio di quali parti si compone la progettazione per manifattura additiva.<\/p>\n<p>Innanzitutto, <em>il soggetto della progettazione \u00e8 la funzione<\/em> che il prodotto dovr\u00e0 svolgere. Non i limiti tecnologici. Attraverso la manifattura additiva \u00e8 possibile ripartire da zero e ripensare totalmente il componente. Questo significa che \u00e8 possibile ripensare e riprogettare componenti gi\u00e0 esistenti, ottimizzandone la geometria per risparmiare materiale o costi di utilizzo.<\/p>\n<p>Il primo elemento che il progettista deve definire in fase di sviluppo\/re-design di un prodotto \u00e8 il <em>Design Space<\/em> (ovvero lo spazio di progettazione). Esso consiste nel volume in cui il materiale pu\u00f2 essere gestito, al fine di identificare la forma finale del prodotto. A questo punto ci sono tre possibili strade che il progettista pu\u00f2 seguire:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Realizzazione diretta:<\/strong> un prodotto esistente viene solamente realizzato con stampa 3D, senza modificarne la forma. In questo caso il Design Space \u00e8 limitato al solo processo.<\/li>\n<li><strong>Adattamento del componente:<\/strong> in questo caso il Design Space prende in considerazione sia il processo, che la forma del prodotto. Si parte dalla forma del componente originario per ottenere una versione ottimizzata, passando il modello virtuale in particolari simulatori (che verranno descritti in seguito).<\/li>\n<li><strong>Progettazione da nuovo: <\/strong>il prodotto viene ripensato da zero, come se non esistesse. Si mette in discussione completamente sia il design del prodotto che la sua funzione, con l\u2019obiettivo di migliorare il sistema a tutto tondo. Seguendo questo procedimento \u00e8 possibile ottenere il miglior risultato in termini di riduzione del peso, performance del prodotto e costi di realizzazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questi tre livelli rappresentano l\u2019entit\u00e0 del cambiamento che si vuole introdurre nel design dei propri prodotti. Per progettare con l\u2019ottica di ottimizzare la forma dei componenti, \u00e8 chiaro che servano strumenti per identificare dove \u00e8 necessario porre materiale e dove pu\u00f2 essere rimosso. Un procedimento di questo tipo non pu\u00f2 essere svolto a mano. Sono necessari strumenti di modellazione e simulazione virtuale in grado di svolgere queste operazioni. Vediamo di capire quali sono i metodi che possono essere adottati per ottenere l\u2019ottimizzazione strutturale del prodotto.<\/p>\n<h1>Strumenti per una progettazione senza confini\u2026<\/h1>\n<p>Con metodi di ottimizzazione strutturale si intendono tutti gli strumenti in grado di gestire il modello digitale di un componente. Costruendo opportunamente il modello di funzionamento del sistema, si \u00e8 in grado di stimare gli sforzi e le deformazioni a cui il prodotto sar\u00e0 sottoposto una volta posto in esercizio. Di conseguenza il sistema \u00e8 in grado di identificare le regioni meno sottoposte a sforzo, eliminare materiale da quella zona e ricalcolare la distribuzione di sforzi. Questo procedimento viene ripetuto in sequenza, in un ciclo iterativo, fino a quando la variazione della geometria tra un passaggio e l\u2019altro diventa trascurabile. Cos\u00ec facendo si ottiene la geometria ottimizzata del prodotto. Nel linguaggio tecnico, questo strumento viene chiamato <em>Ottimizzazione Topologica<\/em>.<\/p>\n<p>Un ulteriore strategia consiste nell\u2019adottare geometrie a scala variabile, ovvero utilizzare elementi strutturali aventi dimensione caratteristica variabile tra centimetri, millimetri e micron. In questo modo \u00e8 possibile ottimizzare ulteriormente l\u2019uso del materiale, riducendo conseguentemente il peso del componente finale. Questo \u00e8 un aspetto fondamentale in molti campi industriali, come ad esempio il settore aeronautico, automotive (e non solo per le corse di Formula 1). Di fatti, riducendo il peso del sistema, si riduce conseguentemente il consumo di carburante, rendendo cos\u00ec il sistema pi\u00f9 sostenibile sia a livello economico che ambientale. Il tutto poi pu\u00f2 essere relazionato all\u2019utilizzo di materiali diversi per lo stesso prodotto, cambiando materiale di apporto in funzione delle prestazioni richieste nelle varie parti del prodotto. Cos\u00ec facendo si lavora anche sulla densit\u00e0 dei materiali utilizzati, ottenendo un ulteriore vantaggio dal punto di vista delle performance.<\/p>\n<p>Il\/La progettista deve tenere bene a mente le potenzialit\u00e0 offerte da questa tecnologia durante lo sviluppo dei prodotti. Tuttavia, nonostante le enormi libert\u00e0 che caratterizzano la stampa 3D, vi sono alcuni limiti, o meglio, considerazioni progettuali da tenere ben presente. Vediamo di capire quali sono.