L’Unione europea ha adottato la Direttiva 2026/470 — il cosiddetto “pacchetto Omnibus I“, approvato il 24 febbraio scorso ed entrato in vigore il 18 marzo — per semplificare gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e dalla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), due pilastri della normativa ESG europea.
L’obiettivo è ridurre gli oneri amministrativi e rafforzare la competitività del sistema economico europeo, senza abbandonare le finalità strategiche del Green Deal e del Piano d’Azione sulla Finanza Sostenibile.
In fondo alla news, si allega il testo completo e scaricabile gratuitamente della Direttiva 2026/470 – Pacchetto Omnibus I
LE PRINCIPALI MODIFICHE: NUOVE SOGLIE DIMENSIONALI PER L’OBBLIGO DI REPORTING CSRD
Per riequilibrare il rapporto tra obiettivi di sostenibilità e competitività del sistema economico europeo, gli interventi più rilevanti del pacchetto di semplificazione sono l’innalzamento delle soglie dimensionali che fanno scattare l’obbligo e la revisione delle informazioni richieste alle imprese.
Il primo punto, in particolare, riflette lo scopo della direttiva che prevede l’applicazione della CSRD principalmente alle grandi imprese. In base al nuovo assetto, la rendicontazione di sostenibilità spetta soltanto alle imprese che, alla data di chiusura del bilancio, sia su base individuale sia su base consolidata:
- superano i 450 milioni di euro di ricavi netti delle vendite e delle prestazioni;
- occupano in media più di 1.000 dipendenti nel corso dell’esercizio.
In caso di rendicontazione consolidata, l’obbligo ricade sulla società capogruppo che oltrepassa tali soglie.
Il nuovo assetto prevede inoltre un’esenzione transitoria per le imprese che avrebbero dovuto avviare la rendicontazione a partire dall’esercizio finanziario 2024 e che non rientrano più nel nuovo ambito di applicazione per il 2025 e il 2026.
REVISIONE ANCHE PER GLI OBBLIGHI DI DUE DILIGENCE
Anche la CSDDD che disciplina le responsabilità delle imprese rispetto agli impatti ambientali e sociali lungo la catena del valore, è interessata dal pacchetto di semplificazione. Le modifiche approvate restringono infatti l’ambito di applicazione della disciplina, concentrando gli obblighi sulle imprese di dimensioni molto grandi, vale a dire quelle che:
- nell’ultimo esercizio, superano in media i 5.000 dipendenti;
- registrano un fatturato netto mondiale superiore a 1,5 miliardi di euro.
La revisione mira inoltre a limitare gli effetti a cascata sulle imprese più piccole della filiera: le aziende non saranno più tenute a raccogliere dati da tutti i fornitori, ma soltanto nei casi in cui ciò sia ragionevole rispetto ai rischi reali connessi ai rapporti con terze parti.
PMI E IMPRESE NON OBBLIGATE: MENO ONERI, MA IL REPORTING ESG RESTA RILEVANTE
Le modifiche introdotte dall’Unione europea puntano a ridurre gli effetti sproporzionati degli obblighi ESG sulle PMI e, più in generale, sulle imprese non soggette direttamente alla rendicontazione di sostenibilità. Tuttavia, disporre di dati ESG strutturati continuerà a essere utile — o necessario — nei rapporti con clienti soggetti agli obblighi normativi, con investitori e sistema bancario, nell’ambito di logiche di gruppo e per ragioni strategiche o reputazionali. A supporto, la Commissione europea predisporrà un portale online con modelli e orientamenti pratici, mentre entro marzo 2028 è prevista una relazione sulle soluzioni tecnologiche per lo scambio automatizzato dei dati di sostenibilità.
TEMPISTICHE DI RECEPIMENTO
Gli Stati membri dovranno recepire la direttiva entro un anno dalla sua entrata in vigore. Per la CSDDD il termine di recepimento nel diritto nazionale è fissato al 26 luglio 2028, con conformità delle imprese entro luglio 2029.
PER APPROFONDIRE
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L’articolo SEMPLIFICAZIONE DELLA RENDICONTAZIONE DI SOSTENIBILITÀ: LA DIRETTIVA UE 2026/470 “OMNIBUS I” proviene da Vega Engineering.
Autore: Vega Engineering
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