<\/p>\n<h1>\u2026 ma attenzione<\/h1>\n<p>Nonostante la grande libert\u00e0 offerta dalla manifattura additiva, \u00e8 molto importate tenere presente che anch\u2019essa ha dei limiti. Questi \u201csvantaggi\u201d della manifattura additiva riguardano principalmente la relazione tra materiale e processo fisico utilizzato. I sistemi di additive manufacturing pi\u00f9 diffusi oggi sul mercato sfruttano il processo di fusione del materiale. Nel caso di stampa con polimeri, la deposizione del materiale avviene tramite una testa caratterizzata da un ugello riscaldato e il filo di plastica (che rappresenta il materiale d\u2019apporto); per i materiali metallici, invece, uno dei metodi pi\u00f9 diffusi \u00e8 il <em>powder bed fusion<\/em>, dove la polvere metallica viene stesa nella zona di lavoro, un fascio laser (o a elettroni, ecc..) riscalda localmente il materiale, portandolo a fusione. In entrambi i casi, la lavorazione avviene punto a punto, seguendo poi un percorso necessario a coprire tutto lo strato. Questo sistema \u00e8 chiaramente molto lento, di fatti oggigiorno alcune aziende stanno sviluppando metodi di stampa che siano in grado di depositare materiale su tutta la superficie richiesta, in un singolo passaggio. Cos\u00ec facendo, la velocit\u00e0 di produzione aumenta anche di cinquanta volte!<\/p>\n<p>Il fatto di riscaldare e fondere il materiale pone certi limiti dal punto di vista dei materiali che possono essere processati. Inoltre, le caratteristiche intrinseche del materiale possono influenzare le prestazioni del prodotto finito. Ad esempio, alcuni materiali polimerici in genere presentano un comportamento differente in funzione della direzione di carico, cio\u00e8 hanno caratteristiche anisotrope. Ci\u00f2 significa che per questi materiali, anche la direzione di stampa, l\u2019orientazione e il posizionamento del pezzo nell\u2019area di lavoro sono elementi essenziali nel definire le prestazioni del prodotto finito. Inoltre, nel caso di manifattura additiva su materiali metallici, il riscaldamento del materiale accentua i fenomeni corrosivi. Perci\u00f2 \u00e8 necessario che la camera di lavoro sia riempita con gas inerte, eliminando (quasi) completamente l\u2019ossigeno.<\/p>\n<p>Soprattutto parlando di manifattura additiva con materiali metallici, il prodotto appena realizzato non pu\u00f2 essere subito messo in esercizio. Di fatti, \u00e8 necessario effettuare trattamenti termici di distensione, al fine ridurre l\u2019entit\u00e0 degli sforzi residui. Dopodich\u00e9 il prodotto deve essere sottoposto ad una serie di finiture superficiali. Niente di diverse da quanto viene fatto oggi con tecnologie tradizionali, ma \u00e8 importante sottolineare che lo stesso criterio deve essere seguito anche per la manifattura additiva.<\/p>\n<h1>Il nuovo volto dell\u2019industria<\/h1>\n<p>La manifattura additiva \u00e8 un grande passo verso l\u2019industria digitale. Oggi il mercato sta spingendo molto verso questo cambio di paradigma, perch\u00e9 pi\u00f9 efficiente, presenta un miglior controllo dei processi ed \u00e8 molto flessibile. La caratteristica principale \u00e8 l\u2019ottimizzazione dei prodotti. Un miglior utilizzo del materiale permette di risparmiare risorse, non solo in fase produttiva, ma ha effetti su tutta la filiera. Allo stesso modo, la manifattura additiva porta vantaggi anche nell\u2019ambito della progettazione, permettendo al progettista di liberare la creativit\u00e0, per realizzare prodotti altamente innovativi ed efficienti. Gi\u00e0 oggi \u00e8 possibile realizzare i prodotti del domani, con lo sguardo sempre rivolto all\u2019ambiente.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<p>L&#8217;articolo <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/progettare-per-la-manifattura-additiva\/\">Progettare per la Manifattura Additiva<\/a> sembra essere il primo su <a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/\">Il Progettista Industriale<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilprogettistaindustriale.it\/progettare-per-la-manifattura-additiva\/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=progettare-per-la-manifattura-additiva\">Vai alla fonte.<\/a><\/p>\n<p>Autore: Emanuela Bianchi<\/p>\n<p class=\"wpematico_credit\"><small>Powered by <a href=\"http:\/\/www.wpematico.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">WPeMatico<\/a><\/small><\/p>\n<p><strong>_________________________________<\/strong><\/p>\n<p><strong>CFD FEA Service SRL<\/strong> &egrave; una societ&agrave; di servizi che offre <em>consulenza<\/em> e <em>formazione<\/em> in ambito <strong>ingegneria<\/strong> e <strong>IT<\/strong>. 